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AdessoLaStoria

                           

                           

                                         al 7 gennaio
                                       abbiamo raccolto

                               165.275 euro

 


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la vicenda della nave Diciotti

spunti di umanità e scontri di potere sulla pelle degli immigrati

Le pene dei 150 profughi a bordo della Nave Diciotti sembrano aver avuto  un primo sollievo, ma l’epilogo della vicenda annuncia per tutti scenari problematici. C’è soddisfazione per il fatto che persone bisognose possono avere cure immediate.  Ci incoraggiano le immagini del porto di Catania pieno di gente in solidarietà per  i nostri fratelli e sorelle prigionieri sulla nave. Ci sono stati sussulti di umanità in giro per l’Italia, schieramenti di personalità anche delle Istituzioni che si sono contrapposte a Salvini. La disumanità era eccessiva e le contraddizioni troppo grandi esasperate  dall’incedere delirante  del fascioleghista  ministro dell’Interno che, abbronzato come non mai, scagliava tweet contro gente inerme, minacciando chiunque. Di qui si è generato uno scontro di potere finora mai visto in questo Paese su queste questioni. Ora un procuratore della Repubblica indaga il ministro dell’interno e il suo capo di Gabinetto per sequestro di persona, la Chiesa fa valere le sue prerogative di stato e accoglie 100 immigrati divenendo così uno di quelli in Europa con la più alta media di rifugiati accolti in proporzione alla popolazione. Alcuni dei profughi finiranno in Albania, che non è nella UE, altri in Irlanda. Il Caos cresce. L’azione prepotente e criminale di Salvini si avvale purtroppo di un contesto sociale in cui dilaga il razzismo anche nelle sue forme più violente. In questa vicenda un altro limite alla disumanità  è stato superato. Alcuni spunti sono importanti e vanno raccolti perché maturino:  c’è chi non ci sta a tanto disprezzo della vita umana. Va misurata e accompagnata, basata di più, invece  una volontà di reagire assieme con serietà e continuità basate su valori ed esempi credibili. La nostra iniziativa per l’accoglienza, andrà con decisione in questo senso. 

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Riceviamo dall'Associazione 3 Febbraio e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato

No agli sgomberi nei centri di accoglienza

No al razzismo del Governo Lega-Cinquestelle!


Quello che succede a Napoli in queste ore ci richiama ad una forte reazione contro l'ennesimo provvedimento del Ministro dell'Interno; provvedimento che è contro la vita umana, e in particolare contro profughi e immigrati.

Decine di persone, richiedenti asilo, gente che è fuggita da fame e guerre, già preda di burocrazia e malaffare, si trovano oggi a dover affrontare un'altra emergenza. Sono giunte infatti, ad oltre un centinaio di persone, notifiche di espulsione dai centri in cui si trovano perché non sarebbero stati trovati in loco dopo le ore 22. Tale pretesto fa sì che queste persone, pur in uno stato di bisogno, rischino di essere messe per strada senza nessuno sbocco o possibilità di condurre una vita degna.
E' questa quindi la dottrina Salvini: quella di promuovere sempre più cattiveria e di ridurre in questo modo la popolazione dei richiedenti asilo che sono nei centri. In tutto questo, al Ministro non interessa il peggioramento della vita degli immigrati né il caos che si creerà considerando il fatto che migliaia di persone si troveranno così per strada. Pensiamo infatti che questo che è successo a Napoli è la prima avvisaglia di un progetto ben più grande che riguarda la modalità della gestione dell'accoglienza dappertutto. In questo modo il fascioleghista Salvini, lo stesso che è a capo di un partito condannato per sottrazione di denaro pubblico, dirà con i suoi famosi numeri alla mano di aver ridotto la popolazione di richiedenti asilo, ma in realtà avrà solo peggiorato la vita di tutti.
E' questa barbarie che dobbiamo combattere, quella di chi impedisce a gente stremata di sbarcare e di chi mette per strada gente bisognosa di aiuto. Dobbiamo fermare la violenza di chi inocula odio e razzismo e che in questo modo disgrega ancora di più un tessuto umano che in questo Paese è già compromesso. Mobilitiamoci e uniamoci contro il razzismo e la violenza di questo governo, diciamo basta alla disumanità e alla propaganda dell'odio.

Per denunciare pubblicamente tutto ciò parteciperemo al presidio di martedì 28 agosto, alle ore 10, davanti alla Prefettura di Napoli, in piazza Plebiscito. Per chi non conoscesse il luogo, l'appuntamento è alle 8.30, in piazza Garibaldi (presso la statua di Garibaldi).

Chi ha a cuore l'umanità si schieri!

