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AdessoLaStoria


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“siamo tutti testimoni!”

Con queste parole uno dei tanti passeggeri ha cercato di fermare i controllori razzisti che si stavano accanendo contro un fratello pakistano. E’ successo in questi giorni a Cagliari sull’autobus n.5, su cui era salito un pakistano, forse dalla porta sbagliata e mentre si dirigeva per obliterare il suo biglietto, i controllori lo hanno invitato subito a scendere insistendo sul fatto che non lo avesse. Ma tutte e tutti i passeggeri, donne in particolare, protestano contro di loro, qualcuno urla: “razzisti”! Altri indicano le telecamere per fermarli ed infine una donna urla: “Siamo tutti testimoni!”. Si sarà sentito bene, accolto quel fratello pakistano? E le persone che si sono schierate con lui avranno sentito il suo e loro bene palpitare dentro di loro? Penso proprio di sì e voglio immaginarmi un fantastico e benefico passa parola contagioso! Una reazione solidale contro un prepotente atto razzista. Non certo l’unica, ma ci auguriamo che crescano tali sentimenti di vicinanza e solidarietà verso i tanti e tante che giungono nelle nostre diverse realtà da diversi paesi del mondo. Una bella notizia nel buio di questi tempi mentre c’è chi invece promuove spedizioni di navi militari contro queste persone alla ricerca di una vita migliore o attacca i volontari delle Ong ( MSf in primis) impegnati a salvare tante vite umane nei nostri mari. Si siamo tutti testimoni! Di questo ed altro intorno a noi! E possiamo scegliere se di questo farne un motivo di schieramento con gli ultimi per vivere meglio assieme tutte e tutti su un autobus, in città, al mare……ovunque!

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Medici Senza Frontiere dice no al governo

Dopo strumentali polemiche politiche volte a screditare l’operato delle Organizzazioni Non Governative che salvano le vite in mare e inchieste giudiziarie vaghe, è giunta la stretta del governo verso i volontari impegnati nel salvataggio in mare. Queste,secondo il codice di condotta a loro imposto non potranno più trasbordare sulle navi della Marina italiana i naufraghi e dovranno ammettere sulle proprie navi personale di polizia giudiziaria armata in attività di inchiesta. A questo si aggiungono altri orpelli che renderanno più macchinoso il salvataggio. MSF e altre ONG tra cui Jugend Rettet ( organizzazione indipendente di giovani tedeschi e di alte nazionalità) hanno detto no. In una lettera al Ministro dell’Interno Minniti, MSF è stata molto chiara nello spiegare dal punto di vista umanitario le sue ragioni. Il diniego è motivato dalla inaccettabilità secondo il codice morale di questa ONG di ricevere sulla nave dove personale armato, e dal fatto che impegnarsi in una lunga traversata per poi sbarcare in uno dei porti italiani i naufraghi,  comporterebbe ore in più di viaggio lasciando così scoperta l’area di ricerca e salvataggio dove operano. Inoltre l’organizzazione contesta l’intera operazione in cui si colloca il codice governativo, che vede l’Italia impegnata con le navi militari nell’appoggio al governo libico per riportare a terra, in un luogo notoriamente pericoloso e violento,  le persone che cercano salvezza nel viaggio. Il loro no quindi è un forte sì all’umanità, all’accoglienza, alla solidarietà. Questioni che il governo italiano e l’Europa degli stati avversano con forza. Siamo a fianco di MSF e sosteniamo la loro posizione in questa vicenda in nome dell’impegno di accoglienza e solidarietà che ci contraddistingue. E’in questo solco, infatti, che stiamo organizzando per il 7 ottobre 2017 una manifestazione nazionale a Roma  per l’accoglienza a tutti i profughi e immigrati, a fianco del popolo siriano e contro le guerre, a fianco delle ONG che salvano le vite in mare.

