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AdessoLaStoria


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continua l’ondata rivoluzionaria

con i popoli, per la vita
contro gli Stati e il terrorismo

Ieri è stato un altro venerdì di mobilitazioni in oltre 50 località della Siria. Dalle città curde dell’interno a quelle druse del sud, ovunque la popolazione manifesta con coraggio al fianco dei giovani di Dera’a, da dove tutto è partito. Da una settimana questa città è posta sotto assedio: l’esercito ne controlla ogni accesso isolandola dal resto del Paese. La frattura tra la popolazione ed il regime si va approfondendo; tanto le concessioni tardive che la feroce repressione – i morti ormai si contano a centinaia, anche ieri l’esercito ha sparato tra la folla – non placano la ricerca di libertà e l’afflato unitario così significativo. Più contenute che altrove, ma significative, vi sono state manifestazioni anche a Damasco, dove il regime e le forze repressive sono più forti.

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 Tornado nel sud degli USA, centinaia di vittime

Eventi naturali ed esposizione umana, anche nel cuore del sistema

 
Una devastante serie di tornado investe in questi giorni gli USA. Sono oggi già più di trecento le vittime, migliaia i dispersi, nella tragedia che colpisce persone e comunità residenti in ventuno Stati centro-meridionali, dall’Alabama, il più colpito, fino ad Oklahoma, Georgia, Virginia. La più colpita è la cittadina di Tuscaloosa, in Alabama, in cui la strada centrale ed alcuni quartieri sono stati spazzati via.

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Siria, nonostante la repressione

la rivolta si espande e si radicalizza

Decine di migliaia di persone hanno manifestato ieri in 47 città siriane, da Dera’a fino a Damasco, all'indomani dell'abolizione delle leggi speciali in vigore dal 1963. Questa volta i manifestanti chiedono con gran forza l'abrogazione dell'articolo 8 che determina il dominio del partito ba'ath sulla società, ad indicare che le popolazioni siriane hanno infranto il muro del terrore che le paralizzava e che non si accontentano delle loro prime conquiste, per quanto rilevanti esse siano. La libertà e la dignità sono il minimo che chiedono e non intendono fermarsi a metà strada, nonostante una feroce repressione, che solo ieri ha fatto un centinaio di vittime tra cui molti bambini, la cui presenza diffusa è peraltro indicativa del carattere popolare della rivolta in corso.
La spietatezza della repressione è coerente con la natura del regime siriano ma dimostra anche e sempre più nitidamente le sue enormi e crescenti difficoltà. Ciò che sta succedendo era inconcepibile poco più di un mese fa, si sta verificando in tempi concentrati e in termini sempre più significativi. La dinamica della rivolta in Siria rappresenta un’espressione particolare e rilevante di come l'ondata rivoluzionaria avanza e si caratterizza, scuotendo gli

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Gaza, ucciso il volontario Vittorio Arrigoni

basta attacchi alla solidarietà, basta terrorismo!

Questa notte a Gaza, dopo un rapimento durato poche ore, è stato assassinato Vittorio Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Movement. Il barbaro atto è stato rivendicato da un gruppo terrorista di matrice al-qaedista che con un video aveva avanzato la richiesta ad Hamas di rilasciare alcuni suoi militanti incarcerati. Gli assassini non hanno atteso neanche la scadenza del breve ultimatum da loro stessi fissato.
Esprimiamo sdegno e rabbia per questo crimine, vicinanza e solidarietà ai cari di Vittorio e all’ISM.
Si tratta di un attacco gravissimo: colpisce un volontario che ha operato pacificamente, molto conosciuto a Gaza e anche qui in Italia per le corrispondenze pubblicate su il manifesto e peacereporter dove per anni ha documentato le condizioni in cui Israele costringe un milione e mezzo di palestinesi nel carcere a cielo aperto che è la Striscia di Gaza.
È un avvertimento e un colpo contro tutte le persone solidali, per terrorizzarle; un colpo contro la stessa idea di solidarietà, per isolare il popolo palestinese. Significativamente, su queste pratiche di morte convergono forze apparentemente agli antipodi come i gruppi terroristi clandestini di matrice religiosa fondamentalista e lo Stato di Israele, responsabile della strage di volontari della Freedom flotilla il 31 maggio 2010.
L’efferato delitto avviene in un momento di crescita della violenza in tutta la Palestina. Appena pochi giorni prima a Jenin, in Cisgiordania, è stato ucciso Juliano Mer Khamis, fondatore e direttore del Freedom Theater. A questi omicidi mirati, rivolti contro persone attive nel mondo della cultura e della solidarietà, si affiancano i raid militari israeliani che quasi ogni giorno sparano sulla popolazione inerme di Gaza con carri armati, elicotteri ed aerei da guerra. Significativamente questa escalation tende ad isolare la Palestina dall’ondata rivoluzionaria che coinvolge molti paesi vicini; è anche un colpo al protagonismo giovanile che aveva portato, il 15 marzo scorso, alle manifestazioni unitarie molto critiche verso tutte le attuali direzioni politiche, da Hamas all’ANP.
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Egitto, Yemen, Siria

un venerdì di diffusa mobilitazione per la libertà

Egitto. Venerdì decine di migliaia di persone si sono nuovamente incontrate a Piazza Tahrir, per manifestare la loro crescente insoddisfazione, per chiedere che vengano processati Mubarak e la sua cerchia di assassini e corrotti, per chiedere le dimissioni di alti esponenti dell'esercito, al vertice già nel regime dell'ultimo rais, a cominciare da Al Tantawi. Alcune centinaia di persone hanno protratto la protesta fino a notte fonda, subendo una carica dall'esercito che ha sparato e ucciso almeno due manifestanti, ferendone molti.

La manifestazione di venerdì è stata la più poderosa dai giorni di febbraio, che hanno visto

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