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Solidarietà con il popolo ecuadoriano in lotta

No alla repressione del governo di Lenin Moreno!

Da alcuni giorni è in corso in Ecuador una protesta popolare, iniziata a causa del l’odiosa decisione del governo di Lenin Moreno di aumentare il prezzo dei carburanti in sintonia con le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale. Le mobilitazioni, di cui sono protagoniste soprattutto le comunità indigene, sono talmente forti da obbligare il governo a trasferirisi dalla capitale Quito a Guayaquil, facendo anche retrocedere le forze di sicurezza. La risposta venuta dal governo è repressione, stato d’emergenza e coprifuoco: vi sono già 5 morti, centinaia di feriti e 1000 arresti.
Il fallimento dei progetti politici in Ecuador, compreso il populismo dell’ ex presidente Correa, è evidente. Tutta la nostra solidarietà va alle genti in mobilitazione, che stanno difendendo la propria dignità e lottando per milgliori condizioni di esistenza di fronte alla repressione e alle misure di austerità del governo.

Solidaridad con el pueblo ecuatoriano en lucha

¡No a la represión del gobierno de Lenín Moreno!

Hace días que hay en curso en Ecuador un levantamiento popular, iniciado por la odiosa decisión del gobierno de Lenín Moreno de aumentar el precio de los combustibles a tono con las instrucciones del FMI. Las movilizaciones, protagonizadas sobre todo por las comunidades indígenas, son tan contundentes que incluso obligaron al gobierno a trasladarse de la capital Quito a Guayaquil, haciendo retroceder a las fuerzas de seguridad. Han sido respondidos con represión, estado de excepción y toque de queda por las noches: ya hay cinco muertos, centenares de heridos y mil detenidos.
El fracaso de los proyectos políticos en Ecuador, también del populismo del ex presidente Correa, se pone de manifiesto. Toda nuestra solidaridad hacia las personas movilizadas, que están defendiendo su dignidad y luchando por mejores condiciones de existencia ante la represión y las medidas de ajuste del gobierno.

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NO ALL’INVASIONE DELL’ESERCITO TURCO IN SIRIA!

TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO KURDO E I POPOLI DELLA SIRIA!

Il regime turco, dopo il cinico via libera ricevuto dalla Casa Bianca, ha invaso il territorio siriano e sta conducendo una guerra di aggressione contro il popolo kurdo siriano e contro tutti i civili della zona che intende occupare. Già sono iniziati i bombardamenti, si contano già centinaia di vittime e decine di migliaia di sfollati. È un nuovo dramma che vivono i popoli delle Siria, mentre i profughi siriani che sono ora in Turchia sono sotto minaccia di essere deportati nei territori che Erdogan conta di occupare o di essere usati come ricatto nei confronti dell’Unione Europea.

Il regime del fascistoide Erdogan intende compiere un ulteriore massacro nella sua politica stragista nei confronti del popolo kurdo, mentre tutto ciò non farà che favorire una ripresa delle attività dell’Isis che proprio le forze kurde hanno avuto il merito di combattere e sconfiggere quasi definitivamente.

È compito di chiunque abbia a cuore le sorti dell’umanità e dei popoli martoriati della Siria schierarsi contro l’invasione e a fianco del popolo kurdo e delle popolazioni della zona colpite dalla furia militare del regime turco. Schierati da sempre con il popolo kurdo, con la rivoluzione siriana del 2011 e i suoi ideali di libertà, convivenza e pacificazione contro il boia Assad, chiamiamo ancora una volta alla solidarietà, oggi ancor più importante anche di fronte alle scelte sciagurate delle direzioni politiche kurde (PKK e YPG), i cui accordi prima con Assad e poi l’alleanza con gli Usa hanno danneggiato la stessa causa curda.

11.10.19

LA COMUNE

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Attentato in Germania, due morti

Achtung nazisti!

Nella mattinata di ieri ad Halle, in Sassonia, un uomo armato ha cercato di compiere una strage nella sinagoga cittadina; non riuscendovi, ha sparato sui passanti uccidendo due persone e ferendone altre due. Il cordoglio per le vittime è tutt’uno con la chiamata alla vigilanza: le modalità ed il contesto in cui si è consumata la strage non permettono alcuna sottovalutazione. L’assassino ha proclamato in rete il proprio odio contro ebrei, donne ed immigrati; non riuscendo a penetrare nella sinagoga, ha comunque dato seguito ai suoi progetti omicidi colpendo coloro che si è trovato davanti. 
Guai a sottovalutare il diffondersi della peste bruna e del sempre risorgente odio antisemita. I gruppi neonazisti trovano in questa regione un terreno favorevole – nelle recenti elezioni, una formazione di estrema destra come l’Afd ha ottenuto il 24% dei voti – ma più in generale si tratta di una minoranza pericolosa di cui ricordiamo le stragi in Nuova Zelanda e Stati uniti. 
L’ odio e la furia omicida dei nazi attecchisce nel cattivismo diffuso e nella frustrazione delle società decadenti alimentandolo. Al contrario, l’iniziativa solidale  e il protagonismo diffuso possono far crescere la consapevolezza dei pericoli e rendere più efficaci la vigilanza e l’autodifesa.
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Trump e i kurdi

CHI TRADISCE SARA’ TRADITO!

