Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria


Stampa
PDF

Argentina, sconfitto in Parlamento l’aborto legale

Ma la lotta delle donne non si ferma

 

Dopo una lunga giornata di dibattito parlamentare, il Senato ha respinto il progetto di legge di interruzione volontaria della gravidanza che contemplava il diritto per ogni donna di sottoporsi gratuitamente ad un aborto in ospedale.

Nelle stesse ore quasi due milioni di donne si sono raccolte per strada in un enorme presidio in attesa dei risultati del voto, la stragrande maggioranza in sostegno al progetto. Le stesse donne che da mesi si stanno mobilitando per il diritto di decidere, dando vita a un movimento inedito nel paese. Il respingimento parlamentare del progetto, grazie ai voti di quasi tutti gli schieramenti politici, è stato promosso da una forte campagna della Chiesa cattolica , inaugurata da papa Francesco e dai settori evangelici.

La storica alleanza antifemminile tra Stato e Chiesa ha registrato una vittoria. Ma come hanno affermato le compagne del Círculo de Amigas Feministas in Argentina (circulodeamigasfeministas.blogspot.com): “Noi donne siamo autrici di opere di lunga lena e di carattere affermativo, a cominciare da quella di dare, accudire e progettare la vita di tutta la specie da quando nasciamo.Se nella lotta per il diritto all’aborto legale siamo arrivate fin qui, è perché abbiamo fatto prevalere, con pazienza e tenacia, la fiducia in noi stesse. Perché abbiamo rafforzato la nostra coscienza e scelto di lottare per la nostra libertà insieme ad altre donne, perché cominciamo a scegliere la solidarietà femminile diversamente da coloro che scelgono la complicità e la sottomissione. Questa è la trasformazione immediata, concreta e più radicale a cui stiamo dando vita, la base della nostra forza. Stiamo scoprendo quello di cui siamo capaci di essere e di realizzare insieme. Identificare e coltivare questo cammino di protagonismo diretto e solidale, che non può essere delegato, è la nostra migliore risorsa. Abbiamo cominciato a vivere più liberamente, vogliamo continuare questo percorso per consolidarlo e conquistare il nostro diritto a decidere.”

Stampa
PDF

strage di immigrati a Foggia

la nuova schiavitù uccide, l’ipocrisia pure

Tra sabato 4 e lunedì 6 agosto in due incidenti stradali analoghi sono morti 16 immigrati africani che lavoravano come braccianti agricoli nelle campagne in provincia di Foggia. Erano stipati in autoveicoli malridotti che li riportavano nelle bidonville ove alloggiano durante la stagione della raccolta dei pomodori. I feriti hanno avuto difficoltà a trovare posto negli ospedali della zona.

Sono le ultime vittime di una nuova forma di schiavitù, a cui contribuisce il caporalato, diffusa nelle campagne italiane, che permette profitti a pochi e terribili sofferenze ai più e oggi si acutizza nell’intreccio col razzismo dilagante.

Esprimiamo la solidarietà più sincera ai compagni di lavoro delle vittime e ai loro cari, ci schieriamo con le manifestazioni che si sono svolte nei luoghi della strage e nello stesso tempo denunciamo le insopportabili ipocrisie e le menzogne che da più parti si sono espresse in questi giorni. Infatti ad uccidere è stata una nuova e antica forma di schiavitù ben nota, funzionale e integrata nel meccanismo economico dello sfruttamento dei braccianti: lo stesso caporalato e le organizzazioni criminali sono pienamente parte del tessuto politico e imprenditoriale. E mentre l’attuale governo, lo Stato e le sue istituzioni razziste diffondono odio ed espongono immigrati e profughi a crescenti discriminazioni, offese e violenze quando arrivano in Italia o li fanno morire in mare e torturare nei lager in Libia, il Senato celebra un minuto di silenzio per le vittime, le istituzioni tutte promettono di far “guerra” al caporalato, il ministro degli Interni, il fascioleghista Salvini può permettersi di incontrare i compagni di lavoro delle vittime insieme al suo premier Conte e di dir loro: “Aiutiamoci reciprocamente”. La demo-ipocrisia e le menzogne servono a coprire le responsabilità, salvare la faccia e far sì che questa barbarie possa continuare impunemente.

