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AdessoLaStoria


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rifiuti a Napoli

la politica contro la vivibilità

La signora Assunta abita a Montesanto,un popolare quartiere storico di Napoli, ed era abituata,nonostante l’età, ad uscire quotidianamente per fare la spesa. In questi giorni è prigioniera in casa per i rifiuti che ostruiscono la via, rendendo l’aria irrespirabile e l’acciottolato scivoloso. Alcuni vicini volenterosi le portano quanto le occorre e forse per la prima volta si sente veramente vecchia. Il signor Gennaro invece, con i figli gestisce in un vicoletto dei quartieri spagnoli una piccola trattoria,

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dopo i massacri nel giorno della Naksa

Israele e non solo contro il popolo palestinese

Un bagno di sangue, decine di morti e centinaia di feriti hanno segnato le mobilitazioni palestinesi per l’anniversario della Naksa - la tragedia della guerra del 1967 e dell’occupazione - che si sono svolte in Libano, Cisgiordania e in Siria, e che erano previste a Gaza ma sono state vietate dal governo di Hamas. La giornata della Naksa ha scoperchiato le connivenze delle organizzazioni palestinesi e soprattutto

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l’arresto di Mladic

massacri e ipocrisia

I giornali di tutto il mondo danno oggi la notizia dell’arresto in Serbia del boia Ratko Mladic, comandante militare serbo-bosniaco negli anni Novanta, responsabile di numerosi massacri e in particolare dell’eccidio di Srebrenica nel luglio del 1995 in cui furono trucidate migliaia di persone inermi (finora sono stati identificati i resti di circa 7 mila vittime).
Nonostante il mandato di cattura internazionale spiccato ormai 15 anni fa, Mladic è stato preso senza alcuno sforzo, a pochi chilometri da Belgrado, in casa di parenti, analogamente a quanto accaduto con il suo omologo ai vertici politici, Karadzic. Anche l’informazione più addomestica deve collegare la cattura con l’allentarsi delle potenti protezioni di cui fin’ora ha goduto: essa sarà spesa politicamente sul tavolo dei negoziati per l’ingresso della Serbia in Europa.
Il pensiero va ai sopravvissuti e alle associazioni come “Women of Srebrenica”, al dolore ed alla rabbia: questa cattura pilotata non fa giustizia, Mladic, proprio come un “latitante” mafioso, ha continuato per anni a vivere liberamente a poca distanza dal teatro dei suoi crimini.
L’ignobile cinismo e l’ipocrisia non sono di oggi soltanto, né sono una esclusiva della politica serba. Il massacro di Srebrenica – città all’epoca sotto la tutela dell’ONU – è avvenuto sotto gli occhi dei caschi blu, che collaborarono a raggruppare le vittime anziché interporsi. Fu uno scandalo di enormi proporzioni: prima si disse che il contingente (olandese) era troppo piccolo per poter difendere la popolazione bosniaca, poi si cercò di insabbiare la tragedia, infine i militari vennero decorati con cerimonia solenne dal ministro della difesa (30 novembre 2006). Non è solo il colmo di una ironia macabra – in Olanda ha anche sede la Corte internazionale di giustizia dell'Aja, principale organo giurisdizionale dell'ONU che ha spiccato il mandato di cattura. È soprattutto una espressione concreta dell’ipocrisia omicida del sistema democratico, oggi in decadenza conclamata. Con buona pace di coloro che credono in una qualche riforma dell’ONU, il totalitarismo democratico si articola e si compone dei Mladic, di coloro che ne autorizzano la sanguinosa ascesa, di coloro che ne decretano il tramonto al momento opportuno.
 

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Solidarietà con i lavoratori della Fincantieri
No ai licenziamenti  e alla repressione poliziesca

La Fincantieri ha deciso  una raffica di licenziamenti in tutta la cantieristica colpendo duramente la vita di migliaia di persone che lavorano. Il piano, con il placet governativo, prevede 2.500 licenziamenti: per loro la vita delle persone non conta niente.
A Genova, Castellamare, Palermo e Marghera c’è stata un’immediata reazione da parte dei lavoratori. In particolare in migliaia a Genova e a Castellamare hanno scioperato e manifestato per difendere le proprie condizioni di vita ed il posto di lavoro. Di fronte alle proteste e alle manifestazioni dei lavoratori è scattata una dura repressione poliziesca che ha ripetutamente caricato chi manifestava. Ancora una volta la logica padronale del profitto e dell’accumulo colpisce cinicamente e duramente i lavoratori. Partiamo dalla vita e dalle esigenze umane delle persone e non dalle compatibilità e dalle fredde esigenze produttive sempre scaricate sulla pelle di chi lavora.
Siamo solidali con la lotta dei lavoratori dei Cantieri. È necessario sviluppare  e diffondere la solidarietà per unirsi nella difesa delle condizioni di vita delle persone che lavorano e lottare per impedire che passino i licenziamenti.
25 maggio 2011   h.17,00



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Solidarietà con i No Tav della Val di Susa!!
No ai cantieri! No alle minacce di repressione!


Questa notte un primo tentativo di iniziare i cantieri per il Tav alla Maddalena di Chiomonte in Val di Susa è stato vanificato dalla resistenza di centinaia di attivisti No Tav presenti sul posto per difendere la valle dalla devastazione incombente. Come già altre volte in passato, numerosi mezzi delle forze dell’Ordine hanno “scortato” i camion diretti nella zona, minacciando di caricare i manifestanti. La militarizzazione della valle e l’uso della forza bruta sono le uniche risorse rimaste ai Sì Tav guidati da Virano e Saitta, che con arroganza e vigliaccheria non vogliono rassegnarsi al verdetto che vent’anni di lotta hanno espresso in modo inequivocabile: decine di migliaia di persone, la stragrande maggioranza della gente in Val di Susa, non vuole l’alta velocità! Non vuole il progetto originario, nè quello modificato, né l’ultima versione “pezzo” per “pezzo”. Non la vuole punto e basta perché è un’opera inutile, dannosa e costosissima che avrebbe un impatto devastante per la vita delle persone e per l’ambiente.
Sabato scorso queste sacrosante ragioni sono state ribadite in una grande e partecipata manifestazione da Rivoli a Rivalta, a dimostrazione della perdurante capacità di mobilitazione diffusa dei NO Tav della Val di Susa. Alla loro lotta per la vita e per la vivibilità, per l’autodeterminazione e il protagonismo della gente comune contro la logica distruttiva del progresso, l’arroganza delle lobby politico-economiche e le minacce di repressione va tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà attiva.
24/05/11
 

                  
 

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