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AdessoLaStoria


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Obama: presidente confermato, presidente dimezzato

 

Rispettando una tradizione americana, il presidente uscente, in tempo di crisi, è stato confermato. Di fronte ad un avversario repubblicano evanescente ed oscillante sostenuto dalle frange più aggressive antiabortiste ed antipopolari della destra, Barack Obama ha strappato per altri 4 anni la Casa Bianca. Aver potuto sbandierare il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, teatro di uno dei più lunghi ed antipopolari conflitti degli Usa inaugurato dall’odioso G.W. Bush, così come aver realizzato nel periodo più buio dell’economia mondiale un timido accenno di assistenza sanitaria ai più poveri gli ha pagato. Tuttavia Obama non ha solo perso più di 6 milioni di voti rispetto al 2008, ha soprattutto visto sbiadire la sua stella di affabulatore. Si è incrinata l’ennesima illusione che una politica nuova, una democrazia buona, potesse cambiare seriamente qualcosa. Per una buona parte dei bianchi dei ceti popolari o della middle-class che avevano votato Obama nel 2008 ciò ha significato - anche a causa dei pregiudizi razzisti volgarmente agitati dalla destra  - tornare nell’ovile repubblicano. Ma l’elettorato bianco d’altra parte si restringe sempre più perché cambia inesorabilmente la composizione sociale ed etnica dell’America.

La campagna elettorale più costosa della storia americana (un miliardo di dollari per ciascun candidato, di cui 3 milioni spesi solo nelle ultime 48 ore, mentre gli effetti dell’uragano Sandy ancora pesavano sulla gente del New Jersey senza acqua né luce elettrica), stride cinicamente con le promesse di giustizia ed equità sociale millantate dagli aspiranti presidenti.

La destra repubblicana ed il greve coacervo di forze che l’hanno sostenuta, dai Tea Party al fondamentalismo cristiano, hanno imperniato la marcia pre-elettorale sull’egoismo sociale e l’individualismo sfrenato (significativa la gaffe di Romney “sorpreso”, ovviamente nel chiuso di un’assemblea repubblicana, a disprezzare il 50% di americani poveri che avrebbe votato Obama). I valori patriarcali che giungevano fino alla giustificazione dello stupro hanno trovato una sponda convinta nel duo Romney-Ryan, il miliardario ed il giovane repubblicano rampante. Ma non meno grave era il messaggio evocato dallo slogan che esaltava le gesta del presidente uscente: “Osama Bin Laden è morto, la General Motor è viva!”. Il primo discorso di Obama da candidato vittorioso è stato prudente e bipartisan. È fin troppo evidente che in tutti i casi il presidente rieletto è destinato a scelte negative per la gente comune. Già si parla di un compromesso con i repubblicani per misure antipopolari di fronte al disastro finanziario, mentre per gli immigrati che avevano confidato in Obama la realtà più concreta è stata l’infame legge razzista dell’Arizona. Questa, assieme alla sconfitta del referendum per l’abrogazione della pena di morte in California sono frutti amari della decadenza americana. Lo sono anche le movenze sul piano internazionale della più grande potenza militare del mondo stretta fra impotenza e logiche di guerra. Ne sanno qualcosa i rivoluzionari siriani che hanno visto il neoeletto Obama riproporre l’amicizia all’odiato Putin sostenitore cinico di Bashar al Assad. Inutile dire che per gli ultimi della terra la rielezione di Obama non promette nulla di buono. Basti pensare quanto sia stata assente dalla campagna elettorale la sorte della gente più povera del mondo che fosse di Haiti o del continente africano. Non male per il primo presidente nero degli Stati uniti.

 

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Venezuela

l'apparenza non inganna

Domenica 7 ottobre nel paese latinoamericano si sono tenute le elezioni presidenziali. Ha vinto Hugo Chávez – riconfermato al potere con il 54% dei voti – ed il suo autoritarismo populista. Protagonista di un tentativo (fallito) di golpe vent’anni fa, l’ex paracadutista si è distinto in questi anni per la sua concezione del “socialismo del XXI secolo” che si basa sul controllo delle leve statali per arricchire il suo seguito e manipolare il consenso dei settori più poveri della popolazione. Chávez, con il suo eloquio “antimperialista” ha stretto un sodalizio con regimi reazionari quali la Libia di Gheddafi e l’Iran di Ahmadinejad.