NO ALL’INVASIONE TURCA  DELLA SIRIA!

Le direzioni politiche kurde siriane (YPG, PKK, PYD) hanno sinora confidato in Trump come alleato, tradendo così gli interessi e la causa del popolo kurdo che pretendono di rappresentare. Ora sono tradite dallo stesso Trump che dà via libera alla Turchia di Erdogan per invadere il Kurdistan siriano.
È il logoro e classico copione della politica cinica, ipocrita e assassina: a farne le spese sarà ancora una volta il popolo kurdo e la gente siriana, che già comincia ad essere bombardata dalla Turchia.
Più che mai solidarietà con il popolo kurdo contro l’aggressione di Erdogan e soci, nessuna fiducia nelle direzioni politiche kurde.
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No all’invasione turca del territorio siriano!

Solidarietà con il popolo kurdo!

Libertà per il popolo kurdo siriano e per tutti i popoli della Siria!

No al regime assassino di Assad e ai suoi complici internazionali!

Fuori tutte le truppe di occupazione dalla Siria!

Il 6 ottobre Trump ha comunicato al presidente turco Erdogan la decisione di abbandonare la Siria dandogli così via libera per attaccare le forze kurde siriane, sinora alleate della Casa Bianca. L’esercito turco si prepara quindi ad invadere il nord della Siria costringendo le Unità di Protezione Popolare (YPG) kurde ad abbandonarlo. È l’ennesimo dramma della guerra che devasta la Siria e i suoi popoli. La Turchia vuole allontanare le milizie dell’YPG dalla sue frontiere,  occupare 15.000 kmq della Siria, numerosi paesi kurdi e trasferirvi 1 milione e mezzo di siriani dei circa 3 milioni e mezzo che sono sul suo territorio. Nel nord-est della Siria vivono 6 milioni di persone, di cui quasi la metà sono kurdi siriani ed un milione e mezzo hanno già oggi bisogno di assistenza umanitaria. Un ulteriore e serio pericolo sono gli spazi che in questa situazione potrà sfruttare l’Isis. 
A soffrire di questi sviluppi del dramma della Siria saranno ancora una volta le popolazioni, divise e lacerate. Da una parte vi sono le esigenze della popolazione kurda siriana le cui direzioni del Partito del’Unione Democratica (PYD) e delle YPG, legate al Partito dei Lavoratori kurdi (PKK), nel luglio del 2012 assunsero il controllo di un territorio (circa il 25% della Siria) che, nel 2014, dichiararono autonomo. Poterono farlo per la ritirata delle truppe di Assad, cioè grazie alla rivoluzione del 2011; una rivoluzione che, d’altro canto, queste direzioni politiche decisero di non appoggiare, arrivando purtroppo persino ad accordi con il regime di Assad. 
Dall’altra vi sono le ragioni delle popolazioni che, vivendo privazioni e sofferenze, hanno dovuto abbandonare la loro terra per la minaccia di Assad e le cui speranze sono ora cinicamente sfruttate dal regime turco che pretende di “rimpatriarle” in maniera forzata e non nel loro territorio di provenienza.
Sono ragioni di popolazioni diverse che la rivoluzione di 8 anni fa al suo inizio aveva unito e che ora sono divise e lacerate dalle logiche politiche e militari.
Denunciamo il cinismo rappresentato dall’attitudine di Trump, massimo esempio di immoralità, irresponsabilità ed empirismo della politica oggi.
Denunciamo l’offensiva militare del regime turco e esprimiamo la nostra piena solidarietà con le popolazioni kurde siriane colpite. Una solidarietà che, seppur riconoscendo il ruolo decisivo che hanno avuto le YPG, il PYD e il PKK nella battaglia contro l’Isis, non può rimuovere il ruolo nefasto che le alleanze politiche portate avanti da queste direzioni hanno avuto per la stessa causa del popolo kurdo.
Denunciamo infine tutte le truppe di occupazione nel territorio siriano e il regime assassino di Assad, in solidarietà con tutti i popoli siriani.

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