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AdessoLaStoria


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solidarietà con le popolazioni curde
contro la criminale invasione della Turchia

L’esercito turco ha da giorni iniziato a bombardare la popolazione curda nella regione di Afrin nel nordovest della Siria, regione controllata dai curdo-siriani del Ypg (le Unità di protezione del popolo curdo). Il presidente Erdogan ha dichiarato che questo è solo l’inizio di una offensiva su vasta scala. Il regime criminale di Ankara responsabile da sempre della brutale repressione nei confronti dei curdi, sta  scatenando questa ennesima offensiva per impedire l’autodeterminazione delle popolazioni curde.
Lo stesso Erdogan ha annunciato di aver iniziato l’offensiva “con il consenso della Russia”. Nella sostanza prosegue la spartizione criminale sulla pelle delle popolazioni della Siria da parte delle diverse potenze. La popolazione curda, dopo aver combattuto i neonazisti dell’Isis, sta iniziando ancora una volta una resistenza popolare, nonostante i cedimenti e la sottomissione agli Usa e alle altre potenze da parte delle sue direzioni, di cui paga le conseguenze.
L‘Ypg ha chiamato alla mobilitazione popolare per difendere Afrin e rivolto un appello a tutti i curdi a prendere le armi. Denunciamo l’attacco criminale della Turchia, difendiamo il sacrosanto diritto alla autodeterminazione dei curdi, invitiamo a sviluppare la solidarietà e l’appoggio alle popolazioni curde che resistono a questa ennesima gravissima aggressione militare.

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fuori violenza e bullismo dalla nostre vite

Gaetano, 15 anni, preso a calci e pugni da una decina di coetanei che gli hanno distrutto la milza, è dovuto arrivare a casa da solo dopo il pestaggio, perché nessuno lo ha soccorso. Arturo, 17 anni, era stato quasi ammazzato a coltellate da tre ragazzi, e in questi giorni altre aggressioni di questo tipo si sono succedute senza sosta da Napoli a Torino.
Questi branchi di giovani, che attaccano senza pietà altri giovani, hanno scelto di affermarsi nel dolore di loro simili. Ma i violenti, di ogni ordine e grado, possono essere fermati! Dipende da tutti e ciascuno, dipende da te e da me, dipende da noi!
Non rimanere indifferente: reagire è difficile ma è possibile, soprattutto se si cerca il sostegno di altri per farlo. Ne è riprova la forza che hanno espresso migliaia di studenti scesi in piazza a Napoli contro le violenze e in solidarietà con Gaetano. Difendere gli altri significa difendere la propria umanità.
Isolare i violenti, i bulli, i razzisti, i maschilisti, gli omofobi, fa bene persino a loro perché capiscano che quello che fanno è sbagliato, ma soprattutto fa bene a chi subisce la loro violenza perché si può sentire sostenuto e difeso e fa bene anche a tutti gli altri: l’indifferenza ti rende meschino, impaurito e solo, mentre la solidarietà ti rende nobile, coraggioso e pieno di persone che ti stanno accanto.
La solidarietà conviene.
Incontrarsi e costruire gruppi di persone buone, contro la violenza e le discriminazioni, ci può far vivere meglio. Vogliamo costruire solidarietà, conoscenza e amicizia basata su valori positivi perché vogliamo sentirci più sicuri, più liberi, più felici.
Per questo stiamo costruendo Comitati Human Way ovunque: puoi unirti a noi!

i giovani de La Comune

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Milano: ennesima strage in fabbrica

non è fatalità

Ancora un'altra strage, improvvisa, devastante ed eclatante. Martedì 16 gennaio alla Lamina, una fabbrica di Milano definita "modello", tre operai sono morti e un altro è gravissimo a causa delle esalazioni di un gas inodore a base di azoto e metano. Siamo profondamente commossi e ci schieriamo al fianco delle famiglie e degli amici degli operai deceduti, Marco Santamaria, Arrigo Barbieri e Beppe Setzu.
Anche questo incidente non è stata una fatalità. Il malfunzionamento dei sistemi di sicurezza per la tracotanza e l'incuria padronale, in nome del profitto, hanno generato questa tragedia. Abbiamo bisogno di capire e reagire, assieme, senza abituarsi e subire il fatto che incidenti e morti sul lavoro siano in aumento già dallo scorso anno. Ci impegneremo ancora di più, con tutti coloro che lo sceglieranno, per difendere e incrementare la sicurezza al lavoro, mettendo al centro il bene più importante : la vita e il suo miglioramento.
E' un impegno che non può essere affidato alle Istituzioni Statali, colluse e complici di padroni grandi e piccoli che usano le minacce della precarietà e della disoccupazione per il loro sporco profitto, negando la sicurezza alle persone che lavorano.

