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sorellanza2019


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Solidarietà con i naufraghi accolti sulla Open Arms

Sbarco immediato e accoglienza

La Open Arms con 135 naufraghi è ancora al largo di Lampedusa dopo 15 giorni di navigazione. Continua la cattiveria di un governo che è diviso e in piena, per certi versi grottesca, crisi, ma reitera la chiusura dei porti. Il frangente della crisi ventilata non fa che rinfocolare proclami e propagande di ogni genere: Il ministro dell’interno Salvini che gioca a braccio di ferro sulla pelle degli immigrati, alcuni ministri 5 stelle che prima votano il decreto sicurezza e poi dissentono, il presidente del consiglio che equilibra furbamente concedendo qualcosa.

Il ministro degli interni è stato costretto a far sbarcare i minori. Tutto questo mentre la procura di Agrigento sta valutando l’ipotesi di procedere per sequestro di persona e abuso di ufficio, come nel caso della nave Diciotti.

La sostanza è che dopo inenarrabili vicende i nostri simili che sono sull’Open Arms non riescono a trovare pace. La disumanità degli stati, dei loro confini è eclatante ancora una volta. Ribadiamo la nostra piena solidarietà con tutti i profughi a bordo e con i nostri amici di Open Arms, con cui ci unisce un legame di solidarietà e impegno comune. Siamo stati insieme nel percorso della manifestazione del 10 novembre scorso e del Forum Indivisibili e Solidali. Facciamo appello a tutta la gente solidale, a non assuefarsi e a denunciare il razzismo, la cattiveria di questo governo, a schierarsi con chi salva le vite in mare e a continuare in un percorso di riaggregazione e unità per l’accoglienza. Ci sono ragioni umane che ci spingono a fronteggiare tutto questo e a dare forza ai segnali di reazione che pure emergono in questo Paese. Come deciso dal forum Indivisibili e Solidali ci ritroveremo a Roma il 14 settembre per discutere e promuovere una manifestazione nazionale in autunno contro il razzismo, il governo e il decreto sicurezza.

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Ad un anno dal crollo del ponte Morandi

DA NOI DIPENDE LA POSSIBILE SPERANZA DI UN FUTURO MIGLIORE

La demolizione del ponte Morandi è arrivata in queste ore a conclusione. Le più alte cariche istituzionali, in piena crisi di governo, saranno presenti alle celebrazioni per l’anniversario del crollo del 14 agosto. È l’ulteriore conferma che la politica, soprattutto in crisi, ha bisogno di lucrare sulla sofferenza e la paura, sulla morte e la distruzione di cui è anche direttamente o indirettamente responsabile.

Una parte dei familiari delle vittime ha già pubblicamente preso le distanze dalle stesse istituzioni un anno fa in occasione dei funerali di Stato, e oggi altri si aggiungono nel volere ricordare i propri cari con i soccorritori e tutte le persone che si sono adoperate in quelle ore per salvare vite umane. A loro e tutte le persone colpite come un anno fa e in questi mesi va la nostra vicinanza e solidarietà.

Una tragedia annunciata che ha provocato 43 vittime, centinaia di persone che hanno perso i loro cari, altre centinaia che hanno perso la casa, diversi quartieri sconvolti ed esposti quotidianamente ai pericoli della demolizione e della ricostruzione. Ad oggi, malgrado le indagini della procura sul reperto 132 e le iscrizioni nel registro degli indagati di vari funzionari istituzionali, nessuno di questi è stato sospeso dal proprio incarico. Il grottesco teatrino di Conte, Toti e Bucci sul Decreto Genova ha significato fare arrivare velocemente molti soldi e prometterne molti di più, accompagnati da una battente e assordante propaganda sul ritorno alla normalità e sul rilancio dell’economia genovese a cui in molti hanno creduto e in cui diversi hanno cercato un egoistico vantaggio. A tutto ciò si è aggiunta la demagogia di Toninelli e Di Maio sulla minaccia di sospensione della concessione alla Società Autostrade dei Benetton che si perderà in un’annosa battaglia legale di ricorsi.

Nessuna di queste istituzioni vuole e può garantire verità e giustizia e tanto meno ad esse possiamo affidare la difesa della vita o la possibilità di migliorarla. Sono gli stessi co-responsabili di questa tragedia così come lo sono della morte di tante persone che ogni giorno perdono la vita nel Mediterraneo; sono gli stessi che con l’ultimo decreto sicurezza voluto da Salvini, e approvato da tutti, rappresentano un pericolo per tutte e tutti noi.

