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AdessoLaStoria


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con parenti e amici delle vittime dell’incidente ferroviario di Pioltello

per difendere la vita

Il 25 gennaio alle porte di Milano, tra le stazioni di Pioltello e Segrate, un treno di pendolari è deragliato a causa della rottura di un binario. Tre donne sono morte, oltre un centinaio i feriti, alcuni gravi. Persone che andavano al lavoro hanno perso la vita per la mancanza di manutenzione ai binari, mentre i manager delle ferrovie sono impegnati a curare gli investimenti per i treni ad alta velocità e altri settori, spinti da una spasmodica e cinica ricerca del guadagno e del business.
La certezza del profitto e del suo accumulo diventa più importante della vita e sicurezza delle persone che viaggiano e che lavorano (ricordiamo l’incidente mortale alla Lamina di Milano della scorsa settimana e le migliaia di morti sul lavoro ogni anno). Morire al lavoro o mentre lo si raggiunge non è fatalità o sfortuna, ma il frutto di una scelta – di pochi – che si chiama incuranza della sicurezza e della vita umana: tutte le persone sono sacrificabili in nome del profitto, e la loro morte un “effetto collaterale“. Tutto questo è una espressione dell’uccidibilità, è una legge non scritta ma applicata sotto questo sistema in decadenza che lascia dietro di se una scia di morte e sofferenza sempre più grande per la gente comune.
Non adattiamoci a questa normalità, cerchiamo assieme una strada di vivibilità proteggendo e difendendo la vita di tutti. Conquistare maggior sicurezza per tutti e tutte implica una nuova e differente presa di coscienza, sottraendosi al fatalismo.
Non abituiamoci all’incuria e degrado che ci circonda, frutto anche di tagli al personale e agli investimenti sulla sicurezza, uniamoci tra lavoratori e lavoratrici e le persone che usufruiscono dei servizi. Affermiamo un nuovo protagonismo per difendere la vita di tutti, ad esempio insieme ai tanti comitati di pendolari che reclamano da tempo migliori condizioni di viaggio, e alle tante persone e associazioni  impegnate e sensibili a questi temi.

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la solidarietà sotto attacco

con Save the childern contro i nemici dell'umanità

All'alba del 24 gennaio un gruppo di terroristi ha fatto irruzione nella sede dell'Ong Save the children a Jalalabad in Afghanistan. Prima un'autobomba ha colpito il cancello della sede, poi alcuni uomini armati hanno cominciato a sparare sulle persone che in quel momento si trovavano nella struttura, situata nelle vicinanze di uffici governativi o internazionali. Al momento il bilancio è di 9 vittime (delle quali 3 sono membri dello staff dell'associazione) e 25 feriti. L'attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico.
Di nuovo si colpiscono persone inermi e indifese. Di più, ancora una volta è la solidarietà sotto attacco, di nuovo i nemici dell'umanità colpiscono chi opera per la vita. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà a Save the children, alle persone care delle vittime e tutti coloro che sono stati colpiti da questo infame e vigliacco atto di morte
L'attacco terroristico dei criminali nazijihadisti al soldo del Califfo con la svastica in questo caso appare ancor più efferato perché colpisce un'Organizzazione internazionale che opera nel campo della solidarietà con i bimbi e le bimbe. Una ong che cerca di lenire le sofferenze di bambini e bambine che vivono in zone di guerra o che sono vittime di carestie e pandemie. Colpire Save the children è indirettamente come colpire tutti e tutte loro, la loro speranza e il loro futuro. Per questo è importante sconfiggere e fermare questi criminali: per difendere e affermare la vita.

