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Family day

ancora una volta contro la libertà e i diritti di tutti

È il terzo Family day organizzato in Italia dopo quelli del 2007 e del 20 giugno dell’anno scorso. E’ stata l’occasione, anche questa volta, per una minoranza di credenti cattolici sostenuti e rinfocolati dai peggiori rappresentanti della destra parlamentare ed extra-parlamentare (anche Casa Pound era presente con il suo striscione) di far sentire la propria voce prepotente e irrispettosa verso chi non accetta il modello di famiglia patriarcale: padre, madre e figli nati dal matrimonio. Secondo quanto detto dal palco, l’alternativa a questa famiglia sarebbe la solitudine. La difesa dei bambini è la motivazione strumentale sbandierata per opporsi con forza alla legge Cirinnà prossimamente in discussione al senato che contempla una forma di adozione anche per le coppie omosessuali.

Nonostante il successo dichiarato da molti media (ma ben inferiore alle cifre sparate), l’Osservatore Romano non ha dedicato al Family day di sabato la prima pagina, papa Francesco non ha fatto arrivare i propri saluti, i vescovi non hanno aderito ufficialmente all’evento. Cosa succede? Possiamo fare delle ipotesi senza far finta che da quella piazza non vengano segnali preoccupanti che minano la libertà e la difesa della nostra comune umanità. Si tratta di una minoranza che il capo della chiesa cattolica non ha interesse a sostenere pubblicamente ma neanche a sconfessare: piuttosto che dichiararsi contro le unioni civili è meglio ribadire che la famiglia è “fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo” e che occorre avere misericordia verso quanti vivono “uno stato obiettivo di errore”. Qual è la differenza? Nessuna! Eppure la parola magica “misericordia”, al centro del recente sinodo della famiglia e di tutti i suoi ultimi discorsi, sembra dissolvere, anche nelle menti più accorte, la logica totalitaria e patriarcale che connota le istituzioni religiose e politiche. Chi non ha aderito al Family day – come le ACLI – esprime un parziale accordo sulle unioni civili ma nessuna tolleranza sull’adozione da parte di coppie omosessuali. Nessun accenno all’amore, all’accoglienza, alla relazione di cura che può nascere e crescere in un’aggregazione umana dedita al bene reciproco e al rispetto, in primis delle donne e dei bambini. La protervia della piazza di sabato che si arroga il diritto di definire “naturale” ciò che è nato da un’espropriazione violenta della scelta delle donne, trasformata in un contratto senza diritto di recesso, fa da contraltare ai dubbi e agli scontri interni al mondo cattolico, sia dentro che fuori i palazzi del potere.
Per quanto ci riguarda ribadiamo la nostra posizione convinta: vogliamo essere tutte/i libere/i di scegliere, uguali nei diritti, siamo per la difesa intransigente della libertà delle donne e quindi dell’umanità, non accettiamo chiacchiere strumentali sulla “difesa dei bambini” da chi nulla dice dei bambini che muoiono affogati in mare magari mentre cercano di sfuggire al mostro neonazista dell’Isis, da chi tace sugli stupri e le molestie quotidiane nelle case e nelle piazze di tutto il mondo.

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