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sorellanza2019


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Violenza su una donna a Viterbo

Fascisti stupratori

Fra l’11 e il 12 aprile una donna è stata brutalmente picchiata e violentata da due esponenti di CasaPound a Viterbo. I due l’hanno attirata con l’inganno nel covo del gruppo neofascista, l’hanno stordita con un pugno quando ha cercato di mettersi in salvo e poi hanno approfittato di lei per ore, filmando la violenza con il cellulare. Siamo solidali e vicine alla donna che ha avuto il coraggio, nonostante la violenza e le minacce ricevute, di andare in ospedale e di sporgere denuncia contro i suoi aguzzini, che adesso dichiarano che “era consenziente”, mentre il video sul loro telefono li inchioda inequivocabilmente. Denunciamo l’ennesimo atto di violenza contro una donna e l’arroganza e l’impunità da cui si sono sentiti garantiti i due stupratori: uno dei quali è tra l’altro consigliere comunale di CasaPound e sul suo profilo social campeggia un manifesto della propaganda fascista in difesa delle donne contro il pericolo di essere stuprate dagli immigrati. Insieme ad altre forze di estrema destra in questo paese CasaPound viene legittimata dai provvedimenti e dall’azione del governo fascioleghista e pentastellato, che diffonde, a partire dal ministro Salvini, la cattiveria razzista, omofoba e misogina. Le sue dichiarazioni, insieme al botta e risposta di queste ore con Di Maio, non si sono soffermate sugli stupratori, neofascisti che vivono di violenza, ma sul fatto che chi stupra andrebbe “curato”, come se gli aguzzini fossero vittime di impulsi incontrollabili, mentre chi subisce le violenze diventa strumento della propaganda mediatica ed elettorale dei due vice premier. La loro intolleranza verso la libertà delle donne – Salvini era presente al Congresso mondiale della famiglia a Verona – dà fiato a quelle forze di destra che crescono nel torbido di una società in disgregazione e che vogliono le donne sottomesse e docili.
È necessario e urgente reagire alla vigliacca violenza contro le donne, unirci nella solidarietà per affermare e difendere la loro piena libertà e dignità, principio fondamentale per essere tutti e ciascuno più liberi.

Donne de La Comune

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Venezuela

Guaidò e Maduro: politici in guerra per il potere

In Venezuela lo scontro tra l’opposizione di Juan Guaidò e il regime di Nicolas Maduro sembra entrato nella retta finale. Il primo – che rappresenta gli interessi delle classi dominanti tradizionali – ha chiamato in un video alla rivolta finale la popolazione e i militari a scendere in campo a l suo fianco, facendosi ritrarre circondato da soldati. Il secondo – che garantisce gli interessi dei nuovi ceti arricchitisi negli ultimi anni di “repubblica bolivariana” – denuncia un tentativo di golpe, assicura che i militari sono dalla propria parte e chiama i propri sostenitori e squadracce armate a mobilitarsi. La crisi che si trascina da mesi può sfociare in una drammatica e sanguinosa guerra civile in cui nessuno dei due contendenti rappresenta niente di positivo per la popolazione. Nel loro scontro finale i due nemici non fanno che confermare una caratteristica intrinseca dei poteri oppressivi: l’essenza degli stati e della politica è la violenza concentrata e la guerra. E infatti per entrambi è decisivo il fattore militare: lo schieramento dell’esercito e della sua cupola, che in Venezuela non solo garantisce una repressione implacabile della popolazione ma che è anche un protagonista delle vita economica del paese. Proprio nella fase di crisi e decadenza che vive la politica - quando i suoi meccanismi di mediazione non funzionano più e le sue capacità di cooptazione della popolazione sono sempre più ristretti - appare senza veli quello che da sempre è il nocciolo duro del’oppressione, cioè il ricorso alla guerra: sempre più a decidere e a contare per i poteri negativi è la forza militare e la capacità di uccidere e di terrorizzare. In questa fase cruciale dello scontro, tantopiù risalta l’internità di entrambi i contendenti alle leggi dell’oppressione e la loro specularità: la colonna vertebrale del regime di Maduro, erede del colonnello Chavez, è stato ed è l’esercito, nella cui fedeltà risiede la speranza di sopravvivere; Guaidò altrettanto si affida a quei militari e recentemente non ha escluso addirittura il ricorso ad un intervento militare esterno – persino degli Usa - per decidere la partita. 