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riceviamo e pubblichiamo questo comunicato dell'Associazione interetnica antirazzista 3 Febbraio

contro Trump e l'odio razzista

Durante un incontro alla Casa Bianca con alcuni parlamentari, il presidente USA Donald Trump avrebbe detto “Perché permettiamo a tutte queste persone che vengono da paesi di merda di arrivare qui?”.
Trump avrebbe rilasciato questa dichiarazione durante un incontro su un progetto di legge per la giusta regolarizzazione dei cosiddetti dreamers; ossia, gli immigrati irregolari, in gran parte provenienti da alcuni paesi africani e dall’America latina, giunti bimbi negli Stati Uniti e che oggi studiano, lavorano e hanno una famiglia.
Un’affermazione razzista e volgare, come le altre dichiarazioni offensive dette da Trump contro le donne, i poveri o i credenti nell’Islam. Guai a considerare queste dichiarazioni bizzarre o folkloristiche, purtroppo, esse rappresentano il modo di pensare di tanta gente, non solo statunitense. Viviamo in società sempre più egoiste, dove cresce il razzismo e l’indifferenza e dove cresce pericolosamente la violenza, in particolare, quella sulle donne. Le affermazioni di Trump per questo sono rischiose e disumane perché incoraggiano e accrescono l’odio e la violenza razzista. Sono affermazioni che manifestano il programma politico del presidente il quale, peraltro, con molta irresponsabilità minaccia guerre, alza muri, toglie visti d’ingresso e nega la regolarizzazione degli immigrati. L’America bianca e razzista si sente ben rappresentata da Trump! Da tutto questo non verrà nulla di buono per nessuno e Trump è un pericolo per tutti!
Anche in Italia, tali dichiarazioni hanno incoraggiato le peggiori affermazioni razziste: da testate che diffondono l'odio verso gli immigrati, come Il Giornale, fino al candidato del centrodestra alla presidenza della regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha addirittura riesumato concetti palesemente fascisti, quali la difesa della “razza bianca” [sic!].
Noi siamo convinti, come tante persone di buona volontà, molte della quale in questi mesi hanno manifestato contro Trump, che l’incontro, l’accoglienza e la solidarietà possono essere una possibilità di miglioramento della vita di tutti. Oggi più che mai, ci vogliamo riconoscere nella nostra comune umanità differente contro l’ingiustizia dei confini statali. Perciò crediamo, oggi più che mai, che ci sia bisogno di una battaglia implacabile contro tutti i razzismi, contro tutti i rigurgiti neofascisti e contro la violenza del terrorismo, affermando i valori di solidarietà e accoglienza. Uniamoci in nome di tutto questo!

Chi ha a cuore l’umanità si schieri!

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sosteniamo la giusta protesta delle maestre

Il 20 dicembre scorso a ridosso delle vacanze di Natale il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso per l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento dei diplomati magistrali.
Si è trattato di una decisione vergognosa che colpisce circa il 50% del personale docente della scuola primaria e dell'infanzia, circa 50 mila persone, in stragrande maggioranza donne adulte che dopo decenni di lavoro vengono ritenute idonee solo a svolgere le supplenze. Per circa 6000 di loro che nel frattempo sono state assunte in ruolo, c'è il rischio di licenziamento.
Nonostante la chiusura delle scuole per le vacanze di Natale è montata la reazione immediata tra le insegnanti che hanno attivato canali più diversi come il tam tam e le reti di conoscenze tra colleghe. Così alla riapertura della scuole l'8 gennaio in diverse città ci sono state manifestazioni e presidi di protesta di cui quello centrale a Roma particolarmente significativo.
Dalla mattina presto le scalinate di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione sono state presidiate e animate da alcune migliaia di maestre che con giusta rabbia e determinazione hanno iniziato a chiedere giustizia, denunciando l'attacco alla loro dignità di insegnanti che questo provvedimento e le sue conseguenze comportano: Protagoniste molte donne che hanno restituito dai microfoni messi a disposizione dai Cobas, le loro vicissitudini. Come chi è stata costretta a licenzarsi dalla scuola privata in cui insegnava (e sono dvierse) essendo stata immessa in ruolo tramite il ricorso ed ora rischia di perdere il posto. O come chi ha dovuto tasferirsi per accettare la cattedera e ora non sa cosa succederà.
Tanta la rabbia ma anche la determinazione a non essere considerate merce di scambio elettorale.
Significativa la presenza di tutti i sindacati di base così come dell'Anief l'associazione che è nata sull'organizzazione dei ricorsi.
È stata una prima reazione importante che ha bisogno di essere fatta conoscere e sostenuta da tutto il mondo della scuola, intorno alla quale costruire solidarietà per difendere e affermare la dignità di tutti gli insegnanti.

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• n. 308


dal 22 gennaio
al 5 febbraio 2018


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