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AdessoLaStoria

                           

                           

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strage terrorista in Sri Lanka

nemici dell’umanità

Una serie di sanguinosi attentati terroristi ha colpito lo Sri Lanka: 8 obbiettivi tra chiese e hotel sono stati colpiti, le esplosioni hanno sinora causato più di 200 morti e 500 feriti tra srilankesi e turisti di diversi paesi. Alla gente comune di quel martoriato paese, a tutti i cari delle vittime e alle comunità srilankesi va la nostra solidarietà e vicinanza. La scelta della data – il giorno di Pasqua – e quella degli obbiettivi indicano la volontà degli autori di colpire per fare quante più vittime possibili e dicono della ferocia dei terrorismi odierni che colpiscono gente inerme. Ancora si ignora chi siano gli autori della strage e il fatto che, in assenza di rivendicazioni, siano possibili diverse ipotesi sugli attentatori dice di quanto sia ampio e articolato il pericolo dei terrorismi oggi, in qualunque paese del mondo. Chiunque siano i terroristi, una cosa è certa: sono nemici dell’umanità e per questo vanno combattuti. D’altra parte, il fatto che già dieci giorni fa il capo della Polizia srilankese avesse allertato su un pericolo di attentati, in particolare nelle chiese, conferma di quanto oggi gli Stati e i loro apparati di sicurezza, nella fase di decadenza e obsolescenza che vivono, non sono in grado di garantire la sicurezza della gente. Non sono per questo meno violenti e bellicisti: il regime srilankese, incapace oggi di difendere le persone dai terroristi, è quello che ha messo fine alla pluridecennale guerra civile con una sanguinaria offensiva militare nel 2009 contro i terroristi delle “Tigri Tamil” (Ltte), che fece strage della popolazione tamil, con almeno 40 mila morti tra i civili (alcune fonti parlano addirittura di più di 100 mila vittime). Per difendere la vita dai diversi terrorismi criminali è necessario confidare sul protagonismo diretto e la costruzione di un tessuto di solidarietà e convivenza interetnica e fra differenti credo religiosi.

21 aprile 2019, ore 19:30

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Ciao Massimo

Improvvisa la notizia: Massimo Bordin, voce storica ed ex-direttore di Radio Radicale, ci ha lasciato.

