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AdessoLaStoria

                           

                           

                                         all'11 marzo
                                       abbiamo raccolto

                               389.128 euro

 


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giù le mani dai bambini

Esprimiamo la nostra più piena solidarietà e la più calda vicinanza ai 51 bambini e 3 accompagnatori che hanno oggi rischiato la vita vicino Milano in un vile e terribile atto di violenza compiuto da Ousseynou Sy, cittadino italiano di origine senegalese, che ha prima sequestrato il bus dove i bambini viaggiavano, poi li ha minacciati ed infine ha dato fuoco al mezzo. Solo la prontezza e il coraggio di alcuni di loro nel denunciare l’accaduto e nel dare l’allarme ha permesso l’intervento delle forze dell’ordine e ha sventato la strage.
Il criminale gesto sarebbe stato motivato, nelle parole dell’attentatore, come una ritorsione per le morti in mare provocate dal governo italiano.
Siamo in prima fila nel denunciare quotidianamente e con forza l’operato vergognoso di questo governo e la sua responsabilità diretta in tante tragedie del Mediterraneo, ma allo stesso modo respingiamo e denunciamo chi, in nome di una presunta vendetta, colpisce vigliaccamente vittime inermi e indifese, bambini e bambine. Si tratta di un atto spregevole che si colloca pericolosamente in un clima di violenza diffusa e di odio razzista che viene dall’alto ma si propaga e dilaga in una società avvelenata e disgregata. L’odio, da qualunque parte provenga, alimenta altro odio.
Dobbiamo reagire di fronte a tutto questo: affermiamo una convivenza positiva, costruiamo ogni giorno solidarietà umana, come arricchimento per chi la riceve e per chi la fa.
Siamo con i bimbi colpiti, in Italia e ovunque, con quelli sequestrati oggi vicino Milano e con quelli che rischiano la vita – e a volte la perdono – nel Mediterraneo. Chi è nemico dei bambini è nemico dell’umanità.

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la vicenda della nave Mare Jonio

il coraggio dei volontari contro la disumanità del governo

La Nave Mare Jonio è approdata ieri a Lampedusa dove ha fatto sbarcare 49 persone dopo averle salvate in mare. Il principio che ha animato tutto l'equipaggio è che laddove ci sono vite umane in pericolo si salvano. Invece, stiamo assistendo all'ennesimo attacco contro esseri umani che cercano una vita migliore emigrando e contro dei volontari che li salvano e gli restituiscono la possibilità di vivere. Salvini e Di Maio infatti non perdono occasione per fomentare odio, razzismo e cattiveria. Il primo minaccia arresti e repressione in disprezzo della pur minima umanità, l'altro fa addirittura appello alla guardia costiera libica per fermare le ONG che non rispettano gli ordini. Tutto questo è disumano e criminale. È stato grazie al coraggio del capitano della nave e dell'equipaggio tutto che le persone a bordo hanno potuto sbarcare. Di fronte al pericolo, non hanno aspettato il balletto della politica, ma hanno fatto rotta verso Lampedusa, dove lo stesso sindaco e la gente del posto gli hanno dato il benvenuto. Non hanno ceduto alle pressioni , si sono assunti una responsabilità umana: portare a terra che rischia la vita in mare. Ora, purtroppo, come abbiamo visto per altre navi di volontari (Juventa, Sea Watch, SoS Mediterranée) la macchina repressiva e giudiziaria comincia il suo accanimento. La Mar Jonio è stata infatti posta sotto sequestro e il suo comandante interrogato . Eppure la stessa Guardia di Finanza, salita a bordo, ha testualmente riportato che "non c'è nulla da segnalare tranne che le persone a bordo sono provate" . Contro questi attacchi indegni e pretestuosi dobbiamo unirci e difendere la solidarietà, l'impegno per l'accoglienza e la libertà di chi fugge di trovare rifugio. Denunciamo fortemente la barbarie di questo governo direttamente colpevole di tante morti in mare. Sosteniamo quindi i profughi e immigrati per una accoglienza umana e degna e chiamiamo la gente solidale e antirazzista all'impegno a fianco della nave Mare Jonio, contro la repressione, per l'immediato dissequestro, affinché possa riprendere il largo immediatamente.

