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AdessoLaStoria

                           

                           

                                         al 7 gennaio
                                       abbiamo raccolto

                               165.275 euro

 


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 Il Cairo, Egitto. Ieri alcune migliaia di donne hanno dato vita ad una manifestazione di protesta contro la violenta

 

 

repressione dei giorni scorsi e in particolare contro la brutalità dimostrata dalle forze repressive nei confronti delle manifestanti. Il corteo ha esplicitamente chiesto la fine della giunta militare e la destituzione del suo capo, il generale Tantawi.

 

 

 

 

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l'esercito torna a sparare al Cairo

solidarietà con la rivoluzione egiziana!

 

Da venerdì scorso, 16 dicembre, la repressione statale ha ricominciato a uccidere per le vie del Cairo: in questi tre giorni la polizia militare ha cercato più volte di sgomberare piazza Tahrir – cuore della rivoluzione – dove si concentrano manifestazioni permanenti di protesta contro il Consiglio supremo delle forze armate, tutt’ora al potere. In questi tre giorni sono almeno 16 le vittime, circa 500 i feriti. Perfino alcuni medici volontari sono stati arrestati. Solo poche settimane fa, in occasione del primo turno elettorale, la giunta militare si era macchiata dell’uccisione di oltre 40 manifestanti; la brutale repressione di questi giorni (ampiamente documentata da video che hanno fatto il giro del mondo) coincide con il secondo turno di voto. In un contesto così difficile, sono ancor più preziosi  il coraggio e la determinazione di migliaia di avanguardie che cercano di mantenere vive le prospettive di un cambiamento autentico e radicale. Suonano minacciose e gravi le dichiarazioni ufficiali, da quelle del primo ministro al-Ganzouri – che ha tacciato di provocatori e controrivoluzionari i manifestanti – fino a quelle del generale Amara che in conferenza stampa ha dichiarato che “il paese è in pericolo”. Si vuole screditare la gioventù rivoluzionaria cairota per isolarla dalle moltitudini che un anno fa si misero in movimento e per colpirla. A maggior ragione essa ha bisogno della solidarietà e del sostegno di tutti coloro che hanno guardato a piazza Tahrir con speranza, riconoscendosi in quella comunanza inizialmente benefica, appena abbozzata eppure straordinaria.

(All'opposto di tale solidarietà vi è l’ipocrisia senza pari del sistema democratico: mentre denuncia la brutalità della repressione dei militari egiziani, la Casa Bianca continua a rifornire questi ultimi di armi e gas lacrimogeni, mentre dalla Libia giungono proprio in questi giorni le prove delle numerose vittime civili, fino a oggi negate, causate dai raid NATO).

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Firenze, una grande manifestazione per fermare il razzismo assassino

espandiamo e organizziamo l'antirazzismo radicale

Una grande manifestazione pacifica e popolare, circa ventimila persone, ha percorso le strade di Firenze questo pomeriggio per dire no al razzismo assassino dopo la strage di piazza Dalmazia che martedì scorso ha ucciso Mor e Modou.
Straordinaria, numerosa, coraggiosa e combattiva è stata la risposta di tanti fratelli e sorelle di tanti paesi di ogni angolo di mondo e in primo luogo di migliaia e migliaia di senegalesi. Abbiamo visto un protagonismo forte e promettente, una volontà di affermare la vita e di difenderla, che hanno trovato la possibilità di diffondersi e di coinvolgere tante persone comuni al fianco e insieme all’Associazione 3 febbraio, a numerosi Comitati solidali antirazzisti ed al loro coordinamento nazionale, a Socialismo rivoluzionario. Queste realtà, che hanno dato voce alla parte più reattiva e al settore più numeroso della manifestazione, hanno permesso ai fratelli e alle sorelle immigrate di potersi esprimere in un’ampia assemblea finale molto partecipata. Ciò ha infranto la logica ipocrita e smobilitante che i  rappresentanti della politica e delle istituzioni – responsabili di venti anni di leggi discriminatorie e razziste – avrebbero voluto imporre con una sfilata rituale, con un corteo silenzioso e rassegnato, per poter rapidamente archiviare il dolore.
Oggi questo non è stato possibile grazie all’antirazzismo radicale. Vogliamo fermare la mano assassina che si alimenta e trova spazio grazie alle complicità, l’acquiescienza, il clima creato da un razzismo più diffuso, popolare, istituzionale e democratico. L’impegno assunto dalle realtà dell’antirazzismo radicale al termine della manifestazione è quello di dare continuità a tutto questo, a cominciare dalla preparazione della manifestazione nazionale dei profughi il 14 gennaio a Roma, la preparazione dell’assemblea nazionale dei Comitati solidali il 15 gennaio sempre a Roma (info: coordinamento.csa@gmail.com), il rilancio e la diffusione capillare di tanti comitati solidali, il sostegno alla Associazione 3 febbraio. 

17 dicembre 2011 h.21

 

guarda i video:

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UNITI PER FERMARE IL RAZZISMO ASSASSINO

È urgente reagire uniti contro il razzismo assassino. L’omicidio a Firenze di due fratelli senegalesi ad opera di un militante di estrema destra è una grave espressione di una escalation razzista in atto. Il razzismo fascista e criminale è stato alimentato da quello istituzionale, statale e governativo, che semina odio, violenza e repressione verso gli immigrati. È il momento di unirsi e mobilitarsi per fermare questa barbarie, costruendo solidarietà contro tutte le forme di razzismo. Perciò ci mobiliteremo nazionalmente sabato 17 dicembre al fianco dei nostri fratelli senegalesi che stanno reagendo.

