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AdessoLaStoria


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i bimbi e le bimbe colpiti a Manchester

il valore della vita

Il primo pensiero è andato a loro. Nel momento in cui ho saputo dell’attentato a Manchester, dove era successo e chi era stato colpito, mi sono passati davanti agli occhi i miei alunni e le mie alunne, bimbe e bimbi di 9/10 anni che conoscono Ariana Grande, ne ascoltano le canzoni e la seguono nella serie TV su Super.
Sì, perché il pubblico di quel concerto erano bambini e adolescenti dai 9 ai 17 anni, accompagnati dai loro genitori o parenti maggiorenni.
Per questo è stato un attentato diverso dagli altri. Hanno voluto colpire i più giovani e più indifesi.
Mettiamoci nei panni di questi nostri giovani e bambini. Come si possono sentire?
Ascoltiamoli e aiutiamoli ad affrontare questa tragedia, a parlarne e a non farsi annichilire dall’angoscia e dalla paura. Emozioni che non solo loro ma anche noi proviamo. Riflettiamo con loro su qual è il modo migliore di reagire. Loro sono il futuro. Il futuro di una possibile vita migliore di cui si può essere protagonisti sin da piccoli secondo le proprie possibilità, senza caricarli di responsabilità che invece sono degli adulti.
Forse una strada positiva per affrontare tutto ciò è proprio pensare al valore della vita, di una vita felice in cui l’amore e l’amicizia prevalgono, provando ad essere consapevoli che questa forza ci può aiutare a fronteggiare l’odio.
Aiutiamoli anche a difendersi, ad essere saggi e a scegliere di non andare ai concerti, almeno per un po'.

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strage a Manchester

uniti e solidali contro il terrorismo assassino e la violenza dilagante

A Manchester c’è stata un’orribile strage. Ad un concerto di Ariana Grande, cantante amata da un pubblico di giovanissimi, un terrorista ha fatto esplodere una bomba rudimentale provocando la morte di 22 persone e decine di feriti. È un atto di particolare crudeltà visto che sono stati colpiti diversi bambini e adolescenti che in gran numero stavano assistendo al concerto. Siamo addolorati per questa ennesima strage ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai familiari e agli amici delle vittime.
I neonazisti dell’Isis hanno rivendicato l’attentato, al tempo stesso va tenuto presente che il califfato nero è un riferimento per criminali che sovente agiscono individualmente, come sembrerebbe sia avvenuto anche in questo caso, per seminare terrore e morte. La violenza è alimentata dai colpi di coda sanguinari dei neonazisti dell’Isis e di altre bande criminali e dalla logica bellica e di terrore degli Stati che prolifera e si riproduce nella società.
Questa ennesima strage testimonia che viviamo un tempo di decadenza terribile, il pericolo di rimanere uccisi è quotidiano e diffuso in tutto il mondo. Essere consapevoli di questo non significa abituarsi all’infernale catena delle stragi, ma mettere una volta di più al centro del proprio impegno la difesa e la salvaguardia della vita, sapendo che non sono e non saranno certo le istituzioni statali a prevenire, difenderci e a renderci più sicuri. Perché gli Stati sono unicamente impegnati a difendere la loro normalità e i loro business e profitti anche a costo di sacrificare vite umane.
Non è vero che dopo ogni strage la vita deve continuare normalmente, come invece insistono irresponsabilmente politici e la gran parte dei mezzi d’informazione.
C’è bisogno di essere consapevoli del contesto di violenza dilagante e terrore nel quale stiamo vivendo e del fatto che non cesserà rapidamente. Perciò bisogna attivare il nostro sguardo, l’ascolto, le migliori capacità per prevenire e per prendersi cura della propria vita e delle persone care. È importante imparare a fare molta attenzione scegliendo di evitare situazioni e luoghi potenzialmente più pericolosi, attivare la solidarietà e la conoscenza tra vicini per essere insieme protagonisti diretti della sicurezza propria e comune.

