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AdessoLaStoria


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archiviate le accuse alle ONG

crolla il teorema razzista Salvini-Di Maio

Sono passati circa due anni da quando Lega e 5stelle, poi direttamente il governo Conte, hanno lanciato una campagna denigratoria tesa a criminalizzare l’operato delle ONG, protagoniste di tanti eroici salvataggi nel Mediterraneo. Non si è trattato solo di proclami propagandistici. Il nuovo governo non ha lesinato sulle spese e sui mezzi per sostenere inchieste volte a dimostrare un odioso teorema razzista: la connivenza tra i criminali trafficanti di uomini e i volontari del soccorso in mare. Solo la scorsa estate l’opinione pubblica ha saputo che già dall’anno prima erano in corso le indagini e un dispiegamento di forze e risorse senza precedenti – con agenti infiltrati sulle navi dei volontari, intercettazioni satellitari, elaborazioni di tracciati radar, informative richieste ai servizi segreti. Alle dichiarazioni roboanti del fascio-leghista Salvini aveva dato il suo sostegno l’altro vice Di Maio che aveva sentenziato che l’operato delle ONG poteva essere configurato come reato di associazione a delinquere. Con questa accusa, che ebbe una grandissima eco sui media nazionali e internazionali, sono state aperte, nascondendolo all’opinione pubblica per oltre un anno, le inchieste giudiziarie nelle città di Palermo, Ragusa, Trapani e Catania. Il risultato immediato dell’azione di governo è stato l’allontanamento dal Mediterraneo della gran parte delle navi delle organizzazioni non governative e l’aumento delle vittime dei naufragi in rapporto al numero dei naviganti. Salvini e Di Maio condividono con i trafficanti di esseri umani la responsabilità di questi crimini contro l’umanità. A conferma dell’operato pretestuoso e criminale del governo Conte è arrivata intorno a Ferragosto, la notizia, “bucata” da quasi tutti i principali media nazionali e internazionali, che sono state archiviate dalle rispettive Procure per mancanza di prove le due inchieste di Palermo e quella di Ragusa e per la stessa ragione stanno per essere archiviate anche quelle di Trapani e Catania. Il teorema razzista del governo crolla dopo aver fatto centinaia di vittime nel Mediterraneo.

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esodo venezuelano

Senza dubbio non c'è oggi dimostrazione più emblematica del collasso del regime di Nicolas Maduro e della truffa del "socialismo del XXI secolo" in Venezuela, che l'emigrazione massiccia causata dalla mancanza di libertà e dalle condizioni di vita soffocanti, insieme alla scarsità di alimenti, di medicine e di articoli di prima necessità. Le cifre di questo inarrestabile movimento umano sono impressionanti: tra i 3 e i 4 milioni di persone, vale a dire più del 10% della popolazione, sono andate via dal Venezuela con la speranza di una vita migliore. Coi mezzi di trasporto o a piedi, con i documenti o senza, si stanno dirigendo verso i paesi più vicini, Colombia o Panama, ma anche verso Stati Uniti, Brasile, Argentina, o persino Spagna e Italia.

Gli Stati della regione mostrano tutta la loro disumanità violenta e xenofoba dinanzi a giganteschi spostamenti umani. Le autorità colombiane permettono ai servizi segreti dellintelligence chavista di portar via gli oppositori fuggiti, il Brasile schiera i militari alla frontiera e altri Stati (come Colombia, Ecuador, Perù e Cile) chiudono temporaneamente i varchi ed esigono nuovi requisiti, come visti e certificati dei precedenti penali, allo scopo di deportare e impedire gli arrivi. Alle mafie che lucrano sugli immigrati si aggiungono azioni violente come quella di cui si sono resi protagonisti, giorni fa, i cittadini della località brasiliana di Pacaraima che hanno attaccato le centinaia di immigrati venezuelani lì presenti. Questi drammi preoccupanti si contrappongono alle espressioni di solidarietà tra colombiani e venezuelani alla frontiera, alla costruzione di relazioni di amicizia e di cameratismo per affrontare il viaggio, al coraggio delle donne venezuelane che vanno e vengono lungo il ponte Simon Bolivar per procurarsi i beni di prima necessità e resistere insieme ai propri cari e alla gente venezuelana, uomini e donne, che si organizza nei paesi di destinazione. Perché questi segnali possano prevalere di fronte al razzismo imperante è necessario promuovere la solidarietà senza frontiere.

