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dov’è il vostro senso di umanità?

Lo chiede un giovane sudanese bloccato a Ventimiglia. La sua domanda dovrebbe scuoterci tutti, far interrogare gli indifferenti, far reagire chi è sensibile ma rimane in disparte, zittire i razzisti che dilagano nei palazzi del potere e nelle strade. Così non è come dimostra la quotidianità.
Grillo, nell’attaccare Marino, mette assieme “spazzatura, topi e clandestini”. La correzione del twit non cambia nulla. Associare esseri umani a rifiuti e ad animali considerati spregevoli insinua l’idea del “problema da eliminare”, un linguaggio che ha sempre preparato le peggiori violenze.
Nella stessa scia Alfano twitta “smantellare i campi rom”. La superficialità del mezzo (il twitt) già la dice lunga sul disprezzo per la vita che proviene dalla politica e viene purtroppo riecheggiato da parte significativa della società.
Salvini risponde al Papa – che ha chiesto di perdonare chi non accoglie – che lui e quelli come lui non hanno nulla da farsi perdonare. È orgoglioso di chiamare alle espulsioni, di essere il campione dell’egoismo meschino e delle discriminazioni, il portavoce dell’odio e delle frustrazioni scaricate contro gli ultimi, il punto di riferimento per fascisti e neonazi in questo paese. In effetti non si tratta di perdonare niente di questi crimini contro l’umanità a lui e ai suoi compari e in generale a chi, con toni più soft ed argomenti democratici, muove guerra contro profughi e immigrati che scappano da massacri e dittature. Si tratta invece di tutelare la vita di questi ultimi, di difendere ed affermare quel “noi” che è l’umanità, senza il quale nessun miglioramento autentico e duraturo è possibile per nessuno.
Sono episodi di “normale” disumanità, spie dell’imbarbarimento quotidiano diventato oramai ordinario, di un pericolo immenso e agente a cui bisogna reagire per la vita e il futuro di tutti.
Un’anziana signora francese va ad assistere i profughi fermi al confine italo-francese. “Aiuto perché è giusto. Da piccola ho vissuto gli orrori della guerra e della fame.” Un uomo “cittadino del mondo e francese”, dice di “vergognarsi per ciò che vede. Hanno diritto all’asilo politico. Non si può lasciarli così negando la loro umanità”. Segnali, ancora isolati, di accoglienza e solidarietà che c’è bisogno di unire e rafforzare. Per questo saremo nelle piazze di tutt’Italia il 20 giugno in occasione della giornata internazionale del rifugiato.

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dal 2 al 16 dicembre 2019


 

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