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in ricordo di Idy Diene

uniti e solidali contro il razzismo e il governo

Un anno fa Idy Diene veniva ucciso a Firenze dall’odio razzista per mano di Roberto Pirrone.
Pochi giorni dopo migliaia di persone di ogni provenienza reagirono con una importante manifestazione pacifica e combattiva, come accadde nel 2011 dopo l’uccisione di Mor e Modou.
Ad un anno di distanza l’impegno per affermare la solidarietà umana contro ogni razzismo è ancora più urgente. Anche se spesso taciuti dai media, sono vari gli esempi da valorizzare: dalla gente che a Melegnano ha reagito numerosa alle minacce razziste e fasciste contro un giovane senegalese, fino alla reazione di bimbi e genitori all’odiosa discriminazione verso due bambini nigeriani da parte del loro maestro in una scuola di Foligno. Questi ed altri esempi ci dicono che la solidarietà è urgente e benefica: per chi la riceve e per chi la esprime. Un primo passo per ri-scoprire ed affermare nelle relazioni e nei contesti quotidiani la nostra migliore umanità.
La solidarietà è la prima straordinaria risorsa a nostra disposizione per unirci, per fronteggiare la disgregazione di una società malata e porre così un argine all’odio e alla violenza che crescono a dismisura: verso gli immigrati, le donne, i bimbi, le persone diversamente abili, gli indifesi.
Questa decadenza fortemente segnata da un razzismo fascistoide è alimentata come mai prima dal governo fascio-leghista e penta-stellato. Sono i primi responsabili, Salvini in testa, dell’estendersi dell’odio razzista con la loro criminale attività legislativa e propagandistica.
I governi precedenti hanno certamente aperto loro la strada, ma la minaccia rappresentata dall’attuale esecutivo va combattuta riconoscendone la reale portata.
La manifestazione nazionale del 10 novembre scorso a Roma è stata una prima fondamentale reazione, che ha visto unirsi centinaia di associazioni e decine di migliaia di persone. Soprattutto ha contribuito a riaccendere l’attività solidale e ad avviare un percorso unitario per la costruzione un Forum nazionale solidale e antirazzista.
Sulla base di queste ragioni ci impegniamo a contribuire allo sviluppo di un impegno solidale quanto mai urgente e necessario per fronteggiare ogni razzismo, il governo e la minaccia dell’estrema destra neo-fascista.

MARTEDI’ 5 MARZO
ORE 19 VIA CURTATONE-ANGOLO VIA IL PRATO - FIRENZE

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Roma: sciopero della scuola contro la regionalizzazione

i fascisti sono sempre nemici dei lavoratori

Il 27 febbraio si è svolto il primo sciopero nella scuola contro il progetto di regionalizzazione che il governo lega 5 stelle sta preparando, promosso da Unicobas e Anief.  Al presidio romano svolto nella mattina di fronte al palazzo di Montecitorio, cui hanno partecipato circa settanta persone, abbiamo assistito ad una situazione  surreale. Infatti, gli organizzatori hanno invitato a parlare una deputata di Fratelli d’Italia. L’accaduto è grave in primo luogo dal punto di vista morale perché si è dato spazio ad una forza dichiaratamente razzista, xenofoba e storicamente erede del MSI cioè neofascisti. E’ grave conseguentemente dal punto di vista del metodo perché subordina il protagonismo delle persone ai discorsi strumentali dei parlamentari per giunta, in questo caso, della peggior specie.
Come insegnanti, lavoratrici e lavoratori della scuola de La comune abbiamo preso le distanze, sconcertati dall'accaduto e abbiamo scelto di lasciare la Piazza in segno di protesta, proprio perché sostenendo le ragioni dello lo sciopero siamo fermamente convinti dell'importanza del protagonismo delle persone e della crucialità di uno schieramento morale e solidale di fronte ad un governo che semina odio e razzismo anche nelle nostre scuole.

gli insegnanti e le insegnanti de La Comune

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Pubblichiamo di seguito, la presa di posizione del Circulo de Amigas Feministas di Buenos Aires che esprime solidarietà ad una compagna delle Femministe Indipendenti Radicali Argentine che ha subito un attacco verbale e fisico durante un'assemblea di Ni Una Menos svoltasi a Buenos Aires in preparazione dell’8 Marzo. Siamo pienamente d’accordo con quanto espresso nella presa di posizione. Siamo infatti impegnate con i Collettivi Dipende da Noi Donne a dare battaglia in questo paese perché si affermi un femminismo unito, autentico e plurale, contrastando anche in Italia chi si definisce femminista ma in realtà è pienamente interno alle logiche e pratiche patriarcali.

Nina Baldini

un attacco apertamente patriarcale all’assemblea di “Ni Una Menos”

