Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria


Stampa
PDF

in difesa dell’umanità di Nawal Soufi

Nawal Soufi, attivista solidale e per i diritti umani, da anni segnala alla Guardia costiera la posizione in mare dei barconi per mettere in salvo gli immigrati che giungono sulle coste della Sicilia. Nawal fornisce le coordinate delle imbarcazioni che le vengono date dagli immigrati stessi chiamandola al suo telefono cellulare, il cui numero passa di mano in mano e che è disponibile anche on line. “Quando mi chiamano gridano che stanno affondando, che i bambini piangono, che stanno imbarcando acqua, che hanno paura e non sanno nuotare. Solo urlando più forte di loro riesco a spiegare come comunicarmi le loro coordinate in mare…». In questo modo contribuisce a salvare la vita di donne, bimbi e uomini che approdano sulle coste siciliane scappando dalla miseria e dalla guerra. Per questa lodevole attività Nawal è stata accusata, in uno squallido articolo comparso su il Giornale del 10 maggio, di aiutare i trafficanti di esseri umani. Secondo il Giornale, Nawal non ha interessi economici propri, ossia non fa affari sulla pelle della gente immigrata, ma ideologici e, di fatto, favorirebbe il traffico di esseri umani. Condividiamo gli interessi “ideologici” di Nawal e cioè di battersi perché la gente non muoia in mare attraverso le segnalazioni alla Guardia Costiera e lottando per aprire corridori umanitari: il contrario di quel che evidentemente vuole Il Giornale e la destra neofascista, come la Lega di Salvini.
Ci battiamo per l’accoglienza per tutti senza condizioni per chi fugge da guerra, terrorismo e miseria creata innanzitutto dagli stati locali e internazionali (occidentali inclusi) come in Siria. La vita della gente viene prima dei meschini interessi politici, economici degli stati e dei loro servitori.
Il 7 ottobre tutti a Roma manifestazione nazionale "Pace e libertà per il popolo siriano". E a difesa dell’umanità di Nawal Soufi e di tutti coloro che si battono per l’accoglienza e per la solidarietà.

Stampa
PDF

il vergognoso attacco di Di Maio alle Ong

il bersaglio sbagliato

Due anni fa è avvenuta la più grande tragedia nella storia delle emigrazioni verso l’Europa, in cui hanno perso la vita 723 persone.
Mentre ricorre questo drammatico anniversario e continuano ad arrivare migliaia di immigrati/e animati da una grande speranza di vita migliore...
Mentre il governo Gentiloni ha appena fatto approvare il decreto Orlando/Minniti che restringe i già limitati diritti degli immigrati, e moltiplica le misure per individuarli ed espellerli dall’Italia prevedendo la nascita di altri luoghi di reclusione, i CPR, in ogni regione...
Mentre Papa Francesco ha definito molti "centri d’accoglienza" come dei veri e propri lager...
Il vice-presidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Di Maio, con un cinismo senza precedenti, ha attaccato le Ong che da due anni si impegnano nel mar Mediterraneo nel disperato tentativo di salvare le vite di tanti immigrati abbandonati a loro stessi. Le Ong - tra cui ricordiamo vi sono Medici Senza Frontiere, Emergency, Save The Children ed altre - sono state accusate di essere colluse con i trafficanti di morte, gli scafisti, che imbarcano, a prezzo di indicibili sofferenze, gli immigrati che cercano di arrivare in Europa.
Le Ong, ricordiamolo, hanno decuplicato il proprio impegno perché le spese per pattugliare il mar Mediterraneo sono state ridotte di un terzo negli ultimi due anni, con il varo dell’agenzia Europea Frontex, la stessa agenzia che a sua volta, ha sollevato accuse nei confronti delle Ong L’agenzia Frontex ed il movimento 5 Stelle o la procura di Catania che ha avviato un’indagine, vogliono sapere se esistono collusioni e complicità con i trafficanti di morte? Hanno sbagliato completamente bersaglio. Di Maio ha già e volutamente dimenticato lo scandalo denominato Mafia capitale, che recentemente ha visto la condanna di oltre quaranta loschi individui ed esponenti della politica, della mafia e delle cooperative. Mafia capitale ha solo scoperchiato il tombino della fogna costituito dall’affare che per bocca di un esponente mafioso, coinvolto in Mafia capitale, "rende di più del traffico di droga". L’Europa e l’Italia investono enormi risorse nel tentativo di frenare l’emigrazione .
Per questo finanziano, senza alcuno scrupolo morale, e sono disposte a sostenere paesi come la Turchia, la Libia, Il Niger dove esistono e proliferano dittatori, signori della guerra, e sanguinari governi che, a loro volta, sostengono il traffico degli esseri umani che purtroppo devono per forza transitare dai loro territori per arrivare in Europa. Tutto questo è noto e risaputo da tutti gli immigrati che passano da questi paesi e che raccontano con orrore di militari, poliziotti, guardie di frontiera che rubano, torturano, stuprano, uccidono senza alcuna pietà, alla pari dei trafficanti e degli scafisti.
Con grande ipocrisia si parla di accoglienza, mentre si nascondono queste drammatiche verità e per giunta si attaccano le Ong che, comunque cercano si salvare vite. Si vuole davvero stroncare il traffico di esseri umani? Si garantisca la possibilità di viaggiare liberamente, aprendo le frontiere, fornendo visti d’ingresso agli immigrati, garantendo rotte sicure con mezzi adeguati, interrompendoagli Stati e paesi quei finanziamenti che spesso finiscono proprio nelle tasche dei trafficanti.

Libera circolazione per tutti

Accoglienza umana e dignitosa per tutti

La terra è di tutti nessuno è straniero.

