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AdessoLaStoria


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Diverse/i protagoniste/i del mondo della scuola – insegnanti, studenti, educatori, personale Ata, genitori – si sono riunite/i a Vallombrosa il 14 giugno 2015 e, riconoscendosi nel testo che segue, hanno scelto di sottoscriverlo e di diffonderlo per contribuire a riaprire una riflessione su ciò che la scuola potrebbe essere e diventare. In vista di ulteriori momenti di incontro e prese di inziativa, invitiamo a farlo conoscere e, se lo si condivide, a firmarlo a propria volta.

Vallombrosa, 15 giugno 2015

manifesto

per un’educazione umanista radicale


Per rendere possibile un’altra scuola, proviamo innanzitutto a immaginarla.
Una scuola in cui si impara l’amicizia, non il conflitto.
Una scuola in cui si prova a conoscere e a conoscersi, non ad ignorare se stessi, gli altri e le altre.
A declinare al femminile, non solo al maschile.
A vivere il rispetto come condizione basilare, non come concessione arbitraria.
A collaborare, non a competere.
A crescere insieme, non contro altri/e.
Ad accogliere, non ad escludere.
Ad ascoltare, non ad urlare.
A comprendersi, non ad etichettare.
A parlare soprattutto, e a twittare o chattare di meno.
A sentirci e a saperci nel mondo, non ad isolarci.
A valutarsi lealmente per migliorare, non a subire verdetti mortificanti.
A riconoscere la propria originalità, non ad omologarsi.
A condividere ciò che si sa, non ad esibire fredda erudizione.
A misurarsi serenamente con ciò che ancora non si sa, non a vergognarsene.
A godere della generosità, non ad allenarsi all’egoismo.
A valorizzare il confronto, non a premiare il servilismo.
A solidarizzare con chi reagisce ad un torto, non a soccombere alla legge del più forte.
A rapportarsi con gentilezza, non ad imitare la maleducazione altrui.
Ad apprendere divertendosi, non ad ingurgitare nozioni.
Ad educarsi, non ad istruirsi.
A giocare per stare insieme, non per litigare.
A consumare saggiamente per vivere, non a vivere per consumare selvaggiamente.
A ragionare sentimentalmente, non a calcolare freddamente.

Per adesioni: manifesto.edu.umanistaradicale@gmail.com

Prime firmatarie e firmatari: Francesca Fabeni (Istituto Brunelleschi, Montemurlo – PO), Federico Gattolin (Istituto Balducci, Pontassieve – FI), Antonella Savio (Istituto Balducci, Pontassieve – FI), Mariella Agostino (I.I.S. Mario Rigoni Stern – BG), Valentina Giusti (I.S. Volta – PA), Emy Benvenuti (I.C. Coverciano – FI), Cristina Zaccagnini (Scuola primaria Gandhi – Pontedera – PI), Elisabetta Buja (I.C.S. Giacosa – MI), Chiara Raineri (Scuole dell’infanzia – RM), Elisabetta Bianchi (I.P.S.S.A. N. Bergese – GE), Monica Bianchi (Istituto Tecnico Majorana – GE), Silvia Barton (I.C. Domenico Purificato – RM), Paola Pavoncello (Liceo Ginnasio Augusto – RM), Luciana Caporaso (I.C. Pontassieve – FI), Maria Bicchielli (I. C. Pieraccini – FI), Donatella Di Tosto (I.C. Visconti – RM), Monica Monticone (Asilo Nido Rufina – FI), Giorgio Salmon (I.I.S. Curie-Sraffa – MI), Antonino Sottosanti (Itc G. Zappa, Saronno – VA), Laura Serrini (Scuola primaria D. Alighieri, Rignano sull’Arno – FI), Raffaella Neri (I.C. Montagnola-Gramsci – FI), Tiziana Frittitta (Nido d’infanzia Punto Bimbo – BO), Barbara Spampinato (I.C. Stabilini – RM), Sandra Nencioni (Scuola primaria Gandhi – Pontedera – PI), Giovanna Bongi (Scuole dell’infan- zia – FI), Giulia Caruso (Scuola Infanzia Rossini – FI), Jacopo Andreoni (Servizio di assistenza educativa Coop. L'Agorà – FI), Paola D'Altoè (MS Domenico Berti - TO), Valentina Miceli (Scuola Primaria - FI), Stefania Lauretano (Servizio di assistenza educativa Coop L'Agorà - FI), Associazione Culturale ForSE - Formazione e Servizi Educativi (FI), Lisa Lupi (Istituto Comprensivo T.Mattei - Bagno a Ripoli FI).

