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sorellanza2019


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con i profughi alla stazione di Milano

bisogni umani primari

Sabato 13 giugno La Comune ha deciso di organizzare un presidio nel piazzale antistante la stazione Centrale di Milano per esprimere  amicizia e solidarietà, per dare il benvenuto a tanta gente arrivata, dopo lunghe peripezie, in questa città. Un presidio coraggioso che ha visto protagoniste tante persone impegnate sul piano dell’accoglienza e che in breve è diventato un momento di partecipazione sentita da parte dei numerosi  profughi presenti, che da giorni vivono una situazione emergenziale molto difficile.  E' stato toccante per chi vi scrive incrociare quegli sguardi di ragazzi e ragazze  carichi di disperazione e  speranza  di chi lascia i propri luoghi di provenienza scappando da situazioni drammatiche di guerra per raggiungere posti lontani e spesso inospitali, per cercare una possibile felicità, un miglioramento della propria vita e che invece si trovano catapultati in una realtà che sembra non offrire sbocchi, ma solo ulteriori sofferenze e attacchi alle più elementari esigenze di vivibilità, alla dignità e integrità degli esseri umani.
Abbiamo incontrato persone di diversa  provenienza:  eritrei per la maggior parte, somali, siriani e alcuni maghrebini. Siamo stati travolti dalle loro richieste e dai loro bisogni. Non richieste pratiche e di necessità materiali, ma bisogni umani primari come la libertà di muoversi per ricongiungersi ai propri cari in altri paesi europei.
“Ci vogliono schedare per farci rimanere in Italia oppure rimandarci nei nostri paesi di origine. Io non voglio restare in Italia e non voglio ritornare nel mio paese.  Voglio raggiungere mio fratello in Germania”.
“La mia famiglia vive in Francia da anni. Ma hanno chiuso le frontiere e mi viene impedito di raggiungerli. Voglio  andare da loro per ricominciare una nuova vita”.
“Sono arrivato in Sicilia con mia moglie incinta e quando siamo arrivati qui ci hanno separato e sono giorni che non ho sue notizie. Perché?” .
Già, perché? Sono tante le domande a cui non è semplice dare una risposta. Per noi l’accoglienza è un principio umano fondamentale che contrasta con la guerra scatenata dagli Stati democratici e dalle sue leggi liberticide che cercano di difendere confini geografici di una fortezza, quella europea, in continua decadenza e sempre più mortifera. Tutto  ciò rimanda alla necessità di un rinnovato protagonismo di ciascuna/o e all’esigenza di unirsi per progettare una alternativa possibile di vivibiltà a partire da scelte radicali che mettano al centro i valori umani essenziali  ispirati al riconoscimento della comune umanità differente. 

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di differentei paesi e

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