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AdessoLaStoria


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la peste negazionista

Denominiamo una volta per tutte le cose con il loro nome appropriato: il negazionismo ed i negazionisti. Sono personaggi che dalla fogna infetta della rete si presentano come "anime candide", come "pensatori controcorrente" che scrutano i segni di presunte cospirazioni e dell'oppressione di oscure lobbies terzomondialiste. Si autoproclamano "propugnatori del libero pensiero" e dell'essere anticonformisti. Sui social network nugoli di questi ceffi negli ultimi giorni hanno negato che i bambini morti in mare siano davvero annegati e che addirittura siano davvero bambini. Le foto sarebbero quindi immagini di bambolotti iperrealistici messi lì da qualcuno (le "famigerate" Ong). I bambini perciò non annegano perché non ci sono, quindi non esistono. Di conseguenza altri brutti ceffi al governo o nei dintorni attraverso la fogna del web e dei social ironizzano cinicamente e senza freno sulle magliette rosse indossate da tante persone - giovani, donne e altri bambini - per ricordare il piccolo Aylan morto sulle coste della Turchia e i tanti piccoli che muoiono ancora e di cui non conosceremo il nome. Il negazionismo è come la peste, si diffonde nascondendosi tra le spire maleodoranti del web e giunge alle chiacchiere al bar, negli autobus, dal barbiere.... È sempre più importante attivarci per prosciugare il brodo di rabbia, di ignoranza, di razzismo, di pregiudizio, di disumanizzazione alimentati dalla retorica negazionista. Alla barbarie negazionista l'alternativa è la forza dell'empatia, dell'essere comune umanità differente, della cultura umanista socialista, della solidarietà e della conoscenza attiva dell'altro ma anche sella memoria attiva di ciò che è stato e che si ripresenta.

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La persecuzione disumana di Salvini


Il ministro fascioleghista Salvini ha emanato una circolare per limitare la concessione dei permessi umanitari. In questo testo si afferma: “il permesso di soggiorno è stato dato in una varia gamma di situazioni collegate, a titolo esemplificativo, allo stato di salute, alla maternità, alla minore età, al tragico vissuto personale, alle traversie affrontate nel viaggio, per arrivare a essere uno strumento premiale dell’integrazione”. Per Salvini questi non sono seri motivi per concedere la protezione umanitaria, ed ha quindi dato ordine alle commissioni territoriali di essere più rigide.  La protezione umanitaria serve a concedere il permesso di soggiorno a persone che, pur non provenendo da situazioni dove è riconosciuto il diritto di asilo, hanno vissuto situazioni drammatiche. Questo è un ulteriore disumano attacco razzista alla vita dei fratelli e delle sorelle. Inoltre Salvini ha spostato 42 milioni di euro dall’accoglienza ai rimpatri. Questo attacco viene da un personaggio e da un partito che sostengono che gli immigrati rubano il lavoro agli italiani: intanto la Cassazione ha sentenziato che la Lega ha rubato oltre 50 milioni. Bugiardi, ipocriti e razzisti.

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contro la repressione del satrapo Erdogan

LIBERE E LIBERI DI SCEGLIERE CHI AMARE

Da quattro anni ormai le autorità turche impediscono cortei per la libertà di scelta amorosa ad Istanbul, mentre nella capitale Ankara è proibito qualsiasi raduno pubblico dal momento che in tutto il paese vige lo stato di emergenza. Il primo luglio centinaia di persone hanno deciso ugualmente di radunarsi per il Gay Pride nella centrale piazza Taksim, ad Istanbul, e per questo sono state represse dalla polizia che ha colpito i manifestanti con proiettili di gomma e gas urticanti, impedendo loro di sfilare pacificamente. Un altro attacco alla libertà da parte del misognino Erdogͮan e delle autorità repressive che governano il paese: in prima linea contro la libertà di espressione e di scelta delle donne (sono quelli che vorrebbero impedire alle donne "peccatrici" di ridere in pubblico e di vestirsi come desiderano, mentre tante coraggiose continuano a far sentire il loro coro di libertà), sostenitori dei neonazi dell'ISIS, agguerriti contro la libertà di informazione e di stampa, mentre continuano la loro guerra contro i curdi partecipando al massacro per la spartizione della Siria ...Non stupisce dunque che il satrapo Erdogͮan sia anche un omofobo!

Un invito a riflettere per chi ritiene che al giorni d'oggi la libertà di scelta amorosa sia scontata, che l'omofobia sia cosa superata: in tutto il mondo Stati, Chiese e patriarchi reazionari, di credo differenti e con diversi accenti, vogliono impedire alle persone di scegliere verso chi e come indirizzare il proprio amore...

Ora più che mai uniamoci contro tutte le discriminazioni!

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cattivi, disumani, criminali e razzisti

"Ho ancora gli incubi e i sensi di colpa per quella notte. Quando 120 persone su un barcone sono probabilmente morte annegate avendo la salvezza vicina, dopo aver attraversato deserti e violenze. C'era infatti una nave mercantile che pur sapendo non si è mossa, c'eravamo noi della SeeFuchs, ma il coordinamento della capitaneria italiana a Roma non ci ha dato ordine di andare in soccorso. E noi abbiamo obbedito sbagliando." È questo il racconto drammatico di Giulia Bertoni volontaria della SeeFuchs. (La Repubblica del 20 giugno). La Lifeline con oltre 200 immigrati, tra cui molti bimbi, vaga nel mare ed è a rischio la vita di tante persone, mentre tutti gli Stati le negano accoglienza. È un'espressione tragica della loro disumanità e della loro natura razzista. Mentre accade tutto questo il fascioleghista Salvini dichiara che darà disposizione alla Guardia costiera di non rispondere agli Sos in mare. È un inaudito, esplicito incitamento al crimine, perché rifiutarsi di salvare vite è un crimine nei confronti dell'umanità. Di fronte ai cattivi come Salvini, ai provvedimenti fascistoidi e al razzismo, è tempo di scegliere e di schierarsi per accogliere ed affermare l'umanità, la nostra umanità.

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solidarietà con la popolazione iraniana

contro la repressione del regime

A Teheran, davanti alla sede del parlamento, si è svolta una manifestazione contro il carovita e la corruzione del regime. La polizia è intervenuta usando manganelli e gas lacrimogeni contro le persone. Sono mesi che continuano in Iran le manifestazioni di protesta mentre peggiorano le condizioni di vita della popolazione. Denunciamo la repressione poliziesca e siamo al fianco delle persone che lottano per migliorare la vita.

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• n. 319


da 23 luglio
al 10 settembre 2018


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