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AdessoLaStoria


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Stop ai bombardamenti sulla popolazione di Aleppo

Via il regime assassino di Assad

 

Viva la rivoluzione siriana

 

 Siamo solidali con la popolazione di Aleppo in queste ore terribili in cui i bombardamenti dell’esercito regolare siriano stanno mietendo vittime innocenti, distruggendo gran parte della città, provocando centinaia di migliaia di sfollati e di profughi.

L’escalation militare è dovuta alla rabbia cieca di un regime che cerca disperatamente di sopravvivere e che si è già reso responsabile di almeno ventimila vittime da quando è iniziata una straordinaria rivoluzione della gente comune in Siria, una rivoluzione che ha accomunato persone di storia, etnia, cultura e religione diverse in una lotta eroica per la libertà e la dignità, per una vita migliore. Viceversa l’informazione mediatica si concentra sempre di più sugli aspetti politici e militari, silenziando le aspirazioni e il protagonismo di milioni di persone in Siria.

Siamo di fronte alla furia assassina di una dittatura terribile, che ha perso il controllo di gran parte del territorio ormai in mano all’esercito siriano libero, composto in buona parte da gente comune costretta ad armarsi sostanzialmente per difendere la propria vita e quella della popolazione.

La dittatura vacilla di fronte alle tante defezioni di suoi generali e ministri, (gente che ha massacrato fino ad ieri il popolo siriano, come il primo ministro Riad Hijab), defezioni che sono il frutto della forza e della tenacia della rivoluzione e non dell’escalation militare in corso. Cresce lo scontro interno al regime di Assad che trema sempre di più sotto la spinta dell’iniziativa popolare, nonostante l’appoggio di stati potentissimi, con la complicità e il sostanziale silenzio della cosiddetta comunità internazionale.

La militarizzazione dello scontro fra rivoluzione e controrivoluzione, provocata dal regime, mette in difficoltà e a dura prova il carattere più positivo dell’insorgenza umana del popolo siriano. Vendette sommarie, attentati terroristici e sequestri di persona (per quanto gli iraniani presi prigionieri in queste ore sono con tutta probabilità addestratori militari al soldo del regime) sono distanti e antitetici alla lotta per la giustizia che caratterizza la rivoluzione siriana e al suo profondo contenuto di liberazione e pacificazione.

 

Oggi più che mai è urgente mantenere e anzi rinsaldare il carattere autentico della rivoluzione, continuando ad opporsi a qualunque intervento militare delle potenze occidentali e a rifiutare qualunque legame con gruppi fondamentalisti che cercano di infiltrarsi dall’estero.

Ci uniamo alle iniziative di solidarietà e schieramento con la rivoluzione siriana contro ogni tipo di intervento militare degli Stati. In queste ore drammatiche di bombardamenti e combattimenti facciamo appello a tutte le persone di buona volontà a moltiplicare un impegno solidale con la popolazione di Aleppo e per l’autodeterminazione del popolo siriano.

In questo senso esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà umana alle sorelle e ai fratelli siriani che in Italia stanno conducendo in grande solitudine una preziosa e coraggiosa iniziativa di controinformazione e di sostegno alla rivoluzione.

 

7 agosto 2012                    

 

 

 

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sabato 21 luglio ore 17

A FIANCO DELLA RIVOLUZIONE SIRIANA

CONTRO IL REGIME

DI BASHAR AL-ASSAD

E I DIVERSI VOLTI

DELLA CONTRORIVOLUZIONE

 

 coordina Mamadou Ly

(direzione editoriale della rivista Utopia Socialista)

 

Con l’attentato di mercoledì scorso – in cui sono morti altissimi esponenti del regime e della catena di comando della repressione – e mentre infuriano scontri armati fin nella capitale, la situazione in Siria vede una accelerazione molto forte e molto complessa da interpretare.

