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AdessoLaStoria


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No al divieto di manifestare a Macerata

contro fascismo e razzismo

Di fronte alla gravissima tentata strage fascista e razzista di sabato 3 febbraio a Macerata è più che mai necessario unirsi, schierarsi e mobilitarsi. Per questo è grave l’appello del sindaco di Macerata ad annullare la manifestazione del 10 febbraio, mettendola sullo stesso piano di quella convocata dall’estrema destra fascista. Sciaguratamente l’Anpi, la Cgil, l’Arci e Libera lo hanno accolto ritirandosi dalla manifestazione. È un invito ipocrita, e oltre modo pericoloso, alla “normalità”, teso a far rientrare la sana reazione e protagonismo di tanti che non vogliono lasciare campo libero a razzisti e fascisti.
Non è “abbassando i toni” e sminuendo la gravità di quello che è successo che si combattono fascisti e razzisti !
Ancor più grave è la decisione di Minniti e della Prefettura di Macerata di vietare tutte le manifestazioni e quindi anche quella antifascista del 10 febbraio.
È un gravissimo attacco alla libertà di manifestazione e di espressione che calpesta gli stessi “loro” principi democratici che dicono di voler difendere, equiparando una manifestazione antifascista a quella dei fascisti, che hanno comunque dichiarato di volerla mantenere.
Perciò sosteniamo la decisione delle diverse realtà e persone che, nonostante questi divieti, hanno deciso di svolgere ugualmente il corteo e saremo presenti a Macerata.

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attentato razzista e stragista a Macerata

uniamoci per fermare il razzismo assassino e la minaccia nazifascista

A Macerata, sabato 3 febbraio, Luca Traini, razzista e fascista dichiarato, candidato per la Lega Nord nel 2017, ha sparato all’impazzata e ferito vigliaccamente sei persone immigrate, usando come pretesto la vendetta per il barbaro assassinio di Pamela Mastropietro, di cui è stato accusato un immigrato nigeriano.
Quello che è accaduto a Macerata è un fatto estremamente grave: rappresenta un salto di qualità. La tentata strage non è l’atto di un folle e di uno squilibrato ma la conseguenza del riemergere e del diffondersi di un nuovo nazifascismo che in un clima di impunità compie ronde razziste, pestaggi di immigrati e intimidazioni contro l’associazionismo solidale, seminando odio, violenza e ideologia di morte e di uccidibilità.
Non a caso la teppaglia nera di Forza Nuova ha rivendicato “il patriota” Traini ed è pronta a sostenerlo nelle spese legali del processo.
Le bande nazifasciste trovano sponde nel contesto di odio, cattiveria e razzismo che serpeggia in una società sempre più violenta e disgregata alimentato cinicamente dai poteri statali, governativi e politici.
Infatti, il fascio-leghista Salvini ha giustificato l’attacco criminale e razzista dando la responsabilità “all’invasione degli immigrati”.
È urgente unirsi per contrastare e fermare il riemergere della peste nera. È il momento di costruire un fronte ampio e plurale contro la nuova orda nazifascista che minaccia la vita e la libertà, non solo degli immigrati, ma di tutti noi, unendoci di più e meglio per proteggerci e difenderci assieme.
Siamo convinti che la violenza razzista, quella patriarcale contro donne e bimbi, quella che colpisce la vita delle persone più indifese, ovunque e ogni giorno, hanno la stessa radice nella logica bellica e di morte che sgorga dai poteri oppressivi e dalla disgregazione valoriale e rappresenta una minaccia per l’umanità.
Facciamo appello alle persone solidali, agli amanti della libertà e agli antifascisti per costruire iniziative unitarie in ragione della difesa della vita, per affermare i valori positivi della solidarietà, dell’accoglienza, della tolleranza attraverso cui crediamo sia possibile una positiva convivenza tra persone di diverse etnie, provenienza geografica, differenti generazioni e credo religiosi.
È la strada su cui come umanisti socialisti siamo impegnati per essere protagonisti di una aggregazione umana benefica e migliore.

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scarica qui la presa di posizione impaginata

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sugli avvenimenti di Macerata

contro nazi-fascismo e razzismo  
difendiamo l'umanità e la libertà

A Macerata, sabato 3 febbraio, Luca Traini ha sparato e ferito sei persone immigrate a cui vogliamo esprimere la nostra solidarietà.
Questo vile atto terrorista è stato compiuto da un razzista e fascista dichiarato, candidato per la Lega Nord nel 2017, che ha usato come pretesto il barbaro assassinio di Pamela Mastropietro, che vede il coinvolgimento di un immigrato nigeriano.
Quello che è accaduto a Macerata è un fatto estremamente preoccupante e rappresenta un salto di qualità del razzismo assassino in questo paese.
Lo dimostrano anche le reazioni a questa tentata strage: Casapound e Forza Nuova, organizzazioni nazifasciste, hanno sostenuto il “patriota” Trani dicendosi, la seconda, disponibile a sostenere le spese legali; Salvini e Meloni hanno attribuito la responsabilità “all'invasione degli immigrati”, e Berlusconi allineandosi pretende l'espulsione di 600.000 immigrati; a sinistra, tranne alcuni distinguo, si è scelto la linea del silenzio, mentre il M5S ha vigliaccamente scelto di "non commentare"; ma il fatto più preoccupante è che cresce l'indifferenza tra la gente e, addirittura, molti, pur non giustificando l'azione, ne condividono le motivazioni.
In una società sempre più disgregata ed incattivita dove aumentano egoismo sociale, maschilismo, indifferenza e razzismo, le ideologie razziste fascioleghiste e nazifasciste si stanno diffondendo e, pericolosamente, trovano terreno fertile. Attaccano violentemente chi è diverso e minacciano le libertà di tutti: di stampa ed espressione, di movimento, di orientamento sessuale, di religione, etc.
Per fermarli non esistono soluzioni semplici ed immediate ma è sempre più urgente combatterli.
Partendo dall'idea che siamo una comune umanità differente, vogliamo impegnarci insieme con tutti coloro che hanno a cuore i valori umani e che si sentono minacciati da questa teppaglia assassina.
Vogliamo assieme affermare, vivere e difendere valori per noi fondamentali, come l'accoglienza, il rispetto e la solidarietà, rifiutando ogni razzismo, che sta crescendo anche tra gli immigrati, per superare confini e divisioni.
Vogliamo affermare una libertà benefica ed espansiva, come la libertà di circolazione per tutti gli esseri umani, e combattere qualsiasi ideologia che vuole negare queste libertà. Perciò pensiamo che sia serio garantire anche l'autodifesa della nostra gente e di queste idee.
Sentiamo più benefico per tutti sperimentare un percorso di convivenza pacifica ed interetnica, composto di tanti colori e idee, favorendo l'incontro, la conoscenza e il rispetto, e rifiutare qualsiasi visione assolutista, violentista e totalitaria, da qualunque parte venga.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA INTERETNICA "3 FEBBRAIO"
Web: www.a3f.org - Mail: napoli@a3f.org
Tel: (+39)3465708065 Twitter: @Ass3Febbraio; FaceBook: Ass3Febbraio

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attentati in Afghanistan

fuoco incrociato contro gli inermi

Nella sua lunga storia Kabul, capitale dell'Afghanistan, è stata spesso attraversata e offesa da eserciti e guerre, ma mai i suoi abitanti hanno sofferto come negli ultimi quarant'anni. Kabul, dove vivono oltre 3 milioni di persone, sabato 27 è stata colpita da un attentato feroce e vile, subito rivendicato dai talebani. Uno di loro ha condotto un'auto imbottita di esplosivo nel quartiere delle ambasciate e degli edifici governativi provocando un massacro: quasi cento vittime, il doppio di feriti. Come mezzo di trasporto, i vigliacchi assassini hanno utilizzato un'auto ambulanza; per camuffarsi, certo, ma così anche moltiplicando l'effetto terrorizzante sulle persone comuni. Una settimana prima, sempre nella capitale, i talebani avevano fatto esplodere un altro ordigno nei pressi dell'Intercontinental Hotel provocando 20 morti. Il 24 gennaio a Jalalabad, un commando ha assalito la sede della Ong Save the Children: anche qui morti e feriti; questa volta l'azione è stata però rivendicata dall'Isis.
Nel 2001, all'indomani degli attentati di New York, il governo degli Stati uniti d'America ha proclamato la guerra totale al terrorismo invadendo l'Afghanistan con una poderosa coalizione internazionale comprendente l'Italia. Tra alterne e sanguinose vicende belliche, gli eserciti stranieri hanno cacciato da Kabul il potere ferocemente patriarcale dei talebani; per farlo, hanno a loro volta seminato morte e distruzione in tutto il paese, imponendo un governo corrotto e quasi altrettanto oppressivo. Sembrerebbe che l'obiettivo dell'attentato di sabato fosse la sede dell'Alto Consiglio per la pace, incaricato dei negoziati (ora fermi) tra governo e talebani. Insomma, fanno politica con le bombe. In questo pessimo quadro, negli ultimi anni si sono inseriti anche gli assassini dell'Isis.
Su un piano, senza alcun dubbio, le bande assassine locali e gli eserciti internazionali guidati dagli Usa non rappresentano in alcun modo una alternativa: nel loro disprezzo per la vita umana, sacrificabile ai propri obbiettivi. Soprattutto la vita delle donne e dei bambini.

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con parenti e amici delle vittime dell’incidente ferroviario di Pioltello

per difendere la vita

Il 25 gennaio alle porte di Milano, tra le stazioni di Pioltello e Segrate, un treno di pendolari è deragliato a causa della rottura di un binario. Tre donne sono morte, oltre un centinaio i feriti, alcuni gravi. Persone che andavano al lavoro hanno perso la vita per la mancanza di manutenzione ai binari, mentre i manager delle ferrovie sono impegnati a curare gli investimenti per i treni ad alta velocità e altri settori, spinti da una spasmodica e cinica ricerca del guadagno e del business.
La certezza del profitto e del suo accumulo diventa più importante della vita e sicurezza delle persone che viaggiano e che lavorano (ricordiamo l’incidente mortale alla Lamina di Milano della scorsa settimana e le migliaia di morti sul lavoro ogni anno). Morire al lavoro o mentre lo si raggiunge non è fatalità o sfortuna, ma il frutto di una scelta – di pochi – che si chiama incuranza della sicurezza e della vita umana: tutte le persone sono sacrificabili in nome del profitto, e la loro morte un “effetto collaterale“. Tutto questo è una espressione dell’uccidibilità, è una legge non scritta ma applicata sotto questo sistema in decadenza che lascia dietro di se una scia di morte e sofferenza sempre più grande per la gente comune.
Non adattiamoci a questa normalità, cerchiamo assieme una strada di vivibilità proteggendo e difendendo la vita di tutti. Conquistare maggior sicurezza per tutti e tutte implica una nuova e differente presa di coscienza, sottraendosi al fatalismo.
Non abituiamoci all’incuria e degrado che ci circonda, frutto anche di tagli al personale e agli investimenti sulla sicurezza, uniamoci tra lavoratori e lavoratrici e le persone che usufruiscono dei servizi. Affermiamo un nuovo protagonismo per difendere la vita di tutti, ad esempio insieme ai tanti comitati di pendolari che reclamano da tempo migliori condizioni di viaggio, e alle tante persone e associazioni  impegnate e sensibili a questi temi.

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• n. 309


dal 5 al 19 febbraio 2018


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