Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria

                           

                           

                                         all'11 marzo
                                       abbiamo raccolto

                               389.128 euro

 


Stampa
PDF

Attacco terrorista in Pakistan

Nazijihadisti vigliacchi e assassini

Lunedì 8 agosto i terroristi nazijihaidisti hanno di nuovo colpito: un attacco suicida nel cortile di un ospedale a Quetta, nel sudovest del Pakistan, ha fatto 70 morti e oltre 100 feriti, in gran parte avvocati che accompagnavano il presidente della loro associazione, colpito a morte dai terroristi poche ore prima. L’attacco è stato rivendicato addirittura da due gruppi, entrambi parte della galassia di formazioni che s’ispirano all’Isis o lo affiancano, richiamandosi ai tratti più reazionari e bellicisti dell’Islam e che colpiscono vigliaccamente gente inerme, in gran parte musulmani. E’ evidente che l’Isis e le canaglie sue affini stanno cercando di allargare al subcontinente indiano il teatro delle operazioni, visti i colpi che stanno ricevendo in Medio Oriente. Infatti questo attentato viene poco dopo quello recente a Dacca in Bangladesh, a Kabul in Afghanistan il 23 luglio contro una manifestazione dell’etnia hazara e a Lahore, sempre in Pakistan, nel marzo scorso. Altrettanto evidente è che stati, governi e apparati repressivi di questi paesi – al di là delle ipocrite condanne e impegni - non hanno né la volontà né la capacità di combattere un terrorismo che è nato e cresciuto come un loro mostro gemello, alimentandosi di complicità e appoggi sia espliciti che occulti.

Lo scarso rilievo che ha avuto questo attentato nei notiziari e nella stampa nostrana è un ennesimo esempio di ipocrisia e disumanità di cui tanta parte dell’informazione sta dando prova: lo spazio che si concede a questi tragici avvenimenti dipende dalla geografia (il Pakistan è “lontano”) e dal fatto che non sono coinvolti occidentali o italiani tra le vittime.
La nostra solidarietà va alle vittime e ai loro cari, a tutte le genti colpite dal terrorismo; il nostro schieramento è con chi combatte l’Isis e la peste nazijihaidista, siamo dalla parte di tutti/e i musulmani che vogliono pacificazione e convivenza. Infine e ancora una volta: di fronte ai potenziali pericoli che incombono anche in Italia, non bisogna fidarsi dell’irresponsabile invito dei governanti a “continuare a vivere normalmente”, facciamo piuttosto attenzione ai nuovi pericoli, rinnoviamo i nostri criteri per prevenire le minacce, contiamo sulle capacità di autodifesa tra le persone che si conoscono, distinguendo tra le persone ben disposte, solidali e quelle violente e i potenziali assassini, a qualunque etnia, credo religioso, cultura essi appartengano, in borghese o in divisa.

Ultimo Numero

 • n. 332


dal 4 al 18 marzo 2019


è uscito
umanesimo
socialista
n.5

us4