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AdessoLaStoria


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Firenze

contro il razzismo, reagiamo uniti

Giovedì 19 luglio era in programma a Firenze un'iniziativa organizzata da varie associazioni antirazziste e dalla comunità rom e sinti con l'intento di commemorare il Porraimos - lo sterminio organizzato dai nazisti che ricorre il 2 agosto - e promuovere una migliore convivenza a fronte del crescente clima di razzismo, inaspritosi ancor più dopo l'odiosa uccisione del giovane Duccio per mano di due criminali di origine rom.
Le destre razziste hanno minacciato gravemente gli organizzatori, paventando un presidio davanti alla casa del popolo in cui era previsto l'evento per impedirne lo svolgimento. Anche in seguito a queste minacce, l'iniziativa è stata rimandata a data da definirsi e si è svolta in un altro luogo un'assemblea antirazzista, partecipata da varie realtà e persone solidali, che ha deciso come prima reazione di convocare un presidio per il 2 Agosto.
Intendiamo impegnarci affinché si comprenda e si affronti il peggioramento del contesto generale e locale profondamente segnato da un razzismo di marca fascistoide, affermando una determinata reazione solidale che non può in alcun modo sottostare alle minacce delle destre razziste e soprattutto sviluppando un'opera di sensibilizzazione volta ad affermare l'accoglienza, la solidarietà e la pacificazione come passi concreti per migliorare la vita in questo contesto pieno di pericoli.

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Roma

l'odio razzista colpisce ancora

 

Cerasela ha due anni, è in braccio alla madre mentre cammina a Roma, due giorni fa. Improvvisamente inizia a piangere: pochi istanti, e la madre si accorge che la piccola sanguina dalla schiena. La corsa in ospedale, i soccorsi, lo sgomento: Cerasela è stata colpita da un piombino sparato con ogni probabilità da una pistola ad aria compressa. Non è più in pericolo di vita, anche se rischia di rimanere paralizzata.

Cerasela e la madre sono rom di origine romena. Sono state vittime di un efferato attentato razzista, avvenuto in un clima crescente di odio e di livore, di menzogne, discriminazioni e violenze nella società. Donne, immigrate, rom: la rabbia frustrata è esplosa alla terza potenza e ha colpito con odio omicida. Si ripropone nella decadenza che appare inarrestabile lo stigma della subumanità, il marchio di infamia che rende sacrificabile la vita umana per dare sfogo alla propria cattiveria.

Esprimiamo la nostra solidarietà a Cerasela, a sua madre, a tutto il popolo Rom, vittime dell'attentato razzista. Denunciamo il tentato omicidio della piccola, di chiaro stampo razzista. Ci impegniamo a combattere l'odio razzista affermando il principio della nostra comune umanità differente.

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il ministro della vergogna

“La Guardia Costiera libica ha detto di aver interettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno fatto affondare la barca perché non volevano salire sulle motovedette” Le parole di Oscar Camps, fondatore di Proactiva, la Ong che opera nel Mediterraneo con la nave Open Arms, dopo il salvataggio di Josephine – nel quale si è impeganto anche Marc Gasol, estita spagnolo della Nba – non lasciano spazio ai dubbi, né tanto meno alle fake news del ministro fascioleghista. Salvini si vanta della sua azione; ecco concretamente qual è: ordire e concordare con i killer libici le morti in mare. Scegliere che centinaia muoiano nei campi o nelle traversate per assecondare le peggiori pulsioni razziste sue e dei suoi elettori.
Per fortuna c’è chi, in spregio a questa logica e alle minacce del governo italiano, sceglie di impegnarsi per salvare le vite e accogliere. Noi siamo con le Ong contro il  fascioleghista ministro della vergogna.

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Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato dall'Associazione 3 febbraio di Napoli

Napoli Pride 2018

contro razzismo e omofobia

difendiamo la libertà di tutti

L’Associazione antirazzista interetnica “3 Febbraio” saluta le partecipanti e i partecipanti al Napoli Pride 2018. Insieme a La Comune e ad altre associazioni e persone solidali, riteniamo che possiamo unirci, in nome della difesa e dell’accrescimento delle libertà e dei diritti di tutti, rafforzando il nostro impegno per l'accoglienza, per la difesa della vita contro ogni forma di violenza, omofobia e razzismo. La libertà di scegliere chi amare va difesa e tutelata, come la libertà di scegliere dove vivere, soprattutto per chi scappa da guerre, terrorismo e miseria. Nella quotidianità che viviamo, in cui attacchi omofobi e sparatorie razziste sono tristemente normali, in cui molti auspicano la morte di persone innocenti in mare (bambini compresi), ci schieriamo a difesa della vita di tutte e tutti. Ugualmente, ci schieriamo a difesa della libertà di espressione, che è sotto attacco (com’è successo al Pride di Siracusa, dove la polizia ha bloccato uno striscione che recitava: “Per sempre in lotta contro Salvini, l’omofobia e tutti i confini”). Il prossimo 19 luglio ci vedrà impegnati nell’iniziativa "Terra! #ApriteiPorti", promossa dal Comune di Napoli, insieme a tante associazioni e ONG, comunità immigrate e personalità solidali. Facciamo appello a tutte le persone di buona volontà, ai credenti di ogni fede religiosa, alle associazioni di volontariato e antirazziste e quella di difesa dei diritti, di unirsi in un impegno comune per una vita migliore, per tutte e tutti.

Chi ha a cuore l’umanità si schieri!

Associazione antirazzista interetnica "3 Febbraio" - Napoli

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la peste negazionista

Denominiamo una volta per tutte le cose con il loro nome appropriato: il negazionismo ed i negazionisti. Sono personaggi che dalla fogna infetta della rete si presentano come "anime candide", come "pensatori controcorrente" che scrutano i segni di presunte cospirazioni e dell'oppressione di oscure lobbies terzomondialiste. Si autoproclamano "propugnatori del libero pensiero" e dell'essere anticonformisti. Sui social network nugoli di questi ceffi negli ultimi giorni hanno negato che i bambini morti in mare siano davvero annegati e che addirittura siano davvero bambini. Le foto sarebbero quindi immagini di bambolotti iperrealistici messi lì da qualcuno (le "famigerate" Ong). I bambini perciò non annegano perché non ci sono, quindi non esistono. Di conseguenza altri brutti ceffi al governo o nei dintorni attraverso la fogna del web e dei social ironizzano cinicamente e senza freno sulle magliette rosse indossate da tante persone - giovani, donne e altri bambini - per ricordare il piccolo Aylan morto sulle coste della Turchia e i tanti piccoli che muoiono ancora e di cui non conosceremo il nome. Il negazionismo è come la peste, si diffonde nascondendosi tra le spire maleodoranti del web e giunge alle chiacchiere al bar, negli autobus, dal barbiere.... È sempre più importante attivarci per prosciugare il brodo di rabbia, di ignoranza, di razzismo, di pregiudizio, di disumanizzazione alimentati dalla retorica negazionista. Alla barbarie negazionista l'alternativa è la forza dell'empatia, dell'essere comune umanità differente, della cultura umanista socialista, della solidarietà e della conoscenza attiva dell'altro ma anche sella memoria attiva di ciò che è stato e che si ripresenta.

Ultimo Numero

• n. 318


dal 2 al 23 luglio 2018


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socialista
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