30 aprile 2019, ore 16.30

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strage terrorista in Sri Lanka

nemici dell’umanità

Una serie di sanguinosi attentati terroristi ha colpito lo Sri Lanka: 8 obbiettivi tra chiese e hotel sono stati colpiti, le esplosioni hanno sinora causato più di 200 morti e 500 feriti tra srilankesi e turisti di diversi paesi. Alla gente comune di quel martoriato paese, a tutti i cari delle vittime e alle comunità srilankesi va la nostra solidarietà e vicinanza. La scelta della data – il giorno di Pasqua – e quella degli obbiettivi indicano la volontà degli autori di colpire per fare quante più vittime possibili e dicono della ferocia dei terrorismi odierni che colpiscono gente inerme. Ancora si ignora chi siano gli autori della strage e il fatto che, in assenza di rivendicazioni, siano possibili diverse ipotesi sugli attentatori dice di quanto sia ampio e articolato il pericolo dei terrorismi oggi, in qualunque paese del mondo. Chiunque siano i terroristi, una cosa è certa: sono nemici dell’umanità e per questo vanno combattuti. D’altra parte, il fatto che già dieci giorni fa il capo della Polizia srilankese avesse allertato su un pericolo di attentati, in particolare nelle chiese, conferma di quanto oggi gli Stati e i loro apparati di sicurezza, nella fase di decadenza e obsolescenza che vivono, non sono in grado di garantire la sicurezza della gente. Non sono per questo meno violenti e bellicisti: il regime srilankese, incapace oggi di difendere le persone dai terroristi, è quello che ha messo fine alla pluridecennale guerra civile con una sanguinaria offensiva militare nel 2009 contro i terroristi delle “Tigri Tamil” (Ltte), che fece strage della popolazione tamil, con almeno 40 mila morti tra i civili (alcune fonti parlano addirittura di più di 100 mila vittime). Per difendere la vita dai diversi terrorismi criminali è necessario confidare sul protagonismo diretto e la costruzione di un tessuto di solidarietà e convivenza interetnica e fra differenti credo religiosi.

21 aprile 2019, ore 19:30

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Ciao Massimo

Improvvisa la notizia: Massimo Bordin, voce storica ed ex-direttore di Radio Radicale, ci ha lasciato.

Avevo notato un certo affanno nella tua voce durante le ultime trasmissioni che hai condotto, e nelle scorse settimane mi preoccupava non sentirti. Negli ultimi anni mi avevi riavvicinato alla radio, era dai tempi di "Tutto il calcio minuto per minuto" e di "Alto gradimento" - mi scuserai per gli antecedenti pop - che non l'ascoltavo regolarmente. Impagabili le tue rassegne stampa: acute, condite d'ironia, capaci di cogliere particolari succosi senza mai perdere il quadro generale, obiettive ma sferzanti, complete ma insolite, sempre rigorose e talvolta divertenti, sullo sfondo percebile una solida cultura. Utilissimi i commenti e le segnalazioni anche per orientarsi nella lettura cartacea, ma al tempo stesso per me "stampa e regime" è stato motivo di un inaspettato quanto gradito reincontro via etere. La tua voce inconfondibile, quell'accento romano verace e gustoso, l'accurata scelta di un aggettivo o di un avverbio: hai accompagnato le mie riflessioni nelle camminate mattutine e ravvivato la simpatia che mi suscitasti qualche decennio fa. Ci siamo conosciuti, non troppo bene per la verità, in un'altra epoca, quando il trotskismo ancora sembrava contenere un messaggio di emancipazione; cercammo pure di svilupparlo quel messaggio, fieramente minoritari in un contesto minoritario, senza riuscirci. Abbiamo imboccato altre vie, allontanandoci da quella nobile ma sorpassata e pericolosa visione, in direzioni decisamente diverse : tu verso il partito radicale io verso l'umanesimo socialista. Per chi crede in una causa è sempre e non è mai tempo di bilanci, non credi? Cammini diversi, per tanti versi divergenti, ma la distanza avvertita non ha cancellato la simpatia per te, un sentore di vicinanza in sottofondo. Penso, per come ci tocca direttamente, a come hai documentato in radio il nostro impegno antirazzista dal 3 febbraio 1996 in poi. Poi qualche anno fa ci incontrammo tu, Renè ed io a Piazza Esedra: una mezz'ora passata assieme fu sufficiente ad avvalorare quella sensazione. Non siamo mai diventati amici ma perlomeno sono diventato un tuo ascoltatore, curioso, attento, concentrato. Apprezzare il tuo senso critico, la tua acutezza di giudizio non mi ha impedito certe volte di arrabbiarmi per certe posizioni che esprimevi; talvolta coglievo qualche esitazione o imprecisione ma sentivo, e non di rado condividevo, la tua passione nell'esplorare le notizie. E stato anche grazie a te e alla tua rubrica che ho cominciato a leggere "Il foglio", un giornale lontanissimo da tante mie convinzioni eppure tra i più acuti ed interessanti sulla piazza per approccio, analisi e documentazioni. Ora ci hai lasciato ma mi lasci qualcosa: innanzitutto l'idea che davvero si può apprezzare chi la pensa diversamente e la sua libertà (in versione Voltaire o Luxemburg va bene uguale). Continuerò ad ascoltarti anche se con la voce di Taradash, Cappato e le/gli altri giornalisti di Radio Radicale, a cui andrà ancor più convinta la nostra solidarietà ed appoggio per impedirne la chiusura. Ai tuoi cari, alle tue compagne/i della radio come alle/ai colleghe/i del "Foglio" il mio sincero cordoglio e a te un abbraccio ideale.

