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Greta Thunberg all’ONU

Abbiamo già dato

Greta Thunberg nel passaggio chiave del suo discorso ai capi di stato riuniti all’Onu ha affermato: “Non voglio credere che voi abbiate veramente capito – la gravità della questione climatica, ndr - e tuttavia continuiate a non fare nulla. Non lo voglio credere perché in questo caso voi sareste delle persone malvage (…) se voi sceglierete di deluderci, non vi perdoneremo mai”. Le sue parole contengono una contraddizione insanabile e – col dare ancora fiducia a chi non la merita – possono fuorviare l’impegno di tanti/e sul clima. L’ONU è un consesso di capi di stato, persone che rappresentano – tutte, in gradi diversi – proprio la malvagità dei poteri oppressivi: sono responsabili di guerre senza fine, di violenze contro donne, bimbe/i e persone comuni, di ingiustizie globali e, non ultimo, della distruzione dell’ambiente. Questo non c’è da verificarlo ulteriormente. Da molte generazioni gli stati hanno ben più che “deluso” l’umanità, l’hanno massacrata: su questo abbiamo già dato. Né possono invertire il loro corso distruttivo: gli stati per la loro genesi, storia e natura sono bellicisti, patriarcali, razzisti e brutalmente antropocentrici – non possono e non vogliono cambiare natura. Anzi, vivono in questa fase di decadenza una deriva sempre più irrazionale e irresponsabile, specialmente distruttiva e pericolosa – ben incarnata da Trump e Bolsonaro, quest’ultimo capace di sostenere all’Onu che gli incendi in Amazzonia sono “fake news”. Settori politici minoritari meno incoscienti della gravità della situazione non possono né sanno andare oltre rimedi parziali e inefficaci: palliativi – dalla “green economy” allo “sviluppo sostenibile” – che non sono in grado di invertire la linea di tendenza. Perdipiù, ciascuno stato pretende di fare gli “interessi nazionali” quindi quelli di una porzione di umanità che domina e “rappresenta”: tutti e ciascuno con la propria bandiera nazionale sono incapaci di affrontare un problema – come quello climatico – che per definizione è dell’umanità nel suo complesso. Il cambiamento climatico non farà che accentuare l’egoismo degli stati che saranno sempre più divisi anche sulle sue conseguenze: per esempio, lo stato russo conta di trarne addirittura vantaggi (per la nuova disponibilità di terre e risorse liberate dai ghiacci) mentre in Bangladesh porzioni del territorio saranno sommerse. Gli stati dividono e fanno guerre, la gente comune e i popoli hanno bisogno di unirsi e affratellarsi per affrontare questo problema.

Di fronte alla gravità della situazione è realistico, utile e giusto chiedere – come fa Greta Thunberg - agli stati di cambiare la situazione ed offrire loro anche solo una “ultima chance”? Non è piuttosto una disarmante illusione e un vicolo cieco proprio per chi si sta giustamente impegnando sul clima? Non merita di meglio proprio le mobilitazioni sul clima dei giovani e della gente in questi mesi?
E’ una iniziativa indipendente e radicale della gente comune che può fare la differenza, smascherando gli stati e le lobby politiche, i potentati economici e militari. Soprattutto una iniziativa che promuova un grande dibattito e una profonda riflessione volti al cambiamento ora e qui della vita in relazione alla natura e a come vivere insieme, una iniziativa che sappia al contempo dotarsi di obbiettivi efficaci per contrastare davvero il riscaldamento climatico e difendere gli ecosistemi minacciati, in solidarietà con le numerose mobilitazioni nel mondo intraprese da tempo da comunità, popoli indigeni e gente comune in difesa dell’ambiente dell’umanità.

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Trump sotto impeachment

Il peggior presidente americano di sempre ha chiesto al leader ucraino Voldymyr Zelensky di fargli il favore di indagare sul figlio di Joe Biden, cioè di colui che potrebbe essere il suo antagonista alle prossime elezioni presidenziali. Per “convincere” il suo interlocutore, Trump ha previamente sospeso gli aiuti finanziari americani all’Ucraina. Così, dal più alto scranno della più potente democrazia del mondo ha ancora una volta dato prova della sua profonda immoralità.
I democratici statunitensi hanno alla fine deciso di avviare la procedura di impeachment nei suoi confronti. La prima reazione di Trump è stata quella di definirsi vittima di una caccia alle streghe. Ve lo figurate? Uno degli uomini più potenti del mondo che veste i panni della vittima! Dal canto loro, per i democratici si tratta di un calcolo politico a lungo soppesato ed ha ben poco a che vedere con la preoccupazione per le questioni morali effettivamente in campo.
Trump è, indubbiamente, una incarnazione odiosa e greve della democrazia decadente ma non rappresenta una eccezione. Al contrario. Il suo incedere rende solo più evidenti (e insopportabili) caratteristiche proprie di tutta la politica, incluso delle democrazie: abusare dell’enorme potere concentrato nelle mani di pochi e mentire sistematicamente fa parte delle regole del gioco.