Durante l’assemblea preparatoria verso l’8 marzo dello scorso 15 febbraio, una partecipante di questo stesso spazio ha attaccato e aggredito fisicamente una compagna del F.R.I.A (Femministe radicali indipendenti d’Argentina) durante il suo intervento, censurando la sua libertà d’espressione e mettendo a rischio la sua incolumità. Tutto questo si è dato con la complicità del collettivo “Ni Una Menos”, che convocava l’assemblea – che ha occultato vergognosamente l’accaduto nella sua relazione pubblica post-assemblea del 16/02 – e dell’organizzazione AMMAR. Vogliamo che la nostra piena solidarietà giunga forte alla compagna aggredita e alle organizzazioni che la accompagnavano.
Tale espressione di prepotenza patriarcale ci indigna, ma non ci sorprende. Da più di un anno stiamo rifiutando e denunciando l’intromissione di idee e metodi patriarcali all’interno del movimento delle donne per mano del collettivo NUM e di AMMAR. Queste organizzazioni vorrebbero censurare o espellere di fatto dall’assemblea le femministe autentiche, cioè quelle che rifiutano i tentativi assurdi di negare il genere femminile, che difendono senza condizioni la libertà delle donne e per questo sono contro la prostituzione, una delle più grandi oppressioni che milioni di donne subiscono sotto il patriarcato. Lo diciamo senza indugi: coloro che autonominandosi femministe negano il genere femminile e difendono la prostituzione come un lavoro- arrivando persino ad attaccare fisicamente le compagne che la pensano diversamente! -, rappresentano un nuovo volto del patriarcato all’interno del movimento delle donne, che stanno tradendo. Facciamo appello a tutte le persone e organizzazioni del movimento delle donne, in particolare alle organizzazioni rivoluzionarie che fanno riferimento al FIT o al nuovo MAS, a ripudiare chiaramente e apertamente questo attacco patriarcale e a denunciare i metodi burocratici del collettivo NUM, identici a quelli che la burocrazia sindacale peronista e violentista porta avanti contro lavoratrici e lavoratori e le loro organizzazioni all’interno del movimento operaio.
Come collettivi del Círculo de Amigas Feministas facciamo appello affinchè si costruiscano relazioni e alleanze con diverse donne e correnti femministe che riconoscano il valore e vedano la necessità di mettere in piedi uno spazio alternativo in franca e aperta rottura con le concezioni e i metodi nettamente patriarcali del collettivo NUM e AMMAR. Vogliamo impulsare insieme un ambito di femminismi autentici, che riconoscano l’indispensabile protagonismo femminile nel femminismo. Un ambito unitario, basato su principi comuni autodefiniti come per esempio la difesa della vita e della libertà delle donne, della loro dignità, contro la prostituzione e per la difesa di chi la subisce. Un ambito plurale nel quale, in base a idee comuni possano esprimersi liberamente e senza condizionamenti le differenze che ci connotano, rispettando la parola, apprendendo ad ascoltarci e a conoscerci. C’è bisogno di una rapida e coraggiosa reazione per architettare una vera alternativa per tante migliaia di donne che, questo 8 marzo e oltre, siano protagoniste della ricerca di una vita migliore. Uniamoci per questa prospettiva.

Círculo de Amigas Feministas

 

clicca qui per la versione originale in spagnolo

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razzismo contro bimbi e bimbe

l’emblema dell’odio

Melegnano: ingiurie e minacce vengono scritte sul muro della casa dove vive un giovane senegalese adottato da una famiglia del posto. Foligno: un insegnante, adducendo scuse pretestuose, addita pubblicamente in maniera razzista un piccolo bambino di origine nigeriano, colpevole, a suo dire, di essere brutto perché nero. Roma: un pregiudicato accusa un bimbo rom di furto e lo accoltella alla testa alla Stazione. Napoli: un gruppo di bimbi con le loro madri rischia la vita per l’incendio doloso all’edificio dove dormivano. Quattro episodi differenti, con un comune denominatore: la violenza verbale e/o fisica di chiara matrice razzista contro giovanissimi e bambini. Bimbi e bimbe o adolescenti feriti, aggrediti, minacciati, umiliati perché diversi, per odio razzista, in spregio alla vita che incarnano.
È il segno estremo della disgregazione sociale nella quale viviamo. È l’emblema della pericolosa crescita di un razzismo diffuso in una società avvelenata che trova alimento nell’odio che promana dal governo fascioleghista e pentastellato e che prolifera nei quartieri e nelle scuole, nelle periferie e nelle grandi città.
Ma la reazione dei compagni di classe e dei genitori di Foligno, la solidarietà di tanti a Melegnano, la reattività degli antirazzisti, con l'Associazione 3 febbraio in testa, a Napoli, ci danno coraggio e ci ribadiscono che è importante continuare l’impegno solidale e antirazzista. Per difendere giovani, bimbi e bimbe. Per difendere e affermare la vita.

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perché non aderiamo e non partecipiamo alla manifestazione studentesca indetta dal Fronte Giovani Comunisti per il 22 febbraio:

Non parteciperemo alla manifestazione studentesca “Bocciamo il governo” indetta dal Fronte Giovani Comunisti per venerdì 22 febbraio, perché chi la organizza è una formazione stalinoide con riferimenti che per noi sono moralmente inaccettabili. Infatti, appoggiano Maduro in Venezuela (che a sua volta è sostenuto da Putin, Erdogan e regime cinese), e sul loro sito parlano di un incontro che si è tenuto a Damasco nel 2015 senza dire una parola contro il regime criminale e stragista di Assad in Siria (regime sostenuto anche da Casa Pound, Forza Nuova e altre formazioni reazionarie). C'è un confine morale che ci divide dai regimi responsabili della morte di migliaia di persone, e di conseguenza, anche da chi quei regimi li sostiene. Vogliamo difendere e affermare la vita per questo ci impegniamo tutti i giorni anche nelle scuole. Inoltre, nel volantino (non firmato) che chiama alla mobilitazione e che vorrebbe essere contro il governo, non si parla a chiare lettere del clima di razzismo, odio ed intolleranza che in questo paese si respira proprio per colpa di questo governo. Per tutte queste ragioni noi non parteciperemo.

I giovani de La Comune

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al 10 giugno 2019


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