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All'indomani di una coraggiosa manifestazione, organizzata dalla comunità bengalese e sostenuta da diverse forze (Arca, Socialismo rivoluzionario, A3f) in seguito all'omicidio di Sar Gar, ragazzo bengalese di 27 anni barbaramente ucciso da una coltellata in via Maqueda, la polizia municipale ha imposto agli ambulanti di via Cavour di sgomberare le bancarelle degli ambulanti, bengalesi e italiani, mettendo in pratica le restrittive ordinanze dell'amministrazione comunale.
Lunedì mattina, 22 aprile. In via Cavour, una delle più trafficate del centro, giovanissimi bulli e razzisti sono tornati ad aggredire gli ambulanti bengalesi, all'uscita dalla discoteca. Sono gli stessi che, sabato 23 marzo, erano giunti a malmenare un uomo di 43 anni, Irasel, finito in ospedale per la lussazione di una spalla e la lesione di un braccio. Per tre settimane, il sabato pomeriggio, realtà promotrici di un Primo maggio di Solidarietà (Associazione 3 Febbraio, Socialismo Rivoluzionario, Comitato Diversa-mente insieme) hanno reagito al fianco dei fratelli bengalesi, informando, sensibilizzando i passanti e i negozianti vicini, aggregando e fronteggiando direttamente i ragazzini, i quali sono stati costretti ad allontanarsi. Purtroppo il razzismo, la repressione e le violenze contro gli immigrati e i settori più poveri di questa città crescono sia da parte delle istituzioni, sia da parte di settori di popolazione violenta e/o criminale.  
Facciamo appello a tutte le associazioni di volontariato e antirazziste, alle organizzazioni sindacali e politiche, alle comunità cattoliche, alle persone di buona volontà, a schierarsi con i nostri fratelli bengalesi per reagire, costruendo solidarietà e autodifesa contro le violenze quotidiane che colpiscono ogni giorno in primo luogo, ma non solo, gli immigrati. Il prossimo Primo Maggio di solidarietà contro la crisi e la decadenza può essere una risposta positiva perché possiamo affermare assieme un principio di comune umanità elementare, di dignità, libertà contro ogni razzismo e discriminazione. L’appuntamento è a Palermo in piazza Verdi, dalle ore 16 in poi.

Socialismo Rivoluzionario – Palermo
per info: 3297844555

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Palermo

solidarietà contro violenze e discriminazioni

In questa città la violenza in varie forme, le discriminazioni, gli attacchi alla libertà purtroppo stanno crescendo. Vengono colpiti in primo luogo gli immigrati, le donne, chi viene considerato diverso. Domenica scorsa Sar Gar, un giovane bengalese, è stato accoltellato in via Maqueda, in circostanze ancora non chiarite, ed il giorno dopo è morto. Ogni sabato pomeriggio in via Cavour gruppi di ragazzini all’uscita della discoteca cercano di rubare, offendere e aggredire le persone bengalesi che lavorano con le proprie bancarelle. Questa violenza ci minaccia tutte e tutti.

Abbiamo bisogno di unirci come persone per reagire insieme, nelle scuole, per le strade, nella vita quotidiana.

Ogni sabato, con chi promuove il “Primo Maggio di solidarietà e accoglienza”, siamo stati e saremo in via Cavour, a fianco degli amici bengalesi per costruire rispetto, accoglienza, solidarietà, incontro e anche per respingere (come abbiamo già fatto) le aggressioni razziste con la forza delle nostre idee e della nostra voce. Vogliamo suscitare rispetto, solidarietà, autodifesa e pacificazione per affermare e difendere la vita, imparare a convivere. Sappiamo che non saranno le istituzioni politiche a garantirci la sicurezza e la serenità… non gli interessa e non ne sono capaci e spesso promuovono direttamente le violenze (come nel caso dei respingimenti verso gli immigrati o le morti per mano della polizia). Proviamo, in prima persona, a disinnescare la logica di diffidenza e violenza. Il rispetto, la conoscenza reciproca,  riconoscere che le differenze sono espressione della  umanità che ci accomuna tutti, possono concretamente aiutarci a vivere meglio e anche ad imparare come difenderci dal razzismo, l’omofobia, la violenza diffusa nella società.

Siamo solidali con la comunità bengalese e parteciperemo al corteo che ha indetto  per mercoledì prossimo alle ore 16.30 da Piazza Politeama.
Invitiamo tutte le persone solidali al “Primo Maggio di solidarietà accoglienza e festa contro la crisi e la decadenza” in piazza Verdi (davanti il teatro Massimo) dalle 16 in poi

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La mattina di mercoledì 27 marzo una ventina di persone del sindacato di polizia Coisp ha inscenato una vergognosa manifestazione sotto le finestre del Comune di Ferrara: una grave offesa e un ulteriore tentativo di intimidazione contro Patrizia Moretti, che lì lavora. Da quando suo figlio Federico Aldrovandi è stato ucciso in strada da quattro poliziotti il 25 settembre 2005, Patrizia ha lottato con tenacia perché la verità venisse alla luce e perché fosse fatta giustizia; tante persone solidali si sono schierate al suo fianco. Dopo molti anni, i quattro sono stati finalmente riconosciuti colpevoli con sentenza definitiva (se pur solo per eccesso colposo nell’uso della forza). Anche di fronte a quest’ultima provocazione degli amici degli assassini, Patrizia ha reagito con coraggio, prima affrontandoli in mezzo alla strada e poi denunciando pubblicamente l’oltraggio alla memoria di Federico. Ci uniamo alla lettera aperta che compagni e compagne di Ferrara hanno scritto e riconfermiamo a Patrizia, alla famiglia e agli amici di Federico tutta la nostra solidarietà e vicinanza umana. Invitiamo tutti e tutte a partecipare al sit-in che si terrà domani (venerdì 29 marzo) in piazza Savonarola a Ferrara a partire dalle 18.

