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13 febbraio, manifestazioni in decine di città

qualcosa sta cambiando?

Centinaia di migliaia di persone, in grande maggioranza donne, hanno riempito le piazze di molte città. Nei cortei del 13 febbraio c’è stata una partecipazione festosa e accogliente, con modalità tipiche di una manifestazione di carattere popolare, con tante donne che hanno portato cartelli autoprodotti, con molte persone che da tempo non scendevano in piazza, con tanta gente che ha sentito il bisogno di esserci e di farsi sentire per esprimere indignazione e distanza dal sordido mercimonio di Berlusconi e dei suoi cortigiani. Manifestazioni senza dubbio diverse. Significativa è stata anche l’accoglienza che ha ricevuto il nostro giornale La Comune dedicato alla rivoluzione araba che comincia.
Le tante persone che sono scese in piazza non hanno risposto all’appello di un partito

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COMUNICATO  STAMPA

Tahrir, Milano, non è così lontano!

Manifestazioni si sono tenute oggi a Milano, Firenze, Roma, Napoli e Palermo al fianco del popolo egiziano e della rivoluzione araba. Alcune migliaia di persone a Milano e centinaia nelle altre città hanno raccolto l’appello promosso dall’Associazione antirazzista ed interetnica “3 febbraio” e dall’assemblea riunitasi domenica scorsa a Milano che chiamava ad una iniziativa “a fianco di tutti i popoli arabi in lotta contro le dinastie oppressive e corrotte”.
Le manifestazioni si sono riallacciate idealmente alla grande piazza al-Tahrir del Cairo, festeggiando per la fuga di Mubarak, solidarizzando con l’inizio della rivoluzione araba, sostenendo la lotta per la  vita, la libertà e la dignità che scuote Tunisi, Algeri, Sana’a. 
Diverse associazioni e comunità hanno aderito alle manifestazioni, particolarmente segnate dalla presenza della comunità egiziana, dell’Associazione “3 febbraio”, di Socialismo rivoluzionario e de La Comune.
Una giornata importante che infrange il contesto politico e mediatico di questo paese, poco interessato a vicende che coinvolgono direttamente decine di milioni di persone e che stanno cambiando il mondo in cui viviamo.
 

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Mubarak in fuga, una prima vittoria della rivoluzione

A poche ore dal suo discorso, Mubarak è in fuga. Si realizza la prima, irrinunciabile condizione posta da milioni di persone in piazza al-Tahrir al Cairo e in tutte le città dell’Egitto. Salutiamo con gioia questa prima importante vittoria. Un dittatore è caduto grazie al coraggio ed alla determinazione di persone comuni che si sono unite per migliorare la propria vita, cominciando  a fare i conti con un potere oppressivo e corrotto: hanno agito in prima persona senza aspettare le promesse né arretrare di fronte alle minacce; così hanno cominciato a cambiare la propria vita. È il vento della rivoluzione che, da Tunisi al Cairo, rappresenta un motivo di speranza per milioni di persone nel mondo in lotta contro ogni potere oppressivo, che ci trasmette una lezione semplice e fondamentale: unendosi, la gente comune può rivoluzionare la propria vita, gli Stati non sono invincibili.
La situazione al Cairo rimane molto delicata. Mubarak si è dimesso consegnando il potere al Consiglio supremo delle forze armate. Cosa farà l’esercito, nelle cui mani è tutt’ora il potere? Gli alti ufficiali, fino ad oggi al fianco del dittatore e spina dorsale del regime sin dal 1952, hanno rinunciato a scatenare la repressione a causa della forza delle mobilitazioni, ma sono un pericolo per la rivoluzione e per  un cambiamento autentico. Non è possibile credere a costoro, ai loro appelli strumentali all’unità tra esercito e popolo. Tutt’altra cosa è la fraternizzazione tra la popolazione ed i soldati, che del popolo sono parte.
Le istanze di vita, libertà, dignità delle persone possono realizzarsi pienamente sviluppando quell’autotrasformazione appena cominciata in piazza al-Tahrir e nella vita quotidiana. Tutti i poteri oppressivi, al Cairo come a Washington come a Bruxelles, impossibilitati a contenere il protagonismo di milioni di esseri umani, preparano imbrogli e trappole per evitare ulteriori cambiamenti, avendo al tempo stesso ulteriormente dimostrato la loro crisi.
Tanto più c’è bisogno di sviluppare la solidarietà al fianco del popolo egiziano perché cresca la sua capacità di decidere liberamente della propria vita. Oggi ancor più di ieri:
NESSUNA FIDUCIA NELLE GERARCHIE MILITARI, NEL POTERE DI GENERALI ED UFFICIALI !
SI' ALL’UNIONE RIVOLUZIONARIA TRA POPOLO E SOLDATI !
NESSUNA MANOVRA ALLE SPALLE DELLE PROTAGONISTE E DEI PROTAGONISTI !
AUTODECISIONE, SVILUPPO ED ESPANSIONE DELLA RIVOLUZIONE !
In questo contesto assume una importanza ed una rilevanza ancor più grande la giornata di mobilitazione nazionale e solidarietà con i popoli arabi di sabato 12 febbraio per far giungere ai protagonisti e alle protagoniste della rivoluzione la nostra vicinanza e la nostra solidarietà.