Associazione antirazzista interetnica "3 Febbraio" - Napoli

Tel: (+39)3465708065
Web: www.a3f.org - Email: napoli@a3f.org
Twitter: @Ass3Febbraio; FaceBook: Ass3Febbraio

Catania

Esempi di umanità solidale

“Welcome refugees” è la scritta su un cartello tenuto da una ragazza per dare il benvenuto alla gente sulla nave Diciotti bloccata dal governo nel porto di Catania. Sotto la scritta un’immagine con un uomo, una donna e un bambino che si tengono per mano. Ci dice chiaramente che sono persone e non invasori come vuole il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Tra di loro ci sono 27 minori in condizioni di denutrizione, donne e uomini malati e/o che hanno subito ogni tipo di violenza e crudeltà. Hanno giustamente provato ad organizzare uno sciopero della fame poi rientrato per ottenere lo sbarco e chiedere asilo. Una ragione in più per accoglierle. Così Silvio Laviano, attore catanese ha lanciato un’iniziativa (alla quale hanno aderito due sue colleghe Nellina Laganà e Giusy Marrano insieme a centinaia di persone): portare in dono 177 arancini, una per ogni persona sulla nave. Un gesto simbolico di “amicizia, di condivisione, di cibo, di viaggio”. Sono quotidiani i presidi di solidarietà che coinvolgono anche diverse associazioni e sindacati, Save the Children, Emergency, Libera, Anpi, Rete antirazzista catanese, Cgil e altre. Intanto il governo, sotto l’azione dello spietato e prepotente Ministro dell’Interno, che è arrivato a comunicare solo tramite social network con il comandante della “Diciotti”, prova a compattarsi nel perseguire gente inerme e a lucrare politicamente sull’odio e la cattiveria di una parte della popolazione di questo paese, sull’indifferenza e l’acquiescente complicità della maggioranza. “Chi sa quel che succede e non si schiera è complice” dichiara a “La Comune” l’attivista catanese di Libera Giuseppe Strazzulla. Intanto all’interno dello stato ci sono spinte contrarie all’operato di Salvini. Roberto Fico, presidente della Camera, si è schierato per l’accoglienza. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha aperto un’ inchiesta a carico di ignoti per “sequestro di persona e arresto illegale”.

C’è una minoranza di persone accogliente e antirazzista in questo paese che reagisce attivamente e ha bisogno di farlo con più coerenza e continuità. Catania, ad esempio, è anche la città dell’attivista per i diritti umani, Nawal Soufi, schierata con la rivoluzione del popolo siriano che negli anni scorsi ha organizzato alla stazione dei treni l’accoglienza di migliaia di profughi siriani. C’è tanta gente solidale però che esita, è disorientata, ha paura. Questo è il momento del coraggio e della fiducia. Schierarsi e far schierare a fianco di chi immigra è un atto di umanità e di preservazione della vita per non farsi travolgere dalla disumanità e dal razzismo dilaganti e provare a costruire una convivenza benefica cominciando dal “Benvenuti sorelle e fratelli immigrati”.

Genova: assemblea degli sfollati di Via Porro

esigenze umane e illusioni pericolose

 

A Certosa si è svolta una partecipata assemblea degli sfollati di via Porro. Circa 400 persone, “sopravvissute” alla tragedia del crollo del ponte Morandi si sono riunite per avere chiarimenti da parte delle istituzioni cittadine. Solo a loro era data la parola per sottoporre domande e richieste di chiarimenti agli assessori comunali e regionali. Esigenze sacrosante come quelle espresse da Luca (uno dei portavoce del comitato di via Porro) di mettere in sicurezza il moncone di ponte che incombe sulle case: “vogliamo riprenderci le nostre vite che sono lì! Non potete prendere decisioni sulle nostre teste!”. Richieste immediate e urgenti: “il mio mutuo è ancora attivo, mi faranno pagare gli interessi? Io non posso lavorare la mia attrezzatura è in cantina, come posso fare? Io ho vissuto 59 anni in quelle vie – dice piangendo Giancarla – voglio stare con i miei vicini! Mi avete proposto una casa sotto un altro ponte autostradale, non ci voglio andare!” Esigenze umane immediate per chi non può rientrare nelle proprie case e si sente in una “zona di guerra”. Tante le promesse degli assessori che hanno offerto ascolto e rimborsi immediati, in termini monetari, per far fronte all'emergenza cercando di “accontentare” tutti. Rimborsi, agevolazioni, coperture economiche per chi ora è considerato un numero, uno “sfollato”, hanno il sapore dell'inganno e qualcuno chiede: “fra un anno, quando sarà finita l'emergenza?”.  Applausi hanno chiuso l'assemblea che si aggiornerà nei prossimi giorni. 

E’ giusto pretendere che chi è responsabile o complice delle malefatte ripari ai danni provocati assolvendo ad esigenze materiali basilari. Ma appunto è molto importante identificare i responsabili e i colpevoli di una strage, fra cui anche il governo di destra e i nuovi amministratori della città. Sono dunque pericolose le illusioni della gente verso l’ipocrisia della politica.

 

 

per le vittime della tragedia del ponte Morandi

uniamoci per far crescere
la solidarietà e ripensare la vita
denunciamo le logiche mortifere
dello Stato e della politica

L'incontro previsto a Genova giovedi 23 alle ore 18 è stato rimandato perchè in contemporanea ci sarà l'assemblea degli sfollati in Valpolcevera.

La nuova data dell'incontro è quindi il giorno successivo, venerdì 24 agosto alle 18 in Piazzetta Rostagno (sotto i giardini Luzzati).

La Comune - Genova
tel. 3291880678

Ultimo Numero

 • n. 328


dal 7 al 21 gennaio 2019


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umanesimo
socialista
n.5

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