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(vedi in basso l'elenco delle adesioni aggiornato al 3 ottobre)

appello

Domenica 23 settembre si è svolta a Roma un’assemblea contro il razzismo e per il dialogo inter-religioso, tra i cui partecipanti c'erano Sr, l’A3f, la Comunità dei rifugiati congolesi, altri rifugiati provenienti dal Pakistan e dalla Nigeria. Proposta nei giorni scorsi da Dario Renzi, Mamadou Ly, Renato Scarola, Gianluca Petruzzo e Antonella Pelillo per rispondere tempestivamente, con la pacificazione e la solidarietà, al clima di odio provocato dal video anti-Islam e dai settori estremisti assassini, l’assemblea ha votato l’appello qui riprodotto decidendo perciò di realizzare il 5 ottobre iniziative in varie città, preparate da assemblee locali.

libertà, solidarietà, pacificazione e accoglienza per tutti/e, contro il razzismo ed ogni discriminazione etnica e religiosa

Siamo per la libertà sostanziale di ogni persona ad esprimere il proprio credo nel rispetto reciproco, perciò denunciamo la campagna denigratoria e offensiva che, nascondendosi dietro le libertà formali, è in atto nei confronti delle persone di religionemusulmana. Una campagna che alimenta, inoltre, un’odiosa caricatura razzista dei popoli arabi in genere.
Siamo solidali con le popolazioni che in Siria e nel mondo arabo lottano coraggiosamente per la libertà contro i dittatori locali e le potenze mondiali. Perciò denunciamo l’opera specularmente convergente delle potenze occidentali e di gruppi minoritari estremisti e terroristi – sia occidentali che arabi e di altre zone del mondo - che richiamandosi strumentalmente a motivi religiosi alimentano odio, divisioni e lacerazioni tra persone di differenti credo ed etnie per soffocare il protagonismo e l’azione diretta di milioni di donne e uomini!
Siamo per il dialogo, la convivenza, il rispetto reciproco e lo scambio tra persone di diverso credo e/o etnie.
Siamo per l’accoglienza incondizionata per tutti contro il razzismo e le discriminazioni che stanno operando gli Stati e i governi occidentali.

Libertà e rispetto per ogni culto! Solidarietà con le popolazioni siriane e arabe in lotta per la libertà contro le dittature ed il sistema oppressivo degli Stati! Pieno diritto all’autodeterminazione dei popoli contro le occupazioni militari degli Stati occidentali e dei loro alleati locali! Convivenza e pacificazione tra persone di differenti credo e provenienza per unirsi contro ogni discriminazione e ingiustizia! Per una vera sanatoria senza condizioni per tutti/e gli immigrati e le immigrate.

Approvato all’unanimità dall’incontro di Roma del 23 settembre promosso dai firmatari dell’appello "Per un’ iniziativa nazionale per la libertà, la solidarietà e la pacificazione contro le divisioni tra etnie e credenti ed i pericoli di razzismo”.