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la vicenda della nave Diciotti

spunti di umanità e scontri di potere sulla pelle degli immigrati

Le pene dei 150 profughi a bordo della Nave Diciotti sembrano aver avuto  un primo sollievo, ma l’epilogo della vicenda annuncia per tutti scenari problematici. C’è soddisfazione per il fatto che persone bisognose possono avere cure immediate.  Ci incoraggiano le immagini del porto di Catania pieno di gente in solidarietà per  i nostri fratelli e sorelle prigionieri sulla nave. Ci sono stati sussulti di umanità in giro per l’Italia, schieramenti di personalità anche delle Istituzioni che si sono contrapposte a Salvini. La disumanità era eccessiva e le contraddizioni troppo grandi esasperate  dall’incedere delirante  del fascioleghista  ministro dell’Interno che, abbronzato come non mai, scagliava tweet contro gente inerme, minacciando chiunque. Di qui si è generato uno scontro di potere finora mai visto in questo Paese su queste questioni. Ora un procuratore della Repubblica indaga il ministro dell’interno e il suo capo di Gabinetto per sequestro di persona, la Chiesa fa valere le sue prerogative di stato e accoglie 100 immigrati divenendo così uno di quelli in Europa con la più alta media di rifugiati accolti in proporzione alla popolazione. Alcuni dei profughi finiranno in Albania, che non è nella UE, altri in Irlanda. Il Caos cresce. L’azione prepotente e criminale di Salvini si avvale purtroppo di un contesto sociale in cui dilaga il razzismo anche nelle sue forme più violente. In questa vicenda un altro limite alla disumanità  è stato superato. Alcuni spunti sono importanti e vanno raccolti perché maturino:  c’è chi non ci sta a tanto disprezzo della vita umana. Va misurata e accompagnata, basata di più, invece  una volontà di reagire assieme con serietà e continuità basate su valori ed esempi credibili. La nostra iniziativa per l’accoglienza, andrà con decisione in questo senso. 

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Riceviamo dall'Associazione 3 Febbraio e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato

No agli sgomberi nei centri di accoglienza

No al razzismo del Governo Lega-Cinquestelle!


Quello che succede a Napoli in queste ore ci richiama ad una forte reazione contro l'ennesimo provvedimento del Ministro dell'Interno; provvedimento che è contro la vita umana, e in particolare contro profughi e immigrati.

Decine di persone, richiedenti asilo, gente che è fuggita da fame e guerre, già preda di burocrazia e malaffare, si trovano oggi a dover affrontare un'altra emergenza. Sono giunte infatti, ad oltre un centinaio di persone, notifiche di espulsione dai centri in cui si trovano perché non sarebbero stati trovati in loco dopo le ore 22. Tale pretesto fa sì che queste persone, pur in uno stato di bisogno, rischino di essere messe per strada senza nessuno sbocco o possibilità di condurre una vita degna.
E' questa quindi la dottrina Salvini: quella di promuovere sempre più cattiveria e di ridurre in questo modo la popolazione dei richiedenti asilo che sono nei centri. In tutto questo, al Ministro non interessa il peggioramento della vita degli immigrati né il caos che si creerà considerando il fatto che migliaia di persone si troveranno così per strada. Pensiamo infatti che questo che è successo a Napoli è la prima avvisaglia di un progetto ben più grande che riguarda la modalità della gestione dell'accoglienza dappertutto. In questo modo il fascioleghista Salvini, lo stesso che è a capo di un partito condannato per sottrazione di denaro pubblico, dirà con i suoi famosi numeri alla mano di aver ridotto la popolazione di richiedenti asilo, ma in realtà avrà solo peggiorato la vita di tutti.
E' questa barbarie che dobbiamo combattere, quella di chi impedisce a gente stremata di sbarcare e di chi mette per strada gente bisognosa di aiuto. Dobbiamo fermare la violenza di chi inocula odio e razzismo e che in questo modo disgrega ancora di più un tessuto umano che in questo Paese è già compromesso. Mobilitiamoci e uniamoci contro il razzismo e la violenza di questo governo, diciamo basta alla disumanità e alla propaganda dell'odio.

