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AdessoLaStoria


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un voto razzista colpisce al cuore l’Europa degli stati

Con il 52% una maggioranza limitata ma determinante decide l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.
Un avvenimento che sconvolge gli assetti politico-economici del continente con conseguenze internazionali.
Nasce da una questione cruciale per la convivenza umana, per la vita di milioni di esseri umani, per le caratteristiche del cambiamento epocale in corso: l’immigrazione.
Il voto infatti ha come motivazione principale la chiusura e l’egoismo nei confronti dei fratelli e delle sorelle immigrate, in particolare i milioni di profughi che nell’ultimo anno sono in movimento alla ricerca di una vita migliore. Pesano anche elementi di paura del futuro, frustrazione e malcontento nei confronti dell’impoverimento causato dalle logiche di sfruttamento delle superborghesie europee, sentimenti che in molti casi non assumono però riferimenti valoriali positivi. E’ un voto differenziato: Scozia, Irlanda del Nord, Londra e molta parte della gioventù hanno infatti, in maggioranza, respinto l’appello “Britain first”.
Le destre di tutto il mondo – da Trump a Marine Le Pen e Salvini – sono scatenate nel rivendicare la vittoria referendaria e nel cercare di trarne vantaggio.
E’ possibile che dal risultato inglese scaturiscano effetti dirompenti difficili da prevedere. Per quante soluzioni temporanee e parziali possano trovare le cancellerie europee, stiamo assistendo ad un passaggio significativo.
L’Europa di Schengen e Maastricht, statale e padronale, una delle ipotesi politiche più importanti del sistema democratico del dopoguerra, che già scricchiolava, accelera il suo fallimento.
Da questa situazione caotica possono nascere o rafforzarsi, nella disgregazione sociale, nella crisi delle coscienze e dei valori, pericoli ulteriori, per gli immigrati ma inevitabilmente per tutti.
Tutto questo ci deve spingere a rafforzare un impegno per la solidarietà internazionale e la pacificazione: in primo luogo per l’accoglienza per tutti gli immigrati ed i profughi, per la dignità e la libertà, la giustizia sociale, l’autodeterminazione.

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gli ambulanti immigrati di Palermo ancora in piazza per i diritti e l'accoglienza 

Mercoledì pomeriggio scorso erano più di mille in corteo per contestare la pratica della Questura di Palermo che sta rigettando le richieste di rinnovo dei permessi di soggiorno per asserite irregolarità legate al reddito; oltre ai ritardi impressionanti nei tempi di rilascio dei soggiorni. Inoltre, chiedono che il permesso di soggiorno sia garantito a tutti i profughi e a tutti gli immigrati.
 Una lotta che continua a vedere alla testa gli ambulanti bengalesi organizzati nell'associazione "ambulanti per la fratellanza", insieme all'Associazione 3 Febbraio, agli ambulanti del Marocco e del Ghana, gruppi di profughi, centinaia dell'associazione dei giovani bengalesi. Anche in questo caso hanno partecipato  diverse donne con i propri bambini che, peraltro, aprivano il corteo come sempre unito, determinato e accogliente; c'erano anche diverse associazioni impegnate nella difesa dei diritti e nella solidarietà.
Dai microfoni hanno ribadito di volere vivere assieme agli altri in pace, rispettando le differenze, contribuendo alla vita in società e di essere scesi in piazza per difendere i loro diritti uniti e in solidarietà reciproca.
E' apparso evidente che questa lotta, iniziata nel 2013 in difesa del diritto al lavoro, sta cominciando a coinvolgere la comunità tutta, andando oltre i confini dei diretti interessati.
Alla fine del corteo una delegazione ha incontrato il Vice Prefetto e il Responsabile della Digos, i quali si sono impegnati ad avviare a stretto giro un tavolo tecnico con la Questura.
Al di là di quanto si riuscirà ad ottenere, è importante che in primo luogo gli stessi protagonisti capiscano di essere già un esempio di coraggio, di dignità e di volontà di difendere i diritti assieme, in una logica unitaria e indipendente.
Inoltre, la scelta di un settore degli ambulanti di organizzarsi in un'associazione, che ha bisogno di crescere e di estendersi alle diverse comunità immigrate, sta permettendo, non senza problemi e contraddizioni, un forte protagonismo indirizzato verso una logica e una pratica di fratellanza e accoglienza per tutti.
  

