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Cda2020

        

                           

             
al 17 febbraio            
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Un'insegnante di sostegno picchia un'alunna disabile

Bimbi in difesa della compagna

"Deve essere protetta perché lei è stata meno fortunata di noi, quando sono sole in classe le dà i pugni". Sono stati i compagni di classe di 10 anni a denunciare ai genitori e alle altre maestre che la loro compagna Emma (nome di fantasia) veniva spesso picchiata e maltrattata dalla sua insegnante di sostegno. È successo a Roma in una scuola primaria, classe quinta. L'insegnante a volte restava in classe da sola con Emma e, pensando di non essere vista, la insultava, la umiliava e la picchiava. Se ne sono accorti i bambini, ne hanno parlato tra di loro ed hanno deciso di fare qualcosa per aiutarla. Ciascuno ha raccontato a casa che cosa accadeva alla loro amica. I genitori l'hanno segnalato alla dirigente, la quale, in via precauzionale, ha allontanato la docente dalla classe, ma permettendole di rimanere a scuola. Una delle mamme ha denunciato i fatti ai carabinieri che hanno avviato le indagini. Sei compagni di Emma sono stati ascoltati. Hanno raccontato ciò che succedeva in classe, nei corridoi e in mensa. Hanno saputo ricostruire i fatti in modo preciso e coerente. Sapevano che era sbagliato e ingiusto. Uno di loro ha affermato: "l'insegnante si comporta male con tutti, anche con noi. Ma Emma è stata meno fortunata di noi, per questo deve essere più rispettata, quella maestra dovrebbe proteggerla e invece è cattiva". Anche le insegnanti hanno scritto una lettera di denuncia agli inquirenti. Resta il fatto che i più coraggiosi sono stati i compagni di classe, mentre non altrettanto si può dire della preside e degli insegnanti che avrebbero dovuto credere più tempestivamente a quei bambini. Persone come quella che maltrattano e usano violenza contro i bambini non devono insegnare, perché la vita e l'incolumità di bimbi e bimbe vengono prima di tutto. Per questo abbiamo lanciato l'appello "Giù le mani dai bambini" che potete conoscere e firmare su questo stesso sito.

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Solidarietà con il popolo ecuadoriano in lotta

No alla repressione del governo di Lenin Moreno!

Da alcuni giorni è in corso in Ecuador una protesta popolare, iniziata a causa del l’odiosa decisione del governo di Lenin Moreno di aumentare il prezzo dei carburanti in sintonia con le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale. Le mobilitazioni, di cui sono protagoniste soprattutto le comunità indigene, sono talmente forti da obbligare il governo a trasferirisi dalla capitale Quito a Guayaquil, facendo anche retrocedere le forze di sicurezza. La risposta venuta dal governo è repressione, stato d’emergenza e coprifuoco: vi sono già 5 morti, centinaia di feriti e 1000 arresti.
Il fallimento dei progetti politici in Ecuador, compreso il populismo dell’ ex presidente Correa, è evidente. Tutta la nostra solidarietà va alle genti in mobilitazione, che stanno difendendo la propria dignità e lottando per milgliori condizioni di esistenza di fronte alla repressione e alle misure di austerità del governo.

Solidaridad con el pueblo ecuatoriano en lucha

¡No a la represión del gobierno de Lenín Moreno!

Hace días que hay en curso en Ecuador un levantamiento popular, iniciado por la odiosa decisión del gobierno de Lenín Moreno de aumentar el precio de los combustibles a tono con las instrucciones del FMI. Las movilizaciones, protagonizadas sobre todo por las comunidades indígenas, son tan contundentes que incluso obligaron al gobierno a trasladarse de la capital Quito a Guayaquil, haciendo retroceder a las fuerzas de seguridad. Han sido respondidos con represión, estado de excepción y toque de queda por las noches: ya hay cinco muertos, centenares de heridos y mil detenidos.
El fracaso de los proyectos políticos en Ecuador, también del populismo del ex presidente Correa, se pone de manifiesto. Toda nuestra solidaridad hacia las personas movilizadas, que están defendiendo su dignidad y luchando por mejores condiciones de existencia ante la represión y las medidas de ajuste del gobierno.