per "La Comune", Dario Renzi 18 aprile 2019

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appello

per un 25 aprile di resistenza e liberazione

contro il governo, il razzismo e gli attacchi alla libertà di tutti/e
In continuità con la manifestazione nazionale del 10 novembre contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini, l’Assemblea di Macerata del 10 febbraio e quella di Roma del 13 aprile hanno deciso di partecipare o promuovere per il 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazifascismo, una mobilitazione nazionale con manifestazioni locali diffuse.
Rivolgiamo un caloroso appello a tutte le forze solidali, antirazziste e antifasciste ad unirsi per manifestare contro i provvedimenti liberticidi, fascistoidi e repressivi del governo Salvini/Di Maio. Proponiamo di costruire assieme le manifestazioni locali su questi contenuti:

• Costruiamo solidarietà contro il governo, il razzismo, la legge Salvini
• Accoglienza e regolarizzazione per tutti/e gli/le immigrati/e
• Apriamo i porti, salviamo le vite! Solidarietà con le Ong
• Per la libertà di espressione e manifestazione contro gli attacchi liberticidi del governo
• Contro ogni forma di razzismo, le minacce fasciste, la violenza sulle donne, l'omofobia e ogni tipo di discriminazione

Per adesioni: accoglienzapertutti@gmail.com

Prime adesioni:
La Comune, Associazione antirazzista interetnica “3 Febbraio”, demA – Democrazia e Autonomia, CSA Ex-Canapificio di Caserta, Associazione Sri Lanka Napoli, CDC (Coordinamento per la Democrazia Costituzionale), lista La sinistra, Nigerian community in Campania region-Italy (comunità Nigeriana in Campania), Alessandro Arienzo (docente universitario),Associazione dei Senegalesi (Napoli), Associazione Italo-extracomunitari di Poggiomarino “La Quercia”, Gruppo Archeologico "Terramare 3000" (Poggiomarino), Voci d'Afrique, Canto Libre, Maurizio Capone & Bungt Bangt, 'E Zezi - Gruppo Operaio, Valentina Canditone (assessora Mugnano - Napoli), Cobas Scuola (Genova), Rifondazione Comunista (Genova), Moschea "Centro culturale Al Rahma" Cornigliano (Genova) - Moschea "Centro culturale d'amicizia" V. Prè (Genova), Officina 47 (Roma), Comitato Monteverde antirazzista (Roma).

Appuntamenti nella città

Bologna

Saremo per tutta la giornata a Montesole, teatro di un terribile eccidio nazifascista nel 1944 e da molti anni sede di una fra le iniziative più partecipate dell’Emilia Romagna.

Genova

Saremo al corteo per la celebrazione dell’anniversario della liberazione con un nostro spezzone alternativo, che si fermerà in piazza De Ferrari, con lo striscione “Resistenza è antifascismo e antirazzismo, contro il governo, per le libertà di tutti/e”. Appuntamento ore 9:45 ai giardini di Brignole.

Milano

Saremo al corteo cittadino che partirà da Porta Venezia. Ci troviamo alle 13:30 all'angolo di piazza Oberdan intorno allo striscione non firmato “Uniti e solidali.Contro il governo razzista della cattiveria”.

Palermo

Saremo al corteo organizzato dall’Anpi. Il concentramento è alle ore 10 al Giardino inglese.

Napoli

Saremo alle 10 in PIazza del Gesù, per un'iniziativa unitaria. alle ore 12 Assemblea. Alle ore 13:30 pianzo solidale.

Firenze

Saremo dalle 11 in PIazza Poggi (quartiere Oltrarno), per partecipare all'iniziativa promossa dall'ANPI.

Prato

Saremo dal pomeriggio per tutta la serata a Bomba libera tutti, inziativa nel piazzale dell'università, con interventi, concerti e gazebo delle associazioni.

Pelago (Fi)

Saremo alla Biofioricola di primavera in via V. Emanuele e P.zza Ghiberti dalle 10 alle 19. Alle ore 16 assemblea.

Roma

Riunione in preparazione del 25 aprile giovedì 18 Aprile, ore 17.30 presso Associazione Scup, via della Stazione Tuscolana 84
Per contatti: 392 3842204

Iniziative sono in preparazione in molte altre città.
Per informazioni rivolgersi a redazionelacomune@gmail.com o ai contatti in questo sito

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