Da oltre un anno è in corso una rivoluzione della gente comune in cui strati sempre più vasti di popolazione si sono uniti in una lotta per la libertà spezzando la morsa soffocante della paura su cui un regime criminale ha basato il proprio potere. Assad e i suoi complici hanno fin’ora goduto del sostegno implicito o esplicito di tutti i poteri oppressivi: non solo dell’Iran, della Russia e della Cina, ma anche dell’Onu e della Lega Araba, della NATO e dei vertici del sistema democratico (USA in testa) che, dietro le ipocrite condanne hanno sostenuto il garante in loco del loro ordine e ora si stanno muovendo per un'alternativa, inevitabilmente ai danni della rivoluzione.

È senza precedenti l’isolamento in cui la rivoluzione siriana è stata lasciata: i suoi tratti migliori sono una minaccia per ogni potere oppressivo.

Una rivoluzione tendenzialmente pacifica – ferma restando l’indispensabile e legittima autodifesa – che fin’ora si è qualificata per l’iniziativa diretta e indipendente della popolazione, per il protagonismo di donne e giovanissimi, per l’esplicita ricerca di unità e amicizia tra le diverse componenti etniche e religiose che compongono il mosaico siriano, per la forza e la dignità nella ricerca di un futuro migliore.

Non potendo soffocare la rivoluzione neanche con stragi e carri armati, il regime ha cercato di trasformarla in guerra: l’ulteriore accelerazione bellica odierna ne è una conseguenza diretta, tragica e problematica a cui concorrono diversi soggetti.

 

Sugli sviluppi della rivoluzione siriana e su questi temi invitiamo a partecipare all’iniziativa, nell’ambito del programma della Lunga Estate di Vallombrosa, che si terrà presso la Casa della Cultura (Vallombrosa – Firenze)

per info: 055 8622714 • csutopia@tiscali.it • www.socialist-utopia.org

 

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manifestazione del 16 giugno pro-Assad

fallimento dei controrivoluzionari

La manifestazione nazionale che si è svolta a Roma il 16 giugno a Piazza del Popolo a Roma a sostegno del dittatore Bashar al-Assad, protagonista della feroce repressione del popolo siriano, è stata un totale fallimento. Solo uno sparuto gruppo di un centinaio di persone ha dato vita all'appuntamento reazionario convocato dal Comitato Giù le mani dalla Siria.
Come abbiamo denunciato nei giorni precedenti, questa manifestazione controrivoluzionaria ha visto la partecipazione di forze della destra fascista insieme ad esponenti della sinistra politica italiana e ha ricevuto consensi anche da parte di presunti pacifisti, tutti accomunati dalla stessa logica neo-negazionista finalizzata a sostenere che il dittatore Assad non è responsabile della repressione, delle stragi e delle esecuzioni sommarie delle donne, degli uomini e dei bimbi siriani.
Socialismo rivoluzionario sin dall'inizio è stata l'unica forza organizzata, insieme alla voce isolata e coerente di alcuni attivisti, che schierandosi al fianco della rivoluzione siriana si è espressa per l'attivo boicottaggio di questa adunata reazionaria. Viceversa la grande maggioranza delle altre realtà organizzate delle sinistre politiche e sindacali e dell'associazionismo sono rimaste colpevolmente in silenzio. A maggior ragione è positivo e siamo soddisfatti assieme ai protagonisti della rivoluzione siriana che la manifestazione sia fallita.
Socialismo rivoluzionario fa appello a tutte le realtà e persone autenticamente solidali, schierate con i popoli contro le diverse oppressioni, di prendere le distanze da coloro che sostengono o tacciono sulla repressione di Assad  e di sviluppare assieme una mobilitazione e una solidarietà umana con il popolo siriano contro il dittatore Assad, gli stati suoi complici e i diversi sostenitori di destra e di sinistra.
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nell’ambito del programma della Lunga Estate di Vallombrosa:
Sabato 21 luglio ore 17 c/o Casa della Cultura (Vallombrosa  Firenze)

