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Egitto – Siria: Viva la rivoluzione della gente comune!

FERMIAMO LA REPRESSIONE STRAGISTA
CON PIAZZA TAHRIR PER LA LIBERA AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI

La rivoluzione della gente comune torna in piazza Tahrir. A fronte dell’arroganza della giunta militare al potere dopo la caduta di Mubarak e sfidando la repressione stragista che ha già causato decine di morti e migliaia di feriti, milioni di persone hanno riempito le strade di tante città egiziane. Il silenzio dei mezzi di informazione e delle istituzioni è eloquente della preoccupazione  che attanaglia il sistema democratico: al di là di discorsi di facciata temono i popoli che insorgono e le persone che s’impegnano assieme per migliorare la vita. Governi occidentali e generali locali, giornalisti di regime e intellettuali si sono affannati a dire in questi mesi che era già finito tutto, che adesso bastavano le elezioni, che tutto sarebbe stato deciso dalle istituzioni statali, dai partiti, dalla politica, da polizie ed eserciti. E invece no! Qualcosa di profondo è cambiato nella coscienza di tantissimi nostri simili. Milioni di donne e uomini, giovanissimi e anziani, mostrano la convinzione di meritarsi una vita migliore di quella che impone loro il governo e lo Stato. Sono consapevoli della loro dignità, non tollerano più la prepotenza e la violenza con cui i potenti hanno voluto dominarli per decenni. Sono forti della loro capacità di unirsi in modo solidale e rispettoso, amichevole e cooperativo. Sono determinati a scegliere della propria vita in comune e risoluti a contrastare le manovre della giunta militare per mantenere il proprio potere oppressivo e traballante. La speranza di piazza Tahrir è viva nel cuore e nella mente di persone di diversa condizione sociale e differente credo religioso. È la speranza di un’autodeterminazione libera, di una convivenza umana pacifica e benefica. Le donne e gli uomini che si mobilitano oggi stanno aprendo una nuova fase della rivoluzione in Egitto.
In questi stessi giorni in Siria un’altra rivoluzione continua eroicamente il suo incedere affinché si affermino libertà e giustizia contro la dittatura stragista di Assad. Musulmani di varie confessioni, cristiani, drusi, arabi, armeni e turcomanni ossia persone di tutte le comunità e delle tante città in rivolta che compongono questo paese stanno dando vita a un intento straordinario di unità e di pacificazione, soffrono una violenza spietata da parte di un regime tanto più feroce proprio perché è condannato. A loro si stanno unendo migliaia di soldati che hanno disertato rifiutandosi di sparare sul popolo e adesso combattono per difendere la gente comune dal massacro perpetrato dallo stato siriano.
La rivoluzione della gente comune dall’Egitto alla Siria, la lunga lotta in Yemen riguardano il futuro di tutti i popoli della Terra. Le loro ragioni sono le ragioni di tutti coloro che aspirano alla libertà e a migliorare la condizione umana. A maggior ragione hanno bisogno di solidarietà per fermare la repressione assassina da parte dei regimi. Nessun aiuto verrà da parte degli Stati, che lasciano fare ai massacratori locali oppure, come in Libia, intervengono per fare la guerra e instaurare un nuovo regime oppressivo.
Partecipiamo tutti alle assemblee ed ai presidi della solidarietà promosse dai Comitati solidali e dalla Associazione 3 febbraio per portare la voce della solidarietà con i nostri fratelli egiziani e siriani.

25 novembre 2011 ore 10.00

                       

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Egitto – Siria: con la rivoluzione della gente comune 

FERMIAMO LA REPRESSIONE MILITARE
DIFENDIAMO LA SPERANZA DI PIAZZA TAHRIR

In  Egitto siamo probabilmente agli esordi di una nuova fase, non priva di contraddizioni, della rivoluzione. Si tratta di avvenimenti enormi di cui sono protagonisti milioni di nostri simili e che, per paura e calcolo interessato, i poteri politici ed i mezzi di informazione nascondono o riducono a notizie di secondo ordine.
Ciò che avviene rimanda ai grandi cambiamenti innescati dall’ondata rivoluzionaria avviatasi dall’inizio dell’anno e che ha già spazzato via dittatori che dominavano da decenni, come Ben Alì in Tunisia e Mubarak in Egitto. Di fronte all’arroganza della giunta militare al potere dopo la cacciata di Mubarak, migliaia di persone in questi giorni hanno

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Genova, unità solidale

riceviamo e volentieri pubblichiamo questo racconto in diretta dell'iniziativa solidale in corso nel capoluogo ligure colpito dall'alluvione

L’Associazione antirazzista “3 febbraio”, il Comitato Solidale LiberaMente,il collettivo Sorellanza e Libertà Maripose, Socialismo rivoluzionario hanno dato vita in questi giorni a squadre solidali e indipendenti - fuori dalle logiche e dagli ordini della Protezione civile e del Comune - che si sono recate nelle zone alluvionate per aiutare la ricostruzione insieme a tanti altri volontari che già spontaneamente si sono recati sul posto.

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Genova allagata, almeno sette le vittime

INIZIATIVA SOLIDALE PER SALVARE LA VITA

Nel capoluogo ligure è in corso una alluvione con conseguenze umane gravissime: il bilancio provvisorio parla di sette vittime accertate, tra cui tre bambini, e almeno quattro dispersi. I torrenti Bisagno e Fereggiano sono esondati, in alcune strade l’acqua è arrivata al secondo piano delle abitazioni. Tra le vittime una donna di origine albanese e due bambini, probabilmente i figli, travolti da auto e moto portate dalla corrente. Siamo solidali e vicini alle persone colpite e ai loro cari.
È un disastro – a pochi giorni da quello che ha messo in ginocchio la popolazione di diversi paesi della Riviera di Levante – annunciato, prevedibile e previsto. Esso rimanda alle responsabilità puntuali dell’amministrazione locale – che ha chiuso i musei e lasciate aperte le scuole, che ha abbandonato il greto dei torrenti alla crescita della vegetazione – e a quelle storiche del sacco del territorio da parte delle istituzioni statali.
Di fronte all’emergenza, dall’alto si alternano criminali rassicurazioni e allarmismi che lasciano attoniti e rendono difficile reagire. La migliore risorsa è l’iniziativa diretta delle persone che permette di salvare vite e alleviare sofferenze, come è già avvenuto in tanti altri casi. È ad essa che facciamo appello, chiamando ad attivarsi e a reagire, ad unirsi per costruire e sviluppare la solidarietà diretta tra e con le persone colpite.

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in Liguria, in Toscana e in tutta Italia

lo Stato di Fango uccide

Sono davvero terrificanti le immagini che i notiziari TV e i portali internet stanno trasmettendo sulle ondate di fango abbattutesi tra il 25 e il 26 ottobre in Liguria e Toscana. Le Cinque Terre e la Lunigiana si sono trasformate in un inferno d'acqua e terra che ha travolto abitazioni e persone con un bilancio drammatico di nove morti. Il maltempo ha spazzato via strade e ponti e provocato frane e allagamenti in un'area vastissima a cavallo tra Liguria e Toscana.

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