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navi militari italiane nelle acque libiche

una missione di guerra contro gli immigrati

L'annuncio del governo italiano di spedire navi militari nelle acque libiche è una ulteriore espressione di quella guerra agli immigrati che ha già fatto decine di migliaia di vittime nel Mediterraneo. Inviare contro barconi di gente inerme 700 militari con compiti di controllare la guardia costiera libica affinché svolga il lavoro sporco di riportare a terra chi  prende la via del mare per cercare scampo, è indegno. Una missione che si aggiunge ai decreti legge del ministro degli interni, alla stretta contro le ONG che salvano le vite in mare, alla propaganda sempre più razzista di fascioleghisti e affini che parlano delle migrazioni come invasioni. Una missione che costa 90 milioni al mese quando in questo stesso Paese c'è gente che muore di fame, che è vittima di schiavitù e che è costretta e reclusa nell'accoglienza di stato. Tutto ciò è un'offesa all'umanità. Purtroppo, come sappiamo, questa misura non farà altro che creare nuove tragedie. La spinta di esseri umani a vivere e per questo ad emigrare, a fuggire da fame, miseria e guerre, come ampiamente dimostrato, non sarà mai fermata da muri, fili spinati né da eserciti alle frontiere. Inoltre, mettere in conto l'uso della forza, non sappiamo dove porterà in una terra come la Libia dove imperversano guerre e faide, organizzazioni terroristiche e malavitose. Facciamo appello alla gente solidale, agli antirazzisti, alle ONG e alle persone di ogni confessione religiosa che credono nella solidarietà, ai fratelli e alle sorelle immigrati ad unirsi, denunciare questa ulteriore barbarie e reagire. Ci impegniamo con ancora più forza per l'accoglienza per tutti senza condizioni cominciando a preparare fin da ora la manifestazione nazionale a Roma del 7 ottobre 2017.

La direzione immigrazione
della Corrente umanista socialista

è uscito
umanesimo
socialista
n.4

us4