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AdessoLaStoria


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Siria

offensiva turca al nord, massacri governativi al sud

L’offensiva militare lanciata in gennaio dalla Turchia contro le province settentrionali della Siria, da anni sotto il controllo curdo – operazione grottescamente chiamata “ramo d’ulivo” – sta entrando in una fase cruciale. L’artiglieria di Ankara bombarda la città di Afrin, dove nel frattempo milizie legate al regime siriano stanno affluendo per impedire il completo accerchiamento dei curdi: il rischio di un confronto militare diretto tra gli eserciti di Siria e Turchia si fa più concreto. Intanto a sud, alle porte di Damasco, il governo del macellaio Assad scatena una nuova offensiva nella regione di Ghouta est, provocando centinaia di morti tra i 400 mila civili intrappolati e ridotti allo stremo. Anche questa volta è altissimo il numero delle piccole vittime, a testimonianza della ferocia dei contendenti.

Dopo sei anni di guerre, la Siria è devastata; metà della popolazione che l’abitava è morta, in esilio, in fuga o in armi; l’altra metà cerca di vivere, nonostante le bombe e le distruzioni.

L’iniziativa militare turca voluta da Erdogan al nord evidenzia i paradossi di queste guerre incrociate. Russia e Stati uniti, Iran e Turchia, Siria e Israele, quanto rimane dell’Isis, Hezbollah libanese, le milizie foraggiate dagli Stati del Golfo: ciascuno persegue i propri progetti oppressivi alleandosi e poi combattendosi, o addirittura alleandosi in un luogo e allo stesso tempo combattendosi altrove. Ciò vale anche per le direzioni curde del Rojava; ai curdi, impegnati in una legittima lotta di autodeterminazione – oggi sotto il furioso attacco turco – tale disinvoltura non può certo giovare.

Oggi anche i piani di Putin sembrano in crisi. Non c’è progetto coerente, nelle mosse dei contendenti; solo lotta sorda per la supremazia sulle ceneri del mosaico siriano e nel sangue della rivoluzione del 2011.

 

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No al divieto di manifestare a Macerata

contro fascismo e razzismo

Di fronte alla gravissima tentata strage fascista e razzista di sabato 3 febbraio a Macerata è più che mai necessario unirsi, schierarsi e mobilitarsi. Per questo è grave l’appello del sindaco di Macerata ad annullare la manifestazione del 10 febbraio, mettendola sullo stesso piano di quella convocata dall’estrema destra fascista. Sciaguratamente l’Anpi, la Cgil, l’Arci e Libera lo hanno accolto ritirandosi dalla manifestazione. È un invito ipocrita, e oltre modo pericoloso, alla “normalità”, teso a far rientrare la sana reazione e protagonismo di tanti che non vogliono lasciare campo libero a razzisti e fascisti.
Non è “abbassando i toni” e sminuendo la gravità di quello che è successo che si combattono fascisti e razzisti !
Ancor più grave è la decisione di Minniti e della Prefettura di Macerata di vietare tutte le manifestazioni e quindi anche quella antifascista del 10 febbraio.
È un gravissimo attacco alla libertà di manifestazione e di espressione che calpesta gli stessi “loro” principi democratici che dicono di voler difendere, equiparando una manifestazione antifascista a quella dei fascisti, che hanno comunque dichiarato di volerla mantenere.
Perciò sosteniamo la decisione delle diverse realtà e persone che, nonostante questi divieti, hanno deciso di svolgere ugualmente il corteo e saremo presenti a Macerata.

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attentato razzista e stragista a Macerata

uniamoci per fermare il razzismo assassino e la minaccia nazifascista

A Macerata, sabato 3 febbraio, Luca Traini, razzista e fascista dichiarato, candidato per la Lega Nord nel 2017, ha sparato all’impazzata e ferito vigliaccamente sei persone immigrate, usando come pretesto la vendetta per il barbaro assassinio di Pamela Mastropietro, di cui è stato accusato un immigrato nigeriano.
Quello che è accaduto a Macerata è un fatto estremamente grave: rappresenta un salto di qualità. La tentata strage non è l’atto di un folle e di uno squilibrato ma la conseguenza del riemergere e del diffondersi di un nuovo nazifascismo che in un clima di impunità compie ronde razziste, pestaggi di immigrati e intimidazioni contro l’associazionismo solidale, seminando odio, violenza e ideologia di morte e di uccidibilità.
Non a caso la teppaglia nera di Forza Nuova ha rivendicato “il patriota” Traini ed è pronta a sostenerlo nelle spese legali del processo.
Le bande nazifasciste trovano sponde nel contesto di odio, cattiveria e razzismo che serpeggia in una società sempre più violenta e disgregata alimentato cinicamente dai poteri statali, governativi e politici.
Infatti, il fascio-leghista Salvini ha giustificato l’attacco criminale e razzista dando la responsabilità “all’invasione degli immigrati”.
È urgente unirsi per contrastare e fermare il riemergere della peste nera. È il momento di costruire un fronte ampio e plurale contro la nuova orda nazifascista che minaccia la vita e la libertà, non solo degli immigrati, ma di tutti noi, unendoci di più e meglio per proteggerci e difenderci assieme.
Siamo convinti che la violenza razzista, quella patriarcale contro donne e bimbi, quella che colpisce la vita delle persone più indifese, ovunque e ogni giorno, hanno la stessa radice nella logica bellica e di morte che sgorga dai poteri oppressivi e dalla disgregazione valoriale e rappresenta una minaccia per l’umanità.
Facciamo appello alle persone solidali, agli amanti della libertà e agli antifascisti per costruire iniziative unitarie in ragione della difesa della vita, per affermare i valori positivi della solidarietà, dell’accoglienza, della tolleranza attraverso cui crediamo sia possibile una positiva convivenza tra persone di diverse etnie, provenienza geografica, differenti generazioni e credo religiosi.
È la strada su cui come umanisti socialisti siamo impegnati per essere protagonisti di una aggregazione umana benefica e migliore.

