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AdessoLaStoria


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Svezia

brava Elin!

Elin è una giovane svedese protagonista di un bel gesto di solidarietà. Ha comprato apposta un biglietto aereo sapendo che a bordo ci sarebbe stato un profugo afgano destinato ad essere rimpatriato da una sentenza. Erin si è rifiutata di allacciarsi le cinture e di sedersi impedendo così all'aereo di decollare. Ha coraggiosamente spiegato "Non lo farò finché non fate scendere quel passeggero che, espellendo, inviate incontro alla morte sicura". Alcuni passeggeri hanno protestato con lei incolpandola di farli arrivare in ritardo. "Non voglio che la vita di un essere umano sia spazzata via solo perché voi passeggeri tranquilli e liberi non volete arrivare in ritardo o perdere coincidenze. La sua vita conta più del vostro volo puntuale" così la giovane Elin ha risposto a chi si lamentava del ritardo. Fortunatamente altri hanno invece solidarizzato con lei. Alla fine le autorità hanno ceduto e il giovane afgano è stato fatto scendere. È un piccolo grande esempio di umanità e solidarietà che ci dice che è possibile reagire al razzismo assassino degli Stati.

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incendi in Grecia

una tragedia annunciata

Terribili incendi hanno devastato foreste in diverse zone della Grecia, distruggendo il paese di Mati a nord-est di Atene. Si teme che le vittime possano arrivare a 100, i feriti sono più di 500. L'imprevedibile in natura esiste, ma non è questo il caso. Infatti questa sciagura straziante non è casuale: è una tragedia annunciata perché ha numerosi precedenti. In Grecia nell'estate del 2007 gli incendi — dolosi ed innescati su più fronti — divamparono per 12 giorni e fecero 70 vittime. Ma le fiamme divorarono migliaia di ettari di foreste — mettendo in pericolo la popolazione in diverse zone - anche nel 2009, nel 2011, 2012, 2013, 2015 e 2017 — quasi tutti gli anni! Non è un mistero che i territori devastati dalle fiamme e "liberati" dalle foreste sono un regalo per l'edilizia turistica che poi li cementifica con hotel e resort. Per questo gli incendi — in ragione di interessi ben precisi — sono stati spesso dolosi ed appiccati ad arte, sfruttando il caldo estivo ed il vento favorevole. Questi interessi economici e criminali non sono stati sinora colpiti, i responsabili degli incendi non sono stati identificati e puniti. C'è di più, in Grecia negli ultimi anni vi sono state 14 manovre di austerità — con governi di tutti i colori politici, ultimo quello di Tsipras - che hanno vessato la popolazione ma non certo colpito i grandi interessi finanziari ed economici. Tra i tanti tagli operati, anche i vigili del fuoco sono stati colpiti più volte e nel febbraio del 2017 avevano protestato in migliaia per le misure che ne riducevano drasticamente il personale.

Sono quindi più che legittime le voci di gente comune che si iniziano ad ascoltare in Grecia che accusano le autorità per la mancanza di prevenzione, per il ritardo nel dare l'allerta e nell'intervenire, per l'inefficacia dell'intervento e l'insufficienza di mezzi, per l'assenza di un piano di evacuazione, per le indicazioni inadeguate nelle ore critiche.

Gli Stati si rivelano sempre più incapaci di difendere le persone e prevenire i pericoli, sono anzi un pericolo essi stessi. Le tragedie, tantopiù quelle annunciate, svelano in maniera concentrata che gli Stati vogliono imporci nella vita quotidiana un tasso insopportabile di uccidibilità e — forse peggio ancora — farci abituare ad essa.

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Firenze: fermato un abuso contro una bimba.

Fare attenzione fa la differenza

Lunedi scorso a Calenzano (vicino a Firenze) un prete di 70 anni e stato colto in flagrante mentre abusava nella sua macchina di una bambina di 10 anni . Non è purtroppo una notizia insolita: tutti i giorni veniamo a conoscenza di abusi, stupri, uccisioni contro donne e bimbi da parte dei maschi (compresi quelli della curia). È la violenza patriarcale, sono i pedomani.

Quello che fa di questa notizia un fatto importante, differente, di valore, è che non tutti intorno restano indifferenti, non tutti si voltano dall'altra parte: c'e chi presta attenzione alle altre e agli altri. Come il ragazzo che si è preoccupato, vedendo il prete andare via con una bambina, ed è andato a controllare nella macchina scoprendo l'abuso e fermandolo. Bisogna prendere esempio da lui e di quelli che non si rassegnano davanti al male subito dagli altri, che pensano al bene di tutti e tutte e reagiscono.

Viviamo tempi di decadenza, di società sempre più malate di violenza e individualismo, ma questa notizia ci ribadisce quello che diciamo da tempo: ognuno di noi può fare la differenza!

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Firenze

contro il razzismo, reagiamo uniti

Giovedì 19 luglio era in programma a Firenze un'iniziativa organizzata da varie associazioni antirazziste e dalla comunità rom e sinti con l'intento di commemorare il Porraimos - lo sterminio organizzato dai nazisti che ricorre il 2 agosto - e promuovere una migliore convivenza a fronte del crescente clima di razzismo, inaspritosi ancor più dopo l'odiosa uccisione del giovane Duccio per mano di due criminali di origine rom.
Le destre razziste hanno minacciato gravemente gli organizzatori, paventando un presidio davanti alla casa del popolo in cui era previsto l'evento per impedirne lo svolgimento. Anche in seguito a queste minacce, l'iniziativa è stata rimandata a data da definirsi e si è svolta in un altro luogo un'assemblea antirazzista, partecipata da varie realtà e persone solidali, che ha deciso come prima reazione di convocare un presidio per il 2 Agosto.
Intendiamo impegnarci affinché si comprenda e si affronti il peggioramento del contesto generale e locale profondamente segnato da un razzismo di marca fascistoide, affermando una determinata reazione solidale che non può in alcun modo sottostare alle minacce delle destre razziste e soprattutto sviluppando un'opera di sensibilizzazione volta ad affermare l'accoglienza, la solidarietà e la pacificazione come passi concreti per migliorare la vita in questo contesto pieno di pericoli.

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Roma

l'odio razzista colpisce ancora

 

Cerasela ha due anni, è in braccio alla madre mentre cammina a Roma, due giorni fa. Improvvisamente inizia a piangere: pochi istanti, e la madre si accorge che la piccola sanguina dalla schiena. La corsa in ospedale, i soccorsi, lo sgomento: Cerasela è stata colpita da un piombino sparato con ogni probabilità da una pistola ad aria compressa. Non è più in pericolo di vita, anche se rischia di rimanere paralizzata.

Cerasela e la madre sono rom di origine romena. Sono state vittime di un efferato attentato razzista, avvenuto in un clima crescente di odio e di livore, di menzogne, discriminazioni e violenze nella società. Donne, immigrate, rom: la rabbia frustrata è esplosa alla terza potenza e ha colpito con odio omicida. Si ripropone nella decadenza che appare inarrestabile lo stigma della subumanità, il marchio di infamia che rende sacrificabile la vita umana per dare sfogo alla propria cattiveria.

Esprimiamo la nostra solidarietà a Cerasela, a sua madre, a tutto il popolo Rom, vittime dell'attentato razzista. Denunciamo il tentato omicidio della piccola, di chiaro stampo razzista. Ci impegniamo a combattere l'odio razzista affermando il principio della nostra comune umanità differente.

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• n. 322


dall'8 al 22 ottobre 2018


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