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20 maggio giornata nazionale di mobilitazione
“ pace e libertà per il popolo siriano”

Iniziative:

Venerdì’ 19 maggio :

Firenze : ore 17.00 presidio in piazza Stazione Santa Maria Novella (lato Scalette - Tramvia)

Sabato 20 maggio :

Milano : presidio ore 14  in porta Venezia
Genova  : presidio ore17.00 in piazza De Ferrari
Torino : presidio ore 15.30  c/o Fiera del Libro (fermata Lingotto)
Bologna : dalle 10.00 volantinaggio itinerante nel centro storico
Pontassieve : presidio in piazza Cairoli ore 16,30
Napoli : presidio ore 16,30 in piazza Dante
Palermo : presidio piazza Verdi ore 16,30

Roma C/o La Casa de La comune via di Porta Labicana 56/a  ore 15.30 :
INCONTRO – DIBATTITO
con:
Asmae Dachan, giornalista e scrittrice siriana.
Amedeo Ricucci, giornalista Rai.
Fouad Roueiha, Giornalista italo siriano.
Renato Scarola, Corrente Umanista Socialista.
Ahmed Abdel Azizi, Comitato per la libertà e democrazia in Egitto.
Germano Monti, Comitato Khaled Bakrawi.
Un rappresentante dei Giovani Palestinesi.
Coordina Marco Lombardi, La Comune.
a seguire : PROIEZIONE DI “WHITE HELMETS”
sui caschi bianchi in Siria (documentario vincitore del premio oscar)

Iniziative anche a Como, Saronno, Bergamo, Brescia.

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chi lucra sulla pelle degli immigrati?

La ndrangheta calabrese  controlla il CARA ( centro per l’accoglienza richiedenti asilo ) più grande d’Europa all’isola di Capo Rizzuto. Controllo possibile grazie al governatore della Misericordia Leonardo Sacco ed al parroco dell’ isola Edoardo Scordio.  Persone che sino a pochi mesi erano definite un modello nell’attività della Misericordia per la gestione dell’accoglienza e per aver offerto una possibilità di lavoro a tanta gente. In effetti, hanno “offerto” ma, alle cosche mafiose, prima in guerra fra di loro, di unirsi per sfruttare l’affare del secolo, la gestione dell’accoglienza, con conseguenze drammatiche per gli immigrati. Il servizio mensa era talmente sacrificato che mangiavano molte meno persone di quante avrebbero dovuto ed il cibo, secondo le parole del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che conduce l’inchiesta che per ora ha portato all’arresto di 68 persone, era più adatto a maiali che ad esseri umani. Dopo Mafia Capitale, le indagini al CARA di Mineo ora è la volta di Capo Rizzuto. Dall’indagine emerge che da circa dieci anni Il clan Arena controllava il CARA, praticamente dalla sua nascita, avvenuta 11 anni fa e tutto lascia pensare che hanno esteso la propria attività criminale su gran parte della gestione dell’accoglienza in Italia. Il sistema dell’accoglienza, le leggi che la regolano favoriscono e permettono alle organizzazioni mafiose, da sempre conniventi con le istituzioni statali, ad associazioni di ogni tipo, persino religiose come la Misericordia, a cooperative guidate da loschi affaristi di lucrare ed arricchirsi sulla vita dei rifugiati. La vicenda di Capo Rizzuto non è l’eccezione, rappresenta la normalità. Normalità, in cui convivono  l’ipocrisia statale, le menzogne e le cattiverie razziste, gli attacchi alle ONG, “ colpevoli “ di salvare vite, la moltiplicazioni di leggi utili a discriminare ed espellere gli immigrati, come l’ultima Minniti- Orlando.  Noi non accettiamo tutto ciò che oggi si definisce “ accoglienza” in primo luogo per ragioni umane e morali. Siamo dalla parte delle persone che spinte da un moto, da un sentimento di solidarietà provano con gesti, parole, azioni a rendere migliore la vita di altri esseri umani e vogliamo riflettere assieme sui benefici umani che ne conseguono. Dalla parte delle associazioni come L’Associazione antirazzista ed interetnica 3 febbraio che sta provando a proporre e realizzare un’altra idea di accoglienza, intrisa di protagonismo umano e che vorremmo possa essere sempre di più un esempio e motivo d’attrazione ed’impegno per tante persone solidali.  Dalla parte delle ONG, che si adoperano per salvare vite, sapendo che sosteniamo in particolare quelle che cercano una propria indipendenza dagli apparati statali. Dalla parte dei popoli che hanno lottato e continuano a sperare nella propria libertà come quello siriano e che sta pagando un prezzo altissimo. Vogliamo provare ad unire persone ed esperienze positive e diverse di solidarietà ed accoglienza perché crediamo che questa unione renderebbe migliore la vita di tutti, in primo luogo degli immigrati. Vogliamo provare a far emergere la voce di chi vuole contrastare le politiche guerrafondaie di tutti i nemici dell’umanità e che causano tante sofferenze agli immigrati ed ad interi popoli,  in primo luogo a quello siriano.  Anche per queste ragioni ci impegneremo e prepareremo la manifestazione nazionale del 7 ottobre a Roma “ Pace e libertà per il popolo siriano “

