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AdessoLaStoria


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appello per una iniziativa unitaria nazionale

A FIANCO DI TUTTI I POPOLI ARABI IN LOTTA

CONTRO LE DINASTIE OPPRESSIVE E CORROTTE

Dalla Tunisia all’Egitto milioni di nostri fratelli e sorelle stanno lottando per la libertà, la dignità, la giustizia e per affermare una vita migliore. Abbiamo il dovere e la responsabilità di sostenerli, prendendo l’iniziativa anche in questo Paese. Promuoviamo una giornata di mobilitazione nazionale e solidarietà con i popoli arabi che unisca la gente di buona volontà, gli antirazzisti, la gente solidale e innanzitutto i fratelli e le sorelle immigrati, che esprima solidarietà a fianco di chi lotta nel mondo arabo e dia forza alle loro ragioni.
 
Siamo tutti in piazza Tahrir.
 
sabato - 12 febbraio manifestazioni a:
Milano - Piazzale Loreto (per il Nord) ore 15
Roma – Piazza della Repubblica ore 15
Firenze – Piazza SS Annunziata ore 16
Napoli – Piazza Garibaldi ore 15
Palermo – ore 16
ed in altre città
Il Comitato promotore
 
prime adesioni (al 10 febbraio):
Associazione antirazzista ed interetnica “3 febbraio” - Coordinamento nazionale comitati solidali ed antirazzisti - Don Carlo D’Antoni - Comunità egiziana della A3F (Milano) - Valori Dimenticati (Vercelli) - Socialismo Rivoluzionario - Comitato per la vita del popolo palestinese (Genova) -Unicobas - Socialismo Libertario - Solidarietà antirazzista martesana, SAM (Vignate) - Comunità marocchina Genova - Rifugiati di Milano - AMIE (Associazione Mediterranea Italia Egitto) - Associazione ADASER Donne Arabe e Straniere in Emilia Romagna - Collettivo Sorellanza e Liberta "Maripose" (Ge) - Comitato solidale antirazzista Vite impegnative (Fi) - Comitato solidale antirazzista Capponi Machiavelli (Fi)- Comitato solidale antirazzista Saffi (Fi) - Comitato solidale antirazzista La via della libertà - Comitato Stop Razzismo (Prato - Unione sindacale di base (Fi )- Csa Juntos (Mi) - Cub immigrazione (Mi )- Convergenza delle Culture Milano - Partito Umanista Torino - Csa Vijar Kumar (mi) - ass. Mondo Senza Guerre e Senza Violenza - Pietro Ancona, Associazione Umanitaria (Pa) - Comunità egiziana di Milano
 
per info:
349.6497338 (Milano, Italiano) – 388.1773509 (Milano, Arabo) – 346.65708065 (Napoli) – 329.1880678 (Genova) – 328.4431314 (Palermo) – 340.7634738 (Roma) - 339.4877653 (Torino) – 339.7370361 (Vercelli) -3278586031(Firenze) -
 

 

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dalla Tunisia all’Egitto

VIVA      LA RIVOLUZIONE ARABA 

                    CHE COMINCIA !


È UNA RIVOLUZIONE DELLE DONNE E DEGLI UOMINI
PER VIVERE, PER LA DIGNITÀ E LA GIUSTIZIA
FUORI DAGLI SCHEMI POLITICI.

È UNA RIVOLUZIONE DELL A GENTE COMUNE
CONTRO LE DINASTIE CORROTTE DEGLI OPPRESSORI
SOSTE NUTE DAL SISTE MA DEMOCRATICO.

È UNA RIVOLUZIONE COMINCIATA SPONTANEAMENTE
E PACIFICAMENTE CHE DEVE FRONTEGGIARE
LA VIOLENZA OMICIDA DEI DIFENSORI DELLO STATUS QUO.

SOSTENIAMO E APPOGGIAMO ATTIVAMENTE
I NOSTRI FRATELL I E SORELLE ARABI SVILUPPANDO
L’ORGANIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETÀ.

LA LOTTA DEI POPOLI ARABI TOCCA L’ESISTENZA
E LE ESIGENZE DI OGNI ESSERE UMANO.

I BISOGNI CHE CIASCUNO/A AVVERTE NON
SI RISOLVONO SOLO NEL PROPRIO SPECIFICO,
COME VOGLIONO FAR CREDERE I MASS-MEDIA
E LE ISTITUZIONI STATALI.

GLI STATI E I LORO ESERCITI
NON SONO ONNIPOTE NTI NÉ INVINCIBILI.

È POSSIBILE COMINCIARE A CAMBIARE LA VITA
ANCHE QUI CON UN IMPEGNO RIVOLUZIONARIO
PER IL BENE COMUNE.

