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AdessoLaStoria


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i bimbi e le bimbe colpiti a Manchester

il valore della vita

Il primo pensiero è andato a loro. Nel momento in cui ho saputo dell’attentato a Manchester, dove era successo e chi era stato colpito, mi sono passati davanti agli occhi i miei alunni e le mie alunne, bimbe e bimbi di 9/10 anni che conoscono Ariana Grande, ne ascoltano le canzoni e la seguono nella serie TV su Super.
Sì, perché il pubblico di quel concerto erano bambini e adolescenti dai 9 ai 17 anni, accompagnati dai loro genitori o parenti maggiorenni.
Per questo è stato un attentato diverso dagli altri. Hanno voluto colpire i più giovani e più indifesi.
Mettiamoci nei panni di questi nostri giovani e bambini. Come si possono sentire?
Ascoltiamoli e aiutiamoli ad affrontare questa tragedia, a parlarne e a non farsi annichilire dall’angoscia e dalla paura. Emozioni che non solo loro ma anche noi proviamo. Riflettiamo con loro su qual è il modo migliore di reagire. Loro sono il futuro. Il futuro di una possibile vita migliore di cui si può essere protagonisti sin da piccoli secondo le proprie possibilità, senza caricarli di responsabilità che invece sono degli adulti.
Forse una strada positiva per affrontare tutto ciò è proprio pensare al valore della vita, di una vita felice in cui l’amore e l’amicizia prevalgono, provando ad essere consapevoli che questa forza ci può aiutare a fronteggiare l’odio.
Aiutiamoli anche a difendersi, ad essere saggi e a scegliere di non andare ai concerti, almeno per un po'.

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