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Lo schieramento delle sardine

I cattivi esistono e sono meno forti di quello che appare. L’odio e il risentimento veleggiano insidiosi ma possono essere messi a tacere dal riconoscersi umani, da sentimenti positivi e da un diverso modo di rapportarsi, rispettoso e nuovo, a cui ci si richiama e su cui ci si unisce in piazze accoglienti.

Un segnale prezioso, ma attenzione!

Le emozioni e ancor più i sentimenti vanno qualificati, l’empatia va indirizzata sennò, ad esempio, si rischia di aprire le piazze a chiunque, inclusi i fascisti (ben vengano le distanze che alcuni hanno preso ma bisogna continuare a rifletterci). O ancora, qualificare la solidarietà significa valorizzare chi appoggia il fenomeno delle sardine non impedendogli di esprimere la propria identità.

In un mondo pieno di disvalori, nella società di estranei, nello sgretolarsi di vecchie identità, bisogna schierarsi e definirsi per incontrarsi fra persone che vogliono cambiare in meglio, altrimenti più che senza simboli ci si ritrova senza confini morali e così, inoltre, è più facile essere strumentalizzati dai politici.

Sarebbe bene confrontarsi, a maggior ragione per l’eterogeneità di questi momenti affollati, per composizione umana e per idee, per unirsi meglio in un percorso nuovo che può essere per l’accoglienza degli immigrati contro il razzismo, le destre e la Lega, per la solidarietà fra donne contro le violenze maschiliste, per la difesa dei più piccoli e indifesi.

13 dicembre 2019

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Algeria

L’Hirak continua, le elezioni falliscono.

L’Hirak, il movimento di protesta popolare algerino, ribadisce il suo rifiuto alle elezioni farsa del regime e dà il suo particolare benvenuto al presidente eletto Abdelmadjid Tebboune. Una marea umana ha invaso infatti Algeri nel quarantaduesimo venerdí di protesta consecutivo. Ma le manifestazioni, soprattutto ad Algeri e nella Cabilia, si sono tenute durante tutta le settimana e persino ieri, giovedí 12 diciembre, giorno delle elezioni, per denunciarne l’imposizione da parte dell’esercito, con 5 candidati provenienti da un regime corrotto e screditato.
Si stima, mancano ancora dati ufficiali, che si sia recato alle urne meno del 40%. degli aventi diritto al voto. Un fallimento elettorale che delegittima sia il vincitore, un ex fedelissimo di Bouteflika, sia Gaid Salah, capo di stato maggiore, che ha imposto le urne e i candidati.
Il movimento popolare ha dichiarato la sua intenzione di proseguire la sua lotta pacifica e unitaria contro il “sistema” in nome della libertà e della dignità.

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Sardine a Brescia

No alle censure

Sabato 7 dicembre abbiamo partecipato, compagni/e e amici/che de La Comune, all'iniziativa delle sardine a Brescia, offrendo il nostro volantino e il nostro giornale in sostegno di questo processo, proponendo spunti di riflessione, osservazioni, idee e proposte - come già avvenuto in tante piazze del paese ove abbiamo raccolto tanto interesse e preziosi dialoghi. Durante la manifestazione due persone, che si sono presentate come organizzatrici dell’appuntamento, si sono avvicinate per invitarci a non offrire né volantino né giornale perché così avevano deciso nella loro riunione organizzativa.
Abbiamo cercato di dialogare e spiegare quanto ciò fosse nella sostanza sbagliato. Già nel nostro primo volantino evidenziavamo che “l’anonimato delle collettività non porta a nulla”. Vale la pena di ribadirlo qui ancora una volta: oltre al fatto che le sardine si riferiscono alla democrazia e alla Costituzione che garantiscono la libertà d’espressione, riteniamo che le differenti idee, opinioni e proposte delle tante persone che partecipano nelle piazze e di chi le appoggia meritano di essere conosciute, discusse, confrontate. Non occultate o censurate. Per questo ciò che è accaduto è negativo.
Non è con la censura che ci si preserva da eventuali manovre politiche, piuttosto con il confronto nella libertà positiva di espressione di ciascuna/o.

La Comune-Brescia

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Macron equipara l’antisionismo all’antisemitismo.

Il sionismo si erge sin dalle origini come un movimento coloniale che ha stabilito con Israele uno stato di apartheid dal 1948 con l’espropriazione e l’occupazione delle terre di Palestina. La guerra permanente è la conseguenza inevitabile della narrazione sionista della storia che proclama che “gli ebrei saranno per sempre perseguitati” e che occorre uno Stato che impone il terrore e insegna la paura: quindi una pistola più grande, un muro più alto, un checkpoint più umiliante per i palestinesi.
Il decreto che criminalizza l’antisionismo equiparandolo all’antisemitismo riguarda anche tutti i “criminali” come Marek Edelman, ebrei antisionisti del Bund, che si batterono contro il nazismo nella sollevazione del ghetto di Varsavia, negli altri ghetti e nei campi di sterminio: “non in nostro nome!” griderebbero oggi insieme ai 174 ebrei francesi che hanno firmato l’appello contro il decreto.
Al contrario, non mancano ferventi sionisti giudeofobi che si augurano che gli ebrei lascino l’Europa ed emigrino in Israele. Assimilare l’antisionismo all’antisemitismo è una menzogna strumentale, per mettere a tacere i crimini di Israele e chiunque si opponga ad essi. È una impostura antiumana perché nega un futuro possibile - seppure difficile - in cui tutti, compresi palestinesi ed ebrei israeliani, possano convivere liberamente in comunità umane solidali.

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Il sentimento delle sardine per la vita

C’è qualcosa di nuovo nell’aria che si respira in queste piazze dove ci ritroviamo. Qualcosa di irriducibile ai movimenti tradizionali, ai vecchi schemi, a qualsiasi calcolo politico.

Siamo persone differenti per storia, per età, per idee che si riuniscono senza rinunciare alla propria individualità, si relazionano, si riconoscono assieme e positivamente umani.

È iniziale ma proprio perciò è importante, va coltivata pazientemente questa riscoperta delle nostre soggettività e la forza gentile e creativa che può rappresentare.

Le emozioni che sentiamo, l’empatia che ci anima, la simpatia reciproca che avvertiamo rimandano a un pensiero più profondo. Un pensiero che ci sospinge e merita di essere elaborato: è il sentimento per la vita, e per una vita che può migliorare se sappiamo riscoprirne i valori più intimi e profondi.

Il valore della conoscenza e della sincerità, dell’ascolto e dell’attenzione, della generosità e del dono, dell’accoglienza e della solidarietà, della libertà nostra ed altrui e del rispetto, dei beni comuni materiali e morali, della bellezza di ciascuna e ciascuno, della giustizia e dell’equità, della verità possibile sempre da ricercare.

Perciò ripudiamo l’odio, la violenza, le falsità, la cattiveria, il risentimento, il maschilismo e il razzismo che infestano la società alimentati dalla Lega e dai suoi alleati.

27/11/2019

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