Lettera aperta a Patrizia, a Lino
e alle tante e tanti amici di Federico

Cara Patrizia, caro Lino, vi scriviamo per esprimervi nuovamente la nostra vicinanza e solidarietà. In queste ore ci sono tornate alla mente le parole scritte su uno striscione ormai diversi anni fa: “Verità grido il tuo nome: per quello che non doveva succedere, per quello che non è ancora successo, perché non succeda mai più”. Ripensarle ci motiva ulteriormente, in questo momento in particolare, a restituirvi quanto il vostro impegno, assieme all’unione di tante persone che si sono impegnate con voi, abbia contribuito e contribuisce tutt’ora a rendere questo paese un posto migliore, umanamente anzitutto. Esserne consapevoli ci può aiutare anche di fronte a chi pensa forse di dover vincere per forza una partita, perciò usa prepotenza e arroganza per primeggiare e provocare, com’è accaduto per l’ennesima volta ieri in piazza a Ferrara. Tra l’altro non riconoscendo tutte le sentenze dei Tribunali (dalla sentenza in Cassazione alle disposizioni del Tribunale di Sorveglianza) e ignorando le scuse ufficiali delle istituzioni statali che loro stessi rappresentano. Grazie anche alla solidarietà umana che avete suscitato intorno a voi, con il contributo di decine e decine di persone, siete riusciti a restituire un poco di verità e di giustizia a Federico. Una solidarietà che pensiamo sia imprescindibile dai valori morali ed etici che si incarnano personalmente e comunemente. Rispetto, verità e giustizia sono valori che avete scelto e che avete richiesto, per Federico, per voi e per noi tutte e tutti. Dignità e rispetto sono principi che stanno animando tante donne e persone in un nuovo impegno contro l’offensiva antifemminile che anche in questo paese dilaga. Valori che sono stati espressi anche dal tuo coraggio Patrizia. Dal coraggio di una donna che ha vissuto ciò che nessuna/o dovrebbe vivere e che ha sensibilizzato e fatto riflettere tante persone comuni. Proviamo a cominciare e ricominciare quotidianamente dalla nostra comune umanità e dalla solidarietà che ci anima, che vogliamo costruire, offrire e condividere affinché la logica di vita primeggi sempre. “Nella solidarietà, pensata ed agita direttamente ed assieme in termini benefici per tutti, risiede una chiave fondamentale per ridefinire positivamente la convivenza umana tutelando e migliorando l’esistenza di tutti e ciascuno.” (Manifesto della comunanza socialista rivoluzionaria).
Vostre amiche e vostri amici, sempre.
Ferrara, 28 marzo 2013
Sr-La Comune - Ferrara

 

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reagiamo alle violenze e al razzismo! 

urge costruire solidarietà  

Palermo. Sono le 19 circa di sabato 23 marzo. In via Ruggero Settimo sfila un'orda disordinata di un centinaio di ragazzi tredicenni (tutti maschi) che sbraitano, lanciano oggetti. Usciti da una discoteca vicina, hanno saccheggiato le bancarelle degli immigrati di origine bengalese. Un ragazzo immigrato viene perfino percosso, riportando una frattura. Un’ esemplare esempio di machismo, bullismo e razzismo che colpisce chi si ritiene debole, chi viene discriminato in questa società perché considerato straniero. Esprimiamo ai fratelli bengalesi colpiti la nostra solidarietà e la nostra vicinanza. Ogni giorno sono costretti a lavorare tra i furtarelli e i problemi creati dalle restrittive ordinanze dell’amministrazione cittadina e della repressione delle forze dell’ordine. Ci rivolgiamo a tutte le persone solidali di ogni provenienza perché urge reagire fin da subito per affermare la nostra comune umanità costruendo relazioni e ambiti di solidarietà antirazzista organizzata che possono essere anche un deterrente a queste violenze, non rinunciando quando necessario, alla legittima autodifesa per il bene di tutti e di ciascuno. Ci rivolgiamo a tutte le associazioni e organizzazioni per tessere una rete cominciando a dar vita ad un Primo maggio di solidarietà e di accoglienza per tutti contro ogni discriminazione e violenza.
Socialismo rivoluzionario Palermo                                   

      

 

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Niscemi (Caltanissetta), un diario di viaggio

fra la gente del NO-MUOS

Niscemi, nella contrada Ulmo, cuore di una stupenda riserva naturale, la Sughereta, oggi scenario di aggregazione umana, esempio di un’unione positiva di donne e uomini intorno ad una lotta per la vita minacciata dalla guerra e dalle logiche oppressive dei potenti. A Niscemi la popolazione è tenuta a fare i conti ogni giorno con tumori, leucemie e malformazioni genetiche causate da forti radiazioni provenienti da una base americana sita proprio in contrada Ulmo. Si tratta della "Naval Radio Transmitter Facility", utilizzata per le trasmissioni in alta e bassa frequenza dei comandi e delle forze militari americane presenti tra Mediterraneo, Oceano Atlantico, Oceano Indiano e Asia sud-occidentale. Fulcro di una logistica basata sulla guerra, espressione del volto caparbio di un potere che non si ferma davanti a niente e nessuno, figuriamoci davanti alle mamme ed ai bambini

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