 


 

Mozione assunta dall' Assemblea di Istituto
dell' I.C. “Domenico Purificato” di Roma

Noi, lavoratrici e lavoratori della scuola , I. C. “Domenico Purificato” riuniti il 25 maggio 2015 in assemblea ci sentiamo lesi, in primo luogo nella nostra dignità, dal più profondo ed insidioso attacco alla scuola pubblica mai concepito, rappresentato dal Ddl n° 2994 del Governo Renzi. Questo Ddl è segnato da un approccio generale in cui emerge una scuola dove le relazioni di chi ci vive e lavora saranno all'insegna della competizione, della divisione, dell'individualismo e di un crescente servilismo verso il Dirigente Scolastico che governerà una scuola-azienda con vasti poteri concentrati nella sua persona. Ciò mentre si danno ingenti finanziamenti alla scuola privata, si fanno entrare i privati nella scuola, che avranno così maggiore potere di condizionamento, in coerenza con la logica aziendale e gerarchica che si vuole instaurare. Ci saranno scuole di serie A e scuole di serie B a seconda del contesto sociale i cui risiedono.
I Dirigenti scolastici sceglieranno i docenti attraverso la chiamata diretta e con il loro staff di “mentor “ sceglieranno chi, una minima parte, è più “meritevole” di premi stipendiali ( in base a quali criteri ?)
Ci saranno insegnanti di serie A e di serie Z e insegnanti esclusi per sempre dalla scuola come capiterà a fette importanti di precari.
L'assunzione di tutto il precariato storico è una riparazione minima e tardiva di un'ingiustizia perpetrata per decenni. Chiediamo l'assunzione di tutti i precari che da anni lavorano nella scuola insieme ai colleghi di ruolo per tenere in vita la scuola pubblica.
Il personale ATA non viene mai nominato in tutto il Ddl se non per dire che dovrà aggiornarsi.
Noi ci sentiamo una comunità educante ispirata alla collegialità e alla cooperazione per il bene comune, crediamo nei valori della solidarietà, del rispetto reciproco, della dignità, della libertà e convintamente respingiamo al mittente tutto il Ddl. Il Ddl 2994 va ritirato, non è modificabile! Crediamo inoltre sia fondamentale iniziare tutti una riflessione sulla scuola che vogliamo a partire da questi valori, per vivere e lavorare meglio fin da ora, per immaginare e creare una scuola migliore, accogliente e per tutti.
Per questi motivi, forti del successo di adesioni degli scioperi fin qui proclamati, l'assemblea si pronuncia a favore delle proteste più radicali fino allo sciopero degli scrutini di fine anno.

Roma, 25 maggio 2015

 

Mozione del Collegio docenti
dell'Istituto volta di Palermo

 Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Volta avverte l’obbligo professionale di esprimere il proprio  disaccordo e di manifestare il proprio sconcerto, dal punto di vista didattico-educativo, culturale e  civile, per il disegno di legge detto della ‘buona scuola’, che risulta molto distante, nella sua ispirazione  e nel suo impianto globale, dall’autentica esigenza di miglioramento della scuola attuale, già buona per  la buona volontà e lo spirito di sacrificio dei docenti e del personale A.T.A.
Constata esterrefatto che l’attuazione di punti rilevantissimi del disegno di legge è delegata,  pressoché in bianco, alla discrezionalità del potere esecutivo.
Reputa fuorviante l’uso, frequente sui media, del termine ‘autonomia’ per indicare il rafforzamento  delle prerogative dei Dirigenti Scolastici e la presenza di finanziatori privati -in tendenziale conflitto con  la libertà d’insegnamento, costituzionalmente garantita- nella gestione complessiva della scuola.
Considera le prove INVALSI estranee all’obiettivo di formare persone dotate di senso critico e non  persone addestrate a comportamenti standardizzati e dunque non significativi culturalmente.
Rifiuta con forza l’idea che la disoccupazione giovanile dipenda dall’attuale sistema educativo e che la  soluzione consista nell’alternanza scuola-lavoro e ribadisce piuttosto che il ruolo fondamentale della  scuola pubblica debba rimanere la formazione di persone che, al termine dell’intero ciclo scolastico,  sappiano scegliere consapevolmente l’ambito lavorativo in cui mettere a frutto conoscenze e  competenze acquisite e realizzare attitudini e inclinazioni personali.
Chiede la doverosa rapida assunzione dei precari, da non barattarsi con l’approvazione di una  normativa i cui danni per le future generazioni appaiono a questo Collegio irreparabili e incalcolabili.
Sa bene infatti che la scuola va migliorata e valorizzata, ma non crede che il cambiamento sia di per sé  positivo, quando non è orientato nel giusto senso. Noi ci sentiamo una comunità educante ispirata alla  collegialità e alla cooperazione per il bene comune, crediamo nei valori della solidarietà, del rispetto  reciproco, della dignità, della libertà e per questo respingiamo il Ddl 2994, che va ritirato.
Crede inoltre sia fondamentale iniziare tutti una riflessione sulla scuola che vogliamo a partire da questi  valori, per vivere e lavorare  meglio fin da ora, per immaginare e creare una scuola migliore,  accogliente e per tutti.
Invita perciò con convinzione le forze politiche, le organizzazioni sindacali, i movimenti della società  civile, l’opinione pubblica ad individuare, nell’ambito di competenza e nel rispetto della legge, tutte le  modalità idonee, appropriate, efficaci per evitare una trasformazione della scuola pericolosamente  imminente.
Chiede quindi il ritiro del disegno di legge.