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solidarietà con le popolazioni curde
contro la criminale invasione della Turchia

L’esercito turco ha da giorni iniziato a bombardare la popolazione curda nella regione di Afrin nel nordovest della Siria, regione controllata dai curdo-siriani del Ypg (le Unità di protezione del popolo curdo). Il presidente Erdogan ha dichiarato che questo è solo l’inizio di una offensiva su vasta scala. Il regime criminale di Ankara responsabile da sempre della brutale repressione nei confronti dei curdi, sta  scatenando questa ennesima offensiva per impedire l’autodeterminazione delle popolazioni curde.
Lo stesso Erdogan ha annunciato di aver iniziato l’offensiva “con il consenso della Russia”. Nella sostanza prosegue la spartizione criminale sulla pelle delle popolazioni della Siria da parte delle diverse potenze. La popolazione curda, dopo aver combattuto i neonazisti dell’Isis, sta iniziando ancora una volta una resistenza popolare, nonostante i cedimenti e la sottomissione agli Usa e alle altre potenze da parte delle sue direzioni, di cui paga le conseguenze.
L‘Ypg ha chiamato alla mobilitazione popolare per difendere Afrin e rivolto un appello a tutti i curdi a prendere le armi. Denunciamo l’attacco criminale della Turchia, difendiamo il sacrosanto diritto alla autodeterminazione dei curdi, invitiamo a sviluppare la solidarietà e l’appoggio alle popolazioni curde che resistono a questa ennesima gravissima aggressione militare.

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fuori violenza e bullismo dalla nostre vite

Gaetano, 15 anni, preso a calci e pugni da una decina di coetanei che gli hanno distrutto la milza, è dovuto arrivare a casa da solo dopo il pestaggio, perché nessuno lo ha soccorso. Arturo, 17 anni, era stato quasi ammazzato a coltellate da tre ragazzi, e in questi giorni altre aggressioni di questo tipo si sono succedute senza sosta da Napoli a Torino.
Questi branchi di giovani, che attaccano senza pietà altri giovani, hanno scelto di affermarsi nel dolore di loro simili. Ma i violenti, di ogni ordine e grado, possono essere fermati! Dipende da tutti e ciascuno, dipende da te e da me, dipende da noi!
Non rimanere indifferente: reagire è difficile ma è possibile, soprattutto se si cerca il sostegno di altri per farlo. Ne è riprova la forza che hanno espresso migliaia di studenti scesi in piazza a Napoli contro le violenze e in solidarietà con Gaetano. Difendere gli altri significa difendere la propria umanità.
Isolare i violenti, i bulli, i razzisti, i maschilisti, gli omofobi, fa bene persino a loro perché capiscano che quello che fanno è sbagliato, ma soprattutto fa bene a chi subisce la loro violenza perché si può sentire sostenuto e difeso e fa bene anche a tutti gli altri: l’indifferenza ti rende meschino, impaurito e solo, mentre la solidarietà ti rende nobile, coraggioso e pieno di persone che ti stanno accanto.
La solidarietà conviene.
Incontrarsi e costruire gruppi di persone buone, contro la violenza e le discriminazioni, ci può far vivere meglio. Vogliamo costruire solidarietà, conoscenza e amicizia basata su valori positivi perché vogliamo sentirci più sicuri, più liberi, più felici.
Per questo stiamo costruendo Comitati Human Way ovunque: puoi unirti a noi!

i giovani de La Comune

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Milano: ennesima strage in fabbrica

non è fatalità

Ancora un'altra strage, improvvisa, devastante ed eclatante. Martedì 16 gennaio alla Lamina, una fabbrica di Milano definita "modello", tre operai sono morti e un altro è gravissimo a causa delle esalazioni di un gas inodore a base di azoto e metano. Siamo profondamente commossi e ci schieriamo al fianco delle famiglie e degli amici degli operai deceduti, Marco Santamaria, Arrigo Barbieri e Beppe Setzu.
Anche questo incidente non è stata una fatalità. Il malfunzionamento dei sistemi di sicurezza per la tracotanza e l'incuria padronale, in nome del profitto, hanno generato questa tragedia. Abbiamo bisogno di capire e reagire, assieme, senza abituarsi e subire il fatto che incidenti e morti sul lavoro siano in aumento già dallo scorso anno. Ci impegneremo ancora di più, con tutti coloro che lo sceglieranno, per difendere e incrementare la sicurezza al lavoro, mettendo al centro il bene più importante : la vita e il suo miglioramento.
E' un impegno che non può essere affidato alle Istituzioni Statali, colluse e complici di padroni grandi e piccoli che usano le minacce della precarietà e della disoccupazione per il loro sporco profitto, negando la sicurezza alle persone che lavorano.

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dal 19 febbraio
al 12 marzo 2018


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