Per denunciare pubblicamente tutto ciò parteciperemo al presidio di martedì 28 agosto, alle ore 10, davanti alla Prefettura di Napoli, in piazza Plebiscito. Per chi non conoscesse il luogo, l'appuntamento è alle 8.30, in piazza Garibaldi (presso la statua di Garibaldi).

Chi ha a cuore l'umanità si schieri!

Associazione antirazzista interetnica "3 Febbraio" - Napoli

Tel: (+39)3465708065
Web: www.a3f.org - Email: napoli@a3f.org
Twitter: @Ass3Febbraio; FaceBook: Ass3Febbraio

Catania

Esempi di umanità solidale

“Welcome refugees” è la scritta su un cartello tenuto da una ragazza per dare il benvenuto alla gente sulla nave Diciotti bloccata dal governo nel porto di Catania. Sotto la scritta un’immagine con un uomo, una donna e un bambino che si tengono per mano. Ci dice chiaramente che sono persone e non invasori come vuole il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Tra di loro ci sono 27 minori in condizioni di denutrizione, donne e uomini malati e/o che hanno subito ogni tipo di violenza e crudeltà. Hanno giustamente provato ad organizzare uno sciopero della fame poi rientrato per ottenere lo sbarco e chiedere asilo. Una ragione in più per accoglierle. Così Silvio Laviano, attore catanese ha lanciato un’iniziativa (alla quale hanno aderito due sue colleghe Nellina Laganà e Giusy Marrano insieme a centinaia di persone): portare in dono 177 arancini, una per ogni persona sulla nave. Un gesto simbolico di “amicizia, di condivisione, di cibo, di viaggio”. Sono quotidiani i presidi di solidarietà che coinvolgono anche diverse associazioni e sindacati, Save the Children, Emergency, Libera, Anpi, Rete antirazzista catanese, Cgil e altre. Intanto il governo, sotto l’azione dello spietato e prepotente Ministro dell’Interno, che è arrivato a comunicare solo tramite social network con il comandante della “Diciotti”, prova a compattarsi nel perseguire gente inerme e a lucrare politicamente sull’odio e la cattiveria di una parte della popolazione di questo paese, sull’indifferenza e l’acquiescente complicità della maggioranza. “Chi sa quel che succede e non si schiera è complice” dichiara a “La Comune” l’attivista catanese di Libera Giuseppe Strazzulla. Intanto all’interno dello stato ci sono spinte contrarie all’operato di Salvini. Roberto Fico, presidente della Camera, si è schierato per l’accoglienza. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha aperto un’ inchiesta a carico di ignoti per “sequestro di persona e arresto illegale”.

C’è una minoranza di persone accogliente e antirazzista in questo paese che reagisce attivamente e ha bisogno di farlo con più coerenza e continuità. Catania, ad esempio, è anche la città dell’attivista per i diritti umani, Nawal Soufi, schierata con la rivoluzione del popolo siriano che negli anni scorsi ha organizzato alla stazione dei treni l’accoglienza di migliaia di profughi siriani. C’è tanta gente solidale però che esita, è disorientata, ha paura. Questo è il momento del coraggio e della fiducia. Schierarsi e far schierare a fianco di chi immigra è un atto di umanità e di preservazione della vita per non farsi travolgere dalla disumanità e dal razzismo dilaganti e provare a costruire una convivenza benefica cominciando dal “Benvenuti sorelle e fratelli immigrati”.

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