Avevo notato un certo affanno nella tua voce durante le ultime trasmissioni che hai condotto, e nelle scorse settimane mi preoccupava non sentirti. Negli ultimi anni mi avevi riavvicinato alla radio, era dai tempi di "Tutto il calcio minuto per minuto" e di "Alto gradimento" - mi scuserai per gli antecedenti pop - che non l'ascoltavo regolarmente. Impagabili le tue rassegne stampa: acute, condite d'ironia, capaci di cogliere particolari succosi senza mai perdere il quadro generale, obiettive ma sferzanti, complete ma insolite, sempre rigorose e talvolta divertenti, sullo sfondo percebile una solida cultura. Utilissimi i commenti e le segnalazioni anche per orientarsi nella lettura cartacea, ma al tempo stesso per me "stampa e regime" è stato motivo di un inaspettato quanto gradito reincontro via etere. La tua voce inconfondibile, quell'accento romano verace e gustoso, l'accurata scelta di un aggettivo o di un avverbio: hai accompagnato le mie riflessioni nelle camminate mattutine e ravvivato la simpatia che mi suscitasti qualche decennio fa. Ci siamo conosciuti, non troppo bene per la verità, in un'altra epoca, quando il trotskismo ancora sembrava contenere un messaggio di emancipazione; cercammo pure di svilupparlo quel messaggio, fieramente minoritari in un contesto minoritario, senza riuscirci. Abbiamo imboccato altre vie, allontanandoci da quella nobile ma sorpassata e pericolosa visione, in direzioni decisamente diverse : tu verso il partito radicale io verso l'umanesimo socialista. Per chi crede in una causa è sempre e non è mai tempo di bilanci, non credi? Cammini diversi, per tanti versi divergenti, ma la distanza avvertita non ha cancellato la simpatia per te, un sentore di vicinanza in sottofondo. Penso, per come ci tocca direttamente, a come hai documentato in radio il nostro impegno antirazzista dal 3 febbraio 1996 in poi. Poi qualche anno fa ci incontrammo tu, Renè ed io a Piazza Esedra: una mezz'ora passata assieme fu sufficiente ad avvalorare quella sensazione. Non siamo mai diventati amici ma perlomeno sono diventato un tuo ascoltatore, curioso, attento, concentrato. Apprezzare il tuo senso critico, la tua acutezza di giudizio non mi ha impedito certe volte di arrabbiarmi per certe posizioni che esprimevi; talvolta coglievo qualche esitazione o imprecisione ma sentivo, e non di rado condividevo, la tua passione nell'esplorare le notizie. E stato anche grazie a te e alla tua rubrica che ho cominciato a leggere "Il foglio", un giornale lontanissimo da tante mie convinzioni eppure tra i più acuti ed interessanti sulla piazza per approccio, analisi e documentazioni. Ora ci hai lasciato ma mi lasci qualcosa: innanzitutto l'idea che davvero si può apprezzare chi la pensa diversamente e la sua libertà (in versione Voltaire o Luxemburg va bene uguale). Continuerò ad ascoltarti anche se con la voce di Taradash, Cappato e le/gli altri giornalisti di Radio Radicale, a cui andrà ancor più convinta la nostra solidarietà ed appoggio per impedirne la chiusura. Ai tuoi cari, alle tue compagne/i della radio come alle/ai colleghe/i del "Foglio" il mio sincero cordoglio e a te un abbraccio ideale.

per "La Comune", Dario Renzi 18 aprile 2019

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appello

per un 25 aprile di resistenza e liberazione

contro il governo, il razzismo e gli attacchi alla libertà di tutti/e
In continuità con la manifestazione nazionale del 10 novembre contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini, l’Assemblea di Macerata del 10 febbraio e quella di Roma del 13 aprile hanno deciso di partecipare o promuovere per il 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazifascismo, una mobilitazione nazionale con manifestazioni locali diffuse.
Rivolgiamo un caloroso appello a tutte le forze solidali, antirazziste e antifasciste ad unirsi per manifestare contro i provvedimenti liberticidi, fascistoidi e repressivi del governo Salvini/Di Maio. Proponiamo di costruire assieme le manifestazioni locali su questi contenuti:

• Costruiamo solidarietà contro il governo, il razzismo, la legge Salvini
• Accoglienza e regolarizzazione per tutti/e gli/le immigrati/e
• Apriamo i porti, salviamo le vite! Solidarietà con le Ong
• Per la libertà di espressione e manifestazione contro gli attacchi liberticidi del governo
• Contro ogni forma di razzismo, le minacce fasciste, la violenza sulle donne, l'omofobia e ogni tipo di discriminazione

Per adesioni: accoglienzapertutti@gmail.com

Prime adesioni:
La Comune, Associazione antirazzista interetnica “3 Febbraio”, demA – Democrazia e Autonomia, CSA Ex-Canapificio di Caserta, Associazione Sri Lanka Napoli, CDC (Coordinamento per la Democrazia Costituzionale), lista La sinistra, Nigerian community in Campania region-Italy (comunità Nigeriana in Campania), Alessandro Arienzo (docente universitario),Associazione dei Senegalesi (Napoli), Associazione Italo-extracomunitari di Poggiomarino “La Quercia”, Gruppo Archeologico "Terramare 3000" (Poggiomarino), Voci d'Afrique, Canto Libre, Maurizio Capone & Bungt Bangt, 'E Zezi - Gruppo Operaio, Valentina Canditone (assessora Mugnano - Napoli), Cobas Scuola (Genova), Rifondazione Comunista (Genova), Moschea "Centro culturale Al Rahma" Cornigliano (Genova) - Moschea "Centro culturale d'amicizia" V. Prè (Genova), Officina 47 (Roma), Comitato Monteverde antirazzista (Roma).

