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AdessoLaStoria


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contro la spirale bellica 

 

pace e libertà per le popolazioni mediorientali


Non c’è pace per le martoriate popolazioni mediorientali. Alle dichiarazioni belliciste del fascistoide Trump e di Netanyahu  è seguito un lancio di missili dell’Iran sulle alture del Golan  e un nuovo  bombardamento aereo di Israele che ha colpito postazioni militari iraniane in Siria, dopo quelli avvenuti nelle scorse settimane.
I diversi nemici dell’umanità sulle pelle delle popolazioni della zona si stanno confrontando anche militarmente per l’ influenza e la spartizione dei territori e a questo si aggiunge il terrore delle diverse bande terroriste. E’ in atto un pericolosissima escalation militare. Le popolazioni, in primo luogo quella siriana, già duramente provata dalla criminale guerra scatenata da Assad per fermare la rivoluzione della gente comune, sono costrette a subire questa escalation criminale. Mentre Israele sta scatenando la sua furia omicida nella striscia di Gaza contro le manifestazioni pacifiche dei palestinesi che giustamente rivendicano il diritto al ritorno.
Siamo al fianco della popolazione siriana, del popolo palestinese e di quelli mediorientali per difendere e affermare la vita contro tutti gli intenti bellicisti delle diverse potenze.  Facciamo appello a tutte le persone di buona volontà a riprendere l’iniziativa per una pace subito e senza condizioni e per accogliere i profughi che fuggono dalle guerre. Le possibilità di pace dipendono dal protagonismo della gente, non dagli Stati che sono tutti criminali e fondati sulla guerra. 

Corrente Umanista Socialista.
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A 70 anni dalla Nakba

Per il diritto al ritorno dei palestinesi

A 70 anni dalla fondazione dello Stato di Israele e dalla cacciata di milioni di palestinesi dalle loro terre è in corso la Marcia per il diritto al ritorno: migliaia di palestinesi sono protagonisti in queste settimane di manifestazioni, fondamentalmente pacifiche, ai confini della Striscia di Gaza per reclamare il diritto al ritorno contro l’ingiustizia storica perpetrata dai sionisti.

Di fronte al riproporsi dell’irriducibile lotta del popolo palestinese l’esercito israeliano ha scatenato una violentissima e barbara repressione. I soldati sionisti sparano contro i manifestanti con un cinico tiro al bersaglio uccidendo decine di persone e ferendone centinaia. È un’ulteriore espressione della natura razzista, violenta e bellica dello Stato di Israele, sostenuto dalle potenze imperialiste a cominciare dagli Stati Uniti.

I palestinesi continuano con straordinario coraggio a sfidare la barbarie per affermare i propri diritti nonostante i tradimenti e i voltafaccia delle loro leadership corrotte. Siamo solidali con il popolo palestinese per affermare la vita, la solidarietà, l’autorganizzazione, sottraendosi alle logiche politiche e belliche, per il diritto al ritorno e all’autodeterminazione contro l’occupazione sionista.

Per il diritto al ritorno e all’autodeterminazione
del popolo palestinese

No all’occupazione militare sionista
Pace e libertà per la Palestina e il Medio Oriente
Contro Trump, Putin, Assad,
i signori della guerra e le bande del terrore

Corrente umanista socialista

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escalation in Medio Oriente

per un nuovo pacifismo

In Medio Oriente, come avevamo previsto, stiamo assistendo a un’ulteriore escalation bellica. Dopo le dichiarazioni belliciste del fascistoide Trump nei confronti dell’Iran, c’è stato uno sviluppo del confronto militare. L’Iran ha lanciato dei missili sulle Alture del Golan,  Israele ha reagito con un bombardamento aereo sulle postazioni iraniane in Siria.

È in corso un confronto sanguinoso tra i diversi nemici dell’umanità per la spartizione della Siria e del Medio Oriente. Le popolazioni della zona – in primo luogo quella siriana, già duramente provata dalla criminale guerra scatenata da Assad per fermare la rivoluzione della gente comune – sono costrette a subire questa escalation criminale.

Siamo al fianco della popolazione siriana, del popolo palestinese e di quelli mediorientali per difendere e affermare la vita contro tutti gli intenti bellicisti delle diverse potenze. Non c’è da confidare in nessun Stato perché tutti sono criminali. Per questo c’è bisogno di un nuovo pacifismo fondato sul protagonismo e che faccia leva sulle più profonde tensioni umane all’affermazione della vita e al suo miglioramento. Dopo il Primo maggio continueremo a sviluppare l’iniziativa per una pace subito e senza condizioni in Medio Oriente, per accogliere tutti i profughi e per sviluppare la solidarietà con le popolazioni.

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Senigallia

una storia di ordinario razzismo

Fatima, una donna senegalese, mentre era in prova per essere assunta come operatrice socio sanitaria dalla Cooperativa Progetto solidarietà alla Casa di Riposo Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia è stata vittima di pesanti offese razziste da parte di alcuni degenti: “non mi faccio toccare da te, sei nera”. Questi insulti razzisti sono stati riferiti ai responsabili della cooperativa che, anziché difendere l’operatrice, ha deciso di non stipularle il contratto, promettendole un altro posto di lavoro che Fatima ha rifiutato. Così Fatima, oltre ad essere stata offesa, non è stata assunta. Le esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Quella di Senigallia è una triste espressione di come il razzismo cresce e si sviluppa anche dal basso alimentato dalle istituzioni. Un’ulteriore ragione per sviluppare un impegno quotidiano e di lunga lena per cambiare le relazioni, affermare una autentica solidarietà umana e combattere tutti i giorni l’ordinario razzismo che si sprigiona nella società.

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Afghanistan

ancora terrore neonazista dell’Isis contro la popolazione e i giornalisti

A Kabul c’è stato un nuovo criminale attentato rivendicato dai neonazisti dell’Isis. Dopo un primo sanguinoso attentato, un killer si è camuffato da giornalista e si è fatto esplodere tra le persone e i cronisti accorsi nel luogo del primo attentato causando la morte di 25 persone, tra cui 8 reporter e operatori dell’informazione. Come redazione de La Comune online esprimiamo la nostra più piena solidarietà e vicinanza alle vittime, tra le quali c’è il reporter Shah Marai coraggioso autore di numerosi reportage di testimonianza della tragedia afghana. Questo attentato alimenta la catena infernale di guerra e terrore senza fine in atto in questo paese ed è un ulteriore espressione della scelta da parte degli uomini del califfato nero dopo le sconfitte subite in Siria di concentrarsi in Afghanistan.  Oggi, per questo primo maggio, è più che mai necessario rompere il silenzio ed essere al fianco delle popolazioni afghane e di tutti i popoli contro i signori della guerra e del terrore.

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• n. 319


da 23 luglio
al 10 settembre 2018


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