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APPELLO

per un 25 aprile di resistenza e liberazione
contro il governo, il razzismo e gli attacchi alle libertà di tutti/e

In continuità con la manifestazione nazionale del 10 novembre contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini, l’Assemblea di Macerata del 10 febbraio ha deciso di convocare per il 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazifascismo, una mobilitazione nazionale con manifestazioni locali diffuse.
Rivolgiamo un caloroso appello a tutte le forze solidali, antirazziste e antifasciste ad unirsi per manifestare contri i provvedimenti liberticidi, fascistoidi e repressivi del governo Salvini/Di Maio.
Proponiamo di costruire assieme le manifestazioni locali su questi contenuti:


-Costruiamo solidarietà contro il governo, il razzismo, la legge Salvini
-Accoglienza e regolarizzazione per tutti/e gli/le immigrati/e
-Apriamo i porti salviamo le vite! Solidarietà con le Ong
-Per la libertà di espressione e manifestazione contro gli attacchi liberticidi del governo
-Contro ogni forma di razzismo, le minacce fasciste, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione

Per adesioni: accoglienzapertutti@gmail.com

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Lorenzo Orsetti: in omaggio a una persona coraggiosa

Siamo addolorati per la morte di Lorenzo Orsetti assassinato dall’Isis a Baghuz. Siamo solidali e vicini alla famiglia, ai suoi cari, ai suoi amici, alla comunità curda. Lorenzo aveva scelto coraggiosamente di andare a combattere perché giustamente considerava l’Isis un nemico del popolo curdo e di tutta l’umanità.
“Lo Stato Islamico è il male assoluto. Questa è una battaglia di civiltà” così ha motivato la scelta di partire da Firenze, la sua città, e combattere insieme alla resistenza curda contro i neonazisti dell’Isis. Lorenzo è una persona generosa e schierata contro questi nemici dell’umanità che noi abbiamo denunciato e combattuto fin dal loro sorgere. Sapendo che per questo suo schieramento rischiava la vita, aveva con sé una lettera in cui significativamente scriveva: “Ciao se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più in questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà”. Una persona coraggiosa e altruista che ci lascia un messaggio di speranza. Lo ricordiamo insieme a tutti le protagoniste e i protagonisti della resistenza popolare curda - al di là della politica delle direzioni -  che hanno dato la vita per difendere la libertà contro il mostro neonazista dell’Isis.

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riceviamo e pubblichiamo questo volantino a proposito delle barbare sentenze contro le donne di questi ultmi giorni

basta sentenze contro le donne

unite per essere piu’ libere e fermare la violenza

Angela, uccisa a Genova nell’aprile del 2018 dal suo compagno, non potrà avere giustizia e insieme a lei i suoi cari. Il giudice ha deciso di dimezzare la pena al suo assassino perché “disperato, deluso, risentito del comportamento di lei…”. Una sentenza vergognosa come quella di qualche giorno fa a Bologna in cui all’assassino di Olga è stata dimezzata la pena per “tempesta emotiva”, a cui si aggiunge la spregevole assoluzione ad Ancona di uno stupratore perché lei “troppo mascolina”.
Tentativi agghiaccianti di reintrodurre il delitto passionale abolito nel 1981, che prevedeva attenuanti per uomini che uccidevano donne per punirle di condotte disonorevoli, e chiari attacchi alla dignità delle donne.
Ma questa è la giustizia che propongono! Espressione di una cultura patriarcale di cui giudici uomini, purtroppo con la complicità di alcune donne, si fanno portatori, alimentando un’ideologia che giustifica maschi assassini o violenti, le cui emozioni e gelosie sarebbero incontrollabili, fino a diventare pretesto e alibi per uccidere donne che invece non possono scegliere chi amare!
Dal 1° gennaio sono già 12 le vittime di femminicidio in questo paese, due nella settimana scorsa, mentre pochi giorni fa Maria Antonietta è stata bruciata dal suo ex a Reggio Calabria, ed in prognosi riservata, già coraggiosamente, lo ha denunciato.
Tutto questo ci indigna profondamente e ci preoccupa molto. Tanto più che accade e non a caso in un clima di odio ed intolleranza che cresce tra tanta gente, alimentato da un governo razzista e misogino che attacca diritti conquistati dalle donne.
L’attacco è ormai intollerabile ed è indispensabile reagire alle ingiustizie e sostenere le donne che vogliono denunciare i loro aguzzini e molestatori di ogni risma. Possiamo e dobbiamo continuare a sognare e cercare la libertà e felicità, ad affermare la voglia di vivere e di amare chi e quando vogliamo, avvalorando, sentendoci forti del protagonismo di una grande parte del genere femminile che in tutto il mondo continua a lottare, immaginare e cercare la libertà per sé e per gli altri senza arrendersi. Spinte che maschi frustrati e possessivi spesso non tollerano e che in certe sentenze possono diventare motivi per giustificare femminicidi e violenze sulle donne! Da sole le violenze le subiamo ma insieme possiamo affrontarle, possiamo farci forza l’una con l’altra per essere felici e libere!
Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza ai cari di Angela, Olga e di altre donne come loro.


Le donne de La Comune di Genova; Collettivo Maripose DdD di Genova; le donne di A.P.I.E.(associazione pueblo immigrati ecuadoriani);Fratellanza Donne; Associazione Luanda; Le donne del Presidio di S.Lorenzo, Se Non Ora Quando di Genova.
Per info: 3458400347

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 • n. 332


dal 4 al 18 marzo 2019


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socialista
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