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elezioni municipali 2016

cala la partecipazione,
cresce il caos

Il quadro politico uscito fuori dal ballottaggio del 19 giugno è particolarmente caotico e incerto per gli assetti dominanti. L’astensione è il dato più significativo, circa il 50% non ha votato, anche in realtà come Bologna di solida tradizione elettoralista e a Napoli addirittura ha partecipato al secondo turno il 35,97% degli aventi diritto. Ormai gli eletti alle diverse istituzioni democratiche rappresentano una minoranza della minoranza. È un’espressione della sfiducia delle persone nella politica e nei partiti, ormai reputati comitati d’affari corrotti che fanno gli interessi di esigue minoranze. Il disintegrarsi dei partiti tradizionali di centrodestra, di centrosinistra e di sinistra è ormai conclamato. Una delle conseguenze è stato il proliferare di liste civiche, il “voto alla persona”, la nascita di nuovi movimenti, la dimensione non uniforme del voto sul territorio.
La gente è sempre più stanca e disillusa. La politica democratica non è capace di suscitare entusiasmi come in passato, dilaga la violenza verbale e praticata, la mediocrità morale e intellettuale, la mancanza di idee e di un progetto di società.
Il centrodestra, lacerato e diviso vive una patente crisi di leadership e la destra estrema come la Lega Nord non ha sfondato con il suo razzismo becero di marchio neofascista, anche se nella ex Bologna rossa ha avuto un peso significativo.
Il Movimento 5 stelle ha avuto un risultato importante soprattutto in alcune città come Roma e Torino, presentandosi come movimento contro la corruzione ed il sistema. Ma questo risultato è stato possibile anche grazie al sostegno aperto di settori di destra e centrodestra ai ballottaggi, dei cui voti Grillo e compagni hanno fatto incetta. L’ambiguità dei 5 stelle diventa più evidente. Ha un progetto che è interno a questo sistema, propone cambiamenti illusori e ingannevoli. Ha consolidato i legami con i poteri oppressivi. Le posizioni razziste e grevi verso le donne, (spesso espresse con le piazzate del suo leadercomico Beppe Grillo), l’ostilità verso le organizzazioni dei lavoratori, sono un loro tratto connotante pericoloso. Il mito della democrazia via web si dimostra sempre
più inconsistente e addirittura nei metodi è persino peggio dei vecchi partiti con i suoi tratti monarchici del nuovo padre-padrone Davide Casaleggio. Virginia Raggi, appena è stata eletta a Roma è stata affiancata da uno staff deciso dai vertici dei 5S.
Il Pd ha subito una sonora sconfitta perdendo tanti voti e la metà dei novanta comuni capoluogo dove governava. È stato travolto dalla corruttela, come nella Roma di MafiaCapitale e dal fiato corto del rinnovamento promesso dal Partito della Nazione di Matteo Renzi e del suo governo che fa gli interessi dei ceti più ricchi, anche se sull’immigrazione fa un discorso meno peggiore di altri e in contrasto con quello della destra leghista.
Luigi De Magistris è stato riconfermato sindaco nonostante l’ostilità di tutte le altre forze, centro destra ovviamente, ma anche Pd e 5 stelle. Con la sua coalizione raggruppa una parte significativa della sinistra e dell’estrema sinistra. In questo quadro si è riconfermato sindaco rappresentando un’ipotesi politica più attenta a considerare e ad intercettare alcune esigenze e aneliti valoriali di settori popolari, dei giovani e degli ultimi. Si muove comunque nel quadro dominante per ricostruire lo stato dal basso con la sua “democrazia della cittadinanza”, e al contempo accentua le spinte particolaristiche delle istituzioni locali con il suo richiamo alle esigenze del Sud contro il governo centrale attuale. Il fatto che solo uno su tre a Napoli ha votato la dice lunga sulle difficoltà che questa ipotesi si faccia strada.
I maggiori pericoli stando al quadro internazionale, europeo e italiano sono rappresentati dal brodo di cultura neofascista e neonazista che promana da diverse compagini politiche autoctone e estere ma che alligna in modo preoccupante in settori di società.
La politica italiana sprofonda nel caos, alimenta la confusione e il peggio nelle persone non dà autentiche prospettive di miglioramento che richiedono il protagonismo di ciascuno di noi improntato a costruire relazioni positive, ambiti di solidarietà, di comunanza, di valori alternativi per affermarci e migliorare la nostra vita.

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Orlando

un orribile atto di terrorismo stragista e omofobo

Ad Orlando, in Florida, è avvenuta un’orribile strage in locale gay. Dalle notizie che abbiamo in questo momento, un uomo è entrato nel locale sparando all’impazzata e uccidendo 50 persone, ferendone 53, tra le quali diverse gravemente. L’uomo si è poi barricato nel locale con degli ostaggi e successivamente è stato ucciso dalla polizia.  Sembra che l’assassino avesse con sé anche un ordigno che se fatto esplodere avrebbe reso la strage ancora più grande.
Al momento non è ancora chiarissima la dinamica dei fatti ma quel che è certo è che anche quest'ennesimo atto di terrorismo reazionario è stato rivendicato del mostro neonazista dell'Isis. La strage di Orlando conferma che siamo tutti minacciati, che l'Isis è il primo nemico dell'umanità tutta. E' la vile e disperata vendetta - secondo una modalità che purtroppo abbiamo conosciuto più volte in questi anni - degli assassini ultrareazionari dello Stato islamico alle ripetute sconfitte che stanno subendo sul campo. Questa volta però questa violenza assume anche la tragica espressione omicida dell’odio omofobo (il padre del killer ha dichiarato che il figlio odiava i gay e questa strage avviene ad una settimana dal prossimo gay pride), che si accompagna a quello contro le donne e razzista.
Questo attentato per di più avviene nel paese culla della democrazia sistemica dove il candidato alla presidenza repubblicano, Donald Trump, è una nitida espressione fascistoide di quest’odio, con la sua campagna elettorale basata sull'intolleranza, il razzismo e le minacce di guerra.
Da parte nostra, esprimendo tutta la nostra profonda solidarietà ai familiari e ai cari delle vittime e a tutta la comunità omosessuale, un anno dopo la manifestazione nazionale del 10 maggio 2015 contro il terrorismo stragista e reazionario, dopo Parigi, Bruxelles, Sousse, San Bernardino..., intendiamo continuare e moltiplicare il nostro impegno per difendere la vita contro tutte le forme di terrorismo.

12 giugno 2016, ore 21:00

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Riceviamo e pubblichiamo il volantino scritto in risposta all'assassinio di Sara Di Pietrantonio e distribuito nella fiaccolata e nel presidio che si sono tenuti a Roma l'1 giugno

per Sara, basta femminicidi

difendiamo la nostra vita e la nostra libertà

Alcuni giorni fa, in una strada alla periferia di Roma, Sara è stata brutalmente uccisa dal suo ex fidanzato. Ci uniamo al dolore di tutte le persone care che l’hanno conosciuta, che le volevano bene. Siamo colpite intimamente dalla violenza e dalla furia maschilista di tanti uomini che uccidono le donne perché non sopportano la loro libertà.
Oggi il pericolo maggiore per le donne è rappresentato dai mariti, dai fidanzati o dagli uomini che si è scelto di allontanare: non sottovalutiamolo. Chiediamo aiuto quando abbiamo bisogno, anche solo se sospettiamo qualcosa, diamo aiuto quando ci viene chiesto con uno sguardo o con un grido: se qualcuno l’avesse fatto forse Sara sarebbe ancora viva.
Costruiamo relazioni e ambiti solidali e di amicizia fra donne per imparare a riconoscere le minacce, per non sentirci sole; per essere più sicure, per vivere meglio.

 La Comune - Roma

Casa della Comune Via di Porta Labicana 56/A
Tel. 064452730 casadellacomuneroma@gmail.com

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