Appuntamenti nella città

Bologna

Saremo per tutta la giornata a Montesole, teatro di un terribile eccidio nazifascista nel 1944 e da molti anni sede di una fra le iniziative più partecipate dell’Emilia Romagna.

Genova

Saremo al corteo per la celebrazione dell’anniversario della liberazione con un nostro spezzone alternativo, che si fermerà in piazza De Ferrari, con lo striscione “Resistenza è antifascismo e antirazzismo, contro il governo, per le libertà di tutti/e”. Appuntamento ore 9:45 ai giardini di Brignole.

Milano

Saremo al corteo cittadino che partirà da Porta Venezia. Ci troviamo alle 13:30 all'angolo di piazza Oberdan intorno allo striscione non firmato “Uniti e solidali.Contro il governo razzista della cattiveria”.

Palermo

Saremo al corteo organizzato dall’Anpi. Il concentramento è alle ore 10 al Giardino inglese.

Napoli

Saremo alle 10 in PIazza del Gesù, per un'iniziativa unitaria. alle ore 12 Assemblea. Alle ore 13:30 pianzo solidale.

Firenze

Saremo dalle 11 in PIazza Poggi (quartiere Oltrarno), per partecipare all'iniziativa promossa dall'ANPI.

Prato

Saremo dal pomeriggio per tutta la serata a Bomba libera tutti, inziativa nel piazzale dell'università, con interventi, concerti e gazebo delle associazioni.

Pelago (Fi)

Saremo alla Biofioricola di primavera in via V. Emanuele e P.zza Ghiberti dalle 10 alle 19. Alle ore 16 assemblea.

Roma

Riunione in preparazione del 25 aprile giovedì 18 Aprile, ore 17.30 presso Associazione Scup, via della Stazione Tuscolana 84
Per contatti: 392 3842204

Iniziative sono in preparazione in molte altre città.
Per informazioni rivolgersi a redazionelacomune@gmail.com o ai contatti in questo sito

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Sabato 13 aprile si è svolta a Roma un'assemblea promossa da alcune delle principali forze che avevano dato vita alla manifestazione contro il razzismo e il governo del 10 novembre scorso. Ne pubblichiamo il report, per l'importanza delle decisioni prese.

#Indivisibili e solidali – Report riunione 13/04/2019  

La manifestazione nazionale "#Indivisibili - Uniti e solidali contro il razzismo, il decreto Salvini e l'esclusione sociale" del 10 novembre 2018 ha prodotto, attraverso i due momenti del 16 dicembre a Roma e del 10 febbraio a Macerata, un processo assembleare all’interno del quale è emersa la necessità di un piano di confronto e di azione comune in grado di essere continuativo, di consolidare ed estendere il campo delle relazioni che si è prodotto in questi mesi e di costituire un luogo di riferimento per tante e tanti che in questo momento vogliono reagire e condividere con altre/i il desiderio ed il bisogno di farlo. Per queste ragioni si è deciso di proseguire il percorso intrapreso nelle forme del "Forum #indivisibili e solidali".

Il "Forum #indivisibili e solidali" nasce sulla piattaforma di contenuti che ha costituito il fondamento della manifestazione del 10 novembre, riproposta a conclusione dell'assemblea di Macerata e che oggi integriamo con ulteriori due specificazioni che nella discussione collettiva si è ritenuto di sottolineare:

- contro il governo razzista e liberticida per difendere la libertà di tutte/i;

- basta con gli attacchi razzisti e repressivi contro Rom, Sinti e Caminanti.