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NO ALL’INVASIONE DELL’ESERCITO TURCO IN SIRIA!

TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO KURDO E I POPOLI DELLA SIRIA!

Il regime turco, dopo il cinico via libera ricevuto dalla Casa Bianca, ha invaso il territorio siriano e sta conducendo una guerra di aggressione contro il popolo kurdo siriano e contro tutti i civili della zona che intende occupare. Già sono iniziati i bombardamenti, si contano già centinaia di vittime e decine di migliaia di sfollati. È un nuovo dramma che vivono i popoli delle Siria, mentre i profughi siriani che sono ora in Turchia sono sotto minaccia di essere deportati nei territori che Erdogan conta di occupare o di essere usati come ricatto nei confronti dell’Unione Europea.

Il regime del fascistoide Erdogan intende compiere un ulteriore massacro nella sua politica stragista nei confronti del popolo kurdo, mentre tutto ciò non farà che favorire una ripresa delle attività dell’Isis che proprio le forze kurde hanno avuto il merito di combattere e sconfiggere quasi definitivamente.

È compito di chiunque abbia a cuore le sorti dell’umanità e dei popoli martoriati della Siria schierarsi contro l’invasione e a fianco del popolo kurdo e delle popolazioni della zona colpite dalla furia militare del regime turco. Schierati da sempre con il popolo kurdo, con la rivoluzione siriana del 2011 e i suoi ideali di libertà, convivenza e pacificazione contro il boia Assad, chiamiamo ancora una volta alla solidarietà, oggi ancor più importante anche di fronte alle scelte sciagurate delle direzioni politiche kurde (PKK e YPG), i cui accordi prima con Assad e poi l’alleanza con gli Usa hanno danneggiato la stessa causa curda.

11.10.19

LA COMUNE

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Attentato in Germania, due morti

Achtung nazisti!

Nella mattinata di ieri ad Halle, in Sassonia, un uomo armato ha cercato di compiere una strage nella sinagoga cittadina; non riuscendovi, ha sparato sui passanti uccidendo due persone e ferendone altre due. Il cordoglio per le vittime è tutt’uno con la chiamata alla vigilanza: le modalità ed il contesto in cui si è consumata la strage non permettono alcuna sottovalutazione. L’assassino ha proclamato in rete il proprio odio contro ebrei, donne ed immigrati; non riuscendo a penetrare nella sinagoga, ha comunque dato seguito ai suoi progetti omicidi colpendo coloro che si è trovato davanti. 
Guai a sottovalutare il diffondersi della peste bruna e del sempre risorgente odio antisemita. I gruppi neonazisti trovano in questa regione un terreno favorevole – nelle recenti elezioni, una formazione di estrema destra come l’Afd ha ottenuto il 24% dei voti – ma più in generale si tratta di una minoranza pericolosa di cui ricordiamo le stragi in Nuova Zelanda e Stati uniti. 
L’ odio e la furia omicida dei nazi attecchisce nel cattivismo diffuso e nella frustrazione delle società decadenti alimentandolo. Al contrario, l’iniziativa solidale  e il protagonismo diffuso possono far crescere la consapevolezza dei pericoli e rendere più efficaci la vigilanza e l’autodifesa.
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Trump e i kurdi

CHI TRADISCE SARA’ TRADITO!

NO ALL’INVASIONE TURCA  DELLA SIRIA!

Le direzioni politiche kurde siriane (YPG, PKK, PYD) hanno sinora confidato in Trump come alleato, tradendo così gli interessi e la causa del popolo kurdo che pretendono di rappresentare. Ora sono tradite dallo stesso Trump che dà via libera alla Turchia di Erdogan per invadere il Kurdistan siriano.
È il logoro e classico copione della politica cinica, ipocrita e assassina: a farne le spese sarà ancora una volta il popolo kurdo e la gente siriana, che già comincia ad essere bombardata dalla Turchia.
Più che mai solidarietà con il popolo kurdo contro l’aggressione di Erdogan e soci, nessuna fiducia nelle direzioni politiche kurde.

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dal 10 al 24 febbraio 2020


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