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Trump è un bugiardo

Al Baghdadi è morto, ma non l’Isis

Al Baghdadi, capo dell’Isis, è morto in una operazione svolta dalle forze speciali Usa. Trump mente dicendo che la sua morte rende “il mondo un posto molto più sicuro” e presentando gli Usa come i protagonisti della lotta contro l’Isis. La Casa Bianca a suo tempo ha colpevolmente lasciato tempo e spazio all’Isis per crescere e rafforzarsi e la lotta sul campo contro questi neonazisti è stata condotta soprattutto delle forze kurde siriane. L’Isis e affini sono tuttora un pericolo: la violenza bellica e i massacri contro le genti della Siria da parte di Assad, di Erdogan, di Putin e soci, le lacerazioni tra i popoli creano un terreno favorevole a queste forze islamiste ultrareazionarie; l’invasione di Erdogan contro la popolazione kurda a cui Trump ha dato semaforo verde offre nuove opportunità all’Isis.
Trump con le sue bugie cerca di sfruttare l’operazione di liquidazione di al-Baghdadi per prendere ossigeno visto il pericolo di impeachment in patria e le critiche che ha ricevuto la sua politica sconsiderata e irrazionale in Medio Oriente. I bugiardi e i terroristi di Stato come lui non garantiscono affatto una lotta efficace contro l’Isis, al Qaeda e affini.

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Libertà di manifestazione in Cile!

Via i militari dalle strade!

La decisione del governo antipopolare di Sebastian Piñera di aumentare il prezzo del biglietto della metropolitana a Santiago (decisione oggi ritirata) ha causato in Cile una esplosione di rabbia e indignazione, di cui sono protagonisti soprattutto giovani. Vi sono saccheggi e scontri con la polizia ma anche “cacerolazos” (proteste con pentole e stoviglie - ndt) e manifestazioni pacifiche nei quartieri della capitale e in altre città. Il governo ha risposto con repressione, coprifuoco notturno e stato d’emergenza con militari che pattugliano le strade, cosa che non succedeva dai tempi della dittatura sanguinaria di Augusto Pinochet (1973-1990). A tutto ciò - già molto grave - vanno purtroppo aggiunti i dieci morti in diversi incidenti e le centinaia di feriti e detenuti.
Sono previste nuove mobilitazioni contro il governo ed i manifestanti denunciano la presenza di infiltrati che alimentano gli episodi di violenza. Piñera ricorre a tutto questo per seminare il panico e screditare la protesta. E’ necessario difendere la libertà di espressione e di manifestazione della gente comune in Cile e denunciare le inaccettabili e reazionarie misure del governo di Piñera in un paese in cui sono ancora aperte le ferite causate dall’ultima dittatura militare.

Por la libertad de manifestación en Chile

¡Fuera los militares de las calles!

La decisión del gobierno antipopular de Sebastián Piñera de aumentar el boleto de subterráneo (medida hoy suspendida) ha producido en Chile una explosión de rabia y de indignación, sobre todo protagonizada por jóvenes. Hay saqueos y enfrentamientos violentos pero también “cacerolazos” y protestas pacíficas en los barrios de Santiago y otras ciudades. El gobierno respondió con represión, toque de queda por las noches y estado de emergencia con los militares patrullando las calles, algo que no sucedía desde los tiempos de la sangrienta dictadura de Augusto Pinochet (1973-1990). Se trata de un hecho muy grave, que se suma a los diez muertos por diversos incidentes y a los cientos de heridos y detenidos.
Están previstas nuevas movilizaciones en repudio al gobierno mientras que los manifestantes denuncian la presencia de infiltrados que alientan episodios de violencia. De esto se vale Piñera para sembrar el pánico y desacreditar la protesta. Se hace urgente defender la libertad de expresión y manifestación de la gente común de Chile y denunciar las inaceptables y reaccionarias medidas del gobierno de Piñera en un país con las heridas aún abiertas por la última dictadura militar.

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Un'insegnante di sostegno picchia un'alunna disabile

Bimbi in difesa della compagna

"Deve essere protetta perché lei è stata meno fortunata di noi, quando sono sole in classe le dà i pugni". Sono stati i compagni di classe di 10 anni a denunciare ai genitori e alle altre maestre che la loro compagna Emma (nome di fantasia) veniva spesso picchiata e maltrattata dalla sua insegnante di sostegno. È successo a Roma in una scuola primaria, classe quinta. L'insegnante a volte restava in classe da sola con Emma e, pensando di non essere vista, la insultava, la umiliava e la picchiava. Se ne sono accorti i bambini, ne hanno parlato tra di loro ed hanno deciso di fare qualcosa per aiutarla. Ciascuno ha raccontato a casa che cosa accadeva alla loro amica. I genitori l'hanno segnalato alla dirigente, la quale, in via precauzionale, ha allontanato la docente dalla classe, ma permettendole di rimanere a scuola. Una delle mamme ha denunciato i fatti ai carabinieri che hanno avviato le indagini. Sei compagni di Emma sono stati ascoltati. Hanno raccontato ciò che succedeva in classe, nei corridoi e in mensa. Hanno saputo ricostruire i fatti in modo preciso e coerente. Sapevano che era sbagliato e ingiusto. Uno di loro ha affermato: "l'insegnante si comporta male con tutti, anche con noi. Ma Emma è stata meno fortunata di noi, per questo deve essere più rispettata, quella maestra dovrebbe proteggerla e invece è cattiva". Anche le insegnanti hanno scritto una lettera di denuncia agli inquirenti. Resta il fatto che i più coraggiosi sono stati i compagni di classe, mentre non altrettanto si può dire della preside e degli insegnanti che avrebbero dovuto credere più tempestivamente a quei bambini. Persone come quella che maltrattano e usano violenza contro i bambini non devono insegnare, perché la vita e l'incolumità di bimbi e bimbe vengono prima di tutto. Per questo abbiamo lanciato l'appello "Giù le mani dai bambini" che potete conoscere e firmare su questo stesso sito.