Il "Forum #Indivisibili e solidali" nasce come spazio aperto, come unione plurale ed inclusiva per un'azione comune contro ogni governo razzista ed ogni forma e cultura di discriminazione ed esclusione umana e sociale. Il Forum intende essere uno spazio di organizzazione concreta per coloro che vogliono opporsi al razzismo ed alle politiche di esclusione, emarginazione, criminalizzazione, sviluppando l’interconnessione delle iniziative e dei processi aggregativi che si producono e si radicano nei territori.  

Il "Forum #indivisibili e solidali" si propone da subito di promuovere campagne che si articolano a partire dai seguenti assi tematici:

- REGOLARIZZAZIONE intesa:

1) come sanatoria per il riconoscimento del titolo di soggiorno ai migranti che vivono in territorio italiano ed a cui è stato negato o revocato il titolo di soggiorno;

2) come pieno riconoscimento, senza differenziazioni, del diritto di residenza e dei diritti ad esso connessi a tutt* coloro a cui oggi vengono negati per la tipologia di permesso di soggiorno detenuto, per il fatto di abitare in spazi riappropriati o per il fatto di essere titolari della cosiddetta “residenza fittizia”.  

Nell’ambito di tale campagna è necessario estendere e potenziare le azioni di lotta contro i divieti di iscrizione anagrafica sanciti dalla legge 132/18 (c.d. decreto sicurezza) e dalla legge 80/14 (c.d. Piano Casa - Art. 5).

- ACCOGLIENZA:

l'attuazione del "decreto Salvini" determina la fine del modello di accoglienza diffusa (SPRAR), mentre il finanziamento dei CPR e dei rimpatri forzati avviene mediante il taglio dei fondi destinati ai CAS e all'inclusione. Le condizioni materiali dei migranti richiedenti protezione internazionale peggioreranno, privati dei servizi di assistenza legale, psicologica e dell'insegnamento della lingua italiana, mentre si intensificheranno le reclusioni all’interno dei CPR ed i processi di criminalizzazione; migliaia di operatori saranno licenziati e sarà disperso un patrimonio di saperi acquisito sul campo e non ancora formalizzato.
Lottare ed opporsi a questo scenario significa:

- assumere e promuovere campagne contro i CPR, per chiedere l'immediata chiusura di quelli aperti e interdire l'apertura di quelli programmati;

- proseguire le mobilitazioni contro la legge Salvini e sviluppare percorsi di sostegno e accoglienza auto-organizzati;

- aprire una riflessione sul "reato di solidarietà", che sta colpendo realtà e persone solidali, per individuare assieme le forme e gli strumenti più efficaci per fronteggiarlo;

- aprire una riflessione sulla condizione degli operatori sociali che resteranno senza un reddito. Il sistema degli appalti per i CAS è strutturalmente criminogeno, come attestano le tante "mafia capitale" sparse per il Paese.

La lotta degli operatori va promossa, organizzata e sostenuta dentro una critica radicale al modello esistente ed alle imprese che in questo vedono unicamente un ramo di business.

- FRONTIERE E GUERRA IN LIBIA:

- reclamare l'apertura dei porti italiani, che rappresentano la frontiera Sud della penisola;

- rivendicare canali sicuri ed immediatamente esecutivi di ingresso dalla Libia in Italia ed in Europa: il quadro di guerra che si è venuto a delineare in questi giorni, causata dallo scontro tra i signori della guerra locali e dal neo-colonialismo delle potenze statali, aggiunge ai migranti già presenti in territorio libico - molti detenuti nei centri di prigionia - centinaia di migliaia di sfollati dalle città. I migranti sono costretti ad arruolarsi e combattere in una guerra che è il frutto del conflitto di interessi legati all'estrazione petrolifera, di cui l'ENI è uno dei principali attori. Per queste ragioni è importante rilanciare l’intervento contro le multinazionali dei petrolieri, responsabili nel contempo di guerre, distruzione climatica ed espulsione di milioni di persone dalle loro terre, rese invivibili dallo sfruttamento petrolifero;

