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sorellanza2019


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Modi e il Kashmir

Un pericolo per tutti

Il parlamento indiano ha deciso la revoca dello statuto autonomo della regione del Kashmir che era già sotto la sua giurisdizione. Il Kashmir, già diviso tra una parte controllata dal Pakistan, una dall’India ed una porzione anche dalla Cina, è l’unica regione indiana a grande maggioranza musulmana - a differenza degli altri stati della federazione che sono a maggioranza indù. New Delhi per garantirsi il controllo del Kashmir lo occupava militarmente sin dalla nascita dello stato indiano, ma concedendogli uno statuto autonomo che prevedeva alcune relative concessione formali e sostanziali. Ora tutto ciò è stato cancellato d’imperio, l’occupazione militare si è intensificata, sono in corso arresti di centinaia di persone e ci sono le prime vittime della repressione delle proteste. In primo luogo, nel denunciare l’occupazione e la repressione dello stato indiano in Kashmir, la nostra solidarietà va alle popolazioni e alle persone colpite.
Questa misura draconiana e il giro di vite repressivo sono volute dall’attuale premier Modi e dal suo partito, il BJP: si tratta di un nazionalismo indù spiccatamente bellicista, patriarcale e razzista con tratti nazistoidi che ha vinto con grande margine le recenti elezioni. Pezzi forti della campagna elettorale di Modi sono stati un raid aereo proprio nel Kashmir pakistano e la promessa di “liberare” tutta la regione. Sono certamente preoccupanti le dinamiche di degrado morale e culturale in atto nella società indiana, testimoniate dall’ampio appoggio di cui godono Modi e il nazionalismo indù. Nello stesso tempo pericoli di guerra si addensano di nuovo nella regione del Kashmir – già al centro di diversi conflitti aperti tra India e Pakistan, entrambi bellicosa potenze nucleari – e in tutto il subcontinente. La democrazia indiana, come tutte le democrazie, è stata sin dalla sua nascita autoritaria e bellicista, segnata peraltro dal terribile bagno di sangue dello scontro tra indù e musulmani nella partizione del ’47. Essa vive però oggi - come anche in altri paesi – un’ulteriore torsione ancor più bellicista, autoritaria e razzista. Tutto ciò è un pericolo concreto per le popolazioni del Kashmir, del subcontinente indiano e per tutti noi.

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Le mobilitazioni ad Hong Kong in un momento cruciale 

La convocazione dello sciopero generale del 5 agosto scorso ad Hong Kong in sostegno alle proteste che da settimane scuotono il Territorio autonomo segna un ulteriore approfondimento della mobilitazione popolare contro l’amministrazione filo-Pechino della governatrice Lam. Le proteste, nate per contestare una famigerata legge sulla giustizia che avrebbe permesso l’estradizione nello Stato cinese di oppositori e persone scomode, si sono estese ed acutizzate in questo mese anche dopo l’ottenimento della sospensione del provvedimento da parte delle autorità. Centinaia di migliaia di persone, in alcuni casi fino a due milioni, continuano a riversarsi nelle piazze per chiedere l’abrogazione definitiva del provvedimento, la cacciata della governatrice (longa manu del regime cinese) ed una inchiesta sull’operato criminale della polizia e di squadracce che hanno attaccato i manifestanti (probabilmente legate ad organizzazioni criminali e mafiose).

Alla testa delle proteste fino ad ora vi erano in prevalenza giovani e giovanissimi, con lo sciopero generale che ha toccato numerosi settori produttivi e dei trasporti, il coinvolgimento si è esteso a significativi ambiti di lavoratori.

E’ la più grave crisi dal 1997, come hanno ammesso le stesse autorità di Hong Kong, da quando cioè il territorio autonomo (che in passato era stato sotto il dominio inglese) ha avviato un’assimilazione con lo Stato cinese.

