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Cda2020

        

                           

             
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accoglienza in cammino e guerra agli immigrati

La nostra accoglienza è in cammino: finora si sono riunite in varie parti d’Italia da Napoli a Como, a Palermo, a Genova oltre 300 persone in assemblee. Con La Comune e con l’A3f in questo percorso ci sono pastori valdesi e preti gesuiti, parrocchie e gente del volontariato, antirazzisti e gente solidale, associazioni di immigrati e tanti profughi che chiedono il permesso di soggiorno umanitario, un documento per poter circolare liberamente. Questo è il punto: la libertà e l’accoglienza di persone che fuggono dalla guerra. Questo cammino però è pieno di ostacoli. Le vicende di Casale San Nicola (quartiere di Roma) e Quinto (Tv) impressionano. Gente normale, che scaccia i profughi in nome di paure sconsiderate ed egoismi. A loro si uniscono criminali vigliacchi, gli esponenti di un nuovo fascismo italiota quali Casa Pound e la Lega. A queste destre fanno riferimento molti politici mafiosi arricchitisi sulla pelle dei profughi con Mafia Capitale. La cosiddetta rabbia della gente in questi casi non è affatto comprensibile né giusta. La loro è la legge della guerra, fatta di razzie e scempi, come dimostra il rogo che hanno fatto degli oggetti destinati ai profughi. Così si precipita nella barbarie. I proclami di guerra contro gli immigrati del governo Renzi (affondare i barconi, rimpatri, ecc.) stanno raccogliendo proseliti tra la gente normale la cui punta di lancia è nel neofascismo e nel leghismo. Il quadro però non è tutto negativo, come dicevamo all’inizio. A Carbonia la gente accoglie i profughi in nome della solidarietà. Lo fanno i disoccupati e i cassintegrati operai dell’Alcoa. A Genova, in un quartiere opera un comitato di accoglienza per i profughi. A Napoli le nostre inchieste stanno vincendo l’omertà sulle speculazioni sui profughi. Questa è la strada: riuniamo dappertutto la gente che vuole reagire, costruiamo gruppi solidali che vadano verso i profughi imprigionati nelle strutture di accoglienza e gli diano coraggio. Gruppi di prossimità e di inchiesta sulle loro condizioni. Facciamo luce su ciò che sta avvenendo e organizziamoci dovunque per costruire iniziative pubbliche di mobilitazione.

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• n. 354


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