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AdessoLaStoria


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Canada

terrorismo assassino “fai da te”

A Toronto un assassino ha compiuto una strage falciando i passanti con un furgone, provocando 10 morti e decine di feriti. Il nostro pensiero e la nostra solidarietà vanno alle vittime e ai loro cari. Al momento non ci sono rivendicazioni e tutto sembra indicare che si tratti di un gesto individuale. È l’ennesima espressione di una tempesta assassina che si rivolge contro l’umanità: viviamo un contesto di decadenza che alimenta la violenza e il terrorismo che ha radici e motivazioni differenti.  Si sa che l’assassino nella sua pagina facebook esprimeva il suo odio verso le donne, quindi verso l’umanità, e ha drammaticamente emulato altri terroristi che hanno compiuto stragi analoghe nella modalità come Marsiglia e Barcellona. A Toronto è in corso il vertice del G7, cioè di quegli stessi Stati che si fondano sulla violenza e sulla guerra e la fomentano: per questo non possono difendere la vita della gente!  In questo contesto decadente, gli “assassini sono tra di noi”:  ed è perciò fondamentale scegliere di costruire relazioni solidali, fondandole sulla ricerca del bene comune e sui valori, riconoscendo gli amici e isolando così i fomentatori di odio e i nemici, per reagire insieme al terrorismo e alla violenza assassina e difendere insieme la vita. Affermiamo insieme attivamente la pace contro le guerre e tutti i tipi di terrorismo, per questo saremo in piazza nelle diverse città il primo maggio.

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Afghanistan: nuovo attentato a Kabul

a fianco delle popolazioni afghane contro i neonazisti dell’Isis

Domenica 22 aprile i neonazisti dell’Isis hanno compiuto un nuovo orrendo attentato terrorista a Kabul in un centro per l’iscrizione nei registri elettorali causando 59 morti e oltre cento feriti. È solo l’ultimo di una lunga serie di attentati che insanguinano questo paese: a gennaio i talebani hanno attaccato un Hotel e successivamente hanno fatto esplodere un’ambulanza provocando ancora più di cento morti. La popolazione afghana è stretta in una morsa infernale e criminale tra la violenza imperialista e il terrore dei talebani a cui si aggiunge oggi quello dei mazijihadisti dell’Isis. Dopo le sconfitte subite in Siria, gli uomini del Califfato nero si stanno concentrando in Afghanistan ed hanno avviato una competizione a colpi di terrore con i talebani, loro “concorrenti”. Siamo solidali con le vittime di questo inaudito concentrato di terrore e violenza.  Siamo con le popolazioni afghane contro le truppe di invasori occidentali e tutte le criminali bande terroriste. Siamo con la gente comune per sottrarsi a tutte le logiche speculari di terrore e violenza degli Stati e delle bande neonaziste e affermare la pace, la libertà e l’autodeterminazione delle popolazioni. Anche per questo saremo svilupperemo iniziative in diverse città il primo maggio.

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scandalo Facebook: Zuckerberg al Congresso

dialogo fra potenti

Le audizioni al Congresso statunitense di Mark Zuckerberg hanno tristemente confermato il suo sodalizio con lo Stato: i punti in borsa per il social risalgono e alla fine dei conti sembra quasi che sia stata sufficiente una tirata di orecchie. Non stupiscono quindi le domande irrilevanti della prima giornata al Senato, quasi più curiosità sul funzionamento del social che altro, e ancor meno le risposte evasive e vaghe alle questioni più nettamente poste da alcuni deputati. Ad esempio alla richiesta di pronunciare un chiaro impegno di Facebook a cambiare le proprie impostazioni di default in modo da ridurre i dati raccolti degli utenti, il multimiliardario si è nei fatti rifiutato dicendo che “la questione è complessa e non c’è una semplice soluzione”. Certo è effettivamente molto difficile rinunciare alla principale fonte di introiti per il social: lucrare sui dati dei suoi utenti è il loro vero business! E peraltro non solo degli utenti iscritti, perché durante questa audizione è emerso, tra i silenzi e le ripetute e vuote scuse di Zuckerberg, che in realtà Facebook riesce a tracciare gli utenti anche quando non sono iscritti o collegati direttamente alla piattaforma, così come continua a tenere traccia degli spostamenti e delle informazioni relative a chi ha scelto di cancellarsi! “I’m not familiar with that…”, “Non ho familiarità con tutto ciò” è la risposta, che appare come una vera e propria presa in giro, immediatamente accompagnata a una giustificazione ancor più inquietante “raccogliamo dati di persone che non sono iscritte a Facebook per questioni di sicurezza, per prevenire le minacce”.
Ma la vera minaccia sono loro, truffatori in t-shirt, che quando si mettono in giacca e cravatta appaiono ancora più pericolosi, e i loro prodotti che svelano sempre più la loro vera essenza: l’odio, le menzogne e il furto delle vite altrui.

