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comincia lo sgombero della “giungla” di Calais

la risposta che preferiscono

Come ampiamente preannunciato, è cominciato oggi per mano della polizia francese lo sgombero della “giungla” di Calais, l'insediamento costruito e abitato da migliaia di immigrati – ai quali va la nostra solidarietà – che cercano di raggiungere il Regno Unito. È un'azione di forza che vede protagonisti centinaia di uomini delle forza dell'ordine con lacrimogeni e manganelli a cui ha risposto, scontrandovisi, un settore di immigrati che difendevano le loro abitazioni di fortuna e tutte gli altri servizi di cui si erano dotati, dai ristoranti ai barbieri, dai luoghi di culto ai bazar.
Nonostante una mobilitazione internazionale che ha visto anche protagonisti di prestigio, il governo e la magistratura francesi hanno dato mano libera ai loro apparati repressivi dimostrando una volta di più che la chiusura delle frontiere, il respingimento, la violenza e l'intolleranza sono al fondo le uniche risposte che gli Stati possono dare al desiderio di vita migliore che anima chi immigra in questo continente.
Un atteggiamento miope, quello degli Stati europei ma non solo, che va, invano, contro la storia e che non può, per la manifesta incapacità di governo di un sistema decadente, tenere conto delle grandi trasformazioni in atto provando a fermarle nel modo che conosce meglio: la violenza.
Ma non si può arrestare la storia, nemmeno a Calais. 

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