Alcuni tra i comitati, le maestre, gruppi di abitanti dei quartieri hanno in questi mesi compreso che la vita e la salute non solo non hanno prezzo, ma non possono essere delegati a nessuno: diverse sono state le iniziative promosse (le centraline di rilevazione delle polveri alternative, la conquista di una giornata per far giocare in sicurezza i bimbi il giorno dell’esplosione e tante altre) che sosteniamo e ci auguriamo si possano moltiplicare, estendere e incontrarsi.

Possiamo unirci per difendere la vita e pensarla meglio assieme, per rendere i nostri quartieri luoghi più vivibili e sicuri perché innanzitutto chi ci vive può provare in prima persona a costruire relazioni di vicinanza e solidarietà quotidianamente. Il protagonismo di ciascuno è ciò che può essere garanzia della cura e la difesa della vita in questi quartieri e in questa città, che potrà significare anche monitorare ad esempio lo sviluppo delle indagini, l’impatto ambientale e sulla salute di ogni processo o lo smaltimento dei rifiuti della demolizione.

Impegnarsi insieme per una città a misura dei bimbi e più umana e accogliente per tutti è il modo migliore, anche in questo 14 agosto, di guardare al futuro e non dimenticare.

13 agosto 2019

La Comune Genova

 

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cresce l’esigenza di unirsi

contro i nuovi pericoli delle destre 

La crisi del governo Conte porta con sé nuove minacce e pericoli perché è stata aperta dall’iniziativa del fascioleghista Salvini che ha fretta di raccogliere ciò che ha seminato con una battente campagna di razzismo, odio e cattiveria umana. Grazie all’alleanza e alla complicità del Movimento 5Stelle è riuscito a condurre una politica liberticida reazionaria di attacco alle libertà di tutte/i e alla solidarietà che mette sotto accusa le Ong che salvano le vite in mare. 
Mentre si consuma la farsa e la pagliacciata parlamentare dove si esprime senza limiti caos e impazzimento della politica, due navi della solidarietà con a bordo centinaia di immigrati, grazie anche alla nuova legge liberticida, vengono lasciate alla deriva e viene loro impedito di raggiungere un porto. Due mondi contrapposti: la logica disumana e mortifera della politica e l’umanità che si batte per la vita.  
Di fronte a questo dramma l’unica voce di rilievo viene dalla Chiesa di Francesco che non smette di denunciare la politica dei porti chiusi e dei respingimenti e le minacce alla convivenza rappresentate dalle forze reazionarie e nazionaliste.
Minacce e pericoli che vengono bellamente ignorate da ciò che resta della sinistra parlamentare. Mentre Salvini compatta la banda dei corrotti del centrodestra per spianare la strada ad un governo ancora più reazionario, la sinistra parlamentare si muove nel peggiore dei modi possibili. Non pronuncia una minima proposta di unire le forze mentre la massima concentrazione è sui tatticismi e sulle manovre parlamentari. Dominano intrighi e beghe interne che lasciano intravedere un’ennesima rottura del Pd. 
Un quadro deprimente e irresponsabile soprattutto perché alimenta lo sconcerto e la sfiducia e spinge alla rassegnazione tante persone di sinistra, solidali e di buona volontà che vorrebbero invece reagire per fermare la prepotenza e la minaccia rappresentata da Salvini. 
L’esempio delle proteste pacifiche riservate a Salvini Catania e Siracusa anche in questi giorni afosi di agosto va in questo senso.
L’unica possibilità di contrastare e fermare la minaccia razzista e fascioleghista risiede nell’iniziativa diffusa e nella mobilitazione unitaria. Nella possibilità che forze e associazioni antirazziste, comunità di credenti e realtà solidali, si possano finalmente incontrare e unire per affermare i valori della solidarietà, dell’accoglienza e della convivenza umana contro la logica disumana dell’odio e della cattiveria e la minaccia reazionaria di Salvini.
In questo senso acquista ancora più importanza l’iniziativa e la costruzione del Forum indivisibili & solidali. Acquista ancora più valore l’assemblea del 14 settembre a Roma dove decidere assieme una piattaforma per convocare una grande manifestazione nazionale unitaria contro il razzismo e le leggi liberticide.
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Violenza contro le donne

