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AdessoLaStoria

                           

                           

                                         al 7 gennaio
                                       abbiamo raccolto

                               165.275 euro

 


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LIBERTÀ, SOLIDARIETÀ, PACIFICAZIONE

Libertà è diritto di ciascuno a professare il proprio credo nel rispetto degli altri!

Libertà non è offendere un miliardo di musulmani!

Pacificazione è quella che ci hanno insegnato le rivoluzionarie e i rivoluzionari di piazza Tahrir e della Siria dialogando ed unendosi tra diverse comunità per lottare contro gli oppressori mondiali e locali! 

Odio, guerra e distruzioni sono quelli alimentati dai circoli dominanti occidentali, cinesi, russi e arabi per schiacciare e dividere la gente comune rafforzando nel sangue il loro potere negativo!

Solidarietà con le rivoluzioni arabe!

Libertà e rispetto per ogni culto!

Dialogo e pacificazione tra credenti contro tutti gli oppressori!

16 settembre 2012

 

LIBERTÉ, SOLIDARITÉ, PACIFICATION

La liberté est le droit de chacun de professer ses propres croyances dans le respect des autres!

La liberté ce n’est pas offenser un milliard de musulmans !

La pacification est celle que nous ont enseigné les révolutionnaires de la place Tahrir et de la Syrie en dialoguant et en s’unissant entre les différentes communautés pour lutter contre les oppresseurs mondiaux et locaux !

La haine, la guerre et les destructions sont celles qui sont alimentées par les cercles dominants occidentaux, chinois, russes et arabes pour écraser et diviser les gens communs en renforçant dans le sang leur pouvoir négatif !

Solidarité avec les révolutions arabes!

Liberté et respect pour touslescultes!

Dialogue et pacification entre les croyants et contre tous les oppresseurs!

16 settembre 2012


UTOPIA SOCIALISTA

SOCIALISMO RIVOLUZIONARIO

LA COMUNE

                                                                                                             

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Fermiamo gli attacchi alla rivoluzione araba,
solidarietà alle genti musulmane

DIALOGO TRA CREDENTI, PACIFICAZIONE,
SOLIDARIETA’ INTERETNICA

Crediamo nella comunanza di persone, fedi, etnie epopoli diversi per la ricerca del bene comune.
Per questo siamo molto preoccupati per quanto sta succedendo.
La diffusione negli Usa di un video gravemente offensivo nei confronti dell’Islam ha provocato la comprensibile indignazione di milioni di musulmani in tutto il mondo.
Su un piano distinto, prima in Libia, poi dalla Nigeria all’Egitto, passando per il Sudan, fino al Bangladesh e anche in alcuni paesi occidentali, si sono susseguiti assalti ad ambasciate e manifestazioni violente organizzati da gruppi estremisti, principalmente salafiti, che si sono scontrati con le forze di polizia. Su un piano ancora diverso l’assalto da parte di un commando al Consolato statunitense a Bengasi ha causato la morte
dell’ambasciatore e di altre tre persone, la repressione delle proteste ne ha provocate altre, in diversi paesi.
L’identità degli autori del video all’origine delle gravi vicende in corso è ancora oscura, ma sembra siano coinvolti personaggi oltranzisti cristiani o sionisti che hanno goduto di forti finanziamenti. I portavoce delle democrazie occidentali cercano di minimizzare, con malcelato senso di superiorità, questa provocazione evocando la libertà di espressione e la presunta tolleranza della democrazia.
E' evidente il carattere preordinato e voluto di questa provocazione. La reazione dei vertici Usa, combinando denunce ipocrite e minacce militari, non fa che aggravarne le responsabilità. Dall’altra parte gruppi islamisti estremisti, alcuni dei quali simpatizzanti di al-Qaeda, cercano
volutamente lo scontro e di alzare la tensione.
Da una parte e dall’altra si sta cercando di suscitare e far dilagare l’odio tra musulmani e cristiani.
Nel 2011 un'ondata rivoluzionaria, che continua tuttora in Siria, con tante difficoltà, ha lanciato un forte messaggio di rinnovamento, di libertà, di pacificazione fra persone di credo diversi, dimostrando la possibilità di un protagonismo condiviso per il miglioramento della vita di tutte e di tutti. Oggi siamo di fronte ad un'offensiva controtutto questo, in cui convergono le potenze democratiche occidentali e milizie jihadiste estremiste. Non è la prima volta e non a caso il punto di partenza di questa azione è stata la Libia dove il dittatore Gheddafi, ex alleato dei vertici del sistema, fu cacciato da una guerra - che si è sovrapposta all’inizialissima rivolta - in cui si allearono potenze militari occidentali e milizie islamiste, che avviò l’offensiva contro l’ondata rivoluzionaria.
Non è casuale che in occidente in queste ore sia già ripartita la grancassa antislamica, razzista e prepotente, direttamente contro la “primavera araba”: “maledetta”, temuta, data per finita.
Le divisioni interreligiose diventano rapidamente lacerazioni umane, motivi di odio e di morte, provocano scontri fratricidi e alimentano il razzismo assassino. Meno di un anno fa due giovani senegalesi furono assassinati a Firenze da un neonazista ed in questo contesto è molto
concreto il rischio che episodi simili si moltiplichino.
Impegniamoci insieme per contrastare le divisioni fra i credenti, le etnie, le comunità e la crescita dell'odio razzista che avvelenano le coscienze.
Esprimiamo solidarietà ai fratelli ed alle sorelle musulmane offesi e criminalizzati. Denunciamo l'operato dei gruppi fondamentalisti reazionari, di ogni matrice. Facciamo appello a tutti i credenti, alle persone di buona volontà, alle comunità immigrate, alle associazioni ed alle persone antirazziste per costruire insieme dialogo e pacificazione, per dar vita ad una forte iniziativa unitaria in questa direzione.