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Solidarietà con il popolo ecuadoriano in lotta

No alla repressione del governo di Lenin Moreno!

Da alcuni giorni è in corso in Ecuador una protesta popolare, iniziata a causa del l’odiosa decisione del governo di Lenin Moreno di aumentare il prezzo dei carburanti in sintonia con le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale. Le mobilitazioni, di cui sono protagoniste soprattutto le comunità indigene, sono talmente forti da obbligare il governo a trasferirisi dalla capitale Quito a Guayaquil, facendo anche retrocedere le forze di sicurezza. La risposta venuta dal governo è repressione, stato d’emergenza e coprifuoco: vi sono già 5 morti, centinaia di feriti e 1000 arresti.
Il fallimento dei progetti politici in Ecuador, compreso il populismo dell’ ex presidente Correa, è evidente. Tutta la nostra solidarietà va alle genti in mobilitazione, che stanno difendendo la propria dignità e lottando per milgliori condizioni di esistenza di fronte alla repressione e alle misure di austerità del governo.

Solidaridad con el pueblo ecuatoriano en lucha

¡No a la represión del gobierno de Lenín Moreno!

Hace días que hay en curso en Ecuador un levantamiento popular, iniciado por la odiosa decisión del gobierno de Lenín Moreno de aumentar el precio de los combustibles a tono con las instrucciones del FMI. Las movilizaciones, protagonizadas sobre todo por las comunidades indígenas, son tan contundentes que incluso obligaron al gobierno a trasladarse de la capital Quito a Guayaquil, haciendo retroceder a las fuerzas de seguridad. Han sido respondidos con represión, estado de excepción y toque de queda por las noches: ya hay cinco muertos, centenares de heridos y mil detenidos.
El fracaso de los proyectos políticos en Ecuador, también del populismo del ex presidente Correa, se pone de manifiesto. Toda nuestra solidaridad hacia las personas movilizadas, que están defendiendo su dignidad y luchando por mejores condiciones de existencia ante la represión y las medidas de ajuste del gobierno.

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NO ALL’INVASIONE DELL’ESERCITO TURCO IN SIRIA!

TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO KURDO E I POPOLI DELLA SIRIA!

Il regime turco, dopo il cinico via libera ricevuto dalla Casa Bianca, ha invaso il territorio siriano e sta conducendo una guerra di aggressione contro il popolo kurdo siriano e contro tutti i civili della zona che intende occupare. Già sono iniziati i bombardamenti, si contano già centinaia di vittime e decine di migliaia di sfollati. È un nuovo dramma che vivono i popoli delle Siria, mentre i profughi siriani che sono ora in Turchia sono sotto minaccia di essere deportati nei territori che Erdogan conta di occupare o di essere usati come ricatto nei confronti dell’Unione Europea.

Il regime del fascistoide Erdogan intende compiere un ulteriore massacro nella sua politica stragista nei confronti del popolo kurdo, mentre tutto ciò non farà che favorire una ripresa delle attività dell’Isis che proprio le forze kurde hanno avuto il merito di combattere e sconfiggere quasi definitivamente.

È compito di chiunque abbia a cuore le sorti dell’umanità e dei popoli martoriati della Siria schierarsi contro l’invasione e a fianco del popolo kurdo e delle popolazioni della zona colpite dalla furia militare del regime turco. Schierati da sempre con il popolo kurdo, con la rivoluzione siriana del 2011 e i suoi ideali di libertà, convivenza e pacificazione contro il boia Assad, chiamiamo ancora una volta alla solidarietà, oggi ancor più importante anche di fronte alle scelte sciagurate delle direzioni politiche kurde (PKK e YPG), i cui accordi prima con Assad e poi l’alleanza con gli Usa hanno danneggiato la stessa causa curda.

11.10.19

LA COMUNE

Ultimo Numero

 • n. 349


dal 2 al 16 dicembre 2019


 

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- il pamphlet -

 Mai così tante persone a
Casa al Dono: 850 iscritti, 
di differentei paesi e
provenienze, da una sponda
all'altra dell'oceano...



è uscito
umanesimo
socialista
n.5

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