Stampa
PDF

solidarietà contro le persecuzioni omofobiche in Cecenia

Oltre cento persone sono state arrestate, internate nel campo di detenzione di Argun, vicino la capitale Grozny, torturate ed in alcuni casi uccise dalle forze di sicurezza e da militanti vicini al governo fascistoide di Ramzan Kadyrov, fedele amico e vassallo di Vladimir Putin. Il presidente ceceno ha vergognosamente rinnegato l’esistenza di questo centro, sostenendo che “non si possono detenere persone che non esistono nella Repubblica Cecena” e che se ci fossero “i loro parenti li manderebbero in un luogo da cui non c’è più ritorno”. Queste dichiarazioni esprimono il carattere criminale di questo personaggio -a capo della repubblica facente parte della Federazione Russa- anche perché, come denunciato dalla Rete LGBT russa, alcune persone che vengono mandate via dal campo sono consegnate ai propri familiari, con il compito di ucciderli per ristabilire l“onore” della famiglia.

Ad un livello diverso anche a Napoli non sono mancati episodi di intolleranza omofoba in questi giorni, come nel caso di due donne che sono state intimate da alcuni militari dell’esercito a lasciare la centrale Piazza Dante perché “scoperte” a baciarsi.

Siamo e saremo sempre al fianco di chi si impegna e lotta contro ogni discriminazione e omofobia, perché pensiamo che la libertà di scelta e di espressione, a partire dalla sfera affettiva, sia un valore fondamentale da affermare e difendere per il bene di ciascuno e di tutte/i.

La Comune - Napoli
Via Nardones 14
Info: lacomune.napoli@gmail .com

Stampa
PDF

libertà e giustizia per Gabriele Del Grande
e per tutte le vittime della repressione di Erdogan

Dal 10 aprile scorso il documentarista e blogger italiano Gabriele Del Grande è in stato di fermo in Turchia. È stato fermato dalle autorità turche al confine con la Siria perché ritenuto non in possesso dei titoli per esercitare il suo mestiere di giornalista nel paese. È ancora trattenuto nel paese e per questo ci associamo a chi ne chiede l’immediata liberazione ed esprimiamo la nostra piena solidarietà a lui e a i suoi cari.
Ma Gabriele Del Grande -- che è da tempo impegnato nella testimonianza e nelle denuncia dei pericoli a cui vanno incontro gli immigrati che cercano di giungere sulle sponde nord del mediterraneo, prima con il suo blog Fortress Europe e poi con il documentario Io sto con la sposa –   è solo una delle migliaia di vittime della repressione che Erdogan ha scatenato contro la gente di Turchia. Dopo il fallito golpe del luglio scorso, infatti, sono stati decine di migliaia gli arresti, le epurazioni, le intimidazioni verso giornalisti e oppositori, mentre non si ferma la guerra contro la minoranza curda. Il recente referendum costituzionale, sul cui risultato c’è più di un sospetto di brogli, ha adesso concesso a Erdogan ulteriori poteri, forieri di nuovi pericoli per la gente di quel paese. Per questo unendoci a chi chiede la libertà di Gabriele Del Grande, ci sentiamo e ci schieriamo al fianco di coloro che, tra i giornalisti, le donne, i giovani, le minoranze e gli attivisti della solidarietà e del pacifismo, ogni giorno in Turchia si contrappongono al regime repressivo ed oppressivo del sultano democratico Erdogan.

Stampa
PDF

la verità sul Decreto Minniti

meno tutele e più repressione

Il Parlamento ha dato il via libera al decreto proposto dal ministro Minniti. La legge approvata, nel fronteggiare l’afflusso degli immigrati, restringe da una parte le tutele, soprattutto giudiziarie, per i richiedenti asilo; dall’altra, inasprisce i dispositivi repressivi a cominciare dalla riapertura in ogni regione dei CIE (oggi CPR), fino a prevedere di una sorta di Daspo urbano contro gli “abusivi” e il “degrado”, facendo dei sindaci degli sceriffi.  Nella sostanza peggiorerà le già difficili condizioni di vita degli immigrati. Il ministro si fa vanto di aver accelerato le procedure per l'asilo. Poco importa, però, se lo fa minando un diritto minimo e fondamentale: quello di poter fare ricorso ai giudici contro le decisioni delle Commissioni. La legge prevede, infatti, tutta una serie di norme dissuasive. Si elimina il grado di Appello, si rende insignificante il contraddittorio nel processo e si creano le sezioni “specializzate” dei Tribunali, diminuendo così il numero dei giudici a cui potersi rivolgere per fare ricorso (ci sarà una sezione ogni capoluogo di regione). Insomma a decidere sui permessi di soggiorno saranno unicamente le Commissioni territoriali, organismi sottomessi alle valutazioni politiche in materia di asilo. Risultato: meno permessi e, quindi, aumento esponenziale degli “irregolari” cui applicare le inasprite misure repressive del decreto. Migliaia gli immigrati che saranno costretti alla clandestinità e quindi allo sfruttamento, al ricatto e alla marginalizzazione. Queste norme, in definitiva, non tutelano nessuno, prefigurano un abuso delle misure repressive e non tutelano la sicurezza di nessuno. Invece, come da sempre diciamo, l'accoglienza umana conviene a tutti e il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario per i profughi e per tutti gli immigrati è una prima misura utile e umana. Continueremo nella nostra battaglia per l’accoglienza unendoci ai tanti che hanno già espresso la loro ferma contrarietà a questa legge illegittima e disumana. 

Ultimo Numero

• n. 303


dal 18 settembre
al 2 ottobre 2017

Numeri Precedenti

è uscito
umanesimo
socialista
n.4

us4