Giù le mani dalla rivoluzione araba!
Giù le mani dai musulmani!
No alla convergenza reazionaria contro la rivoluzione della gente comune!
Pacificazione tra le persone di diverse religioni ed etnie

16 settembre 2012
ore 19

Convegno internazionale “Vita & impegno, per una libera comune delle donne e degli uomini” Palermo, 29 ottobre - 3 novembre
Martedì 30 ottobre, teatro Al Massimo, ore 17 meeting di apertura:
“dall’Egitto alla Siria, con larivoluzione della gente comune”

 

                       

 

Per conoscerci: tel. 055 2302015
www.lacomuneonline.it
socialismorivoluzionario@yahoo.it
lacomune@socialismorivoluzionario.it

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contro gli scontri religiosi, le logiche di guerra, il razzismo

costruiamo dialogo e solidarietà

 

Negli ultimi giorni in Libia, Egitto e in tutto il mondo islamico si sono susseguiti fatti gravi e preoccupanti a partire dalla diffusione di un filmato gravemente offensivo nei confronti di centinaia di milioni di credenti di fede musulmana, sui cui autori non è ancora stata fatta luce. Ovunque nel mondo islamico si sono svolte manifestazioni di indignazione e protesta che hanno avuto partecipazione e accenti diversi. In Egitto e Yemen esse sono sfociate in scontri con la polizia, a Sana’a forse con un morto. Ciò che è avvenuto ieri a Bengasi, in Libia, ha contorni ulteriormente inquietanti: il consolato americano è stato assaltato con un vero e proprio blitz militare (non ancora chiaramente rivendicato) che ha causato la morte di quattro persone tra cui lo stesso ambasciatore.
Si tratta di vicende differenti per carattere ed entità ma gravi poiché è evidente l’intento di soffiare sul fuoco degli odii religiosi. Presumibilmente su questo obiettivo convergono settori diversi e tra loro concorrenti, dagli autori (per ora ignoti) del filmato ai settori salafiti più reazionari fino al coinvolgimento del terrorismo qaedista. Nonostante la reazione relativamente prudente della presidenza Obama – che comunque ha promesso “giustizia” e attivato la macchina bellica – è plausibile che anche nel campo democratico-sistemico alcuni settori siano interessati ad una escalation. Si tratta di una convergenza controrivoluzionaria volta a ricacciare indietro milioni di persone protagoniste dell’ondata rivoluzionaria nel mondo arabo e per gettare discredito sulle stesse vicende rivoluzionarie. In esse – ed in particolare nei momenti più alti come in piazza Tahrir e nel corso della rivoluzione siriana – milioni di persone comuni hanno espresso una logica di pacificazione e animato un incontro rispettoso tra le diverse comunità religiose.

La gravità degli avvenimenti investe pienamente anche questo paese. Occorre un impegno diretto ed esplicito per contrastare tale logica di inimicizia e odio: essa purtroppo rischia di incontrarsi con la crescente violenza diffusa nella società, con le inimicizie che sappiamo purtroppo esistere tra le diverse comunità immigrate e può ulteriormente alimentare un razzismo già diffuso e l’islamofobia. Contrastiamo tali pericoli alimentando un rispettoso dialogo interreligioso e tra credenti, la solidarietà, il confronto, lo schieramento attivo contro ogni discriminazione e razzismo.

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nuova tragedia in mare

no all'indifferenza, solidarietà!