- riprendere in forma organizzata e plurale le carovane di inchiesta, denuncia e supporto materiale sui confini attorno alla Fortezza Europa, dai Balcani al confine Libia-Tunisia a Ceuta e Melilla;

Inoltre, dando seguito alla decisione assunta a Macerata:

- partecipiamo alle piazze indette nei territori in occasione del 25 Aprile, per diffondere un messaggio di attualità di resistenza e liberazione dal razzismo, dalla legge Salvini, dagli attacchi alle libertà di tutte e tutti messi in campo dal Governo;

- sosteniamo la mobilitazione del 9 maggio per una legge sulla cittadinanza per i bambini e le bambine nate o cresciute in Italia: la lotta per l’estensione del diritto di cittadinanza è una lotta giusta, che va nella direzione dell’eliminazione delle diseguaglianze sociali e politiche.

Infine viene indetta un'assemblea a Roma del "Forum #indivisibili e solidali" per sabato 15 (pomeriggio) e domenica 16 giugno. L’assemblea sarà articolata con una discussione sulla preparazione di un meeting del Forum da realizzare in autunno e una discussione per focus tematici.  

I focus di discussione ricalcheranno gli assi tematici sopra illustrati, integrati con la discussione sulle modalità di funzionamento del Forum e dei relativi strumenti di comunicazione. Riteniamo che la realizzazione dell’assemblea su due giornate potrà consentirci sia un maggiore approfondimento delle tematiche, sia un confronto più approfondito sullo stato delle iniziative e sulle azioni comuni da mettere in campo durante il periodo estivo.

Roma, 13 aprile ’19

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Sudan

cade il dittatore, il regime vacilla

Mentre scriviamo sono già numerose le vittime della repressione dell’esercito in Sudan contro le manifestazioni che, dopo la caduta di Omar al Bashir, chiedono la libertà e denunciano le manovre dei vertici militari. Il movimento popolare è iniziato il 19 dicembre contro il peggioramento delle condizioni di vita e in particolare contro i ripetuti aumenti dei prezzi dei generi di prima necessità. Le manifestazioni – con un deciso protagonismo femminile – si sono poi concentrate contro il regime di al Bashir. Secondo Human Rights Watch e Amnesty International la repressione ha causato almeno 40 vittime. Dopo la caduta di Bouteflika in Algeria le mobilitazioni hanno assunto un ritmo quotidiano e un carattere sempre più radicale per quanto pacifico, riponendo una certa fiducia verso l’esercito, a cui si chiede di deporre il dittatore. Il movimento esige, tra le altre cose, immediate e libere elezioni: “Non vogliamo più un altro dittatore”, si grida nelle strade di Khartoum. Il Sudan è una realtà importante per il mondo arabo e quello africano. Ha vissuto nel 2011 la separazione del Sudan del Sud. Bashir, al potere da trent’anni dopo un colpo di Stato, incarnava un regime arabo africano di stampo totalitario con caratteristiche islamico militariste, è tra i principali responsabili del genocidio della popolazione del Darfour e su di lui pende la richiesta di estradizione dai tribunali internazionali, oltre a essere il primo leader arabo a visitare nel dicembre scorso il suo omologo sanguinario siriano, Bashar al Assad.
La sua caduta è merito del movimento popolare ma si é data attraverso una congiura di palazzo che ora rappresenta la principale minaccia per le richieste di libertà della popolazione. Il Rassemblement des professionnels soudanais, la più importante forza di opposizione, ha rifiutato il piano dei militari. L’Egitto e gli Emirati del Golfo sono in piena attività per difendere i propri interessi in Sudan, all’opposto gli attivisti egiziani delle rivoluzioni della gente comune del 2011 invitano i loro amici sudanesi a mantenere l’iniziativa e a non fidarsi dei militari.

(tratto da La Comune n. 336)

Ultimo Numero

 • n. 335


dal 15 al 29 aprile 2019


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