Tutti a Firenze il 17 dicembre manifestazione nazionale piazza Dalmazia ore 15

• Unità per fermare il razzismo criminale!
• No al razzismo in tutte le sue forme

• Basta repressione verso i nostri fratelli!
• Accoglienza, libera circolazione e soggiorno per tutti gli immigrati senza condizioni!

adesioni al 18/12 h.11:
Associazione nazionale antirazzista e interetnica “3 febbraio”, Socialismo rivoluzionario, CIB-Unicobas, Socialismo Libertario, Partito Umanista, Coordinamento nazionale StopRazzismo, Carlo D’Antoni (sacerdote Siracusa), Coordinamento tecnico nazionale Comitati Solidali e Antirazzisti, Coordinamento CSA Napoli, CSA Kestè (NA), Michele Natale (USB Puglia), Associazione illimitarte (Villaricca-NA), Ciro Pesacane (Forum Ambientalista), Comitato internazionale di educazione per la pace, Movimento popolare di liberazione, Campo Antimperialista, Partito dei comunisti italiani, Associazione culturale Artiglio San Giuliano Terme (PI), Lorenzo Carletti (PI), Circolo del manifesto (Versilia), Legambiente, Don Andrea Gallo e la Comunità San Benedetto (Genova), CSA "Imagine" (Roma), Ass. internazionale Ernesto De Martino, Pietro Angelini docente Univ. (NA), Ian Chambers docente Univ. (NA), Miguel Mellino docente Univ. (NA), Fabio Amato docente Univ. (NA), Giuseppe Moricola docente Univ. (NA), Valeria Caruso docente Univ. (NA), Raffaele Nocera docente Univ. (NA), Gruppo musicale "Malaika", CSA Artisti (NA), Associazione Sopra i ponti (BO), Giuseppe Aragno docente (NA), Associazione culturale Africamondo, Alex Zanotelli (missionario comboniano), CSA Pelago (FI), Assemblea permanente della solidarietà e dell'accoglienza (Consuma-FI), Associazione Ingegneria senza frontiere ONLUS (FI), Comitato Madri per Roma Città Aperta, La Comune, Luigia Barone (avvocato, presidente dell'Associazione Attivamente coinvolte), Marco Ralli (RSU-Comune di Roma), Associazione Servas.

per adesioni e informazioni: 055.2302015 - 340.7903971 socialismorivoluzionario@yahoo.it stoprazzismo@libero.it

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¡El racismo mata! ¡Frenémoslo ahora!

 
Hoy en Florencia un hombre, militante de extrema derecha, asesinó a sangre fría a dos hermanos senegaleses mientras vendían sus productos en el mercado e hirió gravemente a otros tres. Nunca había sucedido esto antes en este país. Es un gravísimo salto de calidad del racismo homicida que golpea de manera brutal, asesinando en pleno día, en mercados frecuentados cotidianamente, en barrios populares. Estas atrocidades son el fruto del veneno del racismo democrático que se ha esparcido en estos años, encarnado y propagado por el Estado y por los gobiernos, compartido y extendido a nivel social y popular; así en este país hemos llegado a que nuestros hermanos puedan ser asesinados en cualquier momento. La escalada racista no es casual y no es el fruto de la obra de un “loco”: desde siempre estamos comprometidos en denunciar y en combatir activamente, al lado de la Asociación nacional Antirracista 3 de Febrero, con los Comités Solidarios Antirracistas, con decenas de miles de nuestros hermanos y hermanas, el racismo que crece y amenaza a todos en este país.
Este hecho se suma a que días atrás un campamento rom fue devastado en Turín por bandas de racistas comunes que lo han incendiado y destruido, sobre la base de una acusación completamente falsa, vuelta “creíble” por el odioso racismo que crece; hoy en Florencia tres personas, solamente porque eran africanas, perdieron la vida.
Debemos frenar el racismo homicida. Debemos unirnos contra quien hiere y amenaza la posibilidad de vivir libremente. Los hermanos en Florencia ya están reaccionando; con coraje se están reuniendo todos en manifestaciones espontáneas. Nosotros estamos con ellos.
Hacemos un llamamiento a todas las personas, los ámbitos, las fuerzas sociales, del voluntariado, solidarias y políticas, a unirse y posicionarse con nuestros hermanos y hermanas atacados y contra los racistas asesinos, RESPONDIENDO INMEDIATAMENTE CON UNA MANIFESTACIÓN NACIONAL UNITARIA EL SÁBADO 17 DE DICIEMBRE EN FLORENCIA.
 
¡BASTA DE RACISMO!
¡SOLIDARIDAD CON NUESTROS HERMANOS Y PLENO DERECHO A LA AUTODEFENSA DE LOS INMIGRANTES Y DE LOS ANTIRRACISTAS!
¡SOLIDARIDAD HUMANA CONTRA TODO RACISMO!
 
SOCIALISMO RIVOLUZIONARIO
Florencia, 13/12/2011, h. 17:30

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