Decine di persone provenienti dalla Tunisia sono sparite in mare nei pressi di Lampedusa. Erano a bordo di un barcone insieme ad altre 56 persone recuperate da vari mezzi di soccorso. Siamo vicini a tutti coloro che ne sentiranno la mancanza e che ne piangeranno la scomparsa. Altri esseri umani pagano a caro prezzo il viaggio verso una vita migliore che si trasforma in un incubo ad occhi aperti. Queste notizie occupano uno spazio sempre minore negli organi d’informazione e spesso cadono nell’indifferenza. Potrebbero intervistarli, conoscere le loro speranze e le loro storie umane, capirne le aspettative, in qualche modo accoglierli ma non è così. Il cinismo dei mass- media verso le vicende drammatiche che coinvolgono migliaia di immigrati, di vite umane, evidenzia una caduta d’umanità che sembra non avere limiti ed alimenta a sua volta indifferenza e distanza tra la gente. Informazione servile e ruffiana, pronta a vantare l’ennesima sanatoria truffa e tutte le malefatte della politica verso gli immigrati mentre, se va bene, dedica poche righe o pochi secondi a vicende così drammatiche. Eppure a smentire il cinismo dell’informazione e l’indifferenza di tanta gente ci pensano tanti marinai di imbarcazione civili che per tante ore e volontariamente hanno continuato a cercare superstiti ed a salvare delle vite. Anche una sola vita salvata - ne siamo sicuri - è un opera che, pur nella tragedia, è benefica per chi la compie e non solo per chi la riceve. E’ un’opera umana positiva che rimane scolpita nella memoria dei superstiti ed anche dei soccorritori ed è a tutti loro che va la nostra simpatia e solidarietà.

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Siria: tra rivoluzione e tragedia


Ieri, sabato 25 agosto, è stata resa nota un’altra, ennesima strage compiuta dal regime siriano, questa volta a Deraya, vicino a Damasco. Le fonti parlano di almeno trecento o, probabilmente, più di quattrocento morti, di cui molte donne e molti bambini. Il modus operandi è quello ormai noto e di cui il massacro di Hula rappresenta il modello: ore e ore di bombardamenti aerei massicci, intervento di carri armati e truppe di terra, l’imperversare delle milizie shabiha che entrano nelle case, nelle scuole e negli ospedali, in ogni edificio dove le persone più indifese possono cercare riparo.
Questo massacro avviene mentre sta finendo il mese di agosto, che è stato il più sanguinoso dall’inizio della rivoluzione siriana. Oltre 4.000 persone hanno già perso la vita, portando il bilancio complessivo delle vittime ad oltre 25 mila. Quanto successo è il frutto concreto e drammatico dell’escalation bellica ricercata dal regime di Assad sin da marzo 2011, ogni giorno e con ogni mezzo, che ha conosciuto una svolta all’indomani delle offensive lanciate lo scorso fine luglio dall’Esercito libero siriano. Ne sono il frutto le battaglie in corso di Damasco ed Aleppo, la vera e propria guerra che si estende fino al Libano.
È grazie alla forza ed al coraggio delle rivoluzionarie e dei rivoluzionari siriani, all’impegno che hanno profuso sin dall’inizio per preservare e difendere la vita, che il bilancio non è molto più pesante. Non di meno si tratta di una tragedia in corso, spietatamente messa in atto dal regime per soffocare la straordinaria rivoluzione della gente comune siriana, con la complicità di coloro che lo armano e sostengono – Russia, Cina, Iran e non solo –, delle potenze occidentali e degli Stati mediorientali che dopo aver sperato e atteso che Assad raggiungesse il suo scopo oggi lo abbandonano per puntare su altri politici; con la complicità dell’ONU e della Lega araba, ambiti e strumenti dell’ipocrisia diplomatica ad uso e consumo di una “opinione pubblica” mondiale in gran parte indifferente.
Noi indifferenti non lo siamo mai stati e non lo saremo mai. All’indomani di questa nuova strage siamo solidali con la rivoluzione siriana e con le nostre sorelle e i nostri fratelli che ne sono protagonisti o ne vivono gli straordinari e drammatici sviluppi in Italia e altrove nel mondo e vi partecipano a distanza. A pochi giorni dalla fine del Ramadan e mentre si avvia a conclusione un’estate drammatica per la gente siriana, ci rivolgiamo a tutte le sorelle e a tutti i fratelli, immigrati da qualunque parte del mondo ed italiani, per continuare e far ulteriormente crescere l’impegno solidale e lo schieramento con la rivoluzione siriana e contro il regime assassino di Damasco, contro tutti coloro che direttamente o indirettamente compartecipano ai suoi odiosi crimini.

Mamadou Ly

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