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Sinistre e Governo

Attenzione al Signor C.

Giuseppe Conte ha giocato bene le sue carte dicendo qualcosa di sinistra ha guadagnato proseliti nella frammentata sinistra italica. In queste ore ha ricevuto l’incarico per conformare il governo PD-5S con l’appoggio di Leu (anche se non è detto vada in porto viste le ultime affermazioni di Di Maio). Il teatrino della politica è diventato il teatrino dell’assurdo. Norma Rangeri de il manifesto spera di ridare centralità al Parlamento anche se tra Pd e 5S è palese una “rivalità molto forte, un odio vero, un risentimento profondo, un’avversione violenta e cattiva”. E come possa gente che si odia fare qualcosa di buono per gli altri, per le/gli immigrati è un mistero. Mario Acerbo, di Rifondazione Comunista avversa chi si oppone all’alleanza giallo-rossa dicendo: “Chi dice che non ci si può alleare con chi è stato in questi 14 mesi con la Lega dimentica che il Pd ha governato con Berlusconi e Verdini.” Traduciamo: il nemico (Pd) del mio nemico (Lega) che si è alleato con il mio nemico (Berlusconi) è mio amico. La politica di sinistra è finita in barzelletta. Anche in diversi centri sociali c’è chi si illude o spera in un governo meno peggiore di quello precedente. Ci sono governi meno peggiori ma “Non ci sono governi amici” diceva lo slogan dei movimenti autentici. La strada maestra per difendere la vita e la libertà dei propri spazi è l’indipendenza, l’idealità, la lotta.

30 agosto ore 17.35

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Prese in giro ed ipocrisia pentastellata…

Con la nomina di Conte si sta andando alla conformazione di un nuovo governo 5 Stelle-Partito democratico che si annuncia padronale e antipopolare. Ipocritamente i 5 Stelle a cose fatte, dopo aver già concluso l’accordo con il Pd, lo sottoporranno al voto nella Piattaforma Rousseau della Casaleggio Associati. Che presa in giro…! Spacciano un click di smanettoni del blog per democrazia diretta… e il massimo dei voti nella piattaforma è stato di 57.000 iscritti: contano più del voto di milioni di persone? C’è da chiedersi se faranno come nel caso dell’incriminazione di Salvini per la vicenda della nave Diciotti; in quel caso il quesito era posto in maniera ingannevole e guarda caso ci furono guasti tecnici, attacchi hacker, attese snervanti e fu fatto di tutto per evitare un voto che dispiacesse al fascioleghista Salvini. Al di là delle chiacchiere e della demagogia i pentastellati in un anno hanno dimostrato di essere a loro agio con il truce fascioleghista Salvini e imbevuti di ipocrisia e trasformismo proprie di quella “vecchia politica” che dicevano di voler combattere.

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Con i nostri fratelli e sorelle contro il razzismo governativo e statale!

Al largo della Libia c’è stato un nuovo naufragio e purtroppo ci sono almeno 40 vittime di cui molti bimbi. Sono tragedie e crimini conseguenti alle decisioni delle autorità statali e governative. L’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) ha vietato il decollo ai velivoli delle Ong che sorvolano il Mediterraneo per avvistare gommoni in difficoltà. Matteo Salvini, ancora Ministro dell’Interno, ha bloccato la nave Eleonore che ha soccorso oltre 100 persone impedendogli di attraccare a Lampedusa. Un provvedimento preso con l’accordo dei ministri 5 Stelle Toninelli e Trenta che è un pessimo auspicio quando probabilmente si sta costituendo un governo 5 stelle-Pd da cui non aspettarsi niente di buono. C’è bisogno di sviluppare il protagonismo diretto e far crescere le coscienze.
Per riflettere insieme su come sviluppare l’impegno solidale e antirazzista – sempre più centrale – invitiamo a partecipare il 28 e 29 settembre all’incontro di solidarietà interetnica a Vallombrosa alla Casa della Cultura.