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Milano: la manifestazione del 20 maggio “insieme senza muri”

oltre le apparenze

La giornata del 20 maggio a Milano concepita come una mobilitazione locale carica di speranza festosa e popolare è stata promossa da una parte del Pd cittadino e dall’assessore al welfare Majorino, con il patrocinio del Comune di Milano e del sindaco Sala, sul tema dell’integrazione e della convivenza contro il vento dell’intolleranza, dell’odio e delle discriminazioni. Propone di operare delle scelte per “l’effettivo superamento della legge Bossi Fini” e “la necessità di rafforzare un sistema dell’accoglienza dei migranti” coinvolgendo le comunità e le istituzioni. Sulla base di un appello generico con il titolo “insieme senza muri” si presenta come una giornata dedicata all’accoglienza. Per questa ragione sono giunte centinaia di adesioni per lo più locali e regionali di associazioni, cooperative, fondazioni, sindacati, di molte personalità e anche di molti Comuni lombardi. Riteniamo indispensabile fare chiarezza su questa mobilitazione, proprio perché siamo molto impegnati e interessati a far crescere un’iniziativa unitaria e un impegno coerente per affermare il valore dell’accoglienza umana per tutti gli immigrati e i profughi contro le destre razziste e xenofobe, così come per difendere la vita di ogni bimbo e persona immigrata contro tutti i decreti e le leggi razziste approvate in questi anni, che stanno causando migliaia di vittime innocenti in mare, negano la libertà e la dignità a tanti nostri simili e ne facilitano lo sfruttamento. La mobilitazione a Milano non viene promossa dalle associazioni del volontariato e dalle comunità immigrate ma nasce con un’impronta e un carattere istituzionale. Si presenta come giornata dell’accoglienza ma questa viene concepita come un sistema statale e istituzionale integrazionista da migliorare nelle modalità per selezionare chi accogliere e chi non accogliere. Nell’appello non viene mai citata la parola “razzismo” e non si dice nemmeno una parola contro il decreto razzista Orlando/ Minniti proposto dal Pd e approvato ultimamente con la fiducia in parlamento. Anzi lo si applica. E ciò che è avvenuto con la grande retata anti-immigrati alla stazione centrale di Milano del 2 maggio con polizia a cavallo e l’uso di elicotteri, e persino video-registrata con soddisfazione dal fascio leghista Salvini. Le dichiarazioni dei promotori del 20 maggio su questa vicenda sono una peggiore dell’altra. L’assessore Majorino non denuncia l’operazione ma si lamenta solo delle modalità. La critica del sindaco Sala si limita a dire che la questura non ha concordato previamente col Comune l’azione di polizia. L’assessore alla sicurezza rincara dicendo che da tempo aveva chiesto un intervento di identificazione della polizia alla stazione centrale. Questo è il concetto di “accoglienza” dei promotori della mobilitazione. Per noi è espressione di difesa della legislazione vigente che legittima la repressione statale e alimenta una forma di razzismo democratico anche nella società. Siamo con le persone che, mosse da sentimenti solidali e antirazzisti, parteciperanno il 20 a Milano. Proprio per questo ci interessa che abbiano chiari la natura ambigua dell’appello, gli intenti della mobilitazione e le posizioni dei promotori.

(da La Comune n° 297)

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