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AdessoLaStoria


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Appello

uniamoci contro il razzismo

per l'accoglienza di tutti/e senza condizioni e per la difesa della vita

Di fronte alle migliaia di vittime nei mari, alle torture degli immigrati nei centri di detenzione libici, agli attacchi alle libertà di tutti e a quelli contro le Ong le persone solidali che salvano vite umane, è più che mai necessario reagire costruendo la più ampia unità. Per difendere la vita, aprire i porti, accogliere tutti/e e respingere il razzismo dilagante.

Ci rivolgiamo calorosamente alle differenti forze e a tutte le personalità che hanno sottoscritto appelli e preso iniziative solidali e contro il razzismo : è il momento di unirsi e di reagire insieme all'escalation di xenofobia, intolleranza, violenza, odio, risentimento fomentata e alimentata dal governo con alla testa il ministro fascioleghista Salvini.

Con l'intento di convergere (saremo presenti ad altre scadenze analoghe eventualmente promosse) e di unirsi superando la frammentazione delle iniziative proponiamo a tutte le forze e le personalità antirazziste di incontrarci domenica 23 settembre a Roma alle ore 10,30 alla Locanda Atlantide via dei Lucani 22 per discutere la possibilità di promuovere una manifestazione nazionale come primo passo per costruire un fronte comune contro il razzismo criminale fomentato dal governo.

Per info e adesioni : accoglienzapertutti@libero.it – tel 06 4463456 – 055 8622714

qui l'evento Facebook dell'assemblea

prime adesioni :
La Comune, Associazione Antirazzista e Interetnica “3 febbraio”, Cib-Unicobas, Usi, Refugees Welcome Italia Onlus,  Usicons, Comitato Stop Razzismo (Po), Circolo Arci “Aut” di Caltanissetta, Centro sociale Ex canapificio (Ce), Movimento migranti e rifugiati di Caserta, Assemblea “Sulla stessa barca” (Po), Left-Lab (Po), Associazione Meltin-Po, Le donne del presidio di San Lorenzo contro la violenza sulle donne (Ge), Collettivo Women Rise Up (Roma), Comitato giovanile contro tutte le discriminazioni Human Way (Roma), Associazione Pianoterra Onlus, Collettivo We got life (Roma), Collettivo Il colore della viola (Co), Circolo PD di Guanzate (Co), Associazione Culturale Musicale Illimitarte (Villaricca - Na), Rete Co'mar (collettivo di musicisti , autori e attori), Collettivo insorgenza musica, Piero Soldini (Cgil), Luce Tommasi (Giornalista Rai), Germano Monti (Comitato di Solidarietà con il popolo siriano),  Pier Francesco de Rinaldis (Comitato di Solidarietà con il popolo siriano), Massimo Reggio Rsu Usb Roma Capitale (Rm), Ciccio Merolla (musicista), Modena City Ramblers (gruppo musicale), Eugenio Bennato (musicista), Giuseppe Aragno (storico), Bidonvillarik (gruppo musicale), Acquazone (gruppo musicale), Bluecaravan (gruppo musicale), Gabriele Della Morte (giurista - Università Cattolica di Milano), Marco Chiavistrelli (cantautore antirazzista), Mujeres Creando (gruppo musicale), Annalisa Senese (avvocato), Riccardo Cavallo (filosofo del diritto),  Chiodo fisso (gruppo musicale)

 
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14 settembre: un mese dalla tragedia del ponte Morandi

contro gli inganni e l'ipocrisia di tutta la politica

uniamoci per difendere e migliorare la vita

E' passato un mese dalla tragedia e si susseguono le celebrazioni. Attivare la memoria di ciò che è accaduto è importante per indirizzare i nostri progetti di vita.

In quei minuti, in quelle ore e nei giorni successivi abbiamo provato tanta tristezza, rabbia e al tempo stesso sentito emergere una fortissima solidarietà. Chi ha salvato tante vite, chi ha soccorso, chi ha accolto e si è stretto nell'abbraccio per lenire le ferite. Essere solidali: specchiarsi negli altri riscoprendo il primo moto di simpatia che ci rende umani, non "macchine degli aiuti".

Mentre le indagini giudiziarie iniziano a comporre un quadro in cui i responsabili sono a decine: rappresentanti di governo e istituzioni statali, di aziende private, specialisti e professori universitari... Tutti corrotti che hanno "sottovalutato" i danni evidenti di una struttura pericolosa per la vita delle persone: da 25 anni senza manutenzione straordinaria! Sono le stesse istituzioni che oggi, magari con facce nuove, cercano la nostra delega e ci trattano come numeri sacrificabili alla logica dello sviluppo e del profitto. Sono gli stessi (massima espressione lo è questo governo e il ministro fascio leghista Salvini) che chiudono i porti ed ergono i muri alimentando odio e divisione! Sappiamo tutti che le tante tragedie (terremoti e alluvioni) che hanno colpito questo paese sono state occasione per "affari" e corruzione sulla pelle delle persone!

La speranza di una vita migliore è fortissima, la sentiamo palpitare intrisa di ricerca di giustizia tra i famigliari delle vittime, nella sete di verità che attraversa le assemblee degli sfollati, nella spinta alla cura verso i piccoli traumatizzati e gli anziani più deboli, nella voglia di riscatto di tanti lavoratori e lavoratrici che ogni giorno cercano di raggiungere il proprio posto di lavoro. Questa speranza va coltivata, alimentata e indirizzata per difendere e affermare la vita.

Sì, possiamo guardare avanti. I primi esempi sono quelli che si sprigionano dal protagonismo delle persone: interessarci, chiedere, sapere, decidere insieme ai propri colleghi, ai vicini di casa. No, non ci fidiamo della politica, delle istituzioni statali (vecchie e nuove) che anche in questi giorni litigano per spartirsi il potere del controllo della ricostruzione!

Per questo ci sembra molto più concreto e benefico un impegno per sostenere e promuovere protagonismo, unione, solidarietà umana per provare a ridisegnare le nostre vite, magari migliorandole.

Tanti comitati già attivi possono prendere fiducia e superare logiche di delega alla politica, documentarsi, far crescere una cultura della vita e non adattarsi al "meno peggio", altri possono nascere unendo le persone provando così a superare ostilità, inimicizia, per trovare nei propri vicini (di ogni parte del mondo) motivi di sicurezza e promuovere accoglienza.

Verità e giustizia per le vittime della strage!

Costruiamo e sviluppiamo solidarietà indipendente con gli sfollati per garantire una casa a tutti

Costruiamo comitati popolari per controllare la ricostruzione, per conoscere e verificare le condizioni ambientali e difendere la salute di tutti/e

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archiviate le accuse alle ONG

crolla il teorema razzista Salvini-Di Maio

Sono passati circa due anni da quando Lega e 5stelle, poi direttamente il governo Conte, hanno lanciato una campagna denigratoria tesa a criminalizzare l’operato delle ONG, protagoniste di tanti eroici salvataggi nel Mediterraneo. Non si è trattato solo di proclami propagandistici. Il nuovo governo non ha lesinato sulle spese e sui mezzi per sostenere inchieste volte a dimostrare un odioso teorema razzista: la connivenza tra i criminali trafficanti di uomini e i volontari del soccorso in mare. Solo la scorsa estate l’opinione pubblica ha saputo che già dall’anno prima erano in corso le indagini e un dispiegamento di forze e risorse senza precedenti – con agenti infiltrati sulle navi dei volontari, intercettazioni satellitari, elaborazioni di tracciati radar, informative richieste ai servizi segreti. Alle dichiarazioni roboanti del fascio-leghista Salvini aveva dato il suo sostegno l’altro vice Di Maio che aveva sentenziato che l’operato delle ONG poteva essere configurato come reato di associazione a delinquere. Con questa accusa, che ebbe una grandissima eco sui media nazionali e internazionali, sono state aperte, nascondendolo all’opinione pubblica per oltre un anno, le inchieste giudiziarie nelle città di Palermo, Ragusa, Trapani e Catania. Il risultato immediato dell’azione di governo è stato l’allontanamento dal Mediterraneo della gran parte delle navi delle organizzazioni non governative e l’aumento delle vittime dei naufragi in rapporto al numero dei naviganti. Salvini e Di Maio condividono con i trafficanti di esseri umani la responsabilità di questi crimini contro l’umanità. A conferma dell’operato pretestuoso e criminale del governo Conte è arrivata intorno a Ferragosto, la notizia, “bucata” da quasi tutti i principali media nazionali e internazionali, che sono state archiviate dalle rispettive Procure per mancanza di prove le due inchieste di Palermo e quella di Ragusa e per la stessa ragione stanno per essere archiviate anche quelle di Trapani e Catania. Il teorema razzista del governo crolla dopo aver fatto centinaia di vittime nel Mediterraneo.

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esodo venezuelano

Senza dubbio non c'è oggi dimostrazione più emblematica del collasso del regime di Nicolas Maduro e della truffa del "socialismo del XXI secolo" in Venezuela, che l'emigrazione massiccia causata dalla mancanza di libertà e dalle condizioni di vita soffocanti, insieme alla scarsità di alimenti, di medicine e di articoli di prima necessità. Le cifre di questo inarrestabile movimento umano sono impressionanti: tra i 3 e i 4 milioni di persone, vale a dire più del 10% della popolazione, sono andate via dal Venezuela con la speranza di una vita migliore. Coi mezzi di trasporto o a piedi, con i documenti o senza, si stanno dirigendo verso i paesi più vicini, Colombia o Panama, ma anche verso Stati Uniti, Brasile, Argentina, o persino Spagna e Italia.

Gli Stati della regione mostrano tutta la loro disumanità violenta e xenofoba dinanzi a giganteschi spostamenti umani. Le autorità colombiane permettono ai servizi segreti dellintelligence chavista di portar via gli oppositori fuggiti, il Brasile schiera i militari alla frontiera e altri Stati (come Colombia, Ecuador, Perù e Cile) chiudono temporaneamente i varchi ed esigono nuovi requisiti, come visti e certificati dei precedenti penali, allo scopo di deportare e impedire gli arrivi. Alle mafie che lucrano sugli immigrati si aggiungono azioni violente come quella di cui si sono resi protagonisti, giorni fa, i cittadini della località brasiliana di Pacaraima che hanno attaccato le centinaia di immigrati venezuelani lì presenti. Questi drammi preoccupanti si contrappongono alle espressioni di solidarietà tra colombiani e venezuelani alla frontiera, alla costruzione di relazioni di amicizia e di cameratismo per affrontare il viaggio, al coraggio delle donne venezuelane che vanno e vengono lungo il ponte Simon Bolivar per procurarsi i beni di prima necessità e resistere insieme ai propri cari e alla gente venezuelana, uomini e donne, che si organizza nei paesi di destinazione. Perché questi segnali possano prevalere di fronte al razzismo imperante è necessario promuovere la solidarietà senza frontiere.

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la vicenda della nave Diciotti

spunti di umanità e scontri di potere sulla pelle degli immigrati

Le pene dei 150 profughi a bordo della Nave Diciotti sembrano aver avuto  un primo sollievo, ma l’epilogo della vicenda annuncia per tutti scenari problematici. C’è soddisfazione per il fatto che persone bisognose possono avere cure immediate.  Ci incoraggiano le immagini del porto di Catania pieno di gente in solidarietà per  i nostri fratelli e sorelle prigionieri sulla nave. Ci sono stati sussulti di umanità in giro per l’Italia, schieramenti di personalità anche delle Istituzioni che si sono contrapposte a Salvini. La disumanità era eccessiva e le contraddizioni troppo grandi esasperate  dall’incedere delirante  del fascioleghista  ministro dell’Interno che, abbronzato come non mai, scagliava tweet contro gente inerme, minacciando chiunque. Di qui si è generato uno scontro di potere finora mai visto in questo Paese su queste questioni. Ora un procuratore della Repubblica indaga il ministro dell’interno e il suo capo di Gabinetto per sequestro di persona, la Chiesa fa valere le sue prerogative di stato e accoglie 100 immigrati divenendo così uno di quelli in Europa con la più alta media di rifugiati accolti in proporzione alla popolazione. Alcuni dei profughi finiranno in Albania, che non è nella UE, altri in Irlanda. Il Caos cresce. L’azione prepotente e criminale di Salvini si avvale purtroppo di un contesto sociale in cui dilaga il razzismo anche nelle sue forme più violente. In questa vicenda un altro limite alla disumanità  è stato superato. Alcuni spunti sono importanti e vanno raccolti perché maturino:  c’è chi non ci sta a tanto disprezzo della vita umana. Va misurata e accompagnata, basata di più, invece  una volontà di reagire assieme con serietà e continuità basate su valori ed esempi credibili. La nostra iniziativa per l’accoglienza, andrà con decisione in questo senso. 

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• n. 319


da 23 luglio
al 10 settembre 2018


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