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manifestazione a Verona

un corteo per le libertà

Circa 40 mila persone hanno manifestato sabato 30 marzo a Verona contro il Congresso della Famiglia dove si sono radunati i crociati patriarcali e reazionari di ogni ordine e grado con le armi puntate principalmente contro la libertà delle donne.  
La risposta è stata una partecipata e gioiosa manifestazione.  Moltissime le donne di diverse generazioni, insieme a tanti giovani, persone di sinistra, associazioni solidali, tante realtà organizzate di gay e lesbiche, forze politiche e sindacali. Tantissimi gli striscioni e i cartelli autoprodotti in difesa delle libertà e contro i peggiori tratti liberticidi della Lega e del truce Salvini ma anche in opposizione al governo della cattiveria.
Erano presenti tanti motivi di schieramento: la difesa della libertà di decidere delle donne sul proprio corpo e sulla propria vita contro ogni violenza, di ogni persona sulla propria affettività e sessualità, per l’accoglienza contro il razzismo e i peggiori tratti fascistoidi del governo.
È stato un segnale di reazione pacifica ma anche attraversata da preoccupazioni per il contesto difficile che viviamo. Questa reattività ha cominciato ad appalesarsi con la manifestazione solidale e antirazzista del 10 novembre di cui siamo stati i principali promotori, che ha dato fiducia e coraggio a tanta gente comune.
In queste mobilitazioni donne, immigrate/i, giovani, gente solidale e di sinistra non senza confusioni, contraddizioni e vuoti di prospettive stanno cercando una strada di miglioramento della vita. Le risposte che arrivano dalla politica sono spesso strumentali, contingenti, superficiali o direttamente regressive. A noi interessa comprendere, apprendere, valorizzare i segnali di reattività solidale e genuina che si stanno esprimendo, cercando una strada possibile di alternativa complessiva per affermare una vita e un’ umanità migliore.

31 marzo 2019 h. 16.00

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solidarietà umana a fianco dello studente di Ostia.

reagiamo uniti contro il razzismo.

Circa due settimane fa nel centro di Ostia è stato aggreddito un ragazzo nero di diciasette anni. Mentre passaggiava sul lungomare a tarda notte con un amica, quattro macchine si sono avvicinate insultandolo con frasi razziste, lanciando dalle auto palloncini d’aqua, offendendo la sua amica. Subito dopo sono scesi dalle macchine 12 uomini che lo hanno picchiato.
Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza a questo giovane, vittima di una vile aggressione razzista di stampo fascistoide, e alla sua amica. Un episodio gravissimo, che si colloca in un clima di violenza diffusa e di odio razzista che dilaga in questa società avvelenata e disgregata, alimentato dal governo fascio-leghista e pentastellato.
Siamo al fianco degli insegnanti e dei compagni di scuola del ragazzo aggredito, che coraggiosamente hanno scelto di reagire discutendo di quanto è accaduto in momenti assembleari. Facciamo appello a tutte le persone, alle realtà organizzate, a schierarsi contro il razzismo, per costruire solidarietà umana, per sostenere ed essere insieme agli studenti e agli insegnanti che hanno cominciato a reagire.

30 Marzo 2019

La Comune - Roma

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contro le destre patriarcali e reazionarie

la libertà delle donne è la libertà di tutti

La piena e incondizionata libertà delle donne di scegliere su ogni aspetto della vita è il principio fondamentale per essere tutti e ciascuno più liberi.
Libertà di scegliere chi amare e chi avere accanto, se e quando avere dei figli, di vivere pienamente la propria sessualità, di parlare e di muoversi, di vestirsi e di truccarsi come meglio si crede.
È contro tutto questo che si scagliano i patriarchi arrabbiati (e le loro complici) riuniti al congresso mondiale delle famiglie a Verona con la partecipazione attiva di Salvini e dei suoi accoliti: non tollerano che le donne siano padrone del proprio destino e le vogliono docili e soggiogate alle loro regole imposte con la violenza.
Diffondono la cattiveria, propagandano l’odio razzista e omofobo; sono fra i principali responsabili della sofferenza e della morte di migliaia di immigrati, nostri fratelli e sorelle.
È necessario ed urgente reagire: subito, perché è in gioco la vita, la dignità e la libertà di tutti; insieme, perché l’unione solidale è la prima e più concreta risposta che possiamo dare per difenderci contro i nemici dell’umanità.