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scarica qui la presa di posizione impaginata

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sugli avvenimenti di Macerata

contro nazi-fascismo e razzismo  
difendiamo l'umanità e la libertà

A Macerata, sabato 3 febbraio, Luca Traini ha sparato e ferito sei persone immigrate a cui vogliamo esprimere la nostra solidarietà.
Questo vile atto terrorista è stato compiuto da un razzista e fascista dichiarato, candidato per la Lega Nord nel 2017, che ha usato come pretesto il barbaro assassinio di Pamela Mastropietro, che vede il coinvolgimento di un immigrato nigeriano.
Quello che è accaduto a Macerata è un fatto estremamente preoccupante e rappresenta un salto di qualità del razzismo assassino in questo paese.
Lo dimostrano anche le reazioni a questa tentata strage: Casapound e Forza Nuova, organizzazioni nazifasciste, hanno sostenuto il “patriota” Trani dicendosi, la seconda, disponibile a sostenere le spese legali; Salvini e Meloni hanno attribuito la responsabilità “all'invasione degli immigrati”, e Berlusconi allineandosi pretende l'espulsione di 600.000 immigrati; a sinistra, tranne alcuni distinguo, si è scelto la linea del silenzio, mentre il M5S ha vigliaccamente scelto di "non commentare"; ma il fatto più preoccupante è che cresce l'indifferenza tra la gente e, addirittura, molti, pur non giustificando l'azione, ne condividono le motivazioni.
In una società sempre più disgregata ed incattivita dove aumentano egoismo sociale, maschilismo, indifferenza e razzismo, le ideologie razziste fascioleghiste e nazifasciste si stanno diffondendo e, pericolosamente, trovano terreno fertile. Attaccano violentemente chi è diverso e minacciano le libertà di tutti: di stampa ed espressione, di movimento, di orientamento sessuale, di religione, etc.
Per fermarli non esistono soluzioni semplici ed immediate ma è sempre più urgente combatterli.
Partendo dall'idea che siamo una comune umanità differente, vogliamo impegnarci insieme con tutti coloro che hanno a cuore i valori umani e che si sentono minacciati da questa teppaglia assassina.
Vogliamo assieme affermare, vivere e difendere valori per noi fondamentali, come l'accoglienza, il rispetto e la solidarietà, rifiutando ogni razzismo, che sta crescendo anche tra gli immigrati, per superare confini e divisioni.
Vogliamo affermare una libertà benefica ed espansiva, come la libertà di circolazione per tutti gli esseri umani, e combattere qualsiasi ideologia che vuole negare queste libertà. Perciò pensiamo che sia serio garantire anche l'autodifesa della nostra gente e di queste idee.
Sentiamo più benefico per tutti sperimentare un percorso di convivenza pacifica ed interetnica, composto di tanti colori e idee, favorendo l'incontro, la conoscenza e il rispetto, e rifiutare qualsiasi visione assolutista, violentista e totalitaria, da qualunque parte venga.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA INTERETNICA "3 FEBBRAIO"
Web: www.a3f.org - Mail: napoli@a3f.org
Tel: (+39)3465708065 Twitter: @Ass3Febbraio; FaceBook: Ass3Febbraio

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attentati in Afghanistan

fuoco incrociato contro gli inermi

Nella sua lunga storia Kabul, capitale dell'Afghanistan, è stata spesso attraversata e offesa da eserciti e guerre, ma mai i suoi abitanti hanno sofferto come negli ultimi quarant'anni. Kabul, dove vivono oltre 3 milioni di persone, sabato 27 è stata colpita da un attentato feroce e vile, subito rivendicato dai talebani. Uno di loro ha condotto un'auto imbottita di esplosivo nel quartiere delle ambasciate e degli edifici governativi provocando un massacro: quasi cento vittime, il doppio di feriti. Come mezzo di trasporto, i vigliacchi assassini hanno utilizzato un'auto ambulanza; per camuffarsi, certo, ma così anche moltiplicando l'effetto terrorizzante sulle persone comuni. Una settimana prima, sempre nella capitale, i talebani avevano fatto esplodere un altro ordigno nei pressi dell'Intercontinental Hotel provocando 20 morti. Il 24 gennaio a Jalalabad, un commando ha assalito la sede della Ong Save the Children: anche qui morti e feriti; questa volta l'azione è stata però rivendicata dall'Isis.
Nel 2001, all'indomani degli attentati di New York, il governo degli Stati uniti d'America ha proclamato la guerra totale al terrorismo invadendo l'Afghanistan con una poderosa coalizione internazionale comprendente l'Italia. Tra alterne e sanguinose vicende belliche, gli eserciti stranieri hanno cacciato da Kabul il potere ferocemente patriarcale dei talebani; per farlo, hanno a loro volta seminato morte e distruzione in tutto il paese, imponendo un governo corrotto e quasi altrettanto oppressivo. Sembrerebbe che l'obiettivo dell'attentato di sabato fosse la sede dell'Alto Consiglio per la pace, incaricato dei negoziati (ora fermi) tra governo e talebani. Insomma, fanno politica con le bombe. In questo pessimo quadro, negli ultimi anni si sono inseriti anche gli assassini dell'Isis.
Su un piano, senza alcun dubbio, le bande assassine locali e gli eserciti internazionali guidati dagli Usa non rappresentano in alcun modo una alternativa: nel loro disprezzo per la vita umana, sacrificabile ai propri obbiettivi. Soprattutto la vita delle donne e dei bambini.

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