 Approvato dal Collegio dei Docenti dell’IISS Volta
Palermo, 21 maggio 2015

 

Mozione dell’assemblea zonale delle scuole
di Pontassieve e della Val di Sieve

Noi, lavoratrici e lavoratori della scuola delle scuole di Pontassieve e della Val di Sieve riuniti il 20 maggio 2015 in assemblea zonale presso l’Istituto Balducci di Pontassieve ci sentiamo lesi, in primo luogo nella nostra dignità, dal più profondo ed insidioso attacco alla scuola pubblica mai concepito, rappresentato dal Ddl 2994 del Governo Renzi. Questo Ddl è segnato da un approccio generale in cui emerge una scuola in cui le relazioni tra chi ci vive e lavora saranno all'insegna della competizione, della divisione, dell'individualismo e di un crescente servilismo verso il Dirigente Scolastico che governerà una scuola­azienda con vasti poteri concentrati nella sua persona. Ciò mentre si prevedono ingenti finanziamenti alla scuola privata, si fanno entrare i privati nella scuola, che avranno così maggiore potere di condizionamento, in coerenza con la logica aziendale e gerarchica che si vuole instaurare. Ci saranno scuole di serie A e scuole di serie B a seconda del contesto sociale in cui risiedono.
I Dirigenti scolastici sceglieranno i docenti attraverso la chiamata diretta e con il loro staff di “mentor” sceglieranno chi, una minima parte, è più “meritevole” di scatti stipendiali ( in base a quali criteri?) Ci saranno insegnanti di serie A e di serie Z e insegnanti esclusi per sempre dalla scuola come capiterà a fette importanti di precari.
L'assunzione di tutto il precariato storico è una riparazione minima e tardiva di un'ingiustizia perpetrata per decadi. Chiediamo l'assunzione di tutti i precari che da anni lavorano nella scuola insieme ai colleghi di ruolo per tenere in vita la scuola pubblica.
Il personale ATA poi non viene mai nominato in tutto il Ddl se non per dire che dovrà aggiornarsi.
Noi ci sentiamo una comunità educante ispirata alla collegialità e alla cooperazione per il bene comune, crediamo nei valori della solidarietà, del rispetto reciproco, della dignità, della libertà e convintamente respingiamo al mittente tutto il Ddl. Il Ddl 2994 va ritirato, non è modificabile! Crediamo inoltre sia fondamentale iniziare tutti una riflessione sulla scuola che vogliamo a partire da questi valori, per vivere e lavorare meglio fin da ora, per immaginare e creare una scuola migliore, accogliente e per tutti.
Per questi motivi, forti del successo di adesioni degli scioperi fin qui proclamati, l’assemblea si pronuncia a favore anche delle proteste più radicali fino allo sciopero degli scrutini di fine anno.

Mozione approvata a larghissima maggioranza con 2 soli voti contrari e 4 astenuti
Pontassieve, 20 maggio 2015

 


Intervistia a Federico Gattolin, insegnante presso l’Istituto Balducci di Pontassieve (Fi)
e rappresentante sindacale unitario per l’Unicobas. E' responsabile di ispirare l’impegno della Comune umanista socialista tra coloro che lavorano nella scuola.

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