29 marzo 2019

La Comune - Corrente umanista socialista


 

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giù le mani dai bambini

Esprimiamo la nostra più piena solidarietà e la più calda vicinanza ai 51 bambini e 3 accompagnatori che hanno oggi rischiato la vita vicino Milano in un vile e terribile atto di violenza compiuto da Ousseynou Sy, cittadino italiano di origine senegalese, che ha prima sequestrato il bus dove i bambini viaggiavano, poi li ha minacciati ed infine ha dato fuoco al mezzo. Solo la prontezza e il coraggio di alcuni di loro nel denunciare l’accaduto e nel dare l’allarme ha permesso l’intervento delle forze dell’ordine e ha sventato la strage.
Il criminale gesto sarebbe stato motivato, nelle parole dell’attentatore, come una ritorsione per le morti in mare provocate dal governo italiano.
Siamo in prima fila nel denunciare quotidianamente e con forza l’operato vergognoso di questo governo e la sua responsabilità diretta in tante tragedie del Mediterraneo, ma allo stesso modo respingiamo e denunciamo chi, in nome di una presunta vendetta, colpisce vigliaccamente vittime inermi e indifese, bambini e bambine. Si tratta di un atto spregevole che si colloca pericolosamente in un clima di violenza diffusa e di odio razzista che viene dall’alto ma si propaga e dilaga in una società avvelenata e disgregata. L’odio, da qualunque parte provenga, alimenta altro odio.
Dobbiamo reagire di fronte a tutto questo: affermiamo una convivenza positiva, costruiamo ogni giorno solidarietà umana, come arricchimento per chi la riceve e per chi la fa.
Siamo con i bimbi colpiti, in Italia e ovunque, con quelli sequestrati oggi vicino Milano e con quelli che rischiano la vita – e a volte la perdono – nel Mediterraneo. Chi è nemico dei bambini è nemico dell’umanità.

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la vicenda della nave Mare Jonio

il coraggio dei volontari contro la disumanità del governo

La Nave Mare Jonio è approdata ieri a Lampedusa dove ha fatto sbarcare 49 persone dopo averle salvate in mare. Il principio che ha animato tutto l'equipaggio è che laddove ci sono vite umane in pericolo si salvano. Invece, stiamo assistendo all'ennesimo attacco contro esseri umani che cercano una vita migliore emigrando e contro dei volontari che li salvano e gli restituiscono la possibilità di vivere. Salvini e Di Maio infatti non perdono occasione per fomentare odio, razzismo e cattiveria. Il primo minaccia arresti e repressione in disprezzo della pur minima umanità, l'altro fa addirittura appello alla guardia costiera libica per fermare le ONG che non rispettano gli ordini. Tutto questo è disumano e criminale. È stato grazie al coraggio del capitano della nave e dell'equipaggio tutto che le persone a bordo hanno potuto sbarcare. Di fronte al pericolo, non hanno aspettato il balletto della politica, ma hanno fatto rotta verso Lampedusa, dove lo stesso sindaco e la gente del posto gli hanno dato il benvenuto. Non hanno ceduto alle pressioni , si sono assunti una responsabilità umana: portare a terra che rischia la vita in mare. Ora, purtroppo, come abbiamo visto per altre navi di volontari (Juventa, Sea Watch, SoS Mediterranée) la macchina repressiva e giudiziaria comincia il suo accanimento. La Mar Jonio è stata infatti posta sotto sequestro e il suo comandante interrogato . Eppure la stessa Guardia di Finanza, salita a bordo, ha testualmente riportato che "non c'è nulla da segnalare tranne che le persone a bordo sono provate" . Contro questi attacchi indegni e pretestuosi dobbiamo unirci e difendere la solidarietà, l'impegno per l'accoglienza e la libertà di chi fugge di trovare rifugio. Denunciamo fortemente la barbarie di questo governo direttamente colpevole di tante morti in mare. Sosteniamo quindi i profughi e immigrati per una accoglienza umana e degna e chiamiamo la gente solidale e antirazzista all'impegno a fianco della nave Mare Jonio, contro la repressione, per l'immediato dissequestro, affinché possa riprendere il largo immediatamente.