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Amazzonia

La vita in fumo

L’Amazzonia brucia e questa volta le fiamme si levano alte ed estese. I potentati politici ed economici brasiliani (Bolsonaro in primis), strafottenti nei riguardi delle comunità autoctone, sordi agli allarmi degli scienziati in merito ai cambiamenti climatici che coinvolgono tutta la popolazione mondiale, insensibili alla perdita in termini di vite vegetali e animali, sono i responsabili di questo ulteriore sconsiderato scempio perpetrato in nome dei loro egoistici interessi. E ipocrite appaiono le preoccupazioni di queste ore dei potenti della Terra riuniti a Biarritz (Francia) per il G7 che, pur ammettendo siano motivate da reali timori per quanto succede al nostro pianeta, risultano sterili e vane dichiarazioni (a cosa hanno portato gli scorsi consessi internazionali al proposito?).

Siamo a fianco di chi sta scendendo in piazza per fermare questa distruzione e ci sentiamo vicini a tutti coloro che negli ultimi tempi si sono attivati nelle mobilitazioni “ambientaliste”, convinti più che mai dell’urgenza di denunciare e contrapporsi alle logiche antropocentriche e alle pratiche predatorie attuate in primo luogo dai poteri oppressivi che stanno portando il pianeta alla rovina. Ma affrontare in termini propositivi la questione riguarda in primo luogo interrogarsi sul modo di concepirsi come esseri umani nella natura più generale e sulla possibilità di elaborare e iniziare a sperimentare idee e modi di vita. Una vita alternativa finalmente all’insegna di un rispettoso rapporto di conoscenza dell’ambiente e di un oculato impiego delle sue risorse, per un’autentica ricongiunzione col pianeta, in cui la nostra specie è inevitabilmente integrata, e con la natura prima, di cui la naturalità umana, nella sua specialità, è espressione e parte indissolubile.

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riceviamo e pubblichiamo

Basta incendi in Amazzonia. Bolsonaro è responsabile

Difendiamo la Natura e la vita

La situazione nell’Amazzonia brasiliana non è solo preoccupante ma urgente e drammatica. Qui si registra la metà dei più di 70.000 incendi che ha subito il Brasile solamente in quest’ultimo anno. Ciò colpisce in primo luogo le comunità indigene locali. Queste devastazioni costituiscono altresì un problema per tutti e tutte: come sappiamo l’Amazzonia è la maggiore riserva ecologica del pianeta e, in quanto tale, gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del clima mondiale, nella purificazione dell’aria che tutti respiriamo, nella produzione di acqua dolce e nella conservazione di centinaia di specie animali e vegetali.
La spiegazione di ciò che sta avvenendo sta nella sete di guadagni dei grandi proprietari terrieri e allevatori, delle industrie agro-alimentari e dei grandi latifondisti che radono al suolo i boschi con incendi dolosi per sfruttare zone sempre più estese da adibire all’agricoltura e al pascolo. Sanno di godere della totale impunità e sono incoraggiati dalla politica e dalle affermazioni del neofascista Jair Bolsonaro che, appena può, insulta i popoli originari e le organizzazioni ambientaliste ( ha perfino accusato le ONG di provocare gli incendi per screditarlo) e attacca le istituzioni che ammoniscono sui pericoli della deforestazione. Bolsonaro è espressione peculiare del disprezzo della vita e della completa irrazionalità dei poteri oppressivi mondiali, delle grandi imprese e degli Stati che – con l’ossessione del controllo, della depredazione e sfruttamento della natura - stanno procurando danni enormi al pianeta, alcuni dei quali già irreversibili.
Un impegno per una vita migliore deve comportare, oggi più che mai, la difesa della natura. Ci conviene, ci compete e riguarda le prossime generazioni. Possiamo trarre slancio dalle mobilitazioni delle donne indigene del Brasile che stanno reagendo o dalla gioventù che sta iniziando a sensibilizzarsi a livello mondiale. Pensiamo sufficientemente al fatto che, come specie umana, siamo parte della natura, senza dubbio una parte molto speciale perché siamo l’unica in grado di pensare la nostra relazione con l’ambiente in cui viviamo, e pertanto di cambiarla? Una vita e una cultura diversa e migliore non dovrebbe includere un nuovo modo di relazionarci e pensarci nella natura, dalla quale siamo emersi? Oggi, come non mai, si pongono con urgenza queste domande essenziali invitando a sviluppare un impegno, anche ecologista, contro i nemici della vita e dell’umanità.

 

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