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Gaza

un milione e mezzo di ostaggi

Tragica, puntuale, devastante, sempre uguale e sempre diversa, la morte si è abbattuta su Gaza. I missili  israeliani hanno bombardato la Striscia provocando oltre trenta vittime in poche ore, tra cui molti bambini.

Il copione di guerra, ripetitivo fino all’ossessione,  è simile a tante altre volte, con le reciproche accuse, le devastazioni (che colpiscono quasi esclusivamente i palestinesi), i “cessate il fuoco” che ripropongono la stessa situazione con tanti lutti e qualche maceria in più. L’asimmetria degli schieramenti – nelle loro radici storiche e soprattutto come forza di fuoco – è evidente: Israele è una potenza nucleare costruita sul dramma palestinese e da oltre un decennio controlla tutti i confini di Gaza. Ma le logiche che guidano le direzioni politiche israeliane e palestinesi appaiono del tutto speculari. Che a Gerusalemme governi Netanyahu o invece Gantz, che dalla Striscia di Gaza i razzi siano sparati dalla Jiahd islamica, come in questo caso, o per ordine di Hamas come in altri, cambia poco: tutti costoro utilizzano cinicamente la guerra e i morti per difendere o rinsaldare il proprio potere e non offrono alcuna prospettiva di miglioramento alla gente comune.

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“Indivisibili & Solidali” uniti in piazza il 9 novembre …e oltre

Circa 5.000 persone hanno partecipato alla manifestazione nazionale contro il razzismo e per l’abolizione delle leggi sicurezza volute da Salvini e mantenute dal nuovo governo Conte. Salutiamo il coraggioso impegno di tante sorelle e fratelli immigrati e persone solidali che sono scese in piazza con Indivisibili & Solidali, sfidando anche la pioggia, in un contesto diverso e più complicato di quello del 10 novembre dello scorso anno.
Il cambio governativo può aver suscitato illusioni in persone di sinistra e impegnate nella soidarietà che hanno scelto di non mobilitarsi. Inoltre quest’anno non c’è stata la coesione solidale tra chi ha promosso la manifestazione. Il Forum Indivisibili & Solidali aveva convocato con una piattaforma solidale e antirazzista la manifestazione del 9 novembre, mentre contemporaneamente un raggruppamento di forze romane denominato “Energie in movimento” l’ha indetta parallelamente su contenuti che ne annacquavano e diluivano il carattere antirazzista. Gli accordi presi di promuoverla unitariamente sono stati in gran parte disattesi e ignorati da “Energie in movimento”. Ciò ha determinato confusione e ha inciso nella preparazione e nella pubblicizzazione della manifestazione. Anche per questi motivi il risultato della partecipazione non è stato certamente soddisfacente.
I problemi sono continuati anche nello svolgimento del corteo per le manovre burocratiche “vecchio stile” di “Energie in Movimento”. Attivisti e direzione di Usb, amici del dittatore criminale Assad e gli stessi che boicottarono la manifestazione del 10 novembre, hanno aggredito un compagno del Forum per entrare nel settore di testa insieme a “Energie in movimento” e mettere le proprie bandierine, contravvenendo a tutti gli accordi presi.
Il Forum Indivisibili & Solidali ha denunciato l’eggressione e ha deciso unitariamente di prendere le distanze da questi settori e dai loro metodi. Il Forum ha animato dalla propria amplificazione un settore accogliente e inclusivo con tanti immigrati /e con interventi e slogan solidali e antirazzisti, contro le leggi sicurezza e la repressione e in solidarietà con le Ong. C’è stata una positiva coesione e unità tra i Cobas, La Comune, i Centri Sociali del Nord Est e delle Marche, il Csa ex Canapificio di Caserta, che ha ricordato il loro fratello e compagno Mamadou Sy recentemente scomparso, l’Associazione “3 febbraio”, I collettivi dipende da noi donne, Nazione Rom, Rifondazione Comunista, l’Usi, l’Unicobas.
La coesione dimostrata in piazza dal Forum indivisibili & Solidali è da valorizzare e approfondire e per sviluppare l’importante processo di unione solidale che è cominciato lo scorso anno, per trarre tutte le lezioni da questa manifestazione e dalla comprensione che unire le forze migliori significa anche contrastare attivamente tutte le manovre burocratiche e divisioniste.