Unite per affermare e difendere la vita

Ieri a Crema è stato arrestato un uomo di 29 anni che ha violentato due bambine, vicine di casa, la settimana scorsa a Foligno una donna di 28 anni è stata rapita e segregata dal suo ex per tre giorni, picchiata e violentata. È riuscita a scappare grazie al suo coraggio, gettandosi dall’auto in corsa durante un viaggio verso Roma e grazie alla solidarietà di alcuni passanti che l’hanno difesa quando l’uomo l’ha aggredita per costringerla a risalire in auto. Negli stessi giorni una giovane ragazza di 14 anni è stata violentata da un uomo a Roma, a Campo dei Fiori, dove lei stava passeggiando. Bimbe, donne, storie diverse che purtroppo ci dicono ancora una volta dell’efferatezza e della brutalità di un patriarcato in crisi, ma non per questo meno pericoloso. Patriarcato sempre più legittimato da un clima di cattiveria, odio e violenza che questo governo in crisi ha alimentato costantemente contro gli immigrati, le donne e chiunque compia scelte diverse dalla normalità e che purtroppo ha ritrovato risonanza in diversi settori della società (‘Crisi di governo: la Lega cerca la forzatura’). Proprio perciò non è pensabile affidare la difesa della vita delle donne agli Stati e alle stesse istituzioni, che promuovono queste logiche di inimicizia ed estraneità, ma richiede di partire dal coraggio di queste per unirsi e difendersi, per costruire ambiti in cui affermare la propria libertà, sapendo che la libertà delle donne è la libertà di tutti. E proprio questo è il titolo del terzo incontro di sorellanza che svolgeremo alla Casa della Cultura dal 13 al 15 settembre: per unirci e reagire contro il maschilismo e la violenza quotidiana, per confrontarci e pensare meglio e assieme il nostro genere avendo come orizzonte la famiglia umana, per progettare la costruzione di collettivi Dipende da noi donne in cui costruire relazioni di sorellanza, vicinanza e sostegno.

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Crisi di governo: la Lega cerca la forzatura

Nelle ultime ore si è aperta la crisi del governo Conte-Di Maio-Salvini nato 14 mesi fa dopo le elezioni politiche, nonostante la supponenza delle altisonanti dichiarazioni di voler durare per tutta la legislazione. È una crisi ancora in via di formalizzazione ed il cui esito appare tutt’altro che definito. Una cosa però è chiara, la crisi nasce dall’iniziativa del settore reazionario, razzista e fascistoide più all’offensiva, cioè la Lega e Salvini.
Forte di due risultati significativi ottenuti negli ultimi giorni – uno nella guerra agli immigrati ed alla solidarietà (il decreto sicurezza bis), l’altro a sostegno degli appetiti delle superborghesie (il rilancio della Tav) – e basandosi su di un crescente consenso popolare, Salvini vorrebbe ottenere rapidamente un risultato politico ed elettorale che lo rafforzi nella sua scalata al potere che si traduce in un intento di ulteriore approfondimento del carattere razzista ed autoritario della democrazia. La crescita del consenso alla Lega è frutto di un quadro di decadenza, disgregazione ed incattivimento della società e di ampli settori popolari. In questi mesi la crescita della Lega si è avvantaggiata della sudditanza, della complicità e dell’ignavia del Movimento 5 Stelle uscito anche fortemente ridimensionato dalle recenti elezioni europee. D’altra parte la sinistra parlamentare, il Pd innanzitutto, non ha rappresentato un argine alla crescita delle destre e del razzismo.
Sin dall’inizio caratterizzavamo il governo Lega-5 Stelle come un governo di collusione tra forze spurie tuttavia legate dalla sete di potere e convergenti nel dar vita ad una logica di inimicizia e di cattiveria, in particolare verso gli immigrati e la solidarietà, verso le donne e verso chi compie scelte diverse dalla normalità, verso i giovani ed i più deboli. Così è stato.
In questi mesi abbiamo visto un crescendo di cattiveria ed attacchi alle libertà, un incedere intriso di trucchetti e colpi bassi, bugie e corruzione che sono la quintessenza della politica. Di ciò si è avvantaggiata la forza che più concentra il peggio, cioè la Lega con il suo tratto reazionario, prepotente e fascistoide. Oggi con particolare protervia cerca una ulteriore forzatura possibilmente in combutta con altre forze della destra. Ciò è evidentemente un pericolo da denunciare e combattere.
Di fronte a questo scenario e nel contesto di decadenza che vede aggravarsi caos ed impazzimento della politica vi sono da rilevare contraddizioni negli stessi ambiti democratici.
Ma la possibilità di una reazione positiva nella prossima fase risiede nella contrarietà di importanti settori di credenti, in particolare cattolici della Chiesa di Francesco, nelle reazioni di associazioni, di Ong e di persone solidali, negli interrogativi e nelle spinte positive di persone di sinistra.
Ciò dà maggiore importanza all’impegno per rafforzare la preziosa opera unitaria iniziata con la costruzione del Forum indivisibili & solidali. Continuando a seguire lo sviluppo di questa crisi ci impegniamo nella denuncia e nella spiegazione, nel dialogo e nella ricerca di unità per la difesa della solidarietà e delle libertà di tutti e tutte, nella lotta contro le destre, nello schieramento con gli ultimi.

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 • n. 342


dal 29 luglio
al 9 settembre 2019


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