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navi militari italiane nelle acque libiche

una missione di guerra contro gli immigrati

L'annuncio del governo italiano di spedire navi militari nelle acque libiche è una ulteriore espressione di quella guerra agli immigrati che ha già fatto decine di migliaia di vittime nel Mediterraneo. Inviare contro barconi di gente inerme 700 militari con compiti di controllare la guardia costiera libica affinché svolga il lavoro sporco di riportare a terra chi  prende la via del mare per cercare scampo, è indegno. Una missione che si aggiunge ai decreti legge del ministro degli interni, alla stretta contro le ONG che salvano le vite in mare, alla propaganda sempre più razzista di fascioleghisti e affini che parlano delle migrazioni come invasioni. Una missione che costa 90 milioni al mese quando in questo stesso Paese c'è gente che muore di fame, che è vittima di schiavitù e che è costretta e reclusa nell'accoglienza di stato. Tutto ciò è un'offesa all'umanità. Purtroppo, come sappiamo, questa misura non farà altro che creare nuove tragedie. La spinta di esseri umani a vivere e per questo ad emigrare, a fuggire da fame, miseria e guerre, come ampiamente dimostrato, non sarà mai fermata da muri, fili spinati né da eserciti alle frontiere. Inoltre, mettere in conto l'uso della forza, non sappiamo dove porterà in una terra come la Libia dove imperversano guerre e faide, organizzazioni terroristiche e malavitose. Facciamo appello alla gente solidale, agli antirazzisti, alle ONG e alle persone di ogni confessione religiosa che credono nella solidarietà, ai fratelli e alle sorelle immigrati ad unirsi, denunciare questa ulteriore barbarie e reagire. Ci impegniamo con ancora più forza per l'accoglienza per tutti senza condizioni cominciando a preparare fin da ora la manifestazione nazionale a Roma del 7 ottobre 2017.

La direzione immigrazione
della Corrente umanista socialista

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solidarietà con Camilla

uniamoci contro la violenza maschilista e patriarcale

Siamo solidali e vicine a Camilla, la donna che ha denunciato pubblicamente la violenza subita da tre uomini la sera del 24 luglio nell’androne del palazzo di via Chiaia, nel pieno centro di Napoli, dove stava rientrando. Camilla ha scelto di rendere pubblico l’accaduto in un post sulla pagina di Non una di Meno Napoli, in cui racconta di come sia stato difficile provare a reagire contro i tre vigliacchi stupratori e delle sue urla inascoltate (in un popoloso palazzo di sei piani), fino all’arrivo di un ragazzo che l’ha soccorsa mettendo in fuga i suoi aguzzini. Questo ennesimo gravissimo episodio avviene a pochi giorni dalla coraggiosa denuncia di una giovane quindicenne dello stupro di gruppo subito circa un mese fa sulla spiaggia di Mare Chiaro. Uomini frustrati e violenti, purtroppo anche giovanissimi, che si muovono in branco e che si accaniscono con ferocia sulle donne, forti dell’impunità di cui spesso godono e dell’omertà che li circonda. Siamo con Camilla e con tutte le donne che quotidianamente reagiscono contro le violenze maschiliste e patriarcali, e che non trovano alcuna difesa nella giustizia statale. Saremo presenti al corteo che si terrà oggi, venerdì 28 luglio, alle 19 con partenza da Piazza Amedeo, per difendere la nostra libertà, perché nessuna si senta sola. Siamo convinte che se costruiamo relazioni di vicinanza, solidarietà, mutuo aiuto nei luoghi in cui viviamo saremo più sicure. Anche per questo abbiamo dato vita in tante città a collettivi Dipende da noi Donne, spazi comuni di libertà di cui poter essere protagoniste insieme per migliorare la vita di tutte.

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finito il Convegno Internazionale

istantanee di una ricerca in comune

Si è concluso domenica 23 il Convegno Internazionale "Per cercare in comune un nuovo sguardo sull'umanità".
Quasi 600 persone hanno animato l'appuntamneto che si è svolto a Casa al Dono, nello splendido scenario della foresta di Vallombrosa.
Incontri, dibattiti, teatro, musica, relax, svago, cultura... un esperimento di comunanza che ha permesso di riflettere assieme su alcuni dei grandi temi che riguardano l'esistenza e l'essenza umana.
Un racconto ampio e dettagliato sarà pubblicato sul prossimo numero de La Comune, in uscita il 1 agosto prossimo. Intanto qui trovate un'ampia galleria fotografica per ricordare a chi c'era quello che è successo, per incuriosire chi non c'era e per dare a tutti e tutte l'idea di ciò che è stato.

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