11 febbraio 2011 h.21


                     
                   
 

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ore cruciali in Egitto

VIVA LA RIVOLUZIONE ARABA
VIA MUBARAK E IL SUO REGIME

La situazione sta rapidamente evolvendo. Diverse fonti prospettano le imminenti dimissioni di Hosni Mubarak, altre ne sostengono la già avvenuta partenza.
In tutti i casi si prospetta la consegna o la presa del potere da parte dell’Esercito, che si farebbe “garante” del rispetto del dettato costituzionale e della “sicurezza” del paese. Ciò sarebbe un’ulteriore conferma del fattore militare quale primo e ultimo ricorso dei poteri oppressivi.
Le dimissioni e la partenza di Mubarak – condizione irrinunciabile posta dalle protagoniste e dai protagonisti di Piazza al-Tahrir al Cairo e di tanti altri luoghi dell’Egitto – rappresenterebbero un traguardo importante e rilevante delle mobilitazioni di queste settimane, straordinarie per la loro intensità e le loro caratteristiche iniziali, per il coraggio, la determinazione dei loro protagonisti, nonché le iniziali prove di cambiamento di sé che hanno dato.
La fine del potere dittatoriale trentennale di Mubarak rappresenterebbe una prima significativa vittoria ma non ancora una risposta sufficiente e qualitativa alle profonde esigenze ed aspirazioni che si stanno esprimendo in Egitto ed altrove nel mondo arabo.Questa risposta non può in nessun modo essere data dalle alte gerarchie di un esercito che in realtà è sempre stato al potere dal 1952: da esso provengono Nasser e Sadat, Mubarak e lo stesso generale Omar Suleyman, fino a pochi giorni fa capo dei famigerati servizi segreti egiziani, fondamentale leva dell’oppressione del popolo egiziano sotto Mubarak, oltre che suo principale ambasciatore presso la Casa Bianca e Tel Aviv. C’è un abisso tra la fraternizzazione di popolazione e soldati, che del popolo si sentono e sono parte, e i proclami strumentali e opportunisti fatti dai vertici militari alla Piazza Tahrir sulla presunta unità e identità tra esercito e popolo.
Le ultime notizie confermano pienamente, se ce ne fosse bisogno, che risposte positive e soddisfacenti non potranno arrivare dalle forze di opposizione che in questi giorni hanno intavolato trattative dirette con Omar al Suleyman, e tra queste la stessa formazione dei Fratelli musulmani.