Stampa
PDF

appello

apriamo i porti, accogliamo profughi e immigrati

difendiamo la vita e le libertà di tutte e tutti

Nei mari è atto un’immane tragedia. Bimbi, donne, persone innocenti che fuggono da guerre, terrore e miseria perdono la vita e sono costrette a sofferenze indicibili a causa del razzismo degli Stati che chiudono i confini e respingono. Le misure razziste del ministro fascioleghista Salvini causano ancor più vittime, mentre sono sotto attacco le Ong e le persone solidali. Il governo Lega-5 Stelle è un’alleanza spuria, attraversata da contraddizioni e motivata dalla sete di potere. Colpisce in primo luogo gli immigrati e al tempo stesso è una concreta minaccia per la libertà di tutte/i a cominciare dalle donne e dai giovani. Il governo trova il suo appoggio in una società in disgregazione malata di razzismo, maschilismo, violenza e odio. Chi di fronte alla tragedia in atto fa finta di niente e si volta dall’altra parte è complice degli assassinii che stanno avvenendo nei mari. Ci rivolgiamo alle tante persone solidali di provenienze e credo differenti, alle forze di sinistra, alle realtà del volontariato e dell’antirazzismo, del sindacalismo, dei centri sociali per cercare strade comuni per unirsi e reagire. È in gioco la nostra umanità.

testata160px

logo corrente_col

 

scarica qui l'appello impaginato

apriamoiporti

Stampa
PDF

senegalese ferito a Napoli

ancora aggressioni razziste: adesso reagiamo!

Ieri sera nei pressi di Piazza Garibaldi un nuovo agguato contro un immigrato: da uno scooter due persone hanno sparato contro un giovane immigrato senegalese che camminava con i suoi amici, ferendolo in modo grave. È un grave gesto razzista. Ogni giorno vi sono aggressioni e pestaggi contro immigrati, discriminazioni omofobe, persecuzioni verso Rom e Sinti, attacchi alle Ong e a giornalisti, volontari e persone di buone volontà che si oppongono a razzismo e attacchi alle libertà di tutti. Anche a Napoli cresce una grave disgregazione, decadenza ed incattivimento sociale che vede sempre più crollare il senso di comune umanità, di difesa della vivibilità, i valori di tolleranza e convivenza dando spazio a fenomeni criminali.
Il governo Lega - M5S ed il ministro Salvini sono la rappresentazione di questa decadenza e la alimentano con le loro dichiarazioni, i gesti, i provvedimenti, le contro-verità.

Oggi troviamoci insieme alla comunità senegalese e con le persone antirazziste

ore 17.00 Piazza Garibaldi

Solidarietà e giustizia per il giovane senegalese ferito!!
    Basta razzismo e discriminazioni, fermiamo la violenza criminale!!
   Uniamoci e reagiamo insieme!!
   Abbasso il governo Salvini-Di Maio, di inimicizia e discriminazione!!


Mercoledì 8 agosto ore 18.00 incontro aperto per discutere e reagire insieme
presso la sede de La Comune (tel: 339 2485595)

La Comune - Napoli

Stampa
PDF

Reagiamo contro il razzismo assassino

Ancora un assassinio, ancora un immigrato vittima della violenza razzista che sta dilagando. Ieri ad Aprilia (LT) un uomo proveniente dal Marocco è stato inseguito e ucciso. Hanno dichiarato che pensavano fosse un ladro, come se questo giustificasse un omicidio. Nei giorni scorsi un ragazzo senegalese è stato aggredito a Partinico, in provincia di Palermo, in centro, in pieno giorno e nell’indifferenza generale. A Vicenza un razzista ha sparato a un immigrato che stava lavorando su un ponteggio ferendolo; si è giustificato dicendo che “voleva sparare ad un piccione”.  C’è una violenza razzista, assassina, quotidiana. Viviamo in una società di estranei, dove il diverso viene considerato un nemico, una società in disgregazione che sta diventando assassina. I mass media e la stampa minimizzano e trovano sempre un motivo per escludere la natura razzista di questa violenza omicida. Il ministro fascioleghista Salvini incita all’odio e alla violenza e diverse aggressioni vengono rivendicate inneggiando al suo operato.  Di fronte a questa spirale razzista e omicida è il momento di unirsi e di reagire per difendere la vita e la nostra umanità.

Ultimo Numero

• n. 322


dall'8 al 22 ottobre 2018


è uscito
umanesimo
socialista
n.4

us4