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AdessoLaStoria


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chi lucra sulla pelle degli immigrati?

La ndrangheta calabrese  controlla il CARA ( centro per l’accoglienza richiedenti asilo ) più grande d’Europa all’isola di Capo Rizzuto. Controllo possibile grazie al governatore della Misericordia Leonardo Sacco ed al parroco dell’ isola Edoardo Scordio.  Persone che sino a pochi mesi erano definite un modello nell’attività della Misericordia per la gestione dell’accoglienza e per aver offerto una possibilità di lavoro a tanta gente. In effetti, hanno “offerto” ma, alle cosche mafiose, prima in guerra fra di loro, di unirsi per sfruttare l’affare del secolo, la gestione dell’accoglienza, con conseguenze drammatiche per gli immigrati. Il servizio mensa era talmente sacrificato che mangiavano molte meno persone di quante avrebbero dovuto ed il cibo, secondo le parole del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che conduce l’inchiesta che per ora ha portato all’arresto di 68 persone, era più adatto a maiali che ad esseri umani. Dopo Mafia Capitale, le indagini al CARA di Mineo ora è la volta di Capo Rizzuto. Dall’indagine emerge che da circa dieci anni Il clan Arena controllava il CARA, praticamente dalla sua nascita, avvenuta 11 anni fa e tutto lascia pensare che hanno esteso la propria attività criminale su gran parte della gestione dell’accoglienza in Italia. Il sistema dell’accoglienza, le leggi che la regolano favoriscono e permettono alle organizzazioni mafiose, da sempre conniventi con le istituzioni statali, ad associazioni di ogni tipo, persino religiose come la Misericordia, a cooperative guidate da loschi affaristi di lucrare ed arricchirsi sulla vita dei rifugiati. La vicenda di Capo Rizzuto non è l’eccezione, rappresenta la normalità. Normalità, in cui convivono  l’ipocrisia statale, le menzogne e le cattiverie razziste, gli attacchi alle ONG, “ colpevoli “ di salvare vite, la moltiplicazioni di leggi utili a discriminare ed espellere gli immigrati, come l’ultima Minniti- Orlando.  Noi non accettiamo tutto ciò che oggi si definisce “ accoglienza” in primo luogo per ragioni umane e morali. Siamo dalla parte delle persone che spinte da un moto, da un sentimento di solidarietà provano con gesti, parole, azioni a rendere migliore la vita di altri esseri umani e vogliamo riflettere assieme sui benefici umani che ne conseguono. Dalla parte delle associazioni come L’Associazione antirazzista ed interetnica 3 febbraio che sta provando a proporre e realizzare un’altra idea di accoglienza, intrisa di protagonismo umano e che vorremmo possa essere sempre di più un esempio e motivo d’attrazione ed’impegno per tante persone solidali.  Dalla parte delle ONG, che si adoperano per salvare vite, sapendo che sosteniamo in particolare quelle che cercano una propria indipendenza dagli apparati statali. Dalla parte dei popoli che hanno lottato e continuano a sperare nella propria libertà come quello siriano e che sta pagando un prezzo altissimo. Vogliamo provare ad unire persone ed esperienze positive e diverse di solidarietà ed accoglienza perché crediamo che questa unione renderebbe migliore la vita di tutti, in primo luogo degli immigrati. Vogliamo provare a far emergere la voce di chi vuole contrastare le politiche guerrafondaie di tutti i nemici dell’umanità e che causano tante sofferenze agli immigrati ed ad interi popoli,  in primo luogo a quello siriano.  Anche per queste ragioni ci impegneremo e prepareremo la manifestazione nazionale del 7 ottobre a Roma “ Pace e libertà per il popolo siriano “

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