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Roma

Solidarietà con la libreria La pecora elettrica

La Libreria “ La pecora elettrica” di Roma, nel quartiere Centocelle in Via delle Palme, dopo essere stato incendiato vigliaccamente la notte del 24/25 Aprile, di nuovo il 6 novembre è stata dato alle fiamme.
In questi 6 mesi grazie alle sottoscrizioni di tante persone solidali e alle iniziative di locali e associazioni del territorio la libreria avrebbe dovuto riaprire il 7 Novembre dopo quel rogo nella notte tra il 24/25 Aprile scorsi mentre ci apprestavamo a partecipare alla nutrita manifestazione antifascista e antirazzista nel municipio contro il fascismo, il governo, il Ministro Salvini che col suo odio ha permesso alle vecchie e le nuove destre di rialzare la testa.
La pecora elettrica è conosciuta per il suo schieramento antirazzista, solidale, antifascista, di sinistra. Per questo scomoda: con i libri ha cercato di coltivare una speranza, provando essere un punto umano aggregativo e qualificato all’interno di un quartiere periferico e disgregato.Non è chiaro se dietro gli attentati c'è la mano della criminalità o della estrema destra, ma come è evidente con "mafia capitale" è sempre più difficile distinguerle nella loro forte commistione.
Noi della Comune assieme alla gente, centri sociali, associazioni della zona immediatamente abbiamo partecipato alla in manifestazione, dove eravamo in centinaia e centinaia la sera del 6 novembre in solidarietà con la Pecora Elettrica senza aspettare risposte dal Campidoglio, istituzioni, politici e governi fintamente amici.Per vincere e non subire la paura ma reagire insieme e in prima persona alle aggressioni di diversa natura sia fascista che della malavita; con tanta gente stanca di vivere nell’insicurezza, nel degrado e nella disgregazione umana e culturale, accendendo luci di speranza.
Purtroppo però all'alba del 9 Novembre è stato dato fuoco anche al locale Baraka Bistrot dopo che aveva espresso solidarietà con La pecora elettrica: è il terzo rogo in pochi giorni. Un motivo in più per non abbassare la guardia

 

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Contro le destre e il razzismo

Il 9 novembre tutti a Roma

Uniamoci per difendere e migliorare la vita

Il 9 novembre scendiamo in piazza a Roma:

per difendere la vita contro i fascioleghisti e le destre che alimentano il razzismo, l’odio e la cattiveria.
per affermare le esigenze dei fratelli e delle sorelle immigrate, dei giovani, delle donne e dei più oppressi perché non c’è da avere nessuna fiducia nel governo 5 Stelle, Pd, Leu, Iv, lo stesso che mantiene le leggi sicurezza di Salvini, sostanzialmente continua a tenere i porti chiusi e si appresta a rinnovare gli accordi con i torturatori libici.
per affermare la nostra umanità e le libertà di tutte/i contro la violenza che si diffonde nella società in disgregazione, per costruire ambiti umani solidali e indipendenti. Un’alternativa benefica per vivere meglio assieme può crescere facendo leva sulle migliori caratteristiche umane, suscitando e valorizzando il protagonismo diretto contro la delega su cui poggia la politica democratica sempre più in crisi e contrapposta alle esigenze più profonde e alle speranze della gente comune.

Scendi in piazza con noi de La Comune nel settore del Forum Indivisibili & Solidali per sostenere la costruzione di un’unione tra diverse forze e realtà indipendente, solidale e antirazzista cominciata con la manifestazione del 10 novembre dello scorso anno.

9 novembre manifestazione nazionale a Roma
Concentramento ore 14.00 al Colosseo

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 scarica qui il volantino impaginato

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Tutti in piazza il 9 novembre ore 14 al Colosseo

No ai criminali accordi con i torturatori libici

"Tutte le donne che erano con noi, una volta alloggiate all'interno di quel capannone, sono state sistematicamente e ripetutamente violentate da due libici e tre nigeriani che gestivano la struttura. Eravamo chiusi a chiave. I due libici e un nigeriano erano armati di fucili mitragliatori, mentre gli altri due nigeriani avevano due bastoni". Questa è una delle tante drammatiche testimonianze di chi è riuscito a sfuggire ai campi di tortura libici.

Gli stessi rapporti dell'Onu denunciano torture, stupri e uccisioni. Il governo 5 stelle, Pd, Iv, Leu ha vergognosamente rinnovato questi accordi con i torturatori libici che scadevano il 2 novembre.

Chi ha a cuore l'umanità si schieri e scenda in piazza il 9 novembre a Roma.

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