A FIANCO DELLA RIVOLUZIONE SIRIANA 
CONTRO IL REGIME DI BASHAR AL-ASSAD 
E I DIVERSI VOLTI DELLA CONTRORIVOLUZIONE 
Coordina Mamadou Ly (direzione editoriale della rivista Utopia Socialista)

per info tel: 055 8622714 • csutopia@tiscali.it   www.socialist-utopia.org

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Boicottiamo la manifestazione a sostegno del dittatore Assad del 16 giugno a Roma

Solidarietà con la rivoluzione siriana

Contro il dittatore Assad e i diversi volti della controrivoluzione 
Per l’autodeterminazione del popolo siriano contro qualunque intervento militare degli Stati

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gli uomini di Assad
compiono un ennesimo massacro in Siria

solidarietà con le popolazioni di Hula
e con la rivoluzione siriana

Tra venerdì 25 e sabato 26 maggio le truppe del regime siriano, probabilmente affiancate da milizie, sono entrate a Hula, nel centro del paese, e hanno perpetrato un nuovo massacro. Con i carri armati hanno sparato sulle abitazioni e assassinato deliberatamente oltre un centinaio di persone ­– di cui 32 bambini sotto i dieci anni, a riprova del particolare accanimento contro le bimbe e i bimbi e contro le donne, espressione agghiacciante della scelta di ricorrere all’orrore e al terrore per fermare la rivoluzione in corso da oltre 15 mesi.

In questa circostanza ad accertare il pesante bilancio sono gli stessi “osservatori” dell’Onu, mandati nel paese per vigilare il presunto piano di pace Annan. Il generale Mood ha condannato una “tragedia brutale” senza indicarne il responsabile e ha lanciato un appello al governo e alle opposizioni affinché cessino di ricorrere alla violenza per scongiurare i rischi di una “guerra civile”. Come hanno denunciato le siriane e i siriani - che all’annuncio del massacro hanno manifestato ieri in decine di città del paese - l’Onu è corresponsabile del massacro di Hula e dei crimini del regime di Bashar al Assad. Ne sono ugualmente corresponsabili la Lega araba, co-titolare della missione in corso, e tutti gli Stati a cui fanno capo, al di là delle ipocrite condanne. Affidarsi a loro per fermare le stragi nel migliore dei casi è illusorio, condividere la posizione di equidistanza ribadita ancora una volta dal Palazzo di Vetro ormai non può essere che un modo di schierarsi da parte del regime di Damasco, contro la rivoluzione siriana e contro l’impegno coraggioso delle donne e degli uomini di tutte le età e generazioni, religione e nazionalità, che ne sono protagonisti.

Sin dall’inizio siamo al loro fianco, e oggi lo siamo più che mai. Ne condividiamo il dolore e l’orrore per quanto successo e per quanto continuano a fare Assad, le sue truppe ed i suoi complici; ne salutiamo il coraggio e la determinazione a continuare, di cui in questi giorni hanno dato nuove importanti dimostrazioni: ad Aleppo, seconda città del paese, venerdì 18 e venerdì 25 si sono svolte le manifestazioni più ampie di questi mesi e l’invio per la prima volta dei carri armati in questo centro così importante, è il riconoscimento implicito da parte del regime di non avere più neanche lì il controllo della situazione.

Di fronte a tanta determinazione rivoluzionaria, siamo a nostra volta determinati a continuare nell’impegno per suscitare e far crescere la solidarietà con la rivoluzione siriana anche in Italia, in primo luogo insieme alla sorelle e ai fratelli siriani schierati con la rivoluzione della gente comune in corso nel loro paese, che la vivono a distanza ma non con distacco. Ci rivolgiamo alle sorelle e ai fratelli immigrati di ogni provenienza e a tutte le persone che vivono in questo paese per rompere il silenzio complice, contro tutte le logiche politiche che ostacolano la solidarietà, per sostenere e appoggiare chi sta lottando in Siria per difendere e migliorare la vita di tutte e di tutti.

 

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