 

                         

 

 

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VIVA LA RIVOLTA DEL POPOLO EGIZIANO!

libertà e dignità – via Mubarak

Tunisia, Algeria, Yemen, Giordania e soprattutto Egitto. Dopo la fuga di Ben Alì dalla Tunisia e mentre le mobilitazioni popolari continuano contro il nuovo governo, milioni di persone hanno riempito pacificamente le città egiziane. Una moltitudine di persone comuni ha sfidato il coprifuoco ed è confluita nel centro del Cairo reclamando la fine del regime assassino e corrotto, la cacciata di Mubarak. Di fronte alla mobilitazione popolare l’esercito, che pure schierava i tank nelle strade, non ha osato muovere un dito. Oggi settori della polizia e di sostenitori di Mubarak hanno aggredito la popolazione cercando di scacciarla dalla centrale piazza Tahrir, senza riuscirci.
Stiamo vivendo l’inizio di un processo rivoluzionario moltitudinario e spontaneo di cui è protagonista la gente comune. Un’intera area del mondo è coinvolta, iniziano ad esserne interessati direttamente decine di milioni di persone, ma assume una dimensione planetaria perché riguarda il futuro di tutti noi. La speranza concreta di miglioramento della vita si concentra nel coraggio e nella determinazione della popolazione egiziana e degli altri che, in questo momento, lottano nel mondo arabo. Sono in gioco la libertà, la dignità, l’affermazione dei bisogni umani contro le angherie e le ingiustizie di poteri oppressivi e caste dominanti. Se cresce e inizia a vincere questa spinta rivoluzionaria facendo giustizia di un regime con le mani sporche di sangue, si rafforzano le speranze di libertà e miglioramento della vita per tutti i popoli del mondo. Al Cairo, le qualità migliori che ci contraddistinguono come esseri umani risorgono, ed in esse possiamo identificarci. Il protagonismo diretto, il coraggio, la voglia di cambiare e migliorare sono nella grande piazza, non a caso piena di cartelli scritti a mano, di donne al megafono, di dignità e di fierezza.
È proprio tutto ciò che temono i potenti di ogni latitudine: fino a ieri complici di Mubarak, oggi invocano una “transizione ordinata”, affinché tutto resti come prima. È l’ipocrisia propria del sistema democratico, di cui i regimi autoritari arabi sono agenti in loco, che pretende di stare allo stesso tempo con gli aguzzini e con le vittime. Ma è anche espressione autentica dello smarrimento con cui guardano ad avvenimenti che hanno enorme difficoltà a controllare; sono significative le parole di Hillary Clinton, segretaria di Stato americana: sentono il terreno franare sotto i loro piedi.
Sono poteri oppressivi che non vanno sottovalutati, capaci di repressione feroce e di manovre, che in queste stesse ore lavorano per soffocare l’anelito di libertà delle genti egiziane. A maggior ragione c’è bisogno di uno schieramento forte e chiaro di solidarietà. Con il cuore e con la mente siamo al loro fianco, sosteniamo la straordinaria autoattività popolare affinché si consolidi in autorganizzazione stabile e indipendente, nell’autodifesa e nello sviluppo delle mobilitazioni.
Ci battiamo per una prospettiva di autotrasformazione complessiva della società egiziana e della vita, perché essa possa essere ripensata e riorganizzata in chiave comunitaria fuori da ogni oppressione statale.

con il popolo egiziano ed i popoli arabi in lotta
contro la miseria e le corrotte dinastie democratiche
via subito Mubarak
autodifesa delle mobilitazioni
 


2 febbraio 2011 ore 22

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sguardi diversi sull’Egitto    

Nella giornata di ieri imponenti manifestazioni hanno ribadito la volontà di farla finita con Mubarak ed il suo regime assassino. Al Cairo, dai quartieri popolari una folla immensa si è riversata nella centrale piazza Tahrir: giovani, anziani, famiglie con bambini, donne, cartelli scritti a mano, slogan, megafoni, balli, un efficiente servizio d’ordine per impedire provocazioni. Colpisce la forza di tante persone che insieme hanno fermato le violenze poliziesche e incrinato un potere apparentemente invincibile. Insieme a quella tunisina, tutt’ora in corso, ed insieme alle mobilitazioni in altri paesi arabi, la rivolta del popolo egiziano è per noi un

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VIVE LES REVOLTES DES PEUPLES ARABES
POUR LA DIGNITE ET LA LIBERTE

CONTRE LA MISERE
ET LES DINASTIES DEMOCRATIQUES!


Depuis des jours l’Egypte aussi est en révolte.

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