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Forum Indivisibili & solidali

Assemblea nazionale - Roma, 6 ottobre - ore 11

Il prossimo 6 ottobre a Roma si riunirà l’assemblea nazionale del Forum. Sarà l’occasione per incontrarsi e confrontarsi, anche alla luce di quanto accaduto quest’estate, fra tante realtà della solidarietà, dell’antirazzismo e della lotta contro l’esclusione sociale. Un momento tanto più importante perché, a fronte dei cambi di governo, resta l’urgenza di sviluppare la riflessione e le iniziative per contrapporsi al razzismo, alle destre e ai decreti sicurezza di Salvini. In questo quadro è importante continuare a sviluppare un più ampio percorso unitario. Perciò facciamo appello a forze, associazioni, e persone solidali per convergere e costruire assieme il Forum. Quello che segue è il testo di convocazione dell’assemblea, un invito per chi vuole essere protagonista di questo percorso.

Assemblea nazionale

Roma, 6 ottobre, ore 11

circolo Monk Club - via Giuseppe Mirri, 35*

Uniti e solidali contro il razzismo,
per il ritiro dei decreti sicurezza e l’apertura dei porti,
per la difesa dei diritti e delle libertà di tutte/i.

In pochi mesi abbiamo assistito alla conversione in legge del decreto sicurezza bis e a un cambio della compagine di governo. Nell’assemblea ci proponiamo di aprire una riflessione comune sul contesto d’assieme che ha visto la crisi del governo SalviniDi Maio e la costituzione del nuovo governo 5Stelle-Pd-Leu e nello stesso tempo di approfondire la discussione per continuare la lotta contro i decreti sicurezza e il razzismo che dilaga nella società. Sentiamo perciò come fondamentale riprendere le iniziative costruendo un’assemblea ampia e plurale dove ragionare insieme sulle campagne e le mobilitazioni comuni da mettere in campo, a partire dall’abrogazione dei decreti sicurezza, per la difesa dei diritti e delle libertà di tutte e tutti. In questo senso vogliamo condividere la possibilità di costruire unitariamente ad altri percorsi e realtà una mobilitazione nazionale sulla base dell’esperienza e dell’ampia partecipazione della manifestazione dello scorso 10 novembre. Perciò invitiamo tutte e tutti, associazioni, singoli e realtà sociali che condividono queste esigenze a partecipare all’assemblea del Forum.

Il “Forum #indivisibili e solidali” nasce come spazio aperto, come unione plurale ed inclusiva per un’azione comune contro ogni governo razzista ed ogni forma e cultura di discriminazione ed esclusione umana e sociale. Il Forum intende essere uno spazio di organizzazione concreta per coloro che vogliono opporsi al razzismo ed alle politiche di esclusione, emarginazione, criminalizzazione, sviluppando l’interconnessione delle iniziative e dei processi aggregativi che si producono e si radicano nei territori.


* il luogo è raggiungibile dalla Stazione Tiburtina prendendo l’autobus 409 direz. Arco di Travertino. Scendere alla quarta fermata: Portonaccio/De Dominicis, attraversare la strada e proseguire a piedi per circa 200 metri in via Giuseppe Mirri

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Novara Pride 2019

Un'importante manifestazione contro le discriminazioni

I partecipanti sono stati molti, novaresi e non, riuniti, con cuori e menti aperte, da uno scopo comune: difendere la libertà di tutti, di amare, nostro primo diritto, e contro il razzismo. Noi e i compagni di Milano e Torino, abbiamo portato con orgoglio i principi de La Comune, con gli striscioni di Carola Rackete e del presidio anti-Salvini di Soverato in rappresentanza delle discriminazioni fascio-leghiste. Ad affiancarli i giovani di HumanWay, orgogliosi del proprio Freedom Writers, che hanno potuto constatare la voglia di cambiamento dei giovanissimi presenti alla parata.
Questa la seconda edizione del Pride novarese, in uno scenario privo di discriminazioni, che non ha perso carattere neanche davanti ad un improvvisato e tristemente autorizzato presidio anti-GayPride di ForzaNuova.

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13° fine settimana di proteste a Hong Kong

Nonostante il divieto della polizia e gli arresti, eseguiti nella giornata di venerdì, di attivisti e rappresentanti politici dell’opposizione, sabato 31 agosto migliaia di persone sono scese nuovamente per le strade di Hong Kong. Per aggirare il divieto sono state convocate veglie di preghiera nel centro dell’isola, mentre altre migliaia di persone si sono dirette verso gli Uffici di collegamento del governo centrale cinese, dove si sono verificati violenti scontri con la polizia, e i manifestanti sono stati dispersi dai cannoni ad acqua e da spari di avvertimento. Altri attivisti sono stati fermati e dal 9 giugno, inizio delle proteste, sono più di 800 le persone arrestate, in un crescendo di tensione con il governo locale, ma soprattutto con Pechino, che ha accusato i manifestanti di essere terroristi e ha inviato un corpo d’armata dell’esercito popolare ai confini con la penisola. La minaccia di intervento militare è una minaccia che per ora è rimasta tale: non è una scelta semplice per le ripercussioni a livello internazionale, però a Shenzhen è in corso l’addestramento di corpi paramilitari cinesi alle azioni antisommossa, sono quindi possibili altri scenari. I manifestanti intanto, la maggioranza dei quali sono giovani sotto i 30 anni e quasi la metà donne, continuano a denunciare le violenze della polizia e ieri hanno fatto sfilare una bandiera cinese con le stelle che disegnano una svastica, denunciando con lo slogan #chinazi il mancato rispetto dei diritti umani da parte di Pechino.

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 • n. 345


dal 7 al 21 ottobre 2019


 

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