Promotori e primi firmatari (lista aggiornata al 3 ottobre):
Dario Renzi (Utopia socialista), Mamadou Ly (Utopia socialista), Renato Scarola (Socialismo rivoluzionario), Gianluca Petruzzo (Associazione interetnica e antirazzista 3 febbraio), Antonella Pelillo (Utopia socialista), Donatella Salina Amine (Associazione Culturale Islamica in Italia, redazione Il dialogo), Marcello Emilio Tomassini (Associazione interetnica e antirazzista 3 febbraio), Michele Santamaria (StopRazzismo), Associazione rifugiati congolesi, Giuseppe Prestipino (Centro per la filosofia italiana), Federico Stolfi, Silvia Tomassini, Padre Carlo D’Antoni (Sacerdote di Siracusa), Circolo culturale proletario di Genova, ALTERNASOL (Alternativa Socialista Libertaria – Repubblica Dominicana), Irene Starace, Associazione Rifugiati Congolesi, Piero Soldini (CGIL immigrazione), Agnese Manca, Usef (Unione Siciliana Emigrati e Famiglie), Enrica Paccoi, Marcello Signorile (Ass. interetica e Antirazzista “ 3 febbraio” - Puglia), Associazione Ayusya (Genova), Germano Monti, Comitato Solidale Antirazzista Zagarolo (RM), Roberto Ferro (metodista, Milano), Michele Natale (esecutivo USB Puglia), Marco Lombardi ( Rsu- Inps Roma Eur ), Loretta Mussi, Marta Leonessi (CSA Il Cerchio, BO), Carla Martignani (CSA Il Cerchio, BO), Giuseppe Mosconi, coordinamento nazionale dei comitati solidali antirazzisti, Luca Marchi (delegato sindacale USB Ikea Corsico), Susanna Verri (Centro studi e ambulatorio medico Fondazione fratelli di san Francesco), Pietro Serina (Ass. 3 Febbraio - Milano), Stefano Aveta (Ass. 3 Febbraio - Milano), Jouwel Rana (Ass. 3 Febbraio - Milano), Marinella Sanvito, Fanos (comunità etiope - Milano), comitato solidale antirazzista Io curo senza confini (ospedale Fatebenefratelli Milano), Socialismo rivoluzionario (federazione Milano), Paolo Dall’Oglio (padre gesuita), Ivana Trevisani (scrittrice e antropologa), don Nicolini (parroco di Bologna), associazione Sopra i ponti (Bologna), Giovani eritrei per la solidarietà e il cambiamento (Bologna),  Marco Tomassini, Antonella Laruccia (direttivo Spi-Cgil- Genova).


 

per adesioni: 06.4463456 – gentesolidale@libero.it

 

 

 

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LIBERTÀ, SOLIDARIETÀ, PACIFICAZIONE

Libertà è diritto di ciascuno a professare il proprio credo nel rispetto degli altri!

Libertà non è offendere un miliardo di musulmani!

Pacificazione è quella che ci hanno insegnato le rivoluzionarie e i rivoluzionari di piazza Tahrir e della Siria dialogando ed unendosi tra diverse comunità per lottare contro gli oppressori mondiali e locali! 

Odio, guerra e distruzioni sono quelli alimentati dai circoli dominanti occidentali, cinesi, russi e arabi per schiacciare e dividere la gente comune rafforzando nel sangue il loro potere negativo!

Solidarietà con le rivoluzioni arabe!

Libertà e rispetto per ogni culto!

Dialogo e pacificazione tra credenti contro tutti gli oppressori!

16 settembre 2012

 

LIBERTÉ, SOLIDARITÉ, PACIFICATION

La liberté est le droit de chacun de professer ses propres croyances dans le respect des autres!

La liberté ce n’est pas offenser un milliard de musulmans !

La pacification est celle que nous ont enseigné les révolutionnaires de la place Tahrir et de la Syrie en dialoguant et en s’unissant entre les différentes communautés pour lutter contre les oppresseurs mondiaux et locaux !

La haine, la guerre et les destructions sont celles qui sont alimentées par les cercles dominants occidentaux, chinois, russes et arabes pour écraser et diviser les gens communs en renforçant dans le sang leur pouvoir négatif !

Solidarité avec les révolutions arabes!

Liberté et respect pour touslescultes!

Dialogue et pacification entre les croyants et contre tous les oppresseurs!

16 settembre 2012


UTOPIA SOCIALISTA

SOCIALISMO RIVOLUZIONARIO

LA COMUNE

                                                                                                             

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Fermiamo gli attacchi alla rivoluzione araba,
solidarietà alle genti musulmane