Le prossime ore saranno ricche di sviluppi, che possono segnare un passaggio significativo della mobilitazione rivoluzionaria delle popolazioni egiziane per vivere, per la dignità e la giustizia.


NO ALLE GERARCHIE MILITARI E AL POTERE DI GENERALI ED UFFICIALI !
SI' ALL’UNIONE RIVOLUZIONARIA TRA POPOLO E SOLDATI !

NESSUNA MANOVRA ALLE SPALLE DELLE PROTAGONISTE E DEI PROTAGONISTI !
AUTODECISIONE, SVILUPPO ED ESPANSIONE DELLA RIVOLUZIONE !

In questo contesto assume una importanza ed una rilevanza ancor più grande la giornata di mobilitazione nazionale e solidarietà con i popoli arabi di sabato 12 febbraio per far giungere ai protagonisti e alle protagoniste della rivoluzione la nostra vicinanza e la nostra solidarietà.

10 febbraio 2011 h.20
 

                   

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appello per una iniziativa unitaria nazionale

A FIANCO DI TUTTI I POPOLI ARABI IN LOTTA

CONTRO LE DINASTIE OPPRESSIVE E CORROTTE

Dalla Tunisia all’Egitto milioni di nostri fratelli e sorelle stanno lottando per la libertà, la dignità, la giustizia e per affermare una vita migliore. Abbiamo il dovere e la responsabilità di sostenerli, prendendo l’iniziativa anche in questo Paese. Promuoviamo una giornata di mobilitazione nazionale e solidarietà con i popoli arabi che unisca la gente di buona volontà, gli antirazzisti, la gente solidale e innanzitutto i fratelli e le sorelle immigrati, che esprima solidarietà a fianco di chi lotta nel mondo arabo e dia forza alle loro ragioni.
 
Siamo tutti in piazza Tahrir.
 
sabato - 12 febbraio manifestazioni a:
Milano - Piazzale Loreto (per il Nord) ore 15
Roma – Piazza della Repubblica ore 15
Firenze – Piazza SS Annunziata ore 16
Napoli – Piazza Garibaldi ore 15
Palermo – ore 16
ed in altre città
Il Comitato promotore
 
prime adesioni (al 10 febbraio):
Associazione antirazzista ed interetnica “3 febbraio” - Coordinamento nazionale comitati solidali ed antirazzisti - Don Carlo D’Antoni - Comunità egiziana della A3F (Milano) - Valori Dimenticati (Vercelli) - Socialismo Rivoluzionario - Comitato per la vita del popolo palestinese (Genova) -Unicobas - Socialismo Libertario - Solidarietà antirazzista martesana, SAM (Vignate) - Comunità marocchina Genova - Rifugiati di Milano - AMIE (Associazione Mediterranea Italia Egitto) - Associazione ADASER Donne Arabe e Straniere in Emilia Romagna - Collettivo Sorellanza e Liberta "Maripose" (Ge) - Comitato solidale antirazzista Vite impegnative (Fi) - Comitato solidale antirazzista Capponi Machiavelli (Fi)- Comitato solidale antirazzista Saffi (Fi) - Comitato solidale antirazzista La via della libertà - Comitato Stop Razzismo (Prato - Unione sindacale di base (Fi )- Csa Juntos (Mi) - Cub immigrazione (Mi )- Convergenza delle Culture Milano - Partito Umanista Torino - Csa Vijar Kumar (mi) - ass. Mondo Senza Guerre e Senza Violenza - Pietro Ancona, Associazione Umanitaria (Pa) - Comunità egiziana di Milano
 
per info:
349.6497338 (Milano, Italiano) – 388.1773509 (Milano, Arabo) – 346.65708065 (Napoli) – 329.1880678 (Genova) – 328.4431314 (Palermo) – 340.7634738 (Roma) - 339.4877653 (Torino) – 339.7370361 (Vercelli) -3278586031(Firenze) -
 

 

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