La popolazione dell’area è in maggioranza cinese ma, soprattutto fra i giovani, si estende la paura e l’ostilità verso la crescente annessione e sottomissione al tallone di ferro del dominio imperiale e burocratico di Pechino. L’attuale amministrazione transitoria è sempre più soggetta alle pressioni della potente e contigua dittatura e la situazione sembra avvicinarsi ad un punto critico. Pechino ha già “offerto” la disponibilità ad un intervento miliare diretto, anche se evidentemente preferirebbe strangolare o riassorbire la rivolta tramite le forze in loco. Per la dottrina imperiale cinese, ribadita dall’attuale leadership di Xi Jin Ping è essenziale che non venga messa in discussione la sovranità di ciò che viene considerata una parte indivisibile della madrepatria. D’altra parte – come gli stessi manifestanti hanno capito – nonostante la censura e la cappa oppressiva del regime totalitario e fascista di Pechino, l’immagine delle mobilitazioni moltitudinarie di Hong Kong giunge sottotraccia anche alle popolazioni dello Stato cinese e ciò non è certo gradito dentro le mura dei palazzi imperiali dominati dal Partito comunista.

Denunciamo dunque le minacce di Pechino e la repressione delle autorità locali del governatorato ed esprimiamo la nostra solidarietà alla popolazione vittima di violenze ed arresti mentre lotta per la difesa delle proprie libertà.

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uniamoci e reagiamo

contro un decreto legge razzista e liberticida

Il fascioleghista Matteo Salvini con la piena complicità del Movimento 5stelle incassa al Senato l’approvazione del suo decreto razzista e liberticida. Fiero di avere tra le mani un’arma più efficace per colpire il mondo della solidarietà, la vita delle persone immigrate e le libertà di tutti si mostra ancora più truce e prepotente.
Il nuovo decreto contiene norme e misure repressive che configurano un salto di qualità rispetto a quello precedente varato lo scorso anno.
Prevede pesanti sanzioni, divieti e limitazioni fino al sequestro delle navi delle Ong e l’arresto dei rispettivi comandanti. Si sancisce più organicamente che la solidarietà umana è un crimine.
Inoltre inasprisce i reati e le pene per le manifestazioni, le lotte, i presidi e le proteste di piazza. Si sancisce la limitazione delle libertà di espressione e di mobilitazione consegnando ancora più potere e arbitrio al ministro degli interni e alle forze repressive. Non a caso Salvini ha esultato per la vittoria salutando le “ruspe democratiche” contro le occupazioni di case e i Centri sociali.
La nuova legge incarna una più spiccata torsione autoritaria e liberticida nella costituzione materiale dello Stato democratico introducendo tratti e aspetti di carattere fascistoide. Sul piano legislativo segna un salto di qualità nel razzismo di Stato, nell’attacco alla solidarietà e alla libertà di tutte/i.
Ma il nuovo decreto legge contiene qualcosa di più pericoloso e corrosivo sul piano umano, morale e culturale.
Corrode le coscienze perché spinge a ritenere che sia normale punire e criminalizzare chi salva in mare la vita dei profughi e degli immigrati.
Inquina l’animo perché in nome della difesa dei confini statali alimenta una logica di cinismo e una pratica di morte del “vivi e lascia morire”. La posta in gioco è affermare il valore primario della vita contro un processo di disumanizzazione e di incattivimento.
Diverse personalità della cultura e del mondo religioso stanno giustamente denunciando il carattere disumano del decreto invitando alla disubbidienza. D’altra parte i segnali di reazione che si sono espressi negli ultimi mesi contro la prepotenza e la cattiveria razzista di Salvini sono incoraggianti e vanno sviluppati.
Perciò è importante unirsi e reagire contro questa legge razzista e liberticida del governo Salvini/Di Maio in ragione della difesa della vita e dell’umanità, della difesa della solidarietà e delle libertà di tutti per vivere meglio assieme.
Perciò invitiamo le realtà solidali e antirazziste a partecipare all’assemblea nazionale del Forum indivisibili & solidali che si terrà a Roma il 14 settembre dove poter decidere assieme – sulla base della mobilitazione dello scorso 10 novembre - una grande manifestazione nazionale unitaria contro il razzismo, il governo e la nuova legge razzista e liberticida.

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Contro lo sgombero del centro sociale XM24 di Bologna e le politiche liberticide del governo

Da stamane è in atto lo sgombero dello storico centro sociale bolognese XM24. E’ dalla giunta capeggiata dall’ex segretario della CGIL, Sergio Cofferati, che il Comune di Bologna di centro-sinistra sta perseguendo un progetto di vasta ristrutturazione immobiliare dell’area a tutto vantaggio di affaristi e immobiliaristi. Neppure il murales realizzato sulle mura del centro sociale, poi cancellato dallo stesso artista internazionale Blu, in protesta proprio contro le politiche repressive dell’amministrazione, hanno dissuaso l’amministrazione dal perseguire nei propri intenti punitivi. Uno spazio autonomo, antifascista e antirazzista, e che negli anni ha fatto risorgere un mercato popolare di piccoli produttori agricoli non rientra, però, nei piani di riammodernamento del quartiere voluto dal Comune, che di fatto ha rifiutato il dialogo e la possibilità di verificare alternative che rispettassero l’impegno e l’opera sociale svolta da XM24. Un ultimo spiraglio si aperto nel pomeriggio quando è stato siglato un accordo con il quale il Comune si impegna a trovare una nuova sede per l’XM24 entro la metà di novembre. Non sorprende però il plauso del fascioleghista Salvini che, forte della fiducia incassata sul suo liberticida decreto sicurezza bis, ha inneggiato alle “ruspe democratiche” che riportano legalità e ordine a Bologna. Invece, lo stesso ministro non si fa certo scrupolo di difendere l’occupazione dei neonazi di Casapound nel pieno centro di Roma. Esprimiamo la nostra solidarietà a XM24 sapendo quanto oggi sia decisivo unirsi per trovare insieme con tutti gli antirazzisti e la gente solidale strade utili e necessarie perché siano garantiti e difesi spazi di libertà e aggregazione sociale contro la deriva repressiva e di attacco ai diritti di libertà di tutti.    

La Comune-Bologna

06-08-2019

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Arrestati i giovani responsabili della tragedia di Corinaldo

Amare la vita, difendersi dalla cattiveria

Sono stati rintracciati i responsabili della tragedia di Corinaldo, che l’anno scorso causò la morte di 5 giovanissimi e di una donna di 39 anni in una discoteca. I cinici e criminali teppisti hanno usato spray urticante per aggredire la gente ammassata in una discoteca per il concerto del rapper Sfera Ebbasta, rapinando i presenti e derubando anche chi, nel panico generale, stava cercando di soccorrere le persone schiacciate dalla calca in una discoteca piena fino all’inverosimile . Si tratta di 7 giovani tra i 19 ed i 22 anni che avrebbero più volte usato questo sistema per gettare nel panico le folle e rapinarle, come successo a Torino ad opera di un’altra gang qualche anno fa a Piazza San Carlo. Purtroppo non si tratta dell’unico caso di gang giovanili che, come veri e propri branchi, si fanno portavoci della cattiveria e del disprezzo della vita diffusi in questa società malata e pericolosa, come nel caso dei bulli di Manduria che hanno maltrattato e ucciso un pensionato nell’indifferenza generale. I sette sciagurati si gonfiavano il petto per le proprie “imprese”, mostrando il proprio cinismo e un disgustoso disprezzo per la vita, volendo fare esperienza dell’uccidere, del rapinare, del maltrattare. Questi giovani criminali e assassini vanno fermati sapendo che non tutti i giovani scelgono di essere dei carnefici. La stampa che dipinge la gioventù irreversibilmente criminale perché l’autodistruzione sarebbe presunta caratteristica saliente dell’essere giovani, non guarda però a coloro che quotidianamente si impegnano contro le mafie o per il pianeta, o semplicemente a chi fin da giovanissimo vuole essere una persona buona e coraggiosa, salvando la propria e altrui vita. Come ci spieghiamo allora il protagonismo di Ramy, 13 anni, che a marzo di quest’anno ha salvato la vita a 51 persone insieme ai suoi compagni di scuola, fermando l’autista che voleva incendiare il pullman sul quale si trovava con la sua classe? Mentre si guarda agli esempi migliori di solidarietà e altruismo viene allora da pensare che la gang di Corinaldo non sia vittima della propria giovane età e che, fin da giovanissimi, si può fuoriuscire dal fetido clima di cattiveria che ci circonda provando ad essere migliori assieme agli altri, imparando anche a divertirsi e a stare bene assieme guardandosi attorno, alzando la testa dallo smartphone per la sicurezza di tutte/i.

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