DIALOGO TRA CREDENTI, PACIFICAZIONE,
SOLIDARIETA’ INTERETNICA

Crediamo nella comunanza di persone, fedi, etnie epopoli diversi per la ricerca del bene comune.
Per questo siamo molto preoccupati per quanto sta succedendo.
La diffusione negli Usa di un video gravemente offensivo nei confronti dell’Islam ha provocato la comprensibile indignazione di milioni di musulmani in tutto il mondo.
Su un piano distinto, prima in Libia, poi dalla Nigeria all’Egitto, passando per il Sudan, fino al Bangladesh e anche in alcuni paesi occidentali, si sono susseguiti assalti ad ambasciate e manifestazioni violente organizzati da gruppi estremisti, principalmente salafiti, che si sono scontrati con le forze di polizia. Su un piano ancora diverso l’assalto da parte di un commando al Consolato statunitense a Bengasi ha causato la morte
dell’ambasciatore e di altre tre persone, la repressione delle proteste ne ha provocate altre, in diversi paesi.
L’identità degli autori del video all’origine delle gravi vicende in corso è ancora oscura, ma sembra siano coinvolti personaggi oltranzisti cristiani o sionisti che hanno goduto di forti finanziamenti. I portavoce delle democrazie occidentali cercano di minimizzare, con malcelato senso di superiorità, questa provocazione evocando la libertà di espressione e la presunta tolleranza della democrazia.
E' evidente il carattere preordinato e voluto di questa provocazione. La reazione dei vertici Usa, combinando denunce ipocrite e minacce militari, non fa che aggravarne le responsabilità. Dall’altra parte gruppi islamisti estremisti, alcuni dei quali simpatizzanti di al-Qaeda, cercano
volutamente lo scontro e di alzare la tensione.
Da una parte e dall’altra si sta cercando di suscitare e far dilagare l’odio tra musulmani e cristiani.
Nel 2011 un'ondata rivoluzionaria, che continua tuttora in Siria, con tante difficoltà, ha lanciato un forte messaggio di rinnovamento, di libertà, di pacificazione fra persone di credo diversi, dimostrando la possibilità di un protagonismo condiviso per il miglioramento della vita di tutte e di tutti. Oggi siamo di fronte ad un'offensiva controtutto questo, in cui convergono le potenze democratiche occidentali e milizie jihadiste estremiste. Non è la prima volta e non a caso il punto di partenza di questa azione è stata la Libia dove il dittatore Gheddafi, ex alleato dei vertici del sistema, fu cacciato da una guerra - che si è sovrapposta all’inizialissima rivolta - in cui si allearono potenze militari occidentali e milizie islamiste, che avviò l’offensiva contro l’ondata rivoluzionaria.
Non è casuale che in occidente in queste ore sia già ripartita la grancassa antislamica, razzista e prepotente, direttamente contro la “primavera araba”: “maledetta”, temuta, data per finita.
Le divisioni interreligiose diventano rapidamente lacerazioni umane, motivi di odio e di morte, provocano scontri fratricidi e alimentano il razzismo assassino. Meno di un anno fa due giovani senegalesi furono assassinati a Firenze da un neonazista ed in questo contesto è molto
concreto il rischio che episodi simili si moltiplichino.
Impegniamoci insieme per contrastare le divisioni fra i credenti, le etnie, le comunità e la crescita dell'odio razzista che avvelenano le coscienze.
Esprimiamo solidarietà ai fratelli ed alle sorelle musulmane offesi e criminalizzati. Denunciamo l'operato dei gruppi fondamentalisti reazionari, di ogni matrice. Facciamo appello a tutti i credenti, alle persone di buona volontà, alle comunità immigrate, alle associazioni ed alle persone antirazziste per costruire insieme dialogo e pacificazione, per dar vita ad una forte iniziativa unitaria in questa direzione.


Giù le mani dalla rivoluzione araba!
Giù le mani dai musulmani!
No alla convergenza reazionaria contro la rivoluzione della gente comune!
Pacificazione tra le persone di diverse religioni ed etnie

16 settembre 2012
ore 19

Convegno internazionale “Vita & impegno, per una libera comune delle donne e degli uomini” Palermo, 29 ottobre - 3 novembre
Martedì 30 ottobre, teatro Al Massimo, ore 17 meeting di apertura:
“dall’Egitto alla Siria, con larivoluzione della gente comune”

 

                       

 

Per conoscerci: tel. 055 2302015
www.lacomuneonline.it
socialismorivoluzionario@yahoo.it
lacomune@socialismorivoluzionario.it

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