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dissequestrata la nave Open Arms

la solidarietà non è un reato

Il provvedimento con cui il Gip di Ragusa ha disposto il dissequestro della nave Open Arms della ONG spagnola Proactiva, bloccata a Pozzallo dallo scorso 18 marzo per essere stata utilizzata per il salvataggio di 218 profughi, restituisce un poco di giustizia non soltanto ai volontari di Proactiva ma a tutte le persone che oggi vengono criminalizzate in quanto solidali con i profughi che cercano di vivere fuggendo dalle violenze di ogni genere perpetrate in Libia e che tutti i governi conoscono.
Scrive il Gip nel decreto di dissequestro che "la consegna dei profughi alle navi libiche avrebbe comportato di fatto un respingimento, pratica vietata dalla Convezione di Ginevra e da altre norme internazionali sui diritti umani, atteso che un salvataggio può dirsi compiuto solo quando i naufraghi – in questo caso migranti che fuggono dalla Libia – arrivano in un Place of safety, ovvero un luogo sicuro". Continua poi scrivendo che nella risoluzione 1821 (2011) dell’Assemblea parlamentare del Consiglio di Europa, la nozione di luogo sicuro comprende necessariamente il rispetto dei diritti fondamentali delle persone soccorse e che non può essere considerato sicuro un luogo dove vi sia serio rischio che la persona possa essere soggetta alla pena di morte, alla tortura, persecuzione o trattamenti inumani o degradanti; di certo la Libia, da questo punto di vista, è il luogo peggiore per i migranti che fuggono dall’Africa o dalle zone di conflitto del Medio oriente. Riconsegnare i migranti ai libici poteva, per questi motivi, provocare un danno grave alla persona, elemento di fatto che per il Gip ha rappresentato una discriminante dello stato di necessità, non punibile per la legge italiana.

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1° Maggio
per la pace subito e senza condizioni

L’attacco missilistico degli Usa in Siria con il sostegno della Francia e della Gran Bretagna è un ennesimo atto di guerra contro popolazioni già martoriate.
Sono anni che dalla Siria arriva un grido di dolore di donne, uomini e bambini, che scavano sotto le macerie per salvare i propri cari dalla mattanza di Bashar al Assad appoggiato da Putin e dai suoi alleati in zona, dopo che per una lunga fase i neonazisti dell’Isis avevano seminato il terrore nel paese. Usa e Russia considerano quest’area del mondo una preda da spartirsi combattendosi tra loro, altri Stati partecipano a questa ferocia o stanno a guardare complici.
La gente comune siriana ha dato vita 7 anni fa ad un principio di rivoluzione umana nel segno della pacificazione, della libertà e della dignità.
Contro questa inedita speranza, si è scatenata l’indicibile furia bellica. Questa guerra ci riguarda tutti perché colpisce la nostra umanità e proietta una terribile minaccia sul mondo intero. È difficile prevedere fin dove possa arrivare lo scontro tra i poteri oppressivi del peggior presidente degli Usa e il nuovo zar russo.
C’è bisogno di reagire, di far sentire la voce delle donne e degli uomini desiderosi di pace. Schierarsi a fianco delle popolazioni colpite rispondendo ai loro appelli e al loro coraggio corrisponde ai nostri interessi e concerne il nostro futuro.

A fianco della gente comune in Siria e in Medioriente
Contro Trump, Assad, Putin e i signori della guerra!
Contro tutte le bande terroriste!
Ritiro immediato di tutte le truppe dalla Siria! Stop ai bombardamenti!
Pace e libertà per il popolo siriano e tutti i popoli mediorientali!
Accoglienza incondizionata per i profughi!

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