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Roma, 9 novembre 2019

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Uniti e Solidali contro il razzismo

PIazza della Repubblica ore 14

per l'immediata abrogazione delle leggi sicurezza Minniti-Salvini-Di Maio

contro le norme che criminalizzano l'opposizione sociale

contro gli sgomberi e per la difesa degli spazi sociali e abitativi riappropriati

contro gli accordi internazionali di deportazione dei migranti e di esternalizzazione dei lager

contro i cpr, gli hotspot, il Daspo urbano ed ogni forma di detenzione amministrativa

per la regolarizzazione generalizzata e permanente dei migranti senza permesso di soggiorno e l'accoglienza

per tutte/tutti

per il diritto generalizzato alla residenza anagrafica

per il riconoscimento dei cambiamenti climatici prodotti dalle politiche di sfruttamento come causa di migrazione forzata

per l'immediata cessazione dei censimenti etnici, oggi praticata contro Rom, Sinti e Caminanti

contro la violenza nei confronti delle donne, l'omofobia e ogni tipo di discriminazione

contro le destre xenofobe e razziste che a livello internazionale attaccano le libertà di tutte/tutti

contro la criminalizzazione della solidarietà e delle ONG impegnate nei salvataggi, per l'immediato dissequestro delle navi umanitarie e l'apertura dei porti.

 

La manifestazione è stata indetta su questa piattaforma dal Forum Indivisibili & solidali nell'Assemblea nazionale del 6 ottobre a Roma.

Invitiamo tutte le persone e le realtà della solidarietà, del volontariato, dell'antirazzismo ad aderire e a costruire unitariamente la mobilitazione.

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Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato dell'Associazione 3 Febbraio

Ancora una strage in mare

Ancora innocenti, vittime delle leggi e dei confini statali

La tragica notizia è di questi giorni, un naufragio, in cui sono morte tredici ragazze giovanissime e venti sono dispersi, tra i quali otto bambini. Erano a sole sei miglia da Lampedusa, ad un passo dal loro sogno, stroncati da tragedie annunciate, volute e permesse proprio dai confini e dall'operato degli stati. Infatti, con le frontiere chiuse, con i decreti che impediscono alla ONG di operare nel mediterraneo, con la disumanità degli scafisti che in queste condizioni fanno affari d'oro, nostri simili, sono costretti a viaggi dove a rischio è la propria vita. Già il governo Di Maio-Salvini ha fatto dell'odio e della disumanità la sua regola, chiudendo i porti, facendo crescere il numero di morti in mare. Sulla politica di chiusura e dei respingimenti pure il nuovo governo PD- LEU-M5S non segna alcuna discontinuità. Infatti, i decreti sicurezza così ignobili, sono ancora lì, e quindi le persone che partono non trovano accoglienza. Lo denuncia la ONG Open Arms che pure vicina al barchino che poi è naufragato non è stata allertata dell'autorità, negando perciò di fatto la possibilità del salvataggio. Diciamo basta contro questa barbarie e ci battiamo perché la gente sia salvata in mare e accolta. Facciamo appello alla gente solidale, che ha a cuore l'umanità di mobilitarsi, di riprendere un cammino importante che ci ha visto insieme protagonisti negli ultimi anni di reazioni importati. Per queste ragioni invitiamo tutti a costruire e a partecipare alla manifestazione promossa dal forum "Indivisibili&Solidali" per il 9 novembre a Roma "Contro il razzismo e per il ritiro dei decreti sicurezza".

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Milano, una giovane aggredita si salva grazie all’aiuto di un’altra donna

Unite contro la violenza

Milano, 7,15 di sabato 28 settembre. Una giovane di 17 anni sta raggiungendo delle amiche sul tram 5. Un ragazzo di 24 anni la vede da sola, le si avvicina, le si rivolge con parole pesanti e inizia a toccarla. Al tentativo di opporsi da parte della ragazza, il molestatore tira fuori una mannaia e pretende che “obbedisca ai suoi ordini”, ma lei riesce a guadagnare tempo e alla prima fermata scende dal tram correndo. Lui la segue, ma non è sola come credeva, perché un’altra donna è scesa dal tram e si è avvicinata alla studentessa per rassicurarla e chiamare il numero di emergenza: con il suo intervento l’aggressore è scappato ed è stato poi arrestato. Sembra che non fosse la prima volta che agiva in zona, ma un fatto è certo: lo sguardo attento di una donna verso un’altra ha permesso di raccontare una storia molto diversa da quelle che purtroppo sentiamo ogni giorno. L’attenzione e la solidarietà sono state il primo fondamentale aiuto affinché la giovane si salvasse, e non è la prima volta che questo accade. L’isolamento, infatti, è spesso la prima arma che uomini violenti usano contro le donne, allora, prestare attenzione le une alle altre sui mezzi pubblici, per strada, a lavoro, tra vicine di casa, è il primo passo per sentire che invece non siamo sole, che altre donne possono essere con noi, che possiamo aiutarci e sostenerci le une con le altre.

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Napoli: ancora violenza criminale e razzista

Solidarietà con il giovane ivoriano ferito

Ieri a Napoli nel quartiere Sanità, luogo noto per aggressioni, violenze criminali e razziste, dove giovani innocenti hanno perso la vita nelle "stese" della camorra, un ragazzo della Costa D'Avorio è stato aggredito e ferito. Ora non è in pericolo di vita ma ha rischiato, visto che il colpo di coltello sferratogli alla schiena solo per caso non è diventato letale. È un nostro amico,una persona solidale, impegnato con l'Associazione 3 febbraio da anni in lotte importanti e coraggiose e protagonista in tante iniziative con La Comune. È arrivato in Italia dove ha chiesto asilo ed è attivo in vari ambiti della solidarietà, tanto che ieri con lui oltre a noi c'erano associazioni religiose, solidali, la gente del quartiere che gli ha espresso solidarietà. Quella che è avvenuta è una violenza criminale e razzista ed è necessario reagire con forza, uniti e solidali. Infatti nel contesto di Napoli, in un tessuto già degradato e dove la criminalità è diffusa, contro chi è considerato diverso si scatena ancora di più il male. Nello stesso quartiere solo qualche mese fa, ad un uomo africano, giovani balordi avevano spruzzato spray urticante e lo avevano pestato. Nel mese di agosto contro un ragazzo del Bangladesh si erano accaniti con violenza gruppi di ragazzini, e così in tanti casi di un vivere quotidiano sempre più difficile e rischioso. Bisogna difendersi, essere uniti e comprendere come il contesto in cui viviamo mette a rischio la nostra vita e ancor più quella dei fratelli e sorelle immigrati. Il clima di odio e di razzismo come abbiamo sempre detto è diffuso e non basta un cambio di governo per superarlo, bisogna combatterlo quotidianamente. Esprimiamo solidarietà al giovane ivoriano, e con lui, con la gente che gli sta dando sostegno denunciamo e contrastiamo violenza e razzismo. È importante unirsi e trovare una strada per reagire, insieme al Forum Indivisibili e Solidali, alle realtà solidali, alle comunità degli immigrati, all'associazionismo religioso e laico, a chi ha a cuore l'umanità.

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27 settembre in piazza per l’ambiente

Iniziamo a vivere il futuro che sogniamo

Ieri nelle città di tutta Italia decine di migliaia di giovani si sono dati appuntamento per il terzo sciopero globale per il clima, lanciato per la prima volta dalla sedicenne Greta Thunberg ormai un anno fa. Da tanti anni in questo paese non vedevamo manifestazioni giovanili così partecipate, seppure caotiche. C’è chi loda questi giovani ipocritamente – Conte fa finta di dimenticare le promesse mancate del suo governo a proposito dell’Ilva di Taranto e il via libera dato ai lavori per la Tav in Val di Susa – e chi li offende su giornali che propagandano cattiveria per mestiere. Noi eravamo in piazza col giornale La Comune, e abbiamo incontrato decine di giovani interessati a occuparsi del futuro di tutti. Al di là della volontà di alcuni organizzatori di tacere sulla vitale accoglienza per migranti e profughi, che purtroppo ha facilitato la presenza in piazza anche di alcune formazioni fasciste (è successo a Palermo, dove per fortuna non sono stati ben accolti dal corteo..), la maggior parte dei giovani scesi in piazza sembra interessata quanto meno ad interrogarsi sulla possibilità di un futuro migliore, per l’umanità e per la Terra che abitiamo. Ci si chiede infatti: come vivremo su questa Terra tra qualche decina di anni? Ci si rende conto che, nonostante diavolerie tecno-illogiche abbiano invaso il nostro presente facendoci illudere che le macchine possano sostituire il contatto con la realtà, siamo dopotutto anche noi parte della natura. E se il pianeta si ammala, è difficile immaginare un futuro per le umane e gli umani. È vero, in tanti non sanno esattamente cosa accade al nostro pianeta e magari non si sono mai impegnati per pulire un parco in città e non hanno lottato per la difesa di specie animali e vegetali in via di estinzione… ma non è mai troppo tardi per imparare (anche per chi scrive!) e soprattutto si sente il bisogno di incontrarsi face to face, di sperimentare una qualche forma di protagonismo, magari realizzando con del materiale di scarto un cartellone assieme ai propri amici e insegnanti mentre ci si informa e si condividono le proprie idee…Ad esempio a Palermo un gruppo di giovani insieme ai compagni della Comune e ai COBAS hanno affermato nel corteo di venerdì che la Terra è di tutti, e perciò tutti dobbiamo prendercene cura mentre difendiamo il diritto delle persone a spostarsi e a vivere dove si vuole nel mondo. Certo l’illusione che qualche potente della Terra possa realizzare le speranze in un futuro migliore è pericolosa: non converrebbe farla crescere questa voglia di protagonismo dal basso? Non sono forse Stati e Governi che martoriano l’umanità e distruggono il Pianeta? Sono proprio loro che esportano la guerra e chiudono le porte a chi cerca aiuto emigrando e che per i loro profitti inquinano il nostro Pianeta. E allora forse questa speranza in un futuro migliore possiamo coltivarla assieme. Magari iniziando a conoscere ciò che ci sta a cuore ma che ignoriamo, come la natura che ci circonda. Iniziando a incontrandoci dal vivo per migliorare i luoghi che abitiamo, rendendoli più sani e puliti ma anche più accoglienti per le persone. Perché come qualcuno ha detto parlando da un megafono venerdì :“Se impariamo a rispettare le persone, possiamo imparare a rispettare l’ambiente”.

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 • n. 345


dal 7 al 21 ottobre 2019


 

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- il pamphlet -

 Mai così tante persone a
Casa al Dono: 850 iscritti, 
di differentei paesi e
provenienze, da una sponda
all'altra dell'oceano...



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