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AdessoLaStoria


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attentato a New York, stragi a Mogadiscio, nucleare in Corea…
la tempesta assassina non si ferma

l’urgenza di un impegno per la vita

Ieri a New York, un giovane uzbeko, residente negli usa dal 2010, ha compiuto un attentato nel cuore della città. Con tragiche modalità ormai note si è lanciato con un furgone su persone inermi e indifese, per poi scendere e sparare. Ha provocato 8 morti e una dozzina di feriti, seminando il panico. Neutralizzato dalla polizia, si è proclamato appartenente all’Isis, che ha rivendicato l’atto terroristico. È anche questo un tragico rituale: dopo la liberazione di Raqqa, così come era avvenuto spesso dopo ogni sconfitta sul campo, lo Stato islamico vigliaccamente inneggia e incita all’azione di singoli attentatori in giro per il mondo, spesso persone mentalmente instabili, affascinate delle terribili ideologie assassine dei nazijihadisti, che agiscono da sole e incontrollate, sfruttando anche le incapacità degli Stati a difendere la vita delle persone, e le loro complicità. Perché gli Stati sono all’origine del bellicismo e dell’uccidibilità.
Il terrorismo dello stato islamico è una minaccia per tutti, così come lo sono altre, non meno pericolose. Nel giro di due settimane infatti, due diversi attentati rivendicati da al Shabaab – legati ad al Qaeda – hanno provocato in un mercato ed in un hotel di Mogadiscio in Somalia quasi 300 morti ed innumerevoli feriti. Di nuovo si colpiscono persone impreparate e indifese.
Tutti gli Stati sono canaglia e pericolosi: i venti di guerra che da Washington spirano verso la Corea del Nord, si incontrano con le terribili aspirazioni nucleari del dittatore Kim Yong Un: oltre 200 morti secondo alcune fonti, in un sito di test atomici, dovuti al crollo di un tunnel, in seguito ai terremoti che le bombe nordcoreane generano nel paese.
Cronache di una tempesta assassina che non si ferma e che travolge il pianeta: ciò ci impone una volta di più di ribadire come sia urgente e indispensabile rilanciare e rafforzare un impegno per la vita, cercando e provando a affermare il meglio della nostra umanità, per provare, assieme, a vivere meglio, fuori e contro il bellicismo degli stati e l’uccidibilità dilagante.

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