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AdessoLaStoria


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a fianco del popolo palestinese

fermiamo il massacro!

Lo Stato d’Israele, con il sostegno e la complicità di Donald Trump che ha deciso l’apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme, sta perpetrando una inaudita strage a Gaza: soldati e cecchini sparano contro i manifestanti palestinesi provocando, solo nella giornata di ieri, 61 morti e più di 2700 feriti, che si aggiungono alle decine delle settimane precedenti. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza umana alla popolazione palestinese, ai familiari e alle vittime di questo orrendo massacro perpetrato dallo Stato d’Israele.
La spietata carneficina in atto alimenta i pericoli di escalation bellica e terrorista in tutta l’area mediorientale, mentre crescono gli odi, le lacerazioni e le divisioni tra le popolazioni. Le responsabilità storiche dell’ingiustizia perpetrata dal sionismo, che abbiamo da sempre denunciato, non possono giustificare, su un altro piano, quelle delle corrotte leadership palestinesi: con i loro criminali tradimenti e la loro logica bellica e politica, opposta e coincidente con quella dei nemici che dichiarano di voler combattere, hanno spesso mandato allo sbaraglio gente inerme solo per i propri cinici calcoli politici sperperando il coraggio e la determinazione di generazioni di palestinesi.
Una prospettiva di pace non può giungere dagli Stati, come testimonia il fallimento di tutti i presunti “accordi di pace”, ma dal protagonismo della gente comune, dall’affermazione del diritto al ritorno dei palestinesi, dal possibile incontro e dialogo tra persone di diverse religioni, etnie e provenienze contro l’oppressione storica del sionismo, ogni razzismo e antisemitismo. In questo contesto drammatico bagliori di speranza per una soluzione umana giungono da esperienze, per ora di minoranze, improntate ad una logica di pacificazione tra ebrei e palestinesi che affermano una possibilità di convivenza.

Corrente umanista socialista

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contro la spirale bellica 

 

pace e libertà per le popolazioni mediorientali


Non c’è pace per le martoriate popolazioni mediorientali. Alle dichiarazioni belliciste del fascistoide Trump e di Netanyahu  è seguito un lancio di missili dell’Iran sulle alture del Golan  e un nuovo  bombardamento aereo di Israele che ha colpito postazioni militari iraniane in Siria, dopo quelli avvenuti nelle scorse settimane.
I diversi nemici dell’umanità sulle pelle delle popolazioni della zona si stanno confrontando anche militarmente per l’ influenza e la spartizione dei territori e a questo si aggiunge il terrore delle diverse bande terroriste. E’ in atto un pericolosissima escalation militare. Le popolazioni, in primo luogo quella siriana, già duramente provata dalla criminale guerra scatenata da Assad per fermare la rivoluzione della gente comune, sono costrette a subire questa escalation criminale. Mentre Israele sta scatenando la sua furia omicida nella striscia di Gaza contro le manifestazioni pacifiche dei palestinesi che giustamente rivendicano il diritto al ritorno.
Siamo al fianco della popolazione siriana, del popolo palestinese e di quelli mediorientali per difendere e affermare la vita contro tutti gli intenti bellicisti delle diverse potenze.  Facciamo appello a tutte le persone di buona volontà a riprendere l’iniziativa per una pace subito e senza condizioni e per accogliere i profughi che fuggono dalle guerre. Le possibilità di pace dipendono dal protagonismo della gente, non dagli Stati che sono tutti criminali e fondati sulla guerra. 

Corrente Umanista Socialista.
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A 70 anni dalla Nakba

Per il diritto al ritorno dei palestinesi

A 70 anni dalla fondazione dello Stato di Israele e dalla cacciata di milioni di palestinesi dalle loro terre è in corso la Marcia per il diritto al ritorno: migliaia di palestinesi sono protagonisti in queste settimane di manifestazioni, fondamentalmente pacifiche, ai confini della Striscia di Gaza per reclamare il diritto al ritorno contro l’ingiustizia storica perpetrata dai sionisti.

Di fronte al riproporsi dell’irriducibile lotta del popolo palestinese l’esercito israeliano ha scatenato una violentissima e barbara repressione. I soldati sionisti sparano contro i manifestanti con un cinico tiro al bersaglio uccidendo decine di persone e ferendone centinaia. È un’ulteriore espressione della natura razzista, violenta e bellica dello Stato di Israele, sostenuto dalle potenze imperialiste a cominciare dagli Stati Uniti.

I palestinesi continuano con straordinario coraggio a sfidare la barbarie per affermare i propri diritti nonostante i tradimenti e i voltafaccia delle loro leadership corrotte. Siamo solidali con il popolo palestinese per affermare la vita, la solidarietà, l’autorganizzazione, sottraendosi alle logiche politiche e belliche, per il diritto al ritorno e all’autodeterminazione contro l’occupazione sionista.

Per il diritto al ritorno e all’autodeterminazione
del popolo palestinese

No all’occupazione militare sionista
Pace e libertà per la Palestina e il Medio Oriente
Contro Trump, Putin, Assad,
i signori della guerra e le bande del terrore

Corrente umanista socialista

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escalation in Medio Oriente

per un nuovo pacifismo

In Medio Oriente, come avevamo previsto, stiamo assistendo a un’ulteriore escalation bellica. Dopo le dichiarazioni belliciste del fascistoide Trump nei confronti dell’Iran, c’è stato uno sviluppo del confronto militare. L’Iran ha lanciato dei missili sulle Alture del Golan,  Israele ha reagito con un bombardamento aereo sulle postazioni iraniane in Siria.

È in corso un confronto sanguinoso tra i diversi nemici dell’umanità per la spartizione della Siria e del Medio Oriente. Le popolazioni della zona – in primo luogo quella siriana, già duramente provata dalla criminale guerra scatenata da Assad per fermare la rivoluzione della gente comune – sono costrette a subire questa escalation criminale.

Siamo al fianco della popolazione siriana, del popolo palestinese e di quelli mediorientali per difendere e affermare la vita contro tutti gli intenti bellicisti delle diverse potenze. Non c’è da confidare in nessun Stato perché tutti sono criminali. Per questo c’è bisogno di un nuovo pacifismo fondato sul protagonismo e che faccia leva sulle più profonde tensioni umane all’affermazione della vita e al suo miglioramento. Dopo il Primo maggio continueremo a sviluppare l’iniziativa per una pace subito e senza condizioni in Medio Oriente, per accogliere tutti i profughi e per sviluppare la solidarietà con le popolazioni.

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Senigallia

una storia di ordinario razzismo

Fatima, una donna senegalese, mentre era in prova per essere assunta come operatrice socio sanitaria dalla Cooperativa Progetto solidarietà alla Casa di Riposo Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia è stata vittima di pesanti offese razziste da parte di alcuni degenti: “non mi faccio toccare da te, sei nera”. Questi insulti razzisti sono stati riferiti ai responsabili della cooperativa che, anziché difendere l’operatrice, ha deciso di non stipularle il contratto, promettendole un altro posto di lavoro che Fatima ha rifiutato. Così Fatima, oltre ad essere stata offesa, non è stata assunta. Le esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Quella di Senigallia è una triste espressione di come il razzismo cresce e si sviluppa anche dal basso alimentato dalle istituzioni. Un’ulteriore ragione per sviluppare un impegno quotidiano e di lunga lena per cambiare le relazioni, affermare una autentica solidarietà umana e combattere tutti i giorni l’ordinario razzismo che si sprigiona